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Monthly Archives:maggio 2017

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Ares No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

gdpr General Data Protection Regulation

Duro colpo per la multinazionale Uber; violati i dati di 57 milioni di clienti.

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In tempo di GDPR anche la cronaca lo dimostra, privacy e dati non tutelati creano gravi conseguenze.

Di Serena Giorgio

La multinazionale da 70 miliardi di dollari “Uber”, celebre azienda per il trasporto privato ed il ride-sharing, ha subito un grave e pericoloso cyber-furto ad opera di due abili ed intraprendenti hacker. Il fatto, venuto alla luce soltanto adesso ma accaduto nel lontano ottobre 2016, è stato programmato e commesso da una coppia di coraggiosi pirati informatici che, violando i dati di ben 50 milioni di clienti e 7 milioni di autisti, ha potuto richiedere un importante riscatto per una “modica cifra” da un valore pari a ben 100 mila dollari. Con il versamento della somma richiesta, Uber, avrebbe potuto ottenere la cancellazione dei dati piratati; nomi, numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica ed anche i molteplici numeri di patente ottenuti da una elevata e significativa quota di cittadini (600 mila americani circa). Uber, che ancora oggi copre l’identità dei due pirati informatici, pagò, infine, la somma richiesta coprendo, tra l’altro, l’increscioso avvenimento con una falsa e fantastica versione alternativa della storia e con un preciso accordo di non—disclosure, vale a dire, di non divulgazione ed estrema riservatezza.

La versione “pulita” degli eventi palesò sì il versamento dei 100 mila dollari ai due abili “informatici” ma solo sotto la falsa veste di una remunerazione per un determinato servizio, ovvero, un “bug-bounty” che ripagava, dunque, la strana coppia per dei determinati attacchi-test ai loro sistemi informatici e per la segnalazione dei numerosi bug relativi ad exploit e vulnerabilità. Le conseguenze per Uber, tuttavia, non furono poche; l’omissione dell’avvenimento costò, infatti, il licenziamento del capo della sicurezza Joe Sullivan e, a seguire, l’estromissione del chief-exectuive Travis Kalanick. Una seconda e nascosta violazione da parte di pirati informatici avvenne anche nel gennaio 2016, anche questa comportò ad Uber una multa di ben 20 mila dollari oltre che una notevole perdita di credibilità. 

La violazione della privacy dei clienti resa, dunque, possibile da una cattiva gestione della sicurezza e dalla scarsa protezione dei dati ha messo, quindi, in evidenza la profonda vulnerabilità del sistema High-Tech e del mondo Web portando in primo piano la spiccata necessità di un adeguato sistema in grado di tutelare strumenti, dispositivi ed informazioni. Dara Khosrowshahi, chief-exectuive attuale, a tal proposito ha dichiarato: “Non avrebbe mai dovuto accadere. Non posso cancellare il passato ma posso impegnarmi a nome di tutti i dipendenti di Uber a imparare dagli errori. Stiamo cambiando il modo di fare business, mettendo al centro l’integrità”.

È singolare e quasi beffarda la coincidenza di un fatto venuto a galla proprio adesso, ora che si parla tanto di Gdpr.  Il nuovo regolamento europeo circa la protezione e la tutela di privacy e dati, altrimenti detto, General Data Protection Regulation serve, infatti, a tutelare quel bagaglio di informazioni che al giorno d’oggi genera per le aziende il valore di un fatturato quasi, se non addirittura più alto, di quello erogato dall’emissione di determinati servizi e prodotti. I dati sensibili ricoprono, infatti, un ruolo di fondamentale importanza; devono essere sapientemente gestiti e tutelati anche, e soprattutto, al fine di evitare le dure conseguenze e le pesanti sanzioni previste per le eventuali perdite (proprio come per il caso Uber). La nuova normativa dell’Unione Europea, altrimenti detta, 2016/679 avrà efficacia effettiva proprio a partire dal 25 maggio 2018, mancano, quindi, solamente 6 mesi di tempo per adeguarsi al nuovo Regolamento, ed è per questo motivo che risulta fondamentale attivare sin da adesso un serrato programma di informazione.

Il caso Uber, pur non rientrando nelle casistiche relative al contesto europeo, si presenta, infatti, al momento giusto, dimostrando, quindi, la gravità di conseguenze e sanzioni scaturite dall’errata errata gestione di determinati strumenti ed informazioni. Sembra quasi voluta, dunque, la combinazione di un fatto di cronaca improvvisamente venuto alla luce e che di luce ne getta altrettanta su di una faccenda che, per quanto possa apparire lontana, ci riguarda intensamente e molto più da vicino.

Le imprese, infatti, così come gli enti, le aziende e le istituzioni si ritrovano costrette a veri e propri processi di adeguamento: gli organigrammi aziendali devono essere rivisti in base alle nuove esigenze, nuovi ruoli professionali devono essere predisposti, nuove mansioni devono essere attivate, i macchinari ed i dispositivi informatici devono risultare monitorati ed aggiornati ed anche le violazioni possibili e gli eventuali rischi devono essere valutati preventivamente e con precisa costanza nel corso del tempo.

Allinearsi al nuovo Regolamento Gdpr non risulta, quindi, così facile; le operazioni da effettuare e le modifiche da applicare non sono poche, i tempi disponibili non brillano particolarmente per estensione e generosità, tuttavia, la fine di Uber …chi vuole farla?

gdpr general data protection regulation

Il 25 novembre è alle porte, mancano solamente 6 mesi al nuovo Regolamento sulla Privacy; chi è pronto al GDPR?

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di Serena Giorgio

“The final countdown” era il ritornello, oltre che il titolo, di una famosa canzone degli Europe tipica degli anni 80’. Era il lontano 1986, anno della disco e dell’elettronica! oggi siamo nel 2017, anno della tecnologia e, tuttavia, il conto alla rovescia è appena iniziato. Dal 25 novembre scatteranno, infatti, gli ultimi sei mesi di tempo per l’ottimizzazione e la concretizzazione dei processi di formazione ed adeguamento alle direttive stabilite dal nuovo Regolamento UE 2016/679, altrimenti detto GDPR General Data Protection Regulation. Il 25 maggio 2018 darà, infatti, efficacia ufficiale ed effettiva alla normativa 679 e per coloro che non avranno adempito alle disposizioni da essa emanate scatteranno oltre che dure problematiche anche gravose sanzioni (pari anche ai i 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuo).

L’ acronimo GDPR, seppur breve, racchiude in sé un tanto vasto quanto variegato bagaglio di informazioni, concetti, principi, terminologie, regole da rispettare, osservare e, soprattutto, imparare. Per le aziende, intraprendere un percorso di formazione ben specifico sarà, dunque, di fondamentale importanza ma ancor più rilevante sarà il preciso avviamento di tale programma in una tempistica ottimale ed utile, vale a dire, sin da adesso! Il General Data Protection Regulation è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 4 maggio 2016 ed è entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno. Considerato che il GDPR avrà efficacia effettiva a partire dal 25 maggio 2018, le ristrette tempistiche sono, ormai, considerevoli oltre che abbastanza palesi.

