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Monthly Archives:novembre 2016

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Redazione No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

servizio-civile-nazionale-in-campania

Campania: primo posto in Italia per i progetti del Servizio Civile

Redazione No Comments

Anche per gli anni 2018/2019, i fondi stanziati per i progetti del Servizio Civile in Campania hanno permesso l’adesione di molti giovani a importanti iniziative. Sono ben 323 i progetti che vedranno la luce in questo biennio in Campania, portando molti volontari a partecipare attivamente al sostegno della propria Regione.

Sono ben 3.524 i giovani impegnati nel Servizio Civile in Campania, una cifra che, a quanto pare, sorprende non poco. È infatti il numero più grande di volontari registrato quest’anno in ogni Regione italiana. Se contestualizzato nella Regione Campania, e considerato rispetto ai volontari già presenti, non può che far piacere.

I giovani andranno a sommarsi ai 3.215 ragazzi che già stanno prestando Servizio Civile, raggiungendo un impressionante numero di 6.739 giovani. Questo dato non può far altro che enfatizzare la cura che la regione ha nutrito nei confronti di tale servizio.

La preparazione che questi giovani riceveranno per affacciarsi responsabilmente al mondo del lavoro è un grande vanto per la regione Campania. La presenza di tanti ragazzi attivi in prima persona per svolgere Servizio Civile porta, numeri alla mano, la Campania al primo posto per adesioni al Servizio Civile.

Servizio Civile e Terzo Settore in Campania

Proprio in questi giorni si è tenuto a Napoli un dibattito organizzato dal Consorzio Proodos, che ha permesso ai giovani di discutere faccia a faccia con enti e organizzatori di progetti del Servizio Civile. Locandina e biglietto dell’evento, già terminato, sono ancora disponibili e visualizzabili dal sito ufficiale de Servizio Civile Campania.

“Servizio Civile e Terzo Settore in Campania: un’opportunità di crescita e di inserimento lavorativo per i giovani” è il titolo del dibattito tenutosi. Nella Sala Vasari del complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, il primo argomento all’ordine del giorno è stato relativo al Servizio Civile Universale. La dimensione di quest’ultimo non è ancora definitiva e troverà concretizzazione nel 2019.

Le attività previste dal Servizio Civile Universale spazieranno dalla protezione civile, alla riqualificazione urbana o del patrimonio culturale, storico o artistico della propria regione. Particolare rilievo viene dato alla promozione della non violenza, accentuando l’accettazione della biodiversità e l’importanza della difesa non armata. L’offerta per i giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti è quindi ancora più vasta, ma le novità del Servizio Civile universale non terminano qui. Il programma di partecipazione subirà alcune modifiche dal punto di vista della flessibilità verso i volontari con disagi che non riusciranno a prestare servizio per 12 mesi.

La durata del periodo di servizio potrà variare dagli 8 ai 12 mesi, coerentemente con le esigenze del volontario. Sarà, inoltre, possibile per gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia partecipare ai programmi di Servizio Civile senza distinzione alcuna dai cittadini nati e cresciuti in Italia.

Il dibattito a Napoli è proseguito con un particolare riferimento alla preparazione che il Servizio Civile, campano e non può fornire in relazione alla vita lavorativa. Di 266 volontari del Servizio Civile, negli ultimi 5 anni sono già 28 i giovani ad aver trovato un lavoro stabile in organizzazioni aderenti al Consorzio. Ripetendo una simile operazione, valutando i ragazzi avviati al Servizio Civile in Campania, ovvero 18.521, negli ultimi 5 anni i giovani inseriti nel mondo del lavoro sarebbero circa 2.000, più del 10%.

L’entusiasmo dei giovani nella partecipazione al dibattito ha soddisfatto l’assessore Lucia Fortini, che ha ribadito le possibilità offerte ai ragazzi campani attraverso lo stanziamento di risorse dedicate al suolo campano. Si ricordino, oltre al programma Garanzia Giovani e di Servizio Civile, i programmi Scuola Viva e Scuola di Comunità, ampliando la scelta dei giovani campani desiderosi di coniugare un periodo di formazione personale professionale ad un aiuto concreto verso il proprio territorio.

