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Monthly Archives:giugno 2017

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Ares No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

operatore socio sanitario in corsi

Una nuova e straordinaria iniziativa ARES abbraccia il sociale, il futuro è per tutti!

Ares No Comments

Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, ancora una volta, di creare un nuovo bando di selezione e regalare straordinarie opportunità formative ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è una dimensione sensibile e particolarmente attenta alle esigenze dei giovani. Da sempre allineata coi ragazzi, per loro e con loro, ARES, ha avviato una serie di attività ma anche una precisa sequenza di azioni ed iniziative volte al supporto e soprattutto al loro sostegno. Il mondo, o meglio, il mondo attuale, non regala spiccate certezze o grandi speranze, soprattutto per quel che concerne il campo professionale. Le problematiche, infatti, sono molteplici, gli svantaggi non sono da meno; ma fortunatamente, altrettanto numerose sono le iniziative attivate da ARES per il tenace contrasto di tali sfavorevoli situazioni.

Per l’Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli prendere a carico i bisogni e soprattutto le necessità dei giovani è, infatti, uno degli obiettivi primari, oltre che vera e propria ragion d’essere di un’immensa, avvincente e storica attività. Ed è proprio in linea con tali obiettivi ed aspirazioni che Ares sceglie, dunque, di creare un nuovo bando di selezione per regalare due posti per un percorso didattico a titolo totalmente gratuito da destinarsi, nello specifico, a due candidati appartenenti ad una fascia di reddito particolarmente svantaggiata.

La straordinaria opportunità regalata da ARES vuole, quindi, offrire la magnifica possibilità di partecipare gratuitamente alla nuova edizione dei corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS). Attraverso delle opportunità di formazione e di crescita soprattutto umana, oltre che lavorativa, ARES, vuole, dunque, ampliare gli orizzonti di un futuro che deve sorridere e, finalmente, appartenere a tutti.

La chance offerta da ARES punta, quindi, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione ma a donare delle vere e proprie opportunità di riscatto umano oltre che professionale; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative oltre che straordinarie esperienze di vita. Tale pacchetto di esperienze frutterà, infatti, in risultati estremamente concreti come la possibilità di arricchimento del proprio curriculum vitae, in una più completa e valida preparazione professionale, in un’esperienza di crescita personale ineguagliabile e in una possibilità di arricchimento per un titolo estremamente ambito e richiesto dall’attuale panorama lavorativo nazionale.

Un’opportunità straordinaria quella, quindi, offerta da ARES e per prendervi parte sarà necessario recarsi in sede entro e non oltre il 5 marzo 2018; un’occasione da cogliere al volo, dunque, oltre che una chance straordinaria, bella da vivere e buona da pensare.

L’attuale mondo giovanile può sembrare, infatti, forte, vigoroso, indipendente, tuttavia, mostra e dimostra una ben diversa realtà; una realtà estremamente delicata, sensibile, la cui spiccata necessità di cura e tutela risulta più che evidente. Ed è per questo che ARES vuole creare risposte ed opportunità formative e professionali soprattutto per questa piccola grande fetta di mondo e garantire, così, quel giusto step per il conseguimento di miglioramenti concreti e vantaggi ben più solidi, per la prima volta, a favore di tutti.

ARES vanta, infatti, con orgoglio la sua attitudine e la sua propensione alla risoluzione ed alla trasformazione in risultati concreti di tutti i suoi più originari obiettivi. Lavorare con i giovani, e soprattutto, per i giovani è infatti fondamentale per poter realizzare quanto sopra auspicato, ma ancor più importante, è rivolgersi alla totalità schierandosi anche accanto a chi di svantaggi ne vive di tipo personale.

Grande chance quella, dunque, donata da ARES.

La specializzazione offerta da tale percorso formativo garantisce, infatti, alla tipica figura professionale di OSS – Operatore Socio Sanitario – quel giusto bagaglio di conoscenze in più atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e sempre più richieste funzioni complementari. Per accedere a tale straordinaria opportunità occorrono, tra l’altro, pochi requisiti, tra cui: essere già in possesso di un titolo di Operatore Socio Sanitario OSS, presentare una copia del modello ISEE e superare una prova scritta.

Recandosi presso la sede ARES di Viale Campi Flegrei 41 e compilando una semplice domanda di iscrizione potrà, dunque, aprirsi uno straordinario panorama fatto di occasioni, opportunità, sbocchi professionali e bellissime esperienze.

Di Serena Giorgio

L’amore per il nostro territorio, una griffe che non passerà mai di moda.

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Tramontano ed ARES unite in un grande evento; un tripudio di forze, di menti e di sogni del Sud e per il Sud.

Dal 1865 Tramontano, storico colosso della tradizione artigianale partenopea, disegna e produce borse, valigie ed accessori di pelletteria seguendo minuziosamente ideali, valori e tecniche di una professione che superando i rinomati confini dell’artigianato varca quelli della stessa arte.

Una lunga tradizione quella, dunque, firmata Tramontano; una tradizione artigianale, storica, familiare e che da generazioni continua a rinnovarsi nel nome dell’amore per la propria professione, dell’impegno e della dedizione.