Tra pochi giorni scatterà, infatti, una data importante, quella del 25 novembre, data che sancirà un nuovo e definitivo conteggio, quello finale. A partire dal 25 di questo mese rimarranno, dunque, a disposizione unicamente sei mesi per l’allineamento alle nuove direttive in tema di tutela e sicurezza per i dati e per la privacy previste dal nuovo Regolamento europeo.

Il termine ultimo per l’adeguamento a tale normativa, in effetti, incombe sempre più; sei mesi non sono tanti e secondo una recente ricerca a cura della Statistical Analysis Software una considerevole percentuale di aziende, circa il 58%, non è pronto al cambiamento richiesto, non ha ben chiare le novità apportate dal GDPR né, tuttavia, è consapevole della necessità di formazione ed adeguamento. Il 37% delle aziende risulta, invece, abbastanza disinformato da non sapere nemmeno se aderire o meno al cambiamento, insomma, la situazione è abbastanza confusa, incerta e difficile.

Il tempo stringe, i cambiamenti sono molti, i ruoli da ricoprire sono vari ed altrettanto numerose sono le informazioni da recepire; un serrato programma di consulenza, formazione e preparazione risulta, dunque, necessario oltre che basilare. Un programma primario da intraprendere con prontezza, da applicare in fase di progettazione ed assestamento alla normativa con criterio e cognizione e, soprattutto, ben prima del termine ultimo stabilito è, quindi, di fondamentale importanza; le conoscenze e le variazioni da compiere sono, infatti, tante, basti pensare alle Condizioni del consenso, al Principio di liceità, all’Organigramma della Privacy, all’Analisi dei Rischi, alla Valutazione d’impatto, al Registro di trattamento, al trasferimento dei dati all’estero, ai Principi di accountability, privacy by design, by default ed ancora, al ruolo del DPO – Data Protection Officer, ovvero, il Responsabile Protezione Dati Personali o alla figura  del Data Processor, vale a dire, il Responsabile del trattamento dei dati. 

Ogni titolare di azienda sarà, dunque, costretto ad informarsi oltre che formarsi, ad essere diretto responsabile dei propri dati, della loro tenuta ed anche e soprattutto dei propri sistemi; questi dovranno, infatti, essere analizzati e monitorati anche e soprattutto a fronte dei possibili incidenti o delle eventuali violazioni (Data Breach).

Le informazioni personali dovranno essere difese e tutelate con professionalità e competenza ed il titolare del trattamento dovrà obbligatoriamente  rendere nota delle eventuali fughe di dati all’autorità nazionale comunicandole entro e non oltre le 72 ore.

Considerata l’elevata mole di modifiche da apportare e l’importanza dei ruoli da ricoprire risulta, dunque, evidente la nuova ed ancor più marcata rilevanza affidata agli strumenti tecnologici ed al mondo dei dati personali. La tecnologia è, infatti, entrata a far parte della vita aziendale in modo alquanto preponderante ed i ricavi, i fatturati e gli altri valori vanno a basarsi più sulla gestione dei dati attraverso tali dispositivi tecnici ed informatici che tramite l’erogazione e la creazione di determinati servizi e prodotti. I dati sono il bene prezioso del nuovo millennio, il “petrolio” di una volta, un patrimonio da tutelare a tutti gli effetti ed a tutti i costi.

Il nuovo Regolamento sulla Privacy 2016/679 è quindi fondamentale, non solo, per la protezione di determinati valori ed informazioni ma anche e soprattutto ai fini di una corretta applicazione di nuove conoscenze e procedure generate per la prima volta a livello europeo.

Il GDPR sembra, dunque, una faccenda estremamente complessa; le tempistiche per l’adeguamento non sono poi così generose, le incertezze da parte delle aziende sono tante, le modifiche ancor più numerose, tuttavia, nulla di irrimediabile, niente che non possa essere risolto da un’adeguata e precisa formazione; un terremoto che non spaventa se le proprie fondamenta sono state rinforzate saggiamente e preventivamente.

 

operatore socio sanitario

Chi è l’operatore socio-sanitario, formazione, obiettivi, mansioni

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Chi è l’operatore socio-sanitario

La figura dell’Operatore Socio Sanitario (OSS) è stata istituita ufficialmente nel 2001 a seguito dell’accordo Stato Regioni del 22/02/2001 ed è operante nel campo dell’assistenza socio-sanitaria.

Le sue mansioni si affiancano a quelle infermieristiche e sono volte al soddisfacimento dei bisogni primari della persona oltre che a garantire il benessere psico-fisico e sociale dei pazienti e degli utenti.

OSS – Operatore Socio Sanitario: mansioni

In generale Gli Operatori Socio-Sanitari svolgono incarichi nell’assistenza di base, come:

  • aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane,
  • effettuazione di piccole medicazioni,
  • aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, prevenzione di ulcere da decubito, rilevazione dei parametri vitali,
  • realizzazione di attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico,
  • Osservazione e collaborazione alla rilevazione dei bisogni,
  • trasporto del materiale biologico,
  • attuazione interventi di primo soccorso,
  • disbrigo di pratiche burocratiche,
  • attività di sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione.

 

Gli OSS lavorano in équipe con altre figure, in autonomia o su attribuzione medico- infermieristica, dell’educatore professionale, del fisioterapista oppure dell’ostetrica e di altre professioni sanitarie (in sostanza opera, coopera e collabora).

Solitamente la loro formazione di base è affidata ad aziende private convenzionate con le Regioni (raramente sono gli Enti regionali a realizzare dei corsi di qualifica tecnica). Non esiste a livello nazionale un piano formativo standardizzato, ma è possibile riassumere gli elementi essenziali che non dovrebbero mai mancare in un piano di studi per OSS.

Oggi l’operatore socio-sanitario è una realtà ben radicata e affermata nel territorio italiano.

La formazione dell’operatore socio-sanitario

La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale, e non in maniera specifica, dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l’OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle singole Regioni.

Il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario avviene di norma attraverso la frequentazione di un corso organizzato da enti in base alle specifiche esigenze richieste dalla regione. Al termine dei corsi si svolgono esami teorici e pratici e generalmente è richiesta la compilazione di una tesina ed un periodo di tirocinio.

A chi si rivolgono i corsi per Operatore Socio Sanitario

Destinatari del corso OSS sono tutte le persone (maggiorenni) desiderose di sperimentare le proprie capacità andando a ricoprire un ruolo molto ricercato in ambiti ospedalieri ed extra ospedalieri, soprattutto tra le nuove realtà assistenziali domiciliari emergenti.

È necessario un diploma di terza media di base.

Obiettivo della formazione OSS

L’obiettivo della formazione OSS è mettere gli operatori in condizioni ottimale per garantire un’assistenza di base adeguata a pazienti di diverse fasce di età ed affetti da patologie differenti, operando in collaborazione con l’équipe sanitaria.

I corsi sono inoltre improntati su segmenti di utenza specifici:

  • anziani,
  • malati terminali,
  • contesti ospedalieri,
  • contesti residenziali,
  • Rsa,
  • centri diurni e domiciliari.

Modalità di formazione professionale Operatore Socio Sanitario

La formazione dell’OSS parte dalla conoscenza del suo ruolo:

  • L’OSS opera, agendo in autonomia rispetto a determinati interventi;
  • L’OSS coopera, in quanto preparato a svolgere una parte di attività in collaborazione con altri membri dell’équipe
  • L’OSS collabora, agendo su precise indicazioni fornite da professionisti ai quali si affianca.

Metodi formativi del corso per Operatore Sanitario OSS

Il profilo formativo dell’OSS è suddiviso in diverse competenze che lo studente acquisisce durante i corsi che è tenuto a seguire.

Per ogni competenza sono definite abilità implicate (che riguardano la manualità e le capacità che si acquisiscono per svolgere al meglio le varie mansioni) e conoscenze implicate (le nozioni teoriche fornite dal corso).

Struttura dei corsi di formazione OSS

Pur nella diversità dovuta alle specifiche regionali, i corsi di formazione Operatore Socio Sanitario OSS hanno caratteristiche comuni e forniscono per ogni area disciplinare un approccio adeguato per metodo e contenuti.

Le modalità di tali corsi OSS prevedono:
  • lezioni frontali, con utilizzo di tecniche interattive per coinvolgere lo studente;
  • laboratori di simulazione e valutazioni delle competenze acquisite con utilizzo di check-list.

La lezione frontale per Operatore Socio Sanitario

La lezione frontale, completata da proiezione di video esplicativi e da slides (per esempio con mappe concettuali che favoriscano l’apprendimento), permette un approccio didattico interattivo sfruttando al massimo le risorse del gruppo classe.

La formazione degli Operatori Socio Sanitari OSS in questo modo sfrutta sia i vantaggi dei metodi di apprendimento classici, sia delle potenzialità offerte da rielaborazione, discussione, confronto, attualizzazione e scambio.

L’obiettivo comune docente – studenti è il paziente: la preparazione avviene in orientamento al benessere e alla miglior assistenza possibile dell’utente finale.

L’utilizzo di risorse formative quali slides e video, oltre a permettere di catturare l’attenzione dello studente per un periodo maggiore, consente, anche prima del tirocinio, di concretizzare, attraverso l’Osservazione, quella che sarà la realtà assistenziale. Le immagini esplicative di manovre e tecniche che l’operatore utilizzerà in futuro rendono più fruibile l’informazione trasmessa.

I laboratori di simulazione OSS

I laboratori di simulazione su manichino forniscono allo studente la possibilità di mettersi alla prova in un contesto protetto, prima dell’inizio del tirocinio, e costituisce un’attività propedeutica allo stesso.

La realizzazione di casi clinici, con i quali lo studente si confronta, simulano situazioni lavorative e concretizzano le nozioni teoriche proposte dal docente avvicinando e preparando lo studente OSS alla variabilità degli scenari operativi nei quali si troverà coinvolto rafforzando la preparazione teorica e permettendo una migliore assimilazione della teoria.

I laboratori per le esercitazioni sono funzionali a tutte quelle materie di studio relative a tecniche assistenziali specifiche, quali:
  • igiene alla persona;
  • identificazione dei bisogni assistenziali;
  • alimentazione;
  • eliminazione;
  • movimento;
  • riposo/sonno;
  • primo soccorso;
  • assicurazione di corretta termoregolazione e assicurazione di posture per un’idonea respirazione.

Una delle competenze fondamentali per gli Operatori Socio Sanitari OSS è l’Osservazione nel paziente di segni e sintomi anomali nello stato di salute dell’assistito e la corretta esposizione del quadro Osservato al responsabile dell’assistenza, individuandone la priorità.

Fa parte delle attività di simulazione l’identificazione di ogni cambiamento dello stato psicofisico della persona, di vitale importanza nella preparazione dell’OSS.

L’esame finale per Operatore Socio Sanitario OSS

Al termine del percorso formativo lo studente è tenuto a superare un esame finale.

Check-list per OSS

L’utilizzo delle check-list come strumento di management degli outcomes è essenziale per effettuare un’adeguata e quanto più possibile imparziale valutazione delle competenze tecniche acquisite dallo studente.

Le check list vengono costruite dal docente in base alla letteratura per tutte le attività e gli studenti sono tenuti ad avvalersi si esse per organizzare il proprio ordine di priorità nell’assistenza al paziente: sulla capacità di attenersi a tali scalette viene valutato il futuro OSS, tenendo presente che la giusta sequenza di operazioni garantisce una prestazione efficiente, la giusta attribuzione delle priorità e la riduzione degli errori, che potrebbero avere gravi conseguenze.

L’utilizzo di questo strumento, inoltre, permette di contenere il rischio di soggettività durante la valutazione, poiché in esso è contenuto un elenco di azioni individuate a priori che consente di analizzare in modo strutturato e sistematico il grado di padronanza delle conoscenze dello studente in merito ad ogni argomento trattato.

La costruzione della check-list prevede una scala per la valutazione di ogni singola attività:

livello minimo: lo studente non sa svolgere l’attività;

livello intermedio: lo studente svolge l’attività, ma in modo non completo;

livello massimo: lo studente svolge l’attività in modo completo e autonomo.

Esame orale OSS

Oltre alle attività strettamente legate alla salute del paziente, l’Operatore Socio Sanitario OSS è tenuto alla conoscenza di alcune materie che possono essere valutate tramite esame o orale o scritto:

  • legislazione;
  • metodologia del lavoro;
  • assistenza sociale;
  • elementi di psicologia.
  • La durata della formazione

Tesine Operatore Socio Sanitario

A termine del percorso di studi, l’Operatore Socio Sanitario è tenuto a presentare una tesina, un elaborato scritto con un numero di pagine che varia tra le 10 e le 15 e che generalmente è suddiviso in 4 o più sezioni, inerente al percorso di studi scelto.

Per gli Operatori Socio Sanitari OSS è previsto un approfondimento del tirocinio, Ossia una relazione dettagliata di un caso clinico Osservato durante le ore di pratica in ospedale o presso qualsiasi altra struttura socio-sanitaria.

All’esposizione del caso viene affiancata anche una parte che deve dimostrare le competenze ottenute nelle aree di studio:

  • socio-culturale
  • istituzionale
  • legislativa
  • psicologica e sociale
  • igienico-sanitaria
  • tecnico-operativa.

Il completamento della tesina è nella ricerca bibliografica, che permetterà un più alto livello di formazione.