Per visualizzare la graduatoria di merito dei progetti di Servizio Civile presentati nell’anno 2018, è possibile visitare il sito ufficiale del Servizio Civile Campania, dove è stato annunciato il numero di progetti finanziati per gli anni 2018/2019 e il numero di giovani ad aver dato la loro adesione. I nuovi progetti approvati saranno presto aggiunti alla pagina “scegli il tuo progetto”. Qualora si volesse partecipare al Servizio Civile campano, sarà sufficiente inserire i dati richiesti e attendere la lista di risultati coerenti con la ricerca.

Sicuramente aver raggiunto risultati così alti è un vanto per la Regione Campania, che si spera continui a investire nella formazione dei giovani e nella loro educazione al rispetto del territorio e dei meno abbienti.

Andrea Nastro

gdpr nelle scuole italiane i nuovi insegnamenti per capire il nuovo regolamento europeo

Corsi di formazione nelle scuole per il GDPR

Redazione No Comments

Il Miur (acronimo di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha comunicato le informazioni concernenti i corsi di formazione sul GDPR nelle scuole. Andiamo a vedere di seguito i dettagli 

Con la nota numero 23732 del 25/07/2018, il Miur ha diramato l’avviso riguardante i corsi di formazione per l’aggiornamento sulla privacy alla luce del GDPR (conosciuto anche come Regolamento 679/2016), ovvero la nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali che anche in Italia dal 25 maggio deve essere tassativamente rispettata.

I corsi di formazione per la privacy

L’Amministrazione centrale del Miur ha chiesto di fornire l’assenso per l’organizzazione di attività di formazione sul trattamento dei dati personali agli Snodi Formativi Territoriali appartenenti alle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania, Calabria, Basilicata, Lazio, Puglia, Veneto e Umbria.

La conferma di tale disponibilità dovrà essere assolutamente inoltrata entro il 3 agosto direttamente all’indirizzo di posta elettronica dgefid.ufficio4@istruzione.it, inserendo nel campo oggetto della mail la dicitura “Corso privacy”.

L’obiettivo dei corsi di formazione

I corsi di formazione sono stati ideati e proposti per consentire un rapido e sicuro adeguamento alle norme previste dal Regolamento Europeo 679 del 2016, meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation), rispetto alla tutela ed alla custodia dei dati personali. L’obiettivo è quello di rendere competente e preparato anche il personale scolastico nella sua interezza, poiché, inevitabilmente, ha a che fare con la gestione dei dati sensibili degli allievi.

Per chi sono previsti e come sono organizzati questi corsi di formazione?

I corsi di formazione sono rivolti a tutte le scuole, per un massimo consentito di 5 partecipanti per ciascuna. Tra gli aderenti dovranno  necessariamente essere presenti il vicario, il dirigente scolastico e il DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi).

L’attività didattica deve essere erogata, secondo quanto esposto dal Miur, necessariamente entro il 28 novembre del 2018.

La Redazione

Mi Riconosci dice NO al Servizio Civile

Mi Riconosci dice NO al Servizio Civile

Redazione No Comments

Dopo la lettera aperta dei giovani professionisti che avevano chiesto ad Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni Culturali, il riconoscimento del Servizio Civile Nazionale in sede concorsuale, arriva la risposta di “Mi Riconosci“.

La lettera pubblicata sui giornali giovedì 12 luglio, da parte di alcuni professionisti che avevano partecipato al concorso del Servizio Civile Nazionale presentato dal Mibac, è stata accolta con sfiducia e sospetto da alcuni operatori del settore. In particolare, gli attivisti del movimento “Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” hanno dapprima pubblicato un post sull’argomento, per poi rispondere, tramite lettera aperta, mostrando tutta l’indignazione per la richiesta degli ex operatori del settore.

In particolare, il movimento si manifesta contrario alle richieste dei lavoratori riguardo un’assunzione all’interno del Mibac, per il quale hanno lavorato durante il periodo del Servizio Civile, e ad una validità dello stesso in sede concorsuale. La lettera, infarcita di retorica, fa leva verso le condizioni contrattuali ritenute eccessivamente modeste sul Servizio Civile come finto programma occupazionale nazionale, focalizzandosi sullo sfruttamento del bando come una modalità di assunzione dei lavoratori senza andare ad impattare sul bilancio dell’azienda in questione.