Una storia avvincente quella di Tramontano; storia che conserva tutt’ora tenacia, forza ed obiettivi di un’attività e di un sogno al suo esordio, storia che pur evolvendosi ed adeguandosi alle migliorie ed alle esigenze sempre più attuali resta sempre ancorata alle proprie radici e ad una lunga ed antica tradizione che darà ulteriore prova di virtù ed immensi principi in un nuovo e magnifico evento che si terrà il 21 febbraio alle ore 17.30.

In occasione della presentazione del promettente e appena nato corso IFTS – FORMA MODA e in previsione del lancio della nuova collezione, Tramontano avrà, quindi, il piacere di ospitare in casa propria la celebrazione di un vero e proprio evento fondamentale tanto per il panorama formativo campano quanto per lo scenario culturale ed artistico partenopeo.

Il nuovo corso di Istruzione Formazione Tecnico Superiore per il coordinamento dei processi di progettazione, comunicazione e marketing del prodotto moda, nato grazie all’impegno della grande realtà formativa di ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo e reso possibile grazie al solido impegno ed al valido contributo dei partner come l’ Istituto Superiore M. Pagano/G.L. Bernini, l’Università Telematica Pegaso, le società Tramontano e Brunel, assicurerà, dunque, la perfetta riuscita di un intervento formativo in grado di garantire le più giuste competenze per una figura professionale tanto importante quanto ricca, antica e complessa.

Una professione, dunque, un ruolo lavorativo ma più che altro un vero e proprio credo religioso, fatto di cura, rispetto, precisione, premura e, soprattutto, amore. L’amore per la propria professione è, infatti, quel che da sempre garantisce la perfetta riuscita di un mestiere, di un’iniziativa ma, soprattutto, la durata nel tempo di un’attività che sa distinguersi ancora, ora come allora, per cura e dedizione al dettaglio.

Ed è per tal motivo che Tramontano, ARES ed i numerosi partner coinvolti, divengono straordinari padrini di un’iniziativa nata con lo stesso tipico scopo del loro antico operato ed in grado di garantire la perfetta formazione per un ruolo professionale tanto importante quanto caratteristico. In un’azione tenace, combinata e sinergica, attivata assieme ad altre importanti realtà del panorama campano, altrettanto innamorate del proprio lavoro ed altrettanto dedite al proprio territorio, alla propria tradizione e, soprattutto al proprio futuro; Tramontano, ARES, Brunel, L’Istituto Superiore M. Pagano /G.L. Bernini e l’Università Telematica Pegaso hanno, dunque, scelto di unirsi in quest’ulteriore e forte iniziativa che, pur mirando ad uno specifico intervento formativo, cela al suo interno una miriade di speranze, ambizioni, desideri ed obiettivi tanto per i giovani stessi quanto per il nostro stesso futuro.

L’intervento, che mira a formare la figura professionale di “TECNICO SUPERIORE DELLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE E DI PRODOTTI DEL MADE IN ITALY NEL SETTORE PELLETTERIA” sarà, dunque, presentato con orgoglio al significativo evento che si terrà preso la grande e storica realtà di Tramontano sita in via Chiaia 142-143, 80132 Napoli e che vedrà, in esclusiva, una preview della Collezione Spring Summer 2018 proposta dalla Maison, alcuni esempi di lavorazione e raffinate simulazioni.

A presenziare ed intervenire in rappresentanza della Maison ci saranno l’A.D Carmine Scaramella e la Direttrice Marketing e Retail Silvana Nardo. In rappresentanza della realtà ARES ci saranno, invece, il presidente dell’Associazione Giovanna Brancaccio, il direttore dei corsi Ing. Alfonso Santillo e la Prof. Ing. Tina Santillo, scintilla creatrice del progetto Forma Moda oltre che Presidente in uscita.

Presenzieranno, inoltre, Danilo Iervolino Presidente dell’Università telematica Pegaso e Francesco De Rosa Preside Ing. dell’Istituto Superiore M. Pagano/G.L. Bernini.

Ad intervenire, infine, l’Assessore regionale Chiara Marciani che, con il suo rinomato impegno e la sua più che vivida fede nel futuro formativo e professionale dei giovani e del Sud stesso, testimonierà la perfetta riuscita non solo di un’iniziativa ma di un vero e proprio evento che, superando oltremodo il concetto di semplice convegno, andrà a segnare un fondamentale step oltre che una tappa sostanziale per il settore formativo, professionale, artigianale ed artistico del nostro paese.

I numerosi invitati avranno, dunque, la possibilità oltre che l’immensa fortuna di presenziare ad un incontro dall’alto valore professionale ma soprattutto culturale ed umanistico! Perché è risaputo, dietro ogni professione, dietro ogni tradizione c’è un’immensa fusione di forze, di impegno, di eventi, di storia e, soprattutto, di amore e tenacia.

Amore per la propria storia, per la propria cultura, per la propria professione e soprattutto per il proprio territorio; e tenacia per la fermezza e l’energia di chi vuole conservare, tutelare e, soprattutto, preservare il proprio credo ed il proprio mestiere.

Un tripudio di forze, di menti, di sogni del Sud e per il Sud quello che avrà, dunque, luogo nella giornata del 21 febbraio. Un’occasione per tutti, un’opportunità per i giovani ma, soprattutto, una possibilità per continuare a brillare all’insegna dei fasti e degli incanti della nostra più antica, sorprendente e cara tradizione partenopea.

Di Serena Giorgio

aggiornamento professionale

Ingegneri: il CNI ufficializza il Testo Unico per l’aggiornamento professionale.

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Nel testo “Linee di indirizzo per l’aggiornamento della competenza professionale – Testo Unico 2018”, pubblicato il 19 dicembre 2017, il CNI chiarisce gli elementi essenziali per l’attività di aggiornamento professionale.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) dal 21 giugno 2013 ha varato “Regolamento per l’aggiornamento della competenza professionale“, che prevede i dettami e le linee guida fondamentali per l’aggiornamento degli ingegneri nell’ambito della loro stessa professione; il regolamento è stato reso noto poco meno di un mese dopo, il 15 luglio 2013 sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 13. 

Dal momento che, dal 2013 ad oggi, le circolari e le linee di indirizzo varate dal CNI sono state moltissime, si è deciso di accorparle tutte in un unico testo, “Linee di indirizzo per l’aggiornamento della competenza professionale – Testo Unico 2018″, pubblicato in una circolare del 19 dicembre 2017 ed entrato ufficialmente in vigore a partire dal 1 gennaio 2018.

Le linee di indirizzo del documento legiferano in merito alla regolamentazione riguardante l’aggiornamento delle competenze degli ingegneri, gestito per lo più dagli Ordini territoriali, di autogoverno o enti di diretta emanazione, in base a quanto previsto dall’art. 1, comma 1, del D.P.R. 7 agosto 2012, n.137, sono tenuti a fornire le attività di formazione continua nel ramo dell’ingegneria, secondo quanto decretato dell’art. 7 del Regolamento.

Il documento è stato realizzato con la collaborazione dell’Assemblea dei Presidenti ed il Gruppo di Lavoro realizzato da quest’ultima.

Il documento “Linee di indirizzo per l’aggiornamento della competenza professionale – Testo Unico 2018″ è organizzato in 15 paragrafi, nello specifico:

 

  • Primo paragrafo: Premessa.

Nel primo paragrafo vengono chiariti gli obiettivi previsti dall’attività di continuo aggiornamento, ovvero, la valorizzazione della professione, la promozione di innovazioni e l’incentivazione del coinvolgimento delle figure professionali, in particolare i neo laureati.

  • Secondo paragrafo: Definizioni.

In questo paragrafo vengono chiarite le definizioni fondamentali per l’applicazione del testo, dando per scontate quelle già acquisite dall’art. 2 del Regolamento.

  • Terzo paragrafo: I crediti formativi professionali (CFP).

Per poter esercitare la professione di ingegnere, ogni professionista deve aver acquisito almeno 30 CFP, che possono essere stati conseguiti in qualunque area formativa a prescindere dal settore di iscrizione. Sono invece obbligatori i 5 CFP acquisiti nell’ambito “etica e deontologia professionale” che devono essere ottenuti entro il 31 dicembre dell’anno solare successivo all’anno di iscrizione.

  • Quarto paragrafo: Apprendimento non formale.

Le attività di aggiornamento per l’apprendimento non formale sono tutte quelle pianificate direttamente dal CNI, dai Provider oppure dagli Ordini territoriali.

  • Quinto paragrafo: Apprendimento informale.

La certificazione delle attività di apprendimento informale è regolata dall’Agenzia Nazionale della Certificazione delle Competenze fondata dal CNI e denominata Agenzia CERTING

  • Sesto paragrafo: Apprendimento formale.

Nell’ambito dell’apprendimento formale vengono riconosciuti i Master universitari di I e II livello, corsi di alta formazione universitaria, i dottorati di ricerca ed i corsi di formazione universitari.

  • Settimo paragrafo: Autorizzazione.

Qualunque soggetto non appartenente agli Ordini territoriali deve presentare una domanda di autorizzazione direttamente al CNI per svolgere attività di erogazione dei CFP.

  • Ottavo paragrafo: Compiti del consiglio nazionale ingegneri.

Sul sito del CNI è presente una banca dati che chiarisce tutte le attività di aggiornamento per l’apprendimento non formale, le disponibilità di queste ultime sul territorio e il corrispettivo riconoscimento dei CFP

  • Nono paragrafo: Compiti degli ordini territoriali.

Gli Ordini territoriali hanno l’obbligo di comunicare la liste delle offerte formative previste entro trenta giorni prima dall’inizio dell’attività programmata. I CFP acquisiti da queste attività sono validi in tutto il territorio nazionale.

  • Decimo paragrafo: Compiti degli iscritti.

I professionisti hanno il compito di assicurarsi il riconoscimento dei CFP acquisiti dalle attività di apprendimento non formale, i quali, devono essere convalidati dal soggetto erogatore dell’attività.

  • Undicesimo paragrafo: Esoneri.

Le domande di esonero devono essere presentate al proprio ordine entro il 31 gennaio dell’anno solare successivo a quello del periodo iniziale. Non vengono accettate domande tardive.

  • Dodicesimo paragrafo: Controlli e sanzioni.

Tutti i professionisti che non sono riusciti a maturare i CFP previsti dal Regolamento sono soggetti a provvedimenti disciplinari, come regolamentato dall’art. 1, comma 1, lett. a del DPR 7/08/2012 n.137.

  • Tredicesimo paragrafo: FAD.

Per ciò che concerne la FAD (Formazione a Distanza) si fa riferimento a tutte quelle attività di aggiornamento che possono essere acquisite indipendentemente dal luogo e dal momento della loro produzione, cioè attraverso i dispositivi tecnologici e digitali.

  • Quattordicesimo paragrafo: Entrata in vigore.

Come già affermato in precedenza, le linee direttive di questo documento entrano in vigore dal 1 gennaio 2018.

formazione crediti cni

Formazione cni: linee guida del nuovo regolamento sulle competenze professionali

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Il CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) è un organismo che si occupa della rappresentanza istituzionale, su piano nazionale, degli ingegneri ed è un ente che opera sotto il controllo del Ministero della Giustizia; dallo scorso gennaio 2018 per quest’organismo si è aggiunto un nuovo compito: la formazione della categoria per l’aggiornamento della competenza professionale.

La formazione CNI è divenuta necessaria quando lo scorso mese sono state emanate le nuove Linee d’indirizzo per l’applicazione del “Regolamento per l’aggiornamento della competenza professionale”; queste vanno a sostituire tutte le linee emanate precedentemente, e suddivise tra le varie categorie, in un Testo Unico.

Queste linee d’indirizzo prevedono, come detto in precedenza, diverse attività di formazione professionale e invitano, come spiegato dall’articolo 1, comma 1 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, i soggetti autorizzati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, gli organi di autogoverno e territoriali, gli enti di diretta emanazione nonché i professionisti ad elargire attività di formazione continua che, come spiega l’articolo 7 del Regolamento, riguardano il settore dell’Ingegneria.

La formazione CNI, quindi, dovrà seguire le Linee guida previste dal regolamento per permettere il corretto aggiornamento della competenza professionale; tra queste direttive c’è l’apprendimento che si distingue in tre modalità: formale, informale e non formale che permettono al professionista di raggiungere un certo numero di crediti formativi professionali (CFP).

L’apprendimento formale riguarda due tipologie di Master (di I e II livello universitario) che sono riconosciute se prevedono, secondo quanto dice la legge, una durata complessiva di 1500 ore e un totale di crediti formativi universitari pari ad almeno 60; ai Master, però, l’apprendimento formale riconosce anche corsi di alta formazione universitari, corsi di formazione permanente universitari (con la possibilità di svolgere l’esame finale sia in Italia sia all’estero) e il Dottorato di ricerca che rilasciano crediti. Gli interessati dovranno richiedere il riconoscimento dei crediti formativi professionali, attraverso la piattaforma informatica, al proprio Ordine di appartenenza entro, e non oltre, il 31 gennaio successivo all’anno di conseguimento in quanto non saranno prese in considerazione eventuali istanze in caso di ritardi.

La seconda modalità d’apprendimento, per la formazione CNI, è quella informale che comprende la certificazione di competenze rilasciate dall’Agenzia Nazionale della Certificazione delle Competenze (o Agenzia CERTING secondo la denominazione del CNI) e che consente il riconoscimento di 15 CFP all’anno per tre anni a partire da quello in cui si è conseguita la certificazione.

L’apprendimento non formale, infine, chiude il trittico di modalità previste dalle Linee guida e riguarda le attività di formazione professionale continua organizzate dal CNI, dai provider e dagli Ordini territoriali senza dimenticare quelle che prevede l’articolo 4, comma 5 del Regolamento. Il provider, responsabile nei confronti del CNI, e l’Ordine possono chiamare in causa sponsor o partner per il riconoscimento dei CFP; questo perché entrambi non possono attribuire crediti legati ad eventi organizzati da altri soggetti ma hanno la possibilità di organizzare eventi formativi per l’apprendimento non formale con la qualifica di Partner o Sponsor mantenendo, tuttavia la responsabilità scientifica dell’evento che deve essere formalizzata per iscritto e caricata sulla piattaforma informatica. Provider e Ordini, inoltre, dovranno informare il CNI circa tutte le attività di formazione previste dall’evento.

Per quanto riguarda i CFP bisogna specificare che l’iscritto all’albo deve avere almeno 30 crediti formativi professionali, per poter esercitare la professione ad eccezione di altri 5 CFP per l’etica e deontologia professionale previsti secondo l’articolo 3, comma 9 del Regolamento che devono essere conseguiti, obbligatoriamente, entro il 31 dicembre dell’anno solare successivo all’iscrizione.

Il CNI dispone, ancora, di una banca dati per tutte le attività di formazione professionale continua per la modalità di apprendimento non formale in modo tale da divulgare informazioni sulla disponibilità di un’eventuale offerta formativa non formale su tutto il territorio nazionale, specificando anche quanti CFP queste attività prevedono.

Tutti i crediti formativi professionali per gli iscritti agli Ordini territoriali sono segnalati all’Anagrafe Nazionale dei CFP che li riceve telematicamente da tutti i partecipanti alle attività di formazione specificando il numero di crediti conseguiti. Gli iscritti comunicano il numero dei CFP conseguiti attraverso la propria pagina personale del portale “mying.it” (entro il 31 gennaio dell’anno successivo al conseguimento della certificazione). L’Anagrafe, inoltre, è fondamentale in quanto è l’unico strumento su scala nazionale a certificare quanti crediti, effettivamente, ogni iscritto consegue per le varie attività di formazione (come la formazione CNI, ad esempio).

Qualora siano necessarie istanze di esonero queste dovranno essere presentate entro il 31 gennaio dell’anno solare successivo all’inizio del periodo e comunicate al proprio Ordine. Quando si verifica un esonero questo comporta una riduzione dei CFP pari a 2,5 per ogni mese intero riconosciuto escluso quello di fine periodo; ad esempio una richiesta di esonero di cinque mesi in data 25/03 si conclude il 24/8 e non è possibile revocarlo.

SI ricorda, infine, che le Linee guida del Regolamento sull’aggiornamento della competenza professionale sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2018 e sostituiscono, in maniera definitiva, tutte quelle emanate precedentemente in materia.

operatore socio sanitario sei

Ancora una volta, ARES sceglie la strada giusta, quella delle imperdibili occasioni!

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Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie di ripetersi ed aprirsi ancora una volta al sociale andando incontro anche ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

ARES, da sempre schierata a favore dei giovani, sceglie, dunque, di riservare le stesse opportunità anche ai soggetti più svantaggiati, perché  il FUTURO È DI TUTTI e ARES vuole assicurarlo!

Questa volta, infatti, ARES vuole offrire la straordinaria opportunità a due giovani di poter partecipare GRATUITAMENTE ai nuovi corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS).

La specializzazione di tale figura professionale è, infatti, estremamente importante e consente e garantisce quel bagaglio di conoscenze atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e richieste funzioni complementari.

Per accedere a tale opportunità occorrono pochi requisiti:

Partecipare non è mai stato così semplice!

Basterà semplicemente recarsi in sede, compilare una domanda di iscrizione e presentare un modello ISEE.

Il superamento di una prova scritta sarà, infine, l’ultimo piccolo step da superare per accedere ud una grandissima chance professionale oltre che a una miriade di belle esperienze!

L’opportunità offerta da ARES mira, dunque, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione, ma delle vere e proprie chance; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative!

 

Le iscrizioni sono già aperte e per poter partecipare sarà necessario recarsi in sede e presentare domanda

entro e non oltre il 5 marzo 2018.

Perciò, non esitare, Il tempo stringe!  E i posti  sono solo due.

 

operatore socio sanitario

Chi è l’operatore socio-sanitario, formazione, obiettivi, mansioni

Ares No Comments

La figura dell’Operatore Socio Sanitario (OSS) è stata istituita ufficialmente nel 2001 a seguito dell’accordo Stato Regioni del 22/02/2001 ed è operante nel campo dell’assistenza socio-sanitaria.

Le sue mansioni si affiancano a quelle infermieristiche e sono volte al soddisfacimento dei bisogni primari della persona oltre che a garantire il benessere psico-fisico e sociale dei pazienti e degli utenti.

OSS – Operatore Socio Sanitario: mansioni

In generale Gli Operatori Socio Sanitari svolgono incarichi nell’assistenza di base, come:

  • aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane,
  • effettuazione di piccole medicazioni,
  • aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, prevenzione di ulcere da decubito, rilevazione dei parametri vitali,
  • realizzazione di attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico,
  • osservazione e collaborazione alla rilevazione dei bisogni,
  • trasporto del materiale biologico,
  • attuazione interventi di primo soccorso,
  • disbrigo di pratiche burocratiche,
  • attività di sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione.

Gli OSS lavorano in équipe con altre figure, in autonomia o su attribuzione medico- infermieristica, dell’educatore professionale, del fisioterapista oppure dell’ostetrica e di altre professioni sanitarie (in sostanza opera, coopera e collabora).

Solitamente la loro formazione di base è affidata ad aziende private convenzionate con le Regioni (raramente sono gli Enti regionali a realizzare dei corsi di qualifica tecnica). Non esiste a livello nazionale un piano formativo standardizzato, ma è possibile riassumere gli elementi essenziali che non dovrebbero mai mancare in un piano di studi per OSS.

Oggi l’operatore socio sanitario è una realtà ben radicata e affermata nel territorio italiano.

La formazione dell’operatore socio-sanitario

La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale, e non in maniera specifica, dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l’OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle singole Regioni.

Il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario avviene di norma attraverso la frequentazione di un corso organizzato da enti in base alle specifiche esigenze richieste dalla regione. Al termine dei corsi si svolgono esami teorici e pratici e generalmente è richiesta la compilazione di una tesina ed un periodo di tirocinio.

A chi si rivolgono i corsi per Operatore Socio Sanitario

Destinatari del corso OSS sono tutte le persone (maggiorenni) desiderose di sperimentare le proprie capacità andando a ricoprire un ruolo molto ricercato in ambiti ospedalieri ed extra ospedalieri, soprattutto tra le nuove realtà assistenziali domiciliari emergenti.

È necessario un diploma di terza media di base.

Obiettivo della formazione OSS

L’obiettivo della formazione OSS è mettere gli operatori in condizioni ottimale per garantire un’assistenza di base adeguata a pazienti di diverse fasce di età ed affetti da patologie differenti, operando in collaborazione con l’équipe sanitaria.

I corsi sono inoltre improntati su segmenti di utenza specifici:

  • anziani,
  • malati terminali,
  • contesti ospedalieri,
  • contesti residenziali,
  • Rsa,
  • centri diurni e domiciliari.

Modalità di formazione professionale Operatore Socio Sanitario

La formazione dell’OSS parte dalla conoscenza del suo ruolo:

  • L’OSS opera, agendo in autonomia rispetto a determinati interventi;
  • L’OSS coopera, in quanto preparato a svolgere una parte di attività in collaborazione con altri membri dell’équipe
  • L’OSS collabora, agendo su precise indicazioni fornite da professionisti ai quali si affianca.

Metodi formativi del corso per Operatore Sanitario OSS

Il profilo formativo dell’OSS è suddiviso in diverse competenze che lo studente acquisisce durante i corsi che è tenuto a seguire.

Per ogni competenza sono definite abilità implicate (che riguardano la manualità e le capacità che si acquisiscono per svolgere al meglio le varie mansioni) e conoscenze implicate (le nozioni teoriche fornite dal corso).

Struttura dei corsi di formazione OSS

Pur nella diversità dovuta alle specifiche regionali, i corsi di formazione Operatore Socio Sanitario OSS hanno caratteristiche comuni e forniscono per ogni area disciplinare un approccio adeguato per metodo e contenuti.

Le modalità di tali corsi OSS prevedono:

  • lezioni frontali, con utilizzo di tecniche interattive per coinvolgere lo studente;
  • laboratori di simulazione e valutazioni delle competenze acquisite con utilizzo di check-list.

La lezione frontale per Operatore Socio Sanitario

La lezione frontale, completata da proiezione di video esplicativi e da slides (per esempio con mappe concettuali che favoriscano l’apprendimento), permette un approccio didattico interattivo sfruttando al massimo le risorse del gruppo classe.

La formazione degli Operatori Socio Sanitari OSS in questo modo sfrutta sia i vantaggi dei metodi di apprendimento classici, sia delle potenzialità offerte da rielaborazione, discussione, confronto, attualizzazione e scambio.

L’obiettivo comune docente – studenti è il paziente: la preparazione avviene in orientamento al benessere e alla miglior assistenza possibile dell’utente finale.

L’utilizzo di risorse formative quali slides e video, oltre a permettere di catturare l’attenzione dello studente per un periodo maggiore, consente, anche prima del tirocinio, di concretizzare, attraverso l’Osservazione, quella che sarà la realtà assistenziale.

Le immagini esplicative di manovre e tecniche che l’operatore utilizzerà in futuro rendono più fruibile l’informazione trasmessa.

I laboratori di simulazione OSS

I laboratori di simulazione su manichino forniscono allo studente la possibilità di mettersi alla prova in un contesto protetto, prima dell’inizio del tirocinio, e costituisce un’attività propedeutica allo stesso.

La realizzazione di casi clinici, con i quali lo studente si confronta, simulano situazioni lavorative e concretizzano le nozioni teoriche proposte dal docente avvicinando e preparando lo studente OSS alla variabilità degli scenari operativi nei quali si troverà coinvolto rafforzando la preparazione teorica e permettendo una migliore assimilazione della teoria.

I laboratori per le esercitazioni sono funzionali a tutte quelle materie di studio relative a tecniche assistenziali specifiche, quali:

  • igiene alla persona;
  • identificazione dei bisogni assistenziali;
  • alimentazione;
  • eliminazione;
  • movimento;
  • riposo/sonno;
  • primo soccorso;
  • assicurazione di corretta termoregolazione e assicurazione di posture per un’idonea respirazione.

Una delle competenze fondamentali per gli Operatori Socio Sanitari OSS è l’Osservazione nel paziente di segni e sintomi anomali nello stato di salute dell’assistito e la corretta esposizione del quadro Osservato al responsabile dell’assistenza, individuandone la priorità.

Fa parte delle attività di simulazione l’identificazione di ogni cambiamento dello stato psicofisico della persona, di vitale importanza nella preparazione dell’OSS.

L’esame finale per Operatore Socio Sanitario OSS

Al termine del percorso formativo lo studente è tenuto a superare un esame finale.

Check-list per OSS

L’utilizzo delle check-list come strumento di management degli outcomes è essenziale per effettuare un’adeguata e quanto più possibile imparziale valutazione delle competenze tecniche acquisite dallo studente.

Le check list vengono costruite dal docente in base alla letteratura per tutte le attività e gli studenti sono tenuti ad avvalersi si esse per organizzare il proprio ordine di priorità nell’assistenza al paziente: sulla capacità di attenersi a tali scalette viene valutato il futuro OSS, tenendo presente che la giusta sequenza di operazioni garantisce una prestazione efficiente, la giusta attribuzione delle priorità e la riduzione degli errori, che potrebbero avere gravi conseguenze.

L’utilizzo di questo strumento, inoltre, permette di contenere il rischio di soggettività durante la valutazione, poiché in esso è contenuto un elenco di azioni individuate a priori che consente di analizzare in modo strutturato e sistematico il grado di padronanza delle conoscenze dello studente in merito ad ogni argomento trattato.

La costruzione della check-list prevede una scala per la valutazione di ogni singola attività:

  • livello minimo: lo studente non sa svolgere l’attività;
  • livello intermedio: lo studente svolge l’attività, ma in modo non completo;
  • livello massimo: lo studente svolge l’attività in modo completo e autonomo.

Esame orale OSS

Oltre alle attività strettamente legate alla salute del paziente, l’Operatore Socio Sanitario OSS è tenuto alla conoscenza di alcune materie che possono essere valutate tramite esame o orale o scritto:

  • legislazione;
  • metodologia del lavoro;
  • assistenza sociale;
  • elementi di psicologia.
  • La durata della formazione

Tesine Operatore Socio Sanitario

A termine del percorso di studi, l’Operatore Socio Sanitario è tenuto a presentare una tesina, un elaborato scritto con un numero di pagine che varia tra le 10 e le 15 e che generalmente è suddiviso in 4 o più sezioni, inerente al percorso di studi scelto.

Per gli Operatori Socio Sanitari OSS è previsto un approfondimento del tirocinio, Ossia una relazione dettagliata di un caso clinico Osservato durante le ore di pratica in ospedale o presso qualsiasi altra struttura socio-sanitaria.

All’esposizione del caso viene affiancata anche una parte che deve dimostrare le competenze ottenute nelle aree di studio:

  • socio-culturale
  • istituzionale
  • legislativa
  • psicologica e sociale
  • igienico-sanitaria
  • tecnico-operativa.

Il completamento della tesina è nella ricerca bibliografica, che permetterà un più alto livello di formazione.

I l percorso di qualificazione dell’operatore socio sanitario è stabilito a livello regionale e prevede un buon numero di ore di frequenza (circa 1000 a seconda delle sedi) alle quali si aggiungono attività complementari di tirocinio e moduli di formazione teorico-pratica.

resto al sud invitalia

Resto al Sud, una grande iniziativa per felici opportunità.

Ares No Comments

Occasioni, opportunità, ma soprattutto, sogni riconquistati; è la volta di Resto al Sud…anzi, la svolta!

La straordinaria iniziativa “Resto al Sud”, misura di sostegno indirizzata ai giovani fra i 18 e i 35 anni ed in particolare ai giovani desiderosi di avviare un’attività imprenditoriale senza, tuttavia, abbandonare la “propria terra” ha coinvolto particolarmente, emotivamente e non, l’opinione pubblica suscitando in essa oltre che un notevole interesse anche una spiccata adesione.

Resto al Sud non è solamente uno straordinario progetto ma anche e soprattutto una speciale opportunità per tutti quei giovani che pur vivendo quotidianamente le affascinanti attrattive del nostro magnifico territorio sono costretti a patirne e subirne le relative difficoltà e contrarietà.

L’iniziativa Resto al Sud contrasta, infatti, le ovvie complessità di una terra che pur essendo magnifica continua, giorno dopo giorno, a rivelare ostacoli e problematicità. Questi tristi fattori, che non possono far altro che spingere i nostri ragazzi all’evasione, incidono, di riflesso, e ancor più negativamente, sul nostro territorio, segnando, dunque, una terra già travagliata e privandola di ulteriori chance e spunti di crescita.

Sono proprio le partenze, infatti, a decretare la fine delle ulteriori possibilità di riscatto con il totale tracollo sia delle occasioni che delle aspettative.

È importante, dunque, dare ai giovani di oggi, ai giovani legati al Sud, motivi per restare e non più per andare via.

Resto al Sud supporta, in particolare, la nascita di nuove attività imprenditoriali in regioni come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Campania e lo fa con una dotazione finanziaria complessiva pari al valore di 1.250 milioni di euro.

Il soggetto gestore dell’iniziativa, Invitalia, diventa, quindi, il saggio e promettente creatore di un’azione che mira alla creazione e, soprattutto, alla produzione di servizi e beni specifici, oltre che il nuovo garante di sogni e brillanti occasioni.

Le agevolazioni, erogate in regime de minimis, sono rivolte ai giovani appartenenti alla fascia d’età 18-35 e residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia o che abbiano trasferito la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo. I giovani richiedenti, inoltre, non devono risultare coinvolti in contratti di lavoro a tempo indeterminato o essere titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Gli interventi che possono essere finanziati dal programma prevedono, inoltre, interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, macchinari nuovi, impianti, attrezzature e garantire una copertura pari anche al 100% delle spese e contributi a fondo perduto pari al 35% del programma di spesa.

Alla luce di ciò è, dunque, palese l’evidenza di un dato estremamente positivo:

le difficoltà legate al nostro territorio sono tante, tuttavia, altrettante sono le iniziative, gli impegni e le strategie di coloro che nel proprio territorio credono ancora!

Di Serena Giorgio

operatore socio sanitario

Ruolo e compiti dell’Operatore Socio Sanitario nella distribuzione del vitto

Ares No Comments

“Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.”

È quanto affermava il padre della medicina già nel 400 a.C.  Anche se oggi i tempi sono cambiati e, fortunatamente, la scienza medica si è evoluta e si è dotata di tecniche e farmaci nuovi e molto efficaci, resta pur sempre vero che l’alimentazione resta la base della buona salute anche ai giorni nostri, a maggior ragione se ci si trova ni situazioni di fragilità o di malattia.

È per questo che il sostegno all’alimentazione del paziente è e resterà sempre uno dei compiti più importanti presenti nel mansionario di un Operatore Socio Sanitario anche per evitare che il cibo da medicina e sostegno si trasformi in un elemento lesivo o pericoloso per la salute del paziente.

I compiti dell’operatore sanitario relativi all’alimentazione sono i più vari e vanno dallo sporzionamento dei pasti, qualora l’organizzazione della struttura lo preveda e per operatori dotati dell’apposito certificato abilitante, alla somministrazione dei pasti ai pazienti non autosufficienti senza dimenticare il corretto smaltimento dei rifiuti: La procedura da seguire dipende dal grado di autonomia del paziente, variando quindi per pazienti autonomi, pazienti non autonomi nell’assunzione del cibo e pazienti disfagici.

Sia che l’OSS abbia il compito di sporzionare e servire il vitto ai pazienti, sia che riceva e distribuisca pasti già porzionati è essenziale che ci si rispettino le norme HACCP (hazard analysis and critical control point) per prevenire il rischio di problematiche igienico-sanitarie e garantire la sicurezza dei pazienti.

 È essenziale per tutti gli OSS addetti alla distribuzione del vitto, quindi, sapere che esistono dei reali rischi legati alla contaminazione e alla proliferazione microbica dei cibi. Tali rischi possono essere dovuti, per esempio, allo sbalzo termico degli stessi oppure alla scarsa cura igienica degli operatori.

Per prevenire tali pericoli l’Operatore Socio Sanitario in servizio al momento del ricevimento e della distribuzione del vitto ha il compito di seguire alcuni passaggi:

  1. Garantire l’igiene di sé stessi: lavare le mani e le parti scoperte delle braccia, vestirsi con camice, copricapo in modo da raccogliere tutti i capelli, guanti e mascherina.
  2. Curare l’accettazione del carrello, portarlo in reparto il più velocemente possibile, seguendo un percorso pulito, lontano da materiale sporco e personale estraneo al trasporto.
  3. Una volta giunto in reparto l’OSS deve accertarsi che il carrello sia pulito, che abbia i suoi contenitori isotermici e soprattutto che al suo interno ci siano le pietanze previste dal dietetico, oltre ad un recipiente ben protetto contenente utensili e stoviglie pulite o monouso.
  4. A questo punto è necessario il controllo della temperatura che va effettuato in relazione alle tipologie di piatti (pronti, freddi o caldi): all’Operatore Socio Sanitario spetta il compito di verificare che le temperature dichiarate dagli addetti alla consegna siano conformi ai limiti critici ed effettuare eventualmente un’ulteriore verifica prima di dispensare. Può farlo grazie ad un termostato presente sul carrello. Se la temperatura del piatto si allontana molto da quella attesa, allora la pietanza deve essere eliminata, in caso contrario si può effettuare una modifica al termostato fino al raggiungimento della temperatura corretta.

Una volta ricevuto il vitto dagli operatori della cucina, l’Operatore Socio Sanitario diventa responsabile di quanto accade e pertanto è tenuto a rispettare elementari norme igieniche:

  • nessun cibo deve essere toccato con le mani
  • non toccare capelli, naso, orecchie durante la dispensa
  • non tossire o starnutire sopra al cibo
  • lavarsi le mani dopo i colpi di tosse e starnuti
  • il cibo va sporzionato solo al momento della consegna al paziente
  • tra un paziente e l’altro i contenitori devono rimanere chiusi
  • una volta appoggiato il piatto sul comodino di un paziente, non può poi essere servito ad un altro degente
  • in caso di cibo confezionato controllare prima la data di scadenza
  • verificare eventuali alterazioni di colore e odore dei cibi
  • non fare avvicinare al carrello nessuno che non sia addetto alla distribuzione

Una volta distribuito e consumato il vitto, sia che l’OSS abbia aiutato il paziente nell’assunzione del cibo, sia esso sia stato autonomo nel suo consumo, è necessario provvedere allo smaltimento dei rifiuti che ne derivano.

Anche qui ci sono precise regole igieniche da seguire per evitare il diffondersi di infezioni e contaminazioni:

  • I contenitori e le stoviglie utilizzati debbono essere presi dalla stanza dei pazienti e svuotati dei residui alimentari che andranno in contenitori appositi.
  • Le stoviglie riutilizzabili andranno poste su un carrello che andrà poi consegnato alle cucine dive avverrà la sanificazione
  • Il carrello dovrà essere posto fuori alla camera dei pazienti e mai condotto all’interno
  • I residui alimentari e le stoviglie monouso provenienti da reparti ordinari andