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Monthly Archives:novembre 2016

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Ares No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

Nomina e formazione del DPO: approfondimenti e consulenza al nuovo Open Day ARES e PSB Consulting

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Mancano poche ore al nuovissimo evento ARES – PSB Consulting dedicato al GDPR e  alla scadenza dei termini per la comunicazione al Garante della Privacy del nominativo del Data Protection Officer (DPO) scelto da parte dell’azienda.

Ma chi è e cosa fa un DPO?

Il DPO è una figura professionale prevista dal Regolamento generale sulla protezione dei dati n.679/2016 che entrerà ufficialmente in vigore il 25 maggio 2018.

Pur se già prevista in alcune legislazioni europee, quella del DPO è una figura nuova in Italia: un professionista con ruolo aziendale, anche  esterno all’impresa, dotato di competenze giuridiche, informatiche, di risk managment e di analisi dei processi.

Sono obbligati a nominare un DPO:

  • – gli Enti pubblici;
  • – le aziende private con trattamento dei dati e monitoraggio sistematico su larga scala di dati sensibili;
  • – le aziende private con trattamento dei dati e monitoraggio sistematico su larga scala delle informazioni di carattere giudiziario.

Anche se non si rientra tra le categorie obbligate dalla 679 a nominare un DPO, è consigliabile, per tutte le aziende che trattano dati personali, nominare un Responsabile della Protezione Dati, anche per poter dimostrare, in caso di problemi, la volontà di adeguarsi alla normativa e di aver messo in campo tutte le misure per evitare il problema.

Il compito principale del DPO è quello di valutare, analizzare e organizzare il trattamento e la protezione dei dati personali all’interno dell’azienda affinché vengano trattati nel rispetto del nuovo regolamento europeo.

In pratica, il DPO, è il responsabile della protezione dei dati trattati dall’azienda ed:

  • – Informa e fornisce consulenza in merito agli obblighi derivanti dall’entrata in vigore del R.EU 679/16;
  • – Sorveglia l’osservanza del regolamento;
  • – Fornisce pareri in merito alla valutazione di impatto;
  • – Coopera con l’autorità di controllo;
  • – Funge da punto di contatto tra l’autorità di controllo e l’azienda.

Come anticipato, il ruolo di DPO può essere svolto da un dipendente dell’azienda o appaltato a un libero professionista o a un’ azienda esterna (nel qual caso dovrà essere nominato anche un responsabile del trattamento).

Il DPO deve essere adeguatamente formato e svolgere il suo ruolo in piena autonomia e indipendenza, tutelando i dati personali degli interessati e non gli interessi del titolare del trattamento, per questo il DPO è tutelato dall’articolo 38 del GDPR che stabilisce che la sua azione non debba subire alcuna ingerenza o pressione da parte del titolare del trattamento o da altri soggetti e che svolga la propria attività in piena autonomia. In base, invece, all’articolo 37 del GDPR il nominativo del DPO va comunicato al Garante per la Protezione dei Dati per permettergli di svolgere il suo ruolo di collegamento con l’Autorità di controllo.

Tutti gli approfondimenti ed i chiarimenti del caso saranno offerti gratuitamente dalla nuova e straordinaria occasione fornita da Ares – Associazione Ricerca e Sviluppo e da PSB Consulting e che vedrà i rispettivi esperti del settore fornire consulenza gratuita in un Open Day che si terrà, per l’appunto, il 25 maggio dalle ore 9:00 alle 18:30 presso la stessa sede ARES sita in Viale Campi Flegrei 41.

C’è da dire, inoltre, che pur  non essendo contemplato alcun obbligo di nominare quale DPO dei soggetti in possesso di attestati o che abbiano partecipato a corsi di formazione, come precisato dal Garante per la Privacy, è senza dubbio opportuno privilegiare DPO che dimostrino qualità professionali adeguate alla complessità del compito da svolgere, con master o corsi di studio nel caso di liberi professionisti, o affidarsi ad Aziende di comprovata fama e affidabilità.

È importante sottolineare che il DPO non è personalmente responsabile dell’inosservanza degli obblighi del Responsabile del trattamento dei dati, previsti dal GDPR. Esso risponde solo dello svolgimento dei suoi obblighi di consulenza ed assistenza nei confronti del titolare del trattamento dei dati, che resta l’unico responsabile di quanto da lui compiuto. È opportuno quindi, che tra queste due figure ci sia la massima collaborazione e fiducia.

Vuoi maggiori informazioni sulla figura del DPO, sul GDPR e la tutela della privacy? Partecipa al seminario informativo che si terrà il 25 Maggio per ottenere una consulenza gratuita!

https://www.infoares.it/formazione/il-25-maggio-e-vicino-ares-celebra-e-supporta-il-gdpr/

La Redazione

giovani ed il servizio civile nazionale

Il Servizio Civile apre le porte anche ai giovani tra i 16 e i 18 anni

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Gli orizzonti del Servizio Civile sono stati ampliati, infatti sarà possibile concorrere anche per i giovani di età compresa tra i 16 e 18. L’iniziativa parte dall’idea comune di favorire la crescita di consapevolezza e laboriosità anche nei giovanissimi

Il Servizio Civile nasce con lo scopo di fare volontariato in modo da poter favorire la cittadinanza attiva, l’aiuto verso le fasce più deboli e la crescita personale. La durata prevista è di 12 mesi per un impegno di 5 o 6 giorni a settimana e prevede un rimborso spese di 433,80 euro ogni mese.

I requisiti base per poter accedere al bando di concorso sono svariati e primo tra tutti spicca l’aver raggiunto la maggiore età e non aver superato i 28 anni e 364 giorni di vita. Per chi non lo sapesse, invece, è stata data la la possibilità anche ai più giovani di poter partecipare al concorso, partendo dal progetto “Due mesi in positivo” che vede ragazzi tra i 16 e i 18 anni impegnati in attività di volontariato nei mesi estivi. Attraverso questa iniziativa si cerca di incrementare il senso di responsabilità e la consapevolezza del mondo lavorativo nei giovani, favorendo al contempo gli enti e le associazioni presenti sul territorio.

Il progetto “Due mesi in positivo” coinvolge i ragazzi in esperienze davvero uniche che danno loro la possibilità di poter coltivare ancora meglio le proprie passioni e le proprie inclinazioni, dopo aver terminato l’anno scolastico. A differenza del Servizio Civile rivolto alle persone maggiorenni, questa opportunità ha una durata di soli due mesi che, per quest’anno, si estende nell’arco di tempo compreso tra il 14 giugno 2018 e il 14 agosto 2018.

Ogni regione avrà il suo bando a cui poter accedere, rintracciabile sul sito regionale, oppure rivolgendosi alla Strutture politiche sociali e giovanili dell’Assessorato della Sanità che si occupa del Servizio Civile.

Per ciò che concerne la presentazione dei progetti, gli enti accreditati all’Albo Regionale di Servizio Civile oppure al Servizio Civile Nazionale hanno come limite di tempo il 9 aprile 2018.

Altri progetti simili hanno avuto riscontro già nel 2009 nel Nord Italia (Friuli Venezia Giulia), con un progetto che prendeva il nome di “Servizio Civile Solidale” per giovani tra i 16 e i 17 anni, in cui si cercava di favorire esperienze di solidarietà e partecipazione attiva nella comunità di appartenenza.

Il bando era stato proposto dall’associazione onlus Progettoautismo FVG, presso la quale era possibile anche fare domanda di ammissione e che prevedeva un impegno minimo di almeno 240 ore fino ad un massimo di 360 ore, nel primo caso distribuite nell’arco del periodo estivo, mentre per chi sceglieva il periodo più lungo le ore erano smistate nel corso dell’anno presso enti che si occupavano di promozione culturale, tutela del patrimonio storico-culturale, educazione civica, sport, diritti umani e della pace. Se richiesto, il bando prevedeva anche la possibilità di svolgere il Servizio presso gli istituti scolastici.

Anche per questa iniziativa era stato previsto un riconoscimento economico pari a 594,92 euro per i progetti di 240 ore, mentre per i progetti di 360 ore il compenso era di 892,38 euro, versate in un’unica volta al termine dell’operato sul conto corrente del genitore del volontario.

gdpr come mettersi in regola

GDPR: ci siamo quasi, ma le aziende sono tutte pronte?

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Manca ormai davvero pochissimo al termine ultimo per l’adeguamento al GDPR (General Data Protection Regulation) ma non tutti sono pronti al 25 maggio …

Dopo gli scandali degli ultimi tempi legati ai colossi Facebook e Cambridge Analytica, di certo c’è stato, da parte dell’opinione pubblica, lo sviluppo dell’interesse e della consapevolezza rispetto all’importanza del trattamento dei dati sensibili online e, quindi, del rispetto della privacy di ogni individuo.

GDPR: manca davvero poco, ma sono tutti pronti?

Ormai siamo davvero agli sgoccioli…il termine ultimo per l’attuazione completa e definitiva del Regolamento Europeo 2016/679 che legifera, appunto, in materia di privacy e più comunemente noto come GDPR (General Data Protection Regulation) è davvero vicino.

Per le direttive imposte dall’Unione Europea, dal 25 maggio 2018 il GDPR dovrà essere pienamente rispettato da tutti gli enti e le aziende del nostro territorio.

Purtroppo però, nel nostro Paese, a pochi giorni dal termine ultimo, i dati non sono dei più felici.

Secondo le più recenti ricerche, la quasi totalità delle aziende e delle compagnie non è ancora in linea con i dettami del Regolamento Europeo! Alcune, invece, lo sono parzialmente ed altre non sanno nemmeno di esserne coinvolte.

Gli stessi colossi internazionali di Internet come Facebook, Google, WhatsApp, Telegram, ecc. per continuare ad offrire i servizi delle loro piattaforme sul territorio europeo hanno dovuto già allinearsi al GDPR.

Il consenso generale sull’importanza del GDPR

In generale, tutte le aziende stanno cercando di adeguarsi al GDPR consapevoli dell’importanza e dei benefici che otterranno.

Ad ogni modo, la maggior parte di loro è concorde nel ritenere che è fondamentale, nel processo di adeguamento, rivolgersi ad esperti per ricevere supporto in ambito legale e consulenze apposite. 

Qual è la situazione attuale nell’Unione Europea?

Per quanto riguarda le condizioni di adeguamento al GDPR nei Paesi dell’Unione Europea, attualmente la situazione risulta essere fortemente disomogenea.

Infatti, 8 Paesi risultano essere in una notevole condizione di ritardo comportando un rallentamento nel processo di adeguamento. In particolare, i Paesi coinvolti sono: Grecia, Belgio, Slovenia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Cipro e Bulgaria.

Ne sono 5, invece, quelli che dichiarano di essere leggermente in ritardo e che prevedono il raggiungimento di condizioni appropriate nell’adeguamento tra la fine di questo mese e gli inizi di giugno. Parliamo, in questo caso di: Italia, Spagna, Portogallo, Lettonia e Romania.

Risultano, invece, essere 7 i Paesi allineati in toto al GDPR, ovvero: Francia, Germania, Austria, Olanda, Slovacchia, Svezia e Croazia.

Seppur uscente dalla Comunità Europea, risulta essere la Gran Bretagna il Paese le cui aziende sono riuscite meglio ad adeguarsi al GDPR, sebbene solo il 55% di esse si dichiari completamente conforme alla normativa.

L’importanza della formazione risulta, a questo punto, estremamente evidente ed ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo, da sempre a favore dell’informazione e della formazione, sceglie di schierarsi assieme alla tenace realtà di PSB Consulting per offrire un Open Day in cui il supporto per il GDPR sarà il tema portante. Prerogativa della giornata sarà, infatti, la consulenza ed il chiarimento di ogni dubbio e lacuna inerente alla nuova normativa.

Per l’adeguamento…siamo ancora in tempo!

locadina open day

Il 25 maggio è vicino, ARES celebra e supporta il GDPR con il suo personale e nuovissimo Open Day!

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In collaborazione con PSB Consulting, l’ Associazione Ricerca e Sviluppo propone un nuovo e validissimo evento in grado di celebrare la definitiva entrata in vigore del GDPR con un regalo ancor più speciale: consulenza gratuita!

Sembra ieri, eppure, il 25 maggio è quasi arrivato! Sembrano trascorsi appena pochi giorni dalle prime informazioni sul GDPR, dai primi quesiti, dalle prime delucidazioni, dai primi convegni…e in un attimo, eccoci qui! felicemente pronti al 25 maggio con un nuovissimo ed importante evento ARES e con una nuova, straordinaria ed imperdibile occasione.

Il 25 maggio, data ultima per l’adeguamento al Regolamento Generale per la protezione dei dati 2016/679, sarà anche la giornata in cui ARES, con il proprio cuore e l’intenso amore per il proprio lavoro,  metterà a disposizione e per il beneficio di tutti, non solo la sede,  ma anche l’immensa professionalità che da sempre la contraddistingue.

L’open day organizzato dall’Associazione Ricerca e Sviluppo in collaborazione con la straordinaria realtà di PSB Consulting si terrà dalle 9:00 alle 20:00 e celebrerà, dunque, nel più sapiente dei modi, la sopraggiunta e fatidica data segnando, ancora una volta, quel che risulta essere una vera e propria tappa storica per le realtà lavorative e personali con uno straordinario, significativo ed energetico evento.

L’open day che verrà celebrato dal forte connubio ARES – PSB  Consulting potrà, dunque, con il tenace lavoro e la ferrata competenza dei nostri specialisti, risollevare le sorti di coloro che, tra strette tempistiche, dubbi, lacune ed informazioni sommarie, non hanno ancora saputo comprendere direttive e adempimenti richiesti dal nuovo regolamento europeo GDPR.

Il 25 maggio 2018, infatti, rappresenterà la data ultima per l’adeguamento al Regolamento Generale per la protezione dei dati 2016/679, altrimenti detto General Data Protection Regulation; concretizzando, dunque, non solo la scrupolosa osservanza di ruoli e procedure ma anche le possibilità di sanzionamento per le eventuali inadempienze che ricordiamo essere pari anche a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo di gruppo.

Il GDPR conterrà, infatti, molteplici e innovativi principi e concetti; tutti da apprendere e minuziosamente osservare, e tutte le aziende saranno rigorosamente tenute ad aggiornarsi alla luce di questi, adeguando, dunque, organizzazione interna e policy non solo in base alle nuovissime direttive ma anche alla nuova importanza conferita al dato sensibile.

La tecnologia, entrata nella nostra vita in modo decisamente predominante, ha dato origine, infatti, a precisi valori, ed anche determinati fatturati, che sono andati, nel tempo, a strutturarsi proprio sul possesso e sulla gestione dei dati piuttosto che sull’erogazione di prodotti e servizi.

La tangibile necessità di protezione di questo bene “prezioso”, o di quel che potremmo tranquillamente definire nuovo “oro nero”, renderà, dunque,  fondamentale e necessaria l’osservanza tutte le procedure stabilite dalle nuove direttive GDPR, ma farà anche in modo che ogni titolare di azienda diventi responsabile dei propri sistemi dati e della loro tenuta e difesa anche e soprattutto a fronte di possibili violazioni e/o incidenti.

Si evince a questo punto l’importanza di un evento ma anche la straordinarietà di un’occasione che, sotto forma di Open Day, andrà a dare il proprio contributo per l’osservanza del GDPR ed il proprio supporto a tutti coloro che ne necessiteranno.

Adempiere correttamente a tutte le procedure è fondamentale… ed anche se non è facilissimo e se le tempistiche non sono delle più generose, è ancora possibile farcela, soprattutto, grazie alla forza scaturita dal connubio ARES e PSB Consulting.

servizio civile nazionale

Servizio civile: tutte le informazioni

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Tutto ciò che c’è da sapere sul servizio civile: durata, progetti, a chi è rivolto, cosa si fa, quanto si guadagna

Che cos’è il servizio civile

Il servizio civile nazionale rappresenta, oggi, un’interessante opportunità per tutti quei giovani che vogliano dare il loro contributo al progresso sociale del paese, iniziando contemporaneamente a familiarizzare con alcune realtà del mondo del lavoro.

Rispetto all’ormai abolito servizio civile obbligatorio, di cui ha preso il posto, si presenta come un’opportunità che viene offerta su base volontaria, ma ne mantiene gli obiettivi statutari: protezione civile, assistenza, tutela del patrimonio artistico, ambientale e culturale del nostro paese, formazione civica e promozione della solidarietà sociale, della cultura italiana all’estero, dello sport e dei valori della pace.

Si può accedere al Servizio Civile partecipando ad uno dei tanti bandi pubblici promossi e pubblicati sul sito istituzionale del servizio civile, sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti degli enti ed associazioni coinvolte nei singoli progetti: va scelto il progetto a cui si intende partecipare, compilata correttamente e spedita la modulistica che viene fornita ed infine ci si presenterà ai colloqui selettivi, gestiti dall’ente/associazione, titolare del progetto.

Quanto dura ed a chi è rivolto

Il servizio civile ha una durata di 12 mesi e può essere effettuato solo una volta; è rivolto ai giovani di ambo i sessi, di età compresa tra i 18 ed i 28 anni, che godano dei diritti civili e politici ed abbiano cittadinanza italiana, europea, o extra europea ma con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo.

Non possono partecipare coloro che appartengano ai corpi militari dello stato, ne che intrattengano rapporti professionali o di collaborazione con l’ente che ospiterà il progetto di servizio civile, o che abbiano conseguito condanne penali con detenzione superiore ad un anno.

Cosa si fa

Le attività in cui sarà impegnato un volontario del servizio civile, saranno strettamente connesse al tipo di progetto a cui si è partecipato e potranno variare dall’assistenza agli uffici in cui si viene impiegati, al supporto in progetti di sostegno scolastico, dall’impiego nei centri culturali italiani all’estero, ad attività bibliotecarie, etc; il volontario riceverà preliminarmente un’adeguata formazione e sarà poi costantemente affiancato nello svolgimento delle sue mansioni.

Quanto tempo si lavora e quanto si guadagna

Il servizio civile richiede un impegno settimanale non superiore alle 25 ore di lavoro, ripartite, di norma, in 5 o 6 giornate lavorative; il guadagno è di 433,80 euro (netti) al mese, più un’indennità giornaliera, per chi lavora all’estero, variabile tra i 13 ed i 15 euro, a seconda del paese in cui si lavora.

corso ifts moda regione campania

L’altro lato della moda: intervista agli studenti del Made in Italy

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Il percorso d’istruzione tecnico superiore per il settore moda svolto da ARES saluta le aule e la cara teoria per entrare in laboratorio e in azienda. Scopriamo, dunque, nel concreto, le opinioni, le esperienze, i sogni e le aspettative delle nuove e promettenti leve del settore moda e pelletteria.

Quale può essere l’apporto artistico di un uomo in un ambiente di prevalenza femminile?”

E.R. :“ L’apporto artistico di un uomo è fondamentale, la sua percezione del corpo femminile ed il suo punto di vista  arricchiscono e completano un processo creativo che mira a valorizzare ed enfatizzare la donna e la sua figura. L’eleganza, a differenza di quel che erroneamente l’opinione pubblica può credere, è anche prerogativa maschile e l’alta moda, spesso, ne da vivo esempio.”

“Cosa pensi del Made in Italy? La moda italiana deve temere il nemico estero?”

N.S. : Il “Made in Italy”, prima ancora di essere una semplice etichetta, rappresentava, e ancora oggi rappresenta,  l’anima della moda italiana, moda che si contraddistingue da tutte le altre per creatività, valori ed ideali. La moda italiana non deve temere il nemico estero, deve prenderlo in considerazione, analizzarlo e confrontarlo per ampliare la propria visione ed i propri orizzonti senza, tuttavia, considerarlo mai uno ostacolo o un nemico da superare; la moda italiana gode già del suo meritato primato.”

“Come intendi far fruttare le conoscenze acquisite durante il corso?”

C.V. : “Sicuramente nel campo lavorativo. E’ stato un corso molto utile perché ha dato, a me e ai miei colleghi, la possibilità di intraprendere nuove strade e sviluppare delle occasioni lavorative da sfruttare. Certamente questo corso ci ha fornito la possibilità di coltivare le nostre passioni nel campo della moda e le adeguate competenze per emergere nel campo della moda come ho sempre sognato. A prescindere da tutto, le conoscenze che abbiamo acquisito alla ARES ci serviranno nella vita e in qualche modo ognuno le farà fruttare come potrà. Tutti noi porteremo sempre nel cuore questa splendida esperienza.”

“Come sta incidendo la produzione cinese ed orientale sulla moda italiana?” 

S.C. : “La produzione cinese, più in generale orientale, sta incidendo negativamente sulla nostra moda. La produzione orientale, grazie alla manodopera impiegata a basso costo, ha costretto molte aziende a delocalizzare la loro produzione proprio nei paesi asiatici per sostenere la concorrenza sleale. Inoltre, ha contribuito alla chiusura di molti laboratori che producono manufatti artigianali.”

“Cosa ti ha dato questa esperienza con ARES?”

M.T.: “Questa esperienza mi ha aiutato sicuramente ad approfondire le mie conoscenze sul mondo della moda. Tanti sono gli sbocchi che si potrebbero determinare in tale settore sfruttando i contenuti trasmessici dai docenti del corso. Un’idea che vorrei sviluppare, ad esempio, è quella di creare un brand di abbigliamento per la Campania, che contribuisca ad una valorizzazione della regione dal punto di vista creativo ed imprenditoriale.

Questa esperienza, inoltre, mi ha fornito utili nozioni riguardanti altri settori importanti collegati sempre alla moda. In sintesi, posso ritenermi assolutamente soddisfatta dell’opportunità di crescita professionale offertami da ARES”.

La Redazione

Una giacca particolare firmata ARES

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Durante il corso per formare la figura di “Tecnico superiore delle produzioni manifatturiere e di prodotti del “made in Italy” nel settore pelletteria, svolto da ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo), con la partnership  dell’Istituto Statale di Istruzione Mario Pagano, è stato creato dai partecipanti un particolare abito prendendo a modello un capo indossato da Melania Trump.

Il corso, facente parte della specializzazione nazionale IFTS 4.4.1 (D.I. 07/02/2013), è strutturato complessivamente in 800 ore delle quali 480 di teoria e 320 di stage. I partecipanti sono 19, di cui 10 ragazzi e 9 ragazze. Per quanto riguarda le ore di teoria esse hanno compreso anche 100 ore prestabilite per il laboratorio, che i corsisti hanno svolto presso i locali messi a disposizione dall’Isis Mario Pagano nella sede di Via Arco Mirelli 19, Napoli.

In particolare i discenti hanno lavorato nel laboratorio di moda, dove hanno avuto la possibilità di utilizzare i macchinari e le attrezzature messe a disposizione dall’istituto partner. A sua volta ARES ha fornito il necessario per la realizzazione del capo (forbici, stoffe, aghi).

A guidare i corsisti nel difficile compito si sono avvicendati diversi esponenti del mondo professionale, tra i quali spicca la Professoressa Elisabetta Capozzi che si è occupata in particolare del  modulo “Realizzazione di prototipi anche con l’utilizzo di materiali pregiati” della durata di 20 ore. La docente ha seguito i discenti in tutte le fasi della progettazione, dalla realizzazione del modello fino al capospalla finito.

Fonte d’ispirazione è stata una giacca confezionata da Dolce e Gabbana per Melania Trump, indossata dalla First Lady americana in occasione del G7, svoltosi a Taormina nel maggio del 2017. Non soltanto gli studenti si sono cimentati nella creazione dell’abito ma si sono occupati anche delle applicazioni decorative floreali.

Molti dei fiori che adornano la giacca sono stati elaborati dagli stessi ragazzi con l’impiego di nastri e tessuti. E’ questo un buon biglietto da visita per i ragazzi che dalla prossima settimana  inizieranno gli stage presso le nostre aziende partner.

La Redazione

Servizio Civile Caritas Emilia Romagna: 4 Posti Per le Città di Cesena e Forlì

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DAL 3 SETTEMBRE 2018 PARTIRÀ IL PROGETTO “INSIEME PER AIUTARE” VALIDO PER IL SERVIZIO CIVILE CARITAS DELL’EMILIA ROMAGNA

Dal 3 settembre 2018, per una durata pari a 9 mesi, quattro ragazzi tra Cesena e Forlì, città dell’Emilia Romagna, potranno partecipare al Servizio civile regionale per un progetto della Caritas. Il bando di selezione, pubblicato nei giorni scorsi, è riservato a due candidati per la città di Cesena e due per quella di Forlì.

Il servizio civile prevedrà un impegno settimanale di 20 ore, spalmate nei sette giorni.

Il bando riguarda il progetto “Insieme per aiutare” promosso in collaborazione tra la Caritas di Forlì-Bertinoro e quella di Cesena-Sarsina. I vincitori saranno collocati in due diverse strutture: i due ragazzi selezionati per la città di Forlì saranno al Centro di ascolto e prima accoglienza “Buon Pastore”, sito in via Fossato vecchio, mentre i due candidati selezionati per la città di Cesena lavoreranno al Centro di ascolto della Caritas diocesana Cesena-Sarsina, che si trova in via don Minzoni numero 25.

COME PARTECIPARE AL BANDO DEL SERVIZIO CIVILE DELLA CARITAS DI CESENA E FORLÌ?

Per partecipare al bando di selezione per il servizio civile regionale dell’Emilia Romagna promosso dalla Caritas, basterà essere sia un cittadino italiano sia proveniente da un altro paese di tutto il mondo e non ci sarà alcuna distinzione legata al sesso, alla cultura religiosa, al ceto, alla residenza o alla cittadinanza del candidato. Uniche condizioni imprescindibili sono quelle che i candidati devono avere un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.

I giovani candidati, inoltre, non devono avere riportato alcuna condanna penale, avere un regolare permesso di soggiorno (per quanto riguarda i comunitari o gli stranieri che vivono in Italia) e avere una residenza o domiciliazione in Italia. Qualora una o più condizioni dovessero essere trasgredite, la candidatura sarà immediatamente declinata e il candidato sarà escluso dal bando di selezione del servizio civile.

ORARI, COMPENSI E REFERENTI DEL SERVIZIO CIVILE CARITAS

Come detto i quattro vincitori dovranno svolgere le proprie funzioni per nove mesi e per un totale di 20 ore settimanali; il compenso previsto dal servizio civile della Caritas di Cesena e Forlì sarà pari a 288€ mensili. Per consegnare la domanda di partecipazione al bando di selezione c’è tempo fino alle ore 14 del giorno lunedì 21 maggio 2018.

Qualora i candidati abbiano bisogno di ulteriori informazioni o chiarimenti circa il bando di selezione, possono rivolgersi al numero 0547/22423 della Caritas diocesana Cesena-Sarsina, attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 fino alle 12.30.

Il referente della Caritas cesenata è Giulia Matassoni, che si occupa in prima persona della raccolta delle domande di selezione e delle successive fasi che porteranno alla scelta dei quattro candidati vincitori del bando.

PERCHÈ SCEGLIERE IL PROGETTO “INSIEME PER AIUTARE”?

Dalla Caritas, infine, c’è una sorta di comunicato che spiega perché un candidato debba scegliere il progetto “Insieme per aiutare” e soprattutto cosa voglia dire lavorare per la Caritas; nel suddetto comunicato si specifica che è importante aiutare chi vive in condizioni di disagio, in questo caso sul territorio emiliano, e chi ha una condizione svantaggiosa quotidianamente.

Il progetto, continua nella nota della Caritas, può essere inoltre un’ottima opportunità per formare il candidato sotto il punto di vista della crescita personale, per condividere un’esperienza interessante con altri ragazzi e, aspetto molto importante, per creare una vera e propria sensibilizzazione verso la non violenza, la solidarietà e la pace, che oggi nella società sono sempre meno presenti.

Si ricorda, quindi, che il bando di selezione per il servizio civile dell’Emilia Romagna per la Caritas è attivo fino al 21 maggio e che mette a disposizione quattro posti suddivisi tra le città di Cesena (2) e Forlì (2). Buona fortuna a tutti i candidati.

ares tirocini formativi

Novità importanti sui Tirocini Formativi

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A partire dal giorno 7 maggio 2018 entreranno in vigore le nuove direttive riguardanti i Tirocini Formativi.

Sono state diramate, nel nuovo BURC, tutte le novità riguardanti i Tirocini Formativi stabilite dalla Regione Campania al fine di incentivare l’impiego sia di nuova forza lavoro sia di lavoratori in Cassa Integrazione. Ma vediamo più nello specifico quali sono i cambiamento previsti.

Le nuove categorie di lavoratori previste dal BURC

La nuova normativa non solo riguarda disoccupati e disabili, ma anche salariati beneficianti di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, così come è stato previsto dal decreto legislativo numero 150 del 2015. Impiegati a rischio disoccupazione, cioè lavoratori impiegati in aziende localizzate nella Regione Campania soggetti ai provvedimenti del CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) a causa della crisi.

Il CIGS riguarda anche la ristrutturazione, la riorganizzazione e la riconversione aziendale, oltre che le procedure concorsuali o di cessazione di attività. Il CIG (Cassa Integrazione Guadagni) in deroga e i dipendenti di imprese che aderiscono ai contratti di solidarietà.  Inoltre i lavoratori in somministrazione, presenti in azienda, saranno inseriti nel conteggio complessivo riguardanti i tirocini attivabili simultaneamente.

Cosa cambia nella durata e nell’indennità mensile dei tirocini? 

La Regione Campania ha stabilito come durata massima del tirocinio dodici mesi per tutte le varietà di tirocinanti, ad eccezione dei disabili, per i quali l’apprendistato può durare fino a ventiquattro mesi. Per il periodo estivo i tirocinanti dovranno operare per un minimo di quattordici giorni ed un massimo di quarantacinque giorni. Per quanto riguarda l’indennità minima mensile, si passa da quattrocento euro (previsti nel Regolamento del 2013) a cinquecento euro. Dunque un cambio importante e significativo.

Altri aspetti importanti per i Tirocini Formativi  

Per favorire l’inclusione sociale sono stati inseriti tirocini particolari. Per le aziende che abbiano preso nel biennio antecedente i tirocinanti ospitati, è stata annunciata una deroga al limite numerico previsto per l’attivazione di nuovi tirocini. Il BURC prevede, inoltre, l’intensificazione dei controlli e una maggiore chiarezza sulle sanzioni circa gli abusi riguardanti i tirocini. Per i tirocinanti è stato previsto un giudizio, al termine della loro esperienza formativa, in modo da poter testare efficacemente non solo le conoscenze acquisite ma anche l’efficienza dell’azienda ospitante.

Alessandro Maria Raffone

operatore socio sanitario e giornata mondiale del lavaggio delle mani

Gli operatori Socio Sanitari e la giornata mondiale del lavaggio delle mani

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Cinque come le dita di una mano, cinque come i momenti fondamentali nel lavaggio delle mani nelle attività assistenziali e sanitarie, il quinto giorno del quinto mese dell’anno: nasce così, per volontà dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la giornata mondiale del lavaggio delle mani nelle attività sanitarie e assistenziali (Hand Hygiene Day).

Appuntamento fisso da ormai 8 anni, da quando, nel 2010, l’OMS ha deciso che era necessario sensibilizzare tutti coloro che sono a contatto con il malato (medici, infermieri, Operatori socio Sanitari e pazienti) sulle norme igieniche necessarie per la tutela del paziente e, in ultima analisi, dell’intera comunità.

L’importanza dell’igiene delle mani è concetto entrato nel bagaglio culturale medico a metà del diciannovesimo secolo grazie agli studi del medico ungherese Ignác Semmelweis che riuscì a dimostrare come, semplicemente lavandosi le mani tra un paziente e l’altro, era possibile ridurre notevolmente i decessi per infezioni e setticemie, all’epoca molto frequenti.

Senza bisogno di risalire al diciannovesimo secolo, è ormai ampiamente noto che nelle strutture sanitarie dove il personale sanitario cura correttamente l’igiene delle mani si riduce il rischio di trasmissione di batteri antibiotico-resistenti, uno sei principali problemi e pericoli per la salute pubblica.

Lo scopo del lavaggio delle mani è quello di ridurre il più possibile la flora batterica e prevenire il passaggio di microorganismi dall’ambiente ospedaliero al paziente e viceversa. È quindi importante che anche l’Operatore Socio Sanitario, a causa del suo stretto e continuo rapporti con il paziente e le strutture ospedaliere, sia ben formato e pronto al corretto lavaggio delle mani nelle sue varie metodologie.

Le diverse metodologie di lavaggio delle mani dipendono da situazioni operative differenti:

  1. Lavaggio sociale, il più frequente e quello maggiormente praticato dall’Operatore Socio Sanitario, da eseguirsi prima di manipolare farmaci o di preparare o servire alimenti. Anche in contesto non sanitario.
  2. il Lavaggio Antisettico, da utilizzarsi prima e dopo il contatto col paziente, differisce dal precedente solo per il materiale utilizzato (sapone o liquido antisettico al posto di quello normale)
  3. il Lavaggio Chirurgico, difficilmente utilizzato dall’OSS, da effettuarsi prima di una procedura chirurgica.

Qualunque sia la metodologia di lavaggio utilizzata, la pulizia delle mani è indicata, secondo le disposizioni dell’OMS, nei seguenti casi:

  1. prima e dopo il contatto diretto con il malato;
  2. dopo la rimozione dei guanti non sterili;
  3. dopo il contatto con liquidi e secrezioni corporee, mucose o cute non integra o in caso di medicazione delle ferite;
  4. quando, assistendo lo stesso malato, si passa da una sede del corpo contaminata a una pulita;
  5. dopo contatto con oggetti nell’immediata vicinanza del malato.

Escludendo i pochi Operatori Socio Sanitari Specializzati impiegati in sala operatoria, tutti gli Operatori Socio Sanitari sono tenuti a  conoscere e saper applicare la procedura di lavaggio delle mani per il lavaggio sociale e per quello antisettico, che, come accennato prima, differisce solo per il materiale utilizzato:

Ricordare sempre che prima del lavaggio delle mani deve essere garantita da parte dell’Operatore la cura e l’igiene delle proprie mani con standard di riferimento che prevedono:

  1. unghie corte e prive di smalto, per prevenire l’accumulo di batteri sotto la superficie delle unghie e in eventuali sfaldature dello smalto;
  2. assenza di monili (anelli, bracciali, orologi), che potrebbero ospitare batteri patogeni;
  3. cute delle mani curata e priva di screpolature, per prevenire il contagio dell’Operatore.

Preparare il materiale occorrente:

  1. Ampio lavandino, possibilmente con comando a pedale
  2. Sapone liquido o antisettico
  3. Asciugamano, meglio se usa e getta.
  4. A) Aprire il rubinetto con il gomito o con il piede, quando possibile, per ridurre il rischio di disseminare organismi nell’ambiente
  5. B) Regolare l’acqua ad una temperatura confortevole e non troppo calda per evitare di danneggiare il fil idrolipidico protettivo delle mani e ridurre il rischio di dermatiti.
  6. C) Bagnare uniformemente mani e polsi
  7. D) Applicare una sufficiente quantità di detergente e strofinare uniformemente mani e polsi per almeno 30 secondi, avendo cura di raggiungere tutte le parti della mano e, in particolar modo, spazi interdigitali e spazi sotto le unghie.
  8. E) Risciacquare con acqua corrente avendo cura di tenere le mani alte rispetto agli avambracci.
  9. F) Asciugare le mani con un asciugamano monouso per eliminare l’umidità residua
  10. G) Chiudere il rubinetto con il gomito o, se manuale, utilizzando un lembo dell’asciugamano per non contaminare le mani appena lavate.

In totale la procedura di lavaggio delle mani non dovrebbe durare meno di 60 secondi.

Paola Lorello

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