Il movimento, chiedendo ai ragazzi di “stringere i denti” e non farsi illudere da questa esperienza, parla di come il Servizio Civile si sia andato a snaturare negli anni, perdendo l’intento di puro volontariato minimamente retribuito e divenendo un bacino di professionisti cui approviggionarsi a costo zero per tappare i buchi di organico.

La mozione di Mi Riconosci evidenzia, però, un punto da non sottovalutare: per quale motivo il Mibac dovrebbe continuare ad attivare collaborazioni a progetto con esperti del settore, quando potrebbe contare su mille volontari  annui senza le tutele del caso? Una mozione che non prende in considerazione gli effettivi dati occupazionali del Servizio Civile Nazionale: il 52% dei giovani impegnati, al termine del contratto, trova lavoro entro l’anno.

Link per la lettera: https://miriconosci.wordpress.com/2018/07/26/lettera-degli-attivisti-di-mi-riconosci-a-662-volontari-del-servizio-civile-nazionale/

Leandro Caiazza

concorso operatore socio sanitario ospedale antonio cardarelli

Un concorso atteso da più di un decennio

Redazione No Comments

E’ stato pubblicato sul BURC dello scorso 30 luglio l’attesissimo bando di concorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli: 20 infermieri e 60 OSS le figure ricercate dal nosocomio napoletano

Dopo circa quattordici anni l’Ospedale Cardarelli di Napoli ha emanato un bando di concorso per assumere nuovo personale sanitario. Alla delibera del Direttore Generale dell’AORN (Azienda Ospedali Riuniti di Napoli) emessa in data 9 luglio ha fatto seguito, lo scorso 30 luglio, la conseguente pubblicazione sul BURC del testo che regolamenterà la selezione di 20 infermieri e 60 OSS (Operatori Socio Sanitari).

Le riserve previste dal bando

Il bando in questione pone alcune riserve: per quanto concerne gli OSS, il 30% dei posti sarà destinato a personale militare in congedo senza demerito o in ferma breve prefissata mentre il 20% andrà a lavoratori già assunti a tempo indeterminato nel nosocomio ed attualmente impiegati in altre mansioni.

I requisiti individuali dei candidati

Occorreranno, poi, taluni requisiti individuali di base: cittadinanza italiana o di un paese UE; idoneità fisica (da verificare prima dell’assunzione); possesso del diploma di licenza media ed ovviamente di quello di OSS, ottenuto in seguito alla frequenza di un corso ad hoc di durata annuale ed al relativo superamento di esame. I candidati potranno inoltrare la domanda di iscrizione unicamente attraverso una piattaforma online (http://www.scanshareservice.com/aocardarelli) dove sarà necessario registrarsi indicando i propri dati personali (data e luogo di nascita, città ed indirizzo di residenza, ecc.).  Al termine della procedura di adesione alla selezione il sistema informatico genererà una ricevuta che dovrà essere scaricata, stampata e consegnata nel giorno in cui saranno svolte le prove d’esame.

Come si svolgerà il concorso OSS al Cardarelli?

L’Ospedale Antonio Cardarelli ha segnalato sul suo sito i vari passaggi procedurali con i quali verrà svolto il concorso per l’assunzione di 60 Operatori Socio Sanitari – categoria Bs.

Per scremare i candidati, di fronte ad un elevato numero di richieste di partecipazione, sarà predisposta una prova preselettiva consistente nel rispondere correttamente ad una serie di domande, a risposta multipla, sulle varie materie d’esame. Le correzioni verranno effettuate tramite sistema informatico. Per quanto riguarda la data, l’orario e la sede della prova preselettiva, si procederà per tempo alla pubblicazione sul sito stesso dell’Ospedale Cardarelli.

Solo 500 candidati saranno ammessi alle successive prove concorsuali e sarà premura del Direttore Generale dell’AORN, dottor ingegner Ciro Verdoliva, nominare la Commissione Esaminatrice, secondo quanto stabilito dagli articoli 6 e 28 del DPR. del 27.03.2001, n. 220,  e dall’articolo 6 del DPR 220/2001.

La Redazione 

Il Governo muove i primi passi verso progetti contro la violenza sulle donne

Redazione No Comments

Il Governo investirà 20 milioni di euro in 197 progetti dedicati alle donne per combattere insieme gli episodi di violenza.

La violenza sulle donne è un tema tutt’ora scottante e molto attuale. Sempre di più sono le donne che ogni anno si ritrovano ad essere vittime di uomini feroci e tiranni, che con violenza e senza scrupoli di coscienza abusano di loro. Ogni anno troppi nomi in più si aggiungono a quelli delle vittime uccise da queste barbarie sanguinolente e questa volta sembra che il Governo voglia intervenire. Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, ha recentemente dichiarato che il Governo ha scelto di investire fondi in progetti contro la violenza sulle donne.

L’iniziativa nasce dopo una denuncia pubblicata sui giornali da una donna che era stata molestata nella Capitale, a cui il sottosegretario ha voluto rispondere con una lettera.

spadaforaOltre alle classiche parole di rassicurazione, Spadafora nella lettera (anch’essa pubblicata) ha dichiarato che i progetti presi in carico si preoccupano di dar sostegno ai centri antiviolenza sparsi in Italia, dedicati al supporto delle donne in difficoltà.

In questi giorni si prospetta un incontro tra Spadafora e le più importanti associazioni antiviolenza per concordare un piano e definire gli strumenti più adatti alla questione. La vicenda, però, non è rimasta indifferente agli occhi di Lucia Annibali, che da anni si interessa della violenza maschile sulle donne. Infatti, la Annibali ha sottolineato in una dichiarazione che i 20 milioni stanziati dal governo non sono recenti, bensì esistevano già al tempo in cui era la Boschi ad occuparsi delle Pari Opportunità. Già durante il governo Gentiloni erano arrivate proposte di progetti in tutta Italia, difatti tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio scorso sono state pubblicate delle graduatorie consultabili online.

La Annibali ricorda, inoltre, che Spadafora non ha fatto presente che il progetto “Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020” è stato pensato e voluto dalla Boschi e messo in atto, seguendo le convenzioni di Istanbul, da: Forze dell’ordine, Regioni e rappresentanti dell’associazionismo e del sindacato, aderenti alle iniziative del Dipartimento delle Pari Opportunità.

 

deputata Annibali

Le dimenticanze di Spadafora, da questo punto di vista, non sono state ben viste dalla deputata Annibali, anche lei vittima di violenza nel 2013 da parte dell’ex compagno Luca Varani.

Nonostante tutte le diatribe attualmente in atto, queste sembrano essere notizie molto positive, anche se non si associano molto bene al recente sfratto del Centro Antiviolenza “Marie Anne Erize” di Tor Bella Monaca. Altro sfratto che ha lasciato basiti è stato quello dello storico centro “Casa Internazionale delle Donne”, a cui si associa l’indifferenza della Raggi.

A far raggelare il sangue, però, è la proposta accettata in Cassazione secondo cui in caso di stupro, se la vittima è ubriaca, allora l’aggravante non sussiste. Le proposte e le iniziative messe in campo sembrano ancora essere lontane da un vero risvolto della questione, per quanti passi si facciano in avanti se ne fanno altrettanti indietro e la giustizia per queste donne non sembra mai arrivare.

 

 

 

Carla Sarnataro

universita la sapienza di roma dove vengono attivati dei percorsi di formazione professionale

La nuova frontiera della formazione all’Università La Sapienza

Redazione No Comments

Sono stati inaugurati alla Sapienza di Roma laboratori del tutto innovativi, che comportano una modalità di formazione del tutto rivoluzionaria

La formazione all’Università La Sapienza cambia completamente strategia. L’obiettivo è quello di superare le vecchie modalità di insegnamento, impostate su un approccio didascalico, e puntare, piuttosto, su ambienti virtuali, simulation training e servizi automatizzati.  Proprio grazie al contributo della Fondazione Roma, La Sapienza ha potuto sviluppare queste nuove formule di insegnamento che favoriscono una maggiore partecipazione attiva degli studenti.

Le simulazioni protette per fare formazione

In particolare, il Rettore dell’Università La Sapienza, Eugenio Gaudio, ed il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, hanno presentato insieme la nuova modalità di fare formazione, basata su ambienti simulati nei quali apprendere e sperimentare, senza correre alcuna forma di rischio. Questo tipo di didattica, oltre a stimolare un ruolo più attivo degli studenti, tra l’altro, favorisce anche la loro capacità di prendere decisioni autonomamente ed in tempi brevi. Si tratta, insomma, di una modalità interdisciplinare che coinvolge molti ambiti quali l’architettura, la fisica, la geologia, la medicina e non solo.

Le nuove tecniche di formazione

Nello specifico, sono stati inaugurati tre laboratori all’interno dei quali è possibile sperimentare le suddette nuove modalità di formazione. In quello di medicina, ad esempio, gli alunni vengono stimolati allo svolgimento di esercitazioni pratiche, sia in condizioni normali che in situazioni di emergenza o di crisi. Un altro progetto, invece, è dedicato alla Biblioteca automatizzata di Architettura, che ha consentito di realizzare un sistema di archiviazione che funziona in modo autonomo e che permette un alto livello di qualità.

Ma i laboratori e gli spazi di formazione e di ammodernamento non sono solo questi: diversi sono già attivi, mentre altri ancora sono in fase di sperimentazione.

Dunque, attraverso queste nuove modalità l’Università La Sapienza di Roma ha inaugurato un nuovo modo di erogare formazione e creare apprendimento: di certo, in base al suo esempio, molte altre Università seguiranno questa scia.

Competenze digitali: l’obiettivo è formare i giovani

Competenze digitali: l’obiettivo è formare i giovani

Redazione No Comments

La ricerca di professionisti specializzati in nuove tecnologie è in costante crescita e le competenze digitali ricoprono un ruolo chiave

Nonostante i grandi passi in avanti che la tecnologia sta compiendo negli ultimi anni, in Italia il mondo dell’industria e della pubblica amministrazione risulta ancora in ritardo, rispetto ad altri Paesi, nel recepire le innovazioni digitali e di conseguenza nell’introdurre personale che abbia nel merito tutte le dovute competenze. In tal senso, il Ministero della Pubblica Istruzione, insieme ad alcuni enti specializzati nell’Information Technology, sta tentando di recuperare questo gap elaborando progetti ad hoc ma al momento i risultati sono giudicabili ancora piuttosto scarsi.

Passi in avanti e nuove ricerche

La ricerca di professionisti specializzati nelle nuove tecnologie è in costante crescita, così come dimostrato dal resoconto dell’Osservatorio sulle competenze digitali, di cui fanno parte ad esempio Confindustria, Confcommercio, Assinform ed altri importanti enti. La richiesta di tali figure, in particolare, non sembra limitarsi all’ambito strettamente informatico in quanto il processo di digitalizzazione sta coinvolgendo anche altri settori, come quello finanziario e delle risorse umane.

Il dilemma

Il dilemma, come precisato dal Presidente di NetConsulting Giancarlo Capitani, risiede nell’evidente disuguaglianza tra domanda ed offerta: “Il numero di laureati e diplomati che esce ogni anno dal mondo della formazione pubblica, dall’ università e dagli istituti tecnici superiori, non basta a soddisfare le richieste delle aziende che non riescono a recuperar agevolmente le risorse né tantomeno a farlo a costi ragionevoli”.

Professionisti e skill gap

I professionisti ICT richiesti tra il 2016 e il 2018, secondo gli ultimi calcoli, sono 85mila circa, di cui 65mila sono profili nuovi e 20mila sono lavoratori già dipendenti da “ri-formare”. Dalle università risultano, invece, circa 8mila laureati l’anno; laureati che potrebbero ben soddisfare questa specifica richiesta di nuove competenze. L’imponenza dello skill gap è, dunque, facilmente deducibile ed è ancora più preoccupante se si nota che alle abilità di tipo tecnologico devono essere accompagnate le “soft skill”, vale a dire, competenze di gestione e processo.

Innovazione e Ritardo

Secondo molti analisti le attività del futuro riguarderanno, infatti, l’universo informatico. YouCo, ad esempio, è un’azienda milanese (Viale Tunisia 50) che opera nel campo del Mobile Solution Provider e che ritiene, infatti, che i mestieri del futuro riguarderanno proprio la tecnologia informatica: dal software mobile alla sicurezza e alla privacy, dai Big Data alle app.

Il rovescio della medaglia di tale ricchezza innovativa è, tuttavia, riscontrabile nella velocità dei cambiamenti in quanto il progetto e il progresso di un prodotto risultano superare, molto spesso, le capacità tecniche di coloro che devono operare concretamente su di esso. Sono, pertanto, effettivamente necessarie nuove figure professionali che sappiano operare celermente tramite lo smart working (in italiano lavoro agile).

È necessario scommettere, inoltre, su chi è nato e vissuto nel nuovo millennio, durante il periodo del boom delle nuove tecnologie afferenti al mondo informatico, ovvero i millenials. Sono questi ultimi, abituati da sempre ad utilizzare la tecnologia informatica, ad essere il punto di forza del futuro…ma anche del presente.

servizio civile nazionale italiano il cnes

Servizio Civile: il Cnesc presenta il suo rapporto annuale al Governo

Redazione No Comments

La Conferenza nazionale enti di servizio civile (Cnesc) ha presentato il suo XVII rapporto annuale sullo stato del Servizio Civile in Italia

Il Cnesc è la più grande organizzazione di rappresentanza in Italia per il Servizio Civile e conta ben 25 enti associati. Le conclusioni rassegnate nella propria relazione per l’anno 2016 sono ottimistiche. Infatti, dal rapporto presentato a Roma lo scorso 18 luglio, si rileva il buon andamento del Servizio Civile italiano. Invero, i progetti presentati nel 2016 hanno coinvolto quasi 50mila giovani: il 60% delle iniziative ha avuto ad oggetto l’assistenza ad anziani, malati, poveri e disabili. Il 36% dei progetti, invece, riguardava la tutela e la promozione culturale. Pochi, sono stati i percorsi formativi incentrati sulla tutela ambientale e quelli realizzati all’estero, rispettivamente al 3% e al 4,8%.

Le tematiche emerse durante l’incontro romano

Il presidente del Cnesc, Licio Palazzini, innanzitutto ha sottolineato gli sforzi fatti dallo scorso governo per implementare il budget destinato al Servizio Civile e ha chiesto al Presidente Conte di assumere ufficialmente lo stesso impegno. Inoltre,  viene chiesto al nuovo Governo di prendere una posizione chiara e decisa in ordine alla riforma del settore già iniziata dalle precedenti legislature. La relazione si sofferma anche su alcune questioni ancora controverse che il Governo giallo-verde dovrà affrontare.

Tra le problematiche più importanti, dice Palazzini, c’è la questione dell’accreditamento all’Albo unico del Servizio Civile universale; molte organizzazioni operanti nel terzo settore non sono ancora state accreditate. Inoltre, un’altra questione prioritaria riguarda l’imminente transizione dal Servizio Civile Nazionale a quello Universale.

In particolare il Presidente Palazzini, rileva che uno degli aspetti fondamentali di questa transizione non è stato affrontato adeguatamente. Il Servizio Civile Universale, infatti, prevede una programmazione sia triennale che annuale. Palazzini lamenta per l’appunto che la classe politica non ha ancora preso alcun provvedimento in merito.

Nonostante la notevole importanza dell’incontro romano e dei temi trattati, il neo sottosegretario con delega alle pari opportunità, Vincenzo Spadafora, non ha partecipato ai lavori. Spadafora si è, però, scusato dell’assenza ed ha inviato un messaggio ai presenti porgendo i propri saluti.

 I propositi dell’assemblea

All’incontro si è ribadito l’importanza che il Servizio Civile riveste per lo sviluppo del Paese. Per questa ragione, è importante secondo il Cnesc garantire lo stanziamento annuale di almeno 300 milioni di euro per il triennio 2019-2021. Inoltre, è fondamentale che i nuovi progetti presentati in vista dell’apertura del bando 2018 abbiano ad oggetto, almeno nella prima fase, attività riguardati gli obiettivi inseriti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, essendo la stessa stata recepita dai singoli governi nazionali.

Passaggio dal Servizio Civile Nazionale a quello Universale

La riforma del terzo settore iniziata un paio di anni fa e non ancora conclusa determinerà il passaggio dal servizio civile Nazionale a quello Universale. La prima novità riguarda l’estensione del Servizio Civile anche ai cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, di età compresa tra i 18 e i 28 anni.

Un’altra importante novità, invece, riguarda l’eliminazione del requisito dell’idoneità fisica al servizio, almeno per quello svolto nel nostro Paese; ciò permetterà di estendere anche ai disabili la possibilità di presentare la domanda di partecipazione al Servizio Civile.

 

Benedetta Greco

 

industria 4 accordo tra confindustria e siemens

Formazione 4.0: accordo tra Siemens e Confindustria

Redazione No Comments

Si apre una nuova era della formazione 4.0 con il nuovo accordo siglato tra Siemens e Confindustria

Il 19 luglio 2018 è stato firmato l’accordo “Smart Factory Siemens – 100 Giornate per le Imprese Manifatturiere Italiane” tra Confindustria e Siemens al Centro Tecnologico e Applicativo (TAC) di Piacenza.

Che cosa prevede l’accordo?

Secondo l’accordo, per favorire lo sviluppo della digitalizzazione delle imprese italiane, è stato dato il via ad una collaborazione tra la rete dei Digital Innovation Hub (Dih) di Confindustria e il Tac della Siemens. Quest’ultima, nello specifico, ha concesso ai Dih la possibilità di organizzare ben 100 giornate destinate a tutte le imprese che vogliono imparare a conoscere ed ad investire nella tecnologia 4.0. Le attività sono previste fino al 2020.

L’importanza di questo accordo

Un accordo di questa portata è senza dubbio notevole. Infatti, come sottolinea e spiega Giuliano Busetto, Country Division Lead delle divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia nonchè Amministratore di Siemens Industrial Software, si tratta di un grande atto di riconoscimento nei confronti della Siemens e, più nello specifico del Tac, che è proprio il centro in cui si punta sullo studio e sullo sviluppo delle tecnologie di impronta 4.0. Di sicuro, l’accordo è stato siglato anche per il ruolo chiave che da quest’ultimo viene attribuito all’aggiornamento ed alla formazione continua, che sono elementi essenziali per crescere nell’ottica dell’Industria 4.0.

Il percorso delle imprese

In seguito ad una valutazione sull’assessment digitale delle imprese, svolto nei Dih di Confindustria presenti in tutta Italia, le aziende verranno poi indirizzate direttamente presso il Tac. È in questa sede che avverranno la formazione e l’aggiornamento vero e proprio. In particolare, saranno organizzate progettazioni e simulazioni per le macchine applicate e si potranno conoscere e provare le tipologie di controllo, le isole industriali software, le macchine utensili e tutto quanto previsto dal Piano Impresa 4.0.

Il ruolo di Confindustria

È già da circa un anno e mezzo che i Dih di Confindustria sono presenti sul territorio e funzionano anche in maniera opportuna ed appropriata, tanto che sono stati accreditati anche in Europa. In questo modo, infatti, l’Italia può partecipare a tutte le iniziative europee sulla digitalizzazione. Gli scopi dei Dih sono di grande importanza: dall’accompagnare le imprese verso il loro sviluppo e la loro crescita nel campo della digitalizzazione all’occuparsi di sensibilizzazione e di formazione sul territorio europeo, ma anche di assessment sullo sviluppo del digitale nelle imprese, contando su un apposito strumento, realizzato in collaborazione tra il Politecnico di Milano ed Assoconsult.

Sicuramente con questo accordo, dunque, si aprirà una fase storica molto importante anche per Confindustria, il cui ruolo sarà quello di avvicinare le imprese alla Siemens, dove potranno entrare a contatto con la tecnologia dell’era 4.0 ed iniziare a scoprirla ed utilizzarla. La collaborazione siglata tra i due enti, in ultima analisi, agevolerà anche le Pmi, che più di tutte hanno bisogno di avvicinarsi al mondo dell’Industria 4.0.

 

La Redazione

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Servizio Civile : Elenco dei progetti che sono stati positivamente valutati dalla Regione Campania.

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AVVISO SERVIZIO CIVILE 2018/2019

Anche per quest’anno, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile ha decretato il nulla osta per il finanziamento di tutti i progetti che sono stati positivamente valutati dalla Regione Campania.

Per cui, è prevista l’attivazione di ben 323 progetti, che coinvolgeranno 3.524 volontari in attività destinate al Servizio Civile per l’anno 2018/2019. Con il Decreto n. 382 del 10/07/2018 è stata, quindi, ufficialmente pubblicata ed approvata la graduatoria di merito dei progetti sul Servizio Civile presentati per l’anno 2018/2019 dagli Enti iscritti all’ Albo della Regione Campania.

Documento da scaricare:

DD n. 382 del 10/07/2018
All. A: Ammessi
All. B: Esclusi

Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Mail : info@infoares.it