I l percorso di qualificazione dell’OSS è stabilito a livello regionale e prevede un buon numero di ore di frequenza (circa 1000 a seconda delle sedi) alle quali si aggiungono attività complementari di tirocinio e moduli di formazione teorico-pratica.

gdpr dati sensibili privacy

UNA CORRETTA FORMAZIONE PER UNA CORRETTA NORMATIVA.

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ADEGUARSI ALLA NUOVA NORMATIVA GDPR 2018 È FONDAMENTALE…MA COME RIUSCIRCI?

di Serena Giorgio

Il General Data Protection Regulation, altrimenti detto GDPR Regolamento UE 2016/679, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed il 25 maggio del medesimo anno è entrato in vigore. Il GDPR inizierà ad avere efficacia effettiva a partire dal 25 maggio 2018, ragion per cui, chi non avrà adempito a tali direttive, e soprattutto, rispettato la tempistica prestabilita rischierà dure e gravose sanzioni. Per le aziende sarà, dunque, fondamentale il totale rispetto ed il preciso adeguamento alla nuova normativa europea sui dati e sulla privacy entro e non oltre la data stabilita.

Allinearsi al nuovo Regolamento Gdpr, tuttavia, non è molto semplice e le tempistiche concesse non sono tra le più prospere; inoltre è risaputo, tempus fugit e la saggezza antica ha sempre avuto le sue valide fondamenta. Il tempo vola, le difficoltà non sono esigue ed una vera e propria formazione risulta basilare oltre che necessaria.  Consulenza, progettazione e formazione potranno, quindi, rappresentare le uniche armi efficaci per contrastare il pericolo scaturito da un eventuale inadempimento.

La formazione o il supporto a tale processo “evolutivo” potrà, dunque, garantire il totale allineamento alle nuove direttive introdotte dal Regolamento 2016/679 ed assicurare, al tempo stesso, la preparazione necessaria per un cambiamento al quale circa il 58% delle aziende mondiali non è pronto e di cui il 37% non è nemmeno sicuro di dover aderire. È palese, dunque, lo stato di confusione ed incertezza in cui le aziende si ritrovano; la formazione non sarà, inoltre, una semplice fase iniziale da superare ma anche un vero e proprio processo al quale sottoporsi con cadenze temporali costanti e precise.

Le aziende saranno sempre tenute all’esatto e soprattutto sicuro trattamento di dati sensibili, dei dati personali ed alla tutela della privacy. I membri di un’azienda, non importa se titolari o dipendenti, dovranno necessariamente informarsi e formarsi poiché si sa, la conoscenza spesso salva la vita ma in questo caso potrà salvare intere aziende. La tutela dei dati privati sarà, dunque, ritenuta una questione estremamente importante, vero e proprio leitmotiv di un Regolamento che affina ed uniforma a livello europeo tutte le misure di sicurezza relative al trattamento di un insieme di informazioni che risulta un vero e proprio bene da tutelare ad ogni costo. Anche l’organigramma aziendale dovrà essere rivisto e vi saranno introdotte nuove figure e ruoli tra le quali spiccherà senza alcuna ombra di dubbio quello del DPO – Data Protection Officer.

Tutti gli enti, le aziende, le istituzioni private o pubbliche dovranno, infatti, obbligatoriamente possedere un DPO o altrimenti detto in lingua italiana Responsabile Protezione Dati Personali, la sua funzione, infatti, di fondamentale importanza, avrà il preciso compito di guida e supporto per l’adempimento di tutte le modifiche necessarie al fine di un allineamento concreto alla nuova normativa. C’è da sottolineare, inoltre, l’importanza della formazione circa le nuove procedure ed i nuovi principi come il Principio di liceità; le Condizioni del Consenso, l’Organigramma Privacy in azienda, il Registro di trattamento dati, l’Analisi dei rischi Privacy, il Trasferimento dei dati all’estero, la Valutazione di impatto ecc. Può evincersi dalla maestosità di tale panorama formativo l’urgenza oltre che la necessità di un vero e proprio supporto; di un faro che possa illuminare tutte quelle aziende che si ritrovano a nuotare, con estrema difficoltà, tra questi tempestosi mari di modifiche e complessità. Le imprese, così come gli Enti, come le istituzioni e le aziende dovranno, infatti, sottoporsi anche a vere e proprie analisi e ricerche ben mirate ed approfondite di tutti i possibili ed eventuali rischi al proprio interno ed alla valutazione ulteriore di tutti quei sistemi e macchinari che, se inadeguati o non idonei, potrebbero addirittura innescare pericolose fughe di notizia e vere e proprie perdite di dati arrecando e provocando al tempo stesso oltre che gravi danni anche gravi sanzioni. 

La tecnologia, al giorno d’oggi, ha condizionato la vita di tutti in maniera alquanto preponderante, la stessa vita delle aziende si è plasmata in base a tali nuovi valori; anche i fatturati vanno a strutturarsi e basarsi più sulla gestione dei dati che sulla gestione e l’erogazione di determinati prodotti o servizi e ne consegue, dunque, che la protezione di tale bene è di palese oltre che di sostanziale importanza ( non solo per la decisiva debellazione del rischio sanzione ma anche per la tutela stessa del proprio lavoro e del proprio fatturato).  Maggio 2018 è, quindi, estremamente vicino, il nuovo regolamento sulla Privacy sarà a breve effettivo, la strada per l’adeguamento è lunga…ed iniziare adesso è, dunque, indispensabile.

Un’azione immediata, sinergica e combinata di consulenza, formazione e progettazione potrà, dunque, contrastare problematiche e sanzioni di ogni sorta, adeguando sin da adesso strumenti, procedure e conoscenze alla luce della 2016/679 e al cospetto del nuovo e finalmente uniforme panorama europeo.

operatore socio sanitario

OSS: FORMAZIONE E LAVORO. PICCOLA STORIA DELL’OPERATORE SOCIO SANITARIO

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Passano gli anni, cambiano i tempi e la società; con il trascorrere del tempo avanzano le tecnologie, si modificano i regolamenti, e con loro anche le figure professionali assumono diverse caratteristiche e aumentano il loro bagaglio professionale. In pochi decenni, in alcuni ambiti, a cominciare da quello sanitario, si è assistito a vere e proprie rivoluzioni riguardo le mansioni e quindi anche la formazione di determinati profili. Uno di questi è l’attuale OSS, il cosiddetto Operatore socio sanitario.

La formazione dell’OSS è di competenza delle regioni, e la qualifica si consegue al termine di un percorso formativo che prevede lezioni frontali in aula (non sono ammesse modalità di apprendimento a distanza), stage ed esame finale, organizzati a seconda dell’ente che gestisce il corso. I corsi sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, ma solo quelli organizzati da enti pubblici (come Asl o aziende ospedaliere) e dagli enti privati certificati dalle singole regioni e province autonome sono autorizzati a rilasciare regolare qualifica per esercitare. La qualifica necessaria per poter accedere al corso è il diploma di scuola dell’obbligo (licenza media); è necessario inoltre aver compiuto diciassette anni di età al momento dell’iscrizione.

Le materie di studio sono suddivise in quattro aree: l’area socio-culturale, istituzionale e legislativa (legislazione sociale e previdenziale, organizzazione dei servizi sul territorio e sociologia), l’area psicologica e sociale (dinamiche di gruppo, psicologia della relazione e pedagogia), l’area igienico-sanitaria (aspetti medico-sanitari, igiene della persona, tecniche di base riabilitative ed elementi di pronto soccorso) e l’area tecnico-operativa (attività di assistenza domiciliare e tutelare, piani di intervento, socializzazione e alfabetizzazione informatica).

Nello specifico, vi sono competenze da acquisire che vanno dall’assistenza alla salute della persona alla cura dei suoi bisogni primari, fino a quelle finalizzate al benessere psicologico della stessa, quindi attraverso la stimolazione di capacità espressive psico-motorie, l’impostazione della relazione di aiuto, il sostegno ai processi di socializzazione, l’incoraggiamento del mantenimento e recupero dei rapporti con parenti e amici; allo stesso modo è fondamentale la preparazione per l’adattamento domestico e ambientale (parliamo per esempio delle procedure di sanificazione e disinfezione degli ambienti di vita e cura dell’utente). Il risultato conseguito al termine del corso e dell’esame è valido non solo su tutto il territorio nazionale ma anche all’estero, in alcuni casi previa integrazione di titoli.

Facendo un passo indietro nella storia, come si diceva all’inizio, si scopre che l’antenato storico di questo profilo professionale è il cosiddetto ausiliario o portantino, una categoria lavorativa che a partire dagli anni Settanta configurava una figura con il compito di svolgere mansioni molto semplici, prevalentemente di trasporto materiali e pulizia degli ambienti. Successivamente, a partire dall’inizio degli anni Ottanta, per quest’ultimo compito veniva istituita una nuova figura ad hoc, mentre il cosiddetto personale Ausiliare socio-sanitario veniva inquadrato nel primo livello contributivo.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta le cose cambiano ancora: all’ausiliare necessitano nuove competenze specifiche e quindi anche una formazione più appropriata, nonché corsi di addestramento e aggiornamento, capaci di renderlo un elemento fondamentale nella catena del servizio sanitario. Un elemento qualificato, che di lì a poco andrà ad acquisire tutte le potenzialità per integrare il lavoro del personale infermieristico.

La figura dell’Operatore socio-sanitario OSS viene quindi istituita con un accordo tra lo Stato e le Regioni nel 2001. Dopo un lungo dibattito, il Ministero della salute e quello per la Solidarietà sociale, in accordo con le regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano, stabiliscono quali siano le mansioni e le conseguenti professionalità che la figura di quest’operatore socio-sanitario necessita sviluppare, e con esse definisce l’ordinamento didattico e i corsi di formazione ad esso relativi, di cui si è parlato in precedenza (Accordo Stato-Regioni del 22/02/2001). Ne nasce è una figura professionale qualificata, che racchiude i compiti del vecchio Operatore socio-assistenziale (OSA) e dell’Operatore tecnico addetto all’assistenza: una professionalità versatile, con differenti mansioni di carattere non solo sanitario ma anche sociale, capace di muoversi in ambiti differenti e quindi mettendo a disposizione delle caratteristiche particolarmente importanti rispetto alle esigenze dell’attuale mercato del lavoro. Il suo ambito d’azione è quello delle strutture sanitarie (attraverso i concorsi pubblici, i cui bandi vengono tutti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, regolamentati dal dPR n.20 del 27/03/2001 sui concorsi pubblici del personale non dirigenziale del servizio sanitario nazionale) ma anche delle strutture sociali, come i centri diurni integrati, le case di riposo, oppure tutti gli ambiti di assistenza domiciliare, e ancora le comunità come quelle di recupero e quelle di alloggio.

È chiaro come, operando in contesti molto differenti tra loro, l’operatore debba essere pronto ad assistere varie differenti tipologie di pazienti: dagli anziani ai bambini, dai disabili ai sofferenti psichici, sempre in collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale.

L’attività dell’operatore socio-sanitario è infatti prevalentemente quella di supporto, tanto a pazienti e assistiti, quanto ai professionisti di area sanitaria e sociale, a seconda dell’area di intervento. Proprio alla luce di ciò, da qualche anno, vi è anche la possibilità di una ulteriore specializzazione: quella di Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria (OSSS), una qualifica che implementa le capacità dell’operatore nel collaborare per esempio con l’infermiere e/o l’ostetrica, oppure di svolgere in autonomia alcune mansioni assistenziali (come la somministrazione di terapie, medicazioni complesse o clisteri), naturalmente in base alle esigenze e all’organizzazione dell’unità di appartenenza.

L’operatore può, in sostanza, con le dovute integrazioni formative, prestare servizio tanto in sala operatoria quanto in centrale di sterilizzazione, lavorando di solito su due o tre turni, a seconda della necessità o meno della presenza di un servizio notturno.

 

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Operatore socio sanitario con formazione complementare

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Operatore Socio Sanitario con Formazione complementare

Gli operatori socio sanitari che hanno seguito con profitto il modulo di formazione complementare ed hanno superato l’esame teorico pratico finale, ricevono uno specifico attestato di “ Operatore socio sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria ” che consente all’operatore di collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica e di svolgere alcune attività assistenziali, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

ELENCO DELLE PRINCIPALI ATTIVITÀ PREVISTE PER L’OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE IN ASSISTENZA SANITARIA

L’operatore socio sanitario, che ha seguito con profitto il modulo di formazione complementare in assistenza sanitaria, oltre a svolgere le competenze professionali del proprio profilo, coadiuva l’infermiere o l’ostetrica e, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione, è in grado di eseguire:

  • la somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • i bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni;
  • la rilevazione e l’annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente;
  • la raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico;
  • le medicazioni semplici e bendaggi;
  • i clisteri;
  • la mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee;
  • la respirazione artificiale, massaggio cardiaco esterno;
  • la cura e il lavaggio e preparazione del materiale per la sterilizzazione;
  • l’attuazione e il mantenimento dell’igiene della persona;
  • la pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature, delle attrezzature sanitarie e dei dispositivi medici;
  • la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti differenziati;
  • il trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici;
  • la somministrazione dei pasti e delle diete;
  • la sorveglianza delle fleboclisi, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione
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La figura professionale degli Operatori Socio Sanitari

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Art. 1. Figura e profilo
1. È individuata la figura dell’ operatore socio sanitario
2. L’operatore socio sanitario è l’operatore che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a:
a) soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario
b) favorire il benessere e l’autonomia dell’utente.

Art. 2. La formazione
1. La formazione dell’ operatore socio sanitario è di competenza delle regioni e province autonome, che provvedono alla organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto.
2. Le regioni e le province autonome, sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato, accreditano le aziende UU.SS.LL. e ospedaliere e le istituzioni pubbliche e private, che rispondono ai requisiti minimi specificati dal Ministero della sanità e dal dipartimento degli affari sociali con apposite linee guida, alla effettuazione dei corsi di formazione.

Art. 3. Contesti operativi
1. L’operatore socio sanitario svolge la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario in servizi di tipo socio – assistenziale e socio – sanitario, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell’utente.

Art. 4. Contesto relazionale
1. L’ operatore socio sanitario svolge la sua attività in collaborazione con gli altri operatori professionali preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale.

Art. 5. Attività
1. Le attività dell’ operatore socio sanitario sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita: a) assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero;
b) intervento igienico – sanitario e di carattere sociale;
c) supporto gestionale, organizzativo e formativo.
2. Le attività di cui al comma 1 sono riassunte nell’allegata tabella A che forma parte integrante del presente decreto.

Art. 7. Requisiti di accesso
1. Per l’accesso ai corsi di formazione dell’ operatore socio sanitario è richiesto il diploma di scuola dell’obbligo ed il compimento del diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso.

Art. 8. Organizzazione didattica
 I corsi di formazione per operatore socio sanitario avranno durata annuale, per un numero di 1000 ore articolate secondo i seguenti moduli didattici:
– modulo di base: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 200 motivazione orientamento e conoscenze di base.
– modulo professionalizzante: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 250; esercitazioni e stages, numero minimo di ore 100; tirocinio, numero minimo di ore 450.

Art. 10. Materie di insegnamento
1. Le materie di insegnamento, relative ai moduli didattici di cui all’art. 8, sono articolate nelle seguenti aree disciplinari:
a) area socio culturale, istituzionale e legislativa;
b) area psicologica e sociale;
c) area igienico sanitaria;
d) area tecnico operativa.

Art. 11. Tirocinio
1. Tutti i corsi comprendono un tirocinio guidato, presso le strutture ed i servizi nel cui ambito la figura professionale dell’ operatore socio sanitario è prevista.

Art. 12. Esame finale e rilascio dell’attestato
1. La frequenza ai corsi è obbligatoria e non possono essere ammessi alle prove di valutazione finale coloro che abbiano superato il tetto massimo di assenze indicato dalla regione o provincia autonoma nel provvedimento istitutivo dei corsi, e comunque non superiore al 10% delle ore complessive.
2. Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una prova teorica e ad una prova pratica da parte di una apposita commissione d’esame, la cui composizione è individuata dal citato provvedimento regionale e della quale fa parte un esperto designato dall’assessorato regionale alla sanità ed uno dall’assessorato regionale alle politiche sociali.
3. In caso di assenze superiori al 10% delle ore complessive, il corso si considera interrotto e la sua eventuale ripresa nel corso successivo avverrà secondo modalità stabilite dalla struttura didattica.
4. All’allievo che supera le prove, è rilasciato dalle regioni e provincie autonome un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale, nelle strutture, attività e servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali.

ELENCO DELLE PRINCIPALI ATTIVITÀ PREVISTE PER L’OPERATORE SOCIO SANITARIO

1) Assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero: assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale; realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale; realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi; coadiuva il personale sanitario e sociale nell’assistenza al malato anche terminale e morente; aiuta la gestione dell’utente nel suo ambito di vita; cura la pulizia e l’igiene ambientale.

2) Intervento igienico sanitario e di carattere sociale: osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell’utente; collabora alla attuazione degli interventi assistenziali; valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre; collabora alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi; riconosce ed utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione/relazione appropriati in relazione alle condizioni operative; mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l’utente e la famiglia, per l’integrazione sociale ed il mantenimento e recupero della identità personale.

3) Supporto gestionale, organizzativo e formativo: utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio; collabora alla verifica della qualità del servizio; concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini ed alla loro valutazione; collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento; collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici.

COMPETENZE TECNICHE DELL’OPERATORE SOCIO SANITARIO

In base alle proprie competenze ed in collaborazione con altre figure professionali, l’ operatore socio sanitario sa attuare i piani di lavoro. È in grado di utilizzare metodologie di lavoro comuni (schede, protocolli ecc.).
È in grado di collaborare con l’utente e la sua famiglia: nel governo della casa e dell’ambiente di vita, nell’igiene e cambio biancheria; nella preparazione e/o aiuto all’assunzione dei pasti; quando necessario, e a domicilio, per l’effettuazione degli acquisti; nella sanificazione e sanitizzazione ambientale. È in grado di curare la pulizia e la manutenzione di arredi e attrezzature, nonché la conservazione degli stessi e il riordino del materiale dopo l’assunzione dei pasti.
Sa curare il lavaggio, l’asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare.
Sa garantire la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, il trasporto del materiale biologico sanitario, e dei campioni per gli esami diagnostici, secondo protocolli stabiliti.
Sa svolgere attività finalizzate all’igiene personale, al cambio della biancheria, all’espletamento delle funzioni fisiologiche, all’aiuto nella deambulazione, all’uso corretto di presidi, ausili e attrezzature, all’apprendimento e mantenimento di posture corrette.
In sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del personale preposto è in grado di:
aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso; aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie; osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione ecc.); attuare interventi di primo soccorso; effettuare piccole medicazioni o cambio delle stesse; controllare e assistere la somministrazione delle diete; aiutare nelle attività di animazione e che favoriscono la socializzazione, il recupero ed il mantenimento di capacità cognitive e manuali ; collaborare ad educare al movimento e favorire movimenti di mobilizzazione semplici su singoli e gruppi; provvedere al trasporto di utenti, anche allettati, in barella carrozzella; collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento; utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente, riducendo al massimo il rischio; svolgere attività di informazione sui servizi del territorio e curare il disbrigo di pratiche burocratiche; accompagnare l’utente per l’accesso ai servizi.

Competenze relative alle conoscenze richieste

Conosce le principali tipologie di utenti e le problematiche connesse.
Conosce le diverse fasi di elaborazione dei progetti di intervento personalizzati.
Riconosce per i vari ambiti, le dinamiche relazionali appropriate per rapportarsi all’utente sofferente, disorientato, agitato, demente o handicappato mentale ecc.
È in grado di riconoscere le situazioni ambientali e le condizioni dell’utente per le quali è necessario mettere in atto le differenti competenze tecniche.
Conosce le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all’utente.
Conosce le condizioni di rischio e le più comuni sindromi da prolungato allettamento e immobilizzazione. Conosce i principali interventi semplici di educazione alla salute, rivolti agli utenti e ai loro famigliari. Conosce l’organizzazione dei servizi sociali e sanitari e quella delle reti informali.

Competenze relazionali
Sa lavorare in equipe.
Si avvicina e si rapporta con l’utente e con la famiglia, comunicando in modo partecipativo in tutte le attività quotidiane di assistenza; sa rispondere esaurientemente, coinvolgendo e stimolando al dialogo.
È in grado di interagire, in collaborazione con il personale sanitario, con il malato morente.
Sa coinvolgere le reti informali, sa rapportarsi con le strutture sociali, ricreative, culturali dei territori. Sa sollecitare ed organizzare momenti di socializzazione, fornendo sostegno alla partecipazione ad iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale.
È in grado di partecipare all’accoglimento dell’utente per assicurare una puntuale informazione sul servizio e sulle risorse.
È in grado di gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità.
Affiancandosi ai tirocinanti, sa trasmettere i propri contenuti operativi.

OBIETTIVI DI MODULO E MATERIE DI INSEGNAMENTO

Obiettivi di modulo Primo modulo (200 ore di teoria):
acquisire elementi di base utili per individuare i bisogni delle persone e le più comuni problematiche relazionali; distinguere i sistemi organizzativi socio-assistenziali e la rete dei servizi; conoscere i fondamenti dell’etica, i concetti generali che stanno alla base della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro, nonché i principi che regolano il rapporto di dipendenza del lavoratore (doveri, responsabilità, diritti…); conoscere i concetti di base dell’igiene e i criteri attraverso i quali mantenere la salubrità dell’ambiente.

Secondo modulo (250 ore di teoria, 100 esercitazioni, 450 tirocinio):
riconoscere e classificare i bisogni ed interpretare le problematiche assistenziali derivanti in relazione alle principali caratteristiche del bambino, della persona anziana, della persona con problemi psichiatrici, con handicaps, ecc. o in situazioni di pericolo; identificare tutti gli elementi necessari alla pianificazione dell’assistenza, collaborando con le figure professionali preposte; riconoscere le principali alterazioni delle funzioni vitali al fine di attivare altre competenze e/o utilizzare tecniche comuni di primo intervento; applicare le conoscenze acquisite per: mantenimento di un ambiente terapeutico adeguato – cura della persona – mantenimento delle capacità residue – recupero funzionale; conoscere ed applicare le diverse metodologie operative presenti nelle sedi di tirocinio; conoscere i principali aspetti psico-sociali dell’individuo e del gruppo al fine di sviluppare abilità comunicative adeguate alle diverse situazioni relazionali degli utenti e degli operatori nonché conoscere le caratteristiche, le finalità e le prestazioni di assistenza sociale allo scopo di concorrere, per quanto di competenza, al mantenimento dell’autonomia e dell’integrazione sociale dell’utente.

Modulo facoltativo:
tematica professionale specifica: (50 ore teoria, 50 esercitazioni, 100 tirocinio):
approfondire le competenze acquisite con speciale riferimento ad una particolare tipologia di utenza o ad uno specifico ambiente assistenziale.

Principali materie di insegnamento Area socio culturale, istituzionale e legislativa:
Elementi di legislazione nazionale e regionale a contenuto socio assistenziale e previdenziale.
Elementi di legislazione sanitaria e organizzazione dei servizi ( normativa specifica OSS )
Elementi di etica e deontologia.
Elementi di diritto del lavoro e il rapporto di dipendenza.
Area psicologica e sociale:
Elementi di psicologia e sociologia.
Aspetti psico-relazionali ed interventi assistenziali in rapporto alle specificità dell’utenza.

Area igienico sanitaria ed area tecnico-operativa:
Elementi di igiene.
Disposizioni generali in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Igiene dell’ambiente e comfort alberghiero.
Interventi assistenziali rivolti alla persona in rapporto a particolari situazioni di vita e tipologia di utenza.
Metodologia del lavoro sociale e sanitario.
Assistenza sociale

gdpr regolamento sulla privacy

GDPR: ENTRO MAGGIO 2018 CAMBIA IL REGOLAMENTO SULLA PRIVACY

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GDPR: ENTRO MAGGIO 2018 CAMBIA IL REGOLAMENTO SULLA PRIVACY

di Mattia D’Anna 

La società attuale vive un progresso tecnologico in continua evoluzione e il tema della privacy è sicuramente molto importante; l’utilizzo dei social e di tantissime operazioni online (acquisti, operazioni finanziarie, ecc.)  comporta il diffondersi di dati personali e proprio sotto questo aspetto, l’Unione Europea ha deciso di applicare una nuova normativa, il Gdpr Ue 2016/679 (General Data Protection Regulation) che tutte le società italiane dovranno seguire modificando quella interna valida ancora oggi; l’entrata in vigore del nuovo regolamento sulla privacy, quindi, è fissata per il 25 maggio 2018. L’obiettivo è quello di uniformare la protezione dei dati di tutte le società facenti parte dell’Unione.

Il tutto nasce dall’atteggiamento di moltissimi paesi che hanno sempre trattato l’argomento senza la giusta concretezza e perdendosi in riforme spesso poco nette; l’Unione Europea, quindi, per  tutelare gli utenti che espongono i propri dati nelle mani di tantissime imprese ha deciso di fissare delle sanzioni molto pesanti a quegli imprenditori che non rispetteranno il nuovo regolamento sulla privacy. Le stesse sanzioni subiranno delle modifiche; non saranno più classificate in fasce (come avviene oggi) ma si baseranno sull’accountability della società e saranno pari a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale dell’intero gruppo; inoltre le Autorità garanti potranno bloccare la produzione (e profitti) delle società per alcuni periodi qualora vengano riscontrate attività illecite nel trattamento dati. Naturalmente alcune aziende potrebbero trovarsi di fronte ad una perdita di dati dovute a cause esterne come il furto, che deve far riflettere sull’importanza di adottare un adeguato cyber security system, per evitare che si verifichi un caso del genere, o violazioni varie e in quel caso dovranno informare il Garante della privacy (l’autorità di controllo) entro 72 ore dall’accaduto, per non cadere in una delle sanzioni sopracitate.

Proprio la presenza di cyber criminali pone l’accento sulla sicurezza informatica delle reti aziendali e dei sistemi informatici e su come le imprese debbano lavorare per evitare che dati sensibili non vengano rubati e diffusi; quindi la protezione dei dati e la sicurezza informatica nelle reti internet aziendali, deve essere di primaria importanza e deve prevedere un adeguato studio, da parte dell’impresa, per rintracciare le giuste modalità che garantiscano questa sicurezza.

Tra le novità, introdotte dall’Unione Europea inoltre, ci saranno anche nuove obbligazioni,  come il registro per le attività di trattamento (per le imprese che hanno più di 250 dipendenti), una nuova figura quale il Responsabile per la protezione dei dati (obbligatorio per enti pubblici, pubbliche amministrazioni e quei soggetti che si troveranno di fronte al trattamento di dati sensibili degli utenti coinvolti) e nuove procedure che saranno tutte sempre in vigore da maggio 2018. Bisogna specificare, inoltre, che il Gdpr seguirà dei principi ben delineati; quando parliamo di accountability, vogliamo intendere che i titolari delle aziende dovranno adottare misure necessarie affinché le norme del regolamento siano rispettate e, soprattutto, dovranno dimostrarlo con responsabilità. Non a caso il Gdpr si basa su trasparenza, correttezza, necessità, adeguatezza, liceità e riservatezza dei dati aziendali e dei dati personali trattati.

Due nuovi termini, che entreranno a far parte della quotidianità delle imprese sono: privacy by default e privacy by design; con questi due termini si vuole precisare che ogni sistema, riguardante il trattamento dati (soprattutto quello elettronico) abbia sin dalla fase di progettazione l’applicazione e il rispetto della normativa e che eviti, a monte, qualunque rischio di violazione. Per permettere tutto ciò, le imprese avranno la possibilità di svolgere una corretta formazione, che possa allinearle tutti i paesi dell’UE al nuovo regolamento; la formazione, inoltre, si ripeterà nel corso del tempo aggiornandosi sulla base dei cambiamenti in materia che potranno verificarsi, dovrà essere sempre certificata e inserita nei documenti interni sulla privacy.

Ultimo aspetto che non possiamo non elencare è quello riguardante gli obblighi e i diritti di chi tratta i dati e degli interessati; le imprese avranno gli obblighi di avere sempre il consenso e l’autorizzazione per trattare dati sensibili, adottando ogni misura di sicurezza; gli interessati, invece, avranno diritto ad accedere ai dati, a chiederne la cancellazione, la trasparenza e poter fare ricorso (per dati che abbiano una relazione con l’UE).

Questo, quindi, è il quadro che si presenta oggi alle imprese italiane chiamate ad allinearsi, in tempi brevi, al nuovo regolamento dell’Unione Europea, per quella che possiamo definire la Privacy 2.0.

gdpr general data protection regulation

La tutela di dati e privacy, in arrivo il primo convegno sul Gdpr

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ARES e la tutela di dati e privacy, in arrivo il primo convegno sul Gdpr.

Con la normativa 2016/679 sono richieste formazioni nuove e ben specifiche, adempimenti necessari entro MAGGIO 2018.

Di Serena Giorgio

C’era una volta il petrolio; l’oro nero della società, fonte di energia e motore di cambiamenti, elemento in grado di cambiare le sorti della politica, dell’economia e perché no… anche del mondo. Oggi, tale importanza spetta, tuttavia, ad un altro colosso, quello costituito dall’imponente mondo dei dati personali. La tecnologia, che è entrata a far parte della nostra vita in maniera alquanto predominante, genera, infatti, determinati valori e fatturati che vanno a strutturarsi proprio sulla gestione dei dati piuttosto che sull’erogazione di servizi e/o prodotti. Tale importanza rende, dunque, tangibile la necessità di protezione di questo bene “prezioso”; i dati sono il nuovo petrolio, pertanto, la difesa è di fondamentale importanza.

Il 25 maggio 2018 renderà effettivo ed ufficiale il Regolamento Generale per la protezione dei dati 2016/679; il Codice della Privacy contenuto nel Dlgs 196/2003 uscirà, dunque, di scena ed entrerà ufficialmente il Gdpr (General Data Protection Regulation). Il Gdpr conterrà principi, terminologie e concetti estremamente nuovi; ragion per cui, gli adempimenti da rispettare entro maggio 2018 saranno numerosi oltre che sostanziali. E’ in  previsione di tale normativa che le aziende dovranno ottemperare a molteplici obblighi e trasformazioni e sarà lo scrupoloso compimento di tali operazioni a rivelare la basilare importanza di  una formazione approfondita, precisa e ben mirata; una formazione in grado di preparare le aziende in maniera del tutto preventiva e di tutelare, al tempo stesso, dalle sanzioni previste per le inosservanze e le inadempienze (le sanzioni previste potranno, infatti, raggiungere anche i 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuo di gruppo).

Le aziende saranno dunque tenute ad aggiornarsi alla luce dei nuovi concetti e dei nuovi criteri previsti dal Regolamento e ad adeguare policy ed organizzazione interna in base alle nuove direttive. Ogni titolare si ritroverà, infatti, ad essere responsabile dei propri sistemi e della loro tenuta anche a fronte di possibili violazioni e/o incidenti. Una formazione specifica, efficace e che andrà opportunamente comprovata ed inserita nei documenti e nei processi sulla privacy interni risulterà, dunque, di fondamentale e primaria importanza e non a caso, in un convegno che tratterà le novità dell’anno 2018 previsto per la giornata del 4 dicembre alle ore 18:00, ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo dedicherà anche un particolare intervento. L’incontro, che si svolgerà presso la sede di Viale Campi Flegrei 41, 80124 Napoli, vedrà anche la cura e la collaborazione della Prof. Ing. Tina Santillo e dall’Ing. Pasquale Natale.

Il sapiente mix di competenze ed abilità, nato da questo vincente connubio ingegneristico, farà, dunque, luce sulla nuova direttiva europea e, rivolgendosi prevalentemente a commercialisti e consulenti del lavoro, approfondirà la conoscenza e le esigenze del Regolamento 2016/679. ARES, Ente di Formazione accreditato presso la Regione Campania con n° 00617/05/05, da sempre punto di riferimento per l’erogazione di corsi di formazione professionale validi a livello nazionale ed europeo, si proporrà quindi come partner ideale offrendo ai suoi clienti infinite possibilità di sviluppo anche in tal senso.

In previsione delle nuove esigenze della normativa in entrata; ARES potrà, ancora una volta, proporre ed offrire la giusta formazione; sia per quel che concerne la creazione delle figure dell’organigramma aziendale, tipiche e nuove come, ad esempio, il Data Protection Officer (Dpo), sia per quel che riguarda l’apprendimento delle nuove procedure richieste e dei nuovi principi da rispettare come nel caso dei moderni concetti di accountabiliy, privacy by design e by default.

Competenza e professionalità, da sempre punti cardine dell’attività ARES, costituiranno ancora una volta le basi per queste nuove e non molto future esigenze, perché si sa…maggio sembra lontano ma il futuro comincia proprio adesso.

 

CORSI DI FORMAZIONE Modulo C per RSPP art.32 TU.

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Partiranno il 24/11/2017 i CORSI DI FORMAZIONE Modulo C per RSPP art.32 TU.

ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo offrirà, in un percorso dalla durata di 24 ore, la giusta formazione e le giuste abilità per adempiere con competenza e precisione ad un ruolo disciplinato dall’ordinamento giuridico italiano!

Il corso garantirà, inoltre, ben 24 Crediti Formativi! In previsione di tale percorso, ARES augura ai partecipanti…

in bocca al lupo e buon lavoro!!

Informazioni : 0815704220 / 0815705650 MOBILE CON WHATSAPP: 3929164153

I nostri uffici sono aperti dal lunedi al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.30 | Indirizzo : Viale Campi Flegrei 41, 80124 Napoli | Indirizzo Mail : info@infoares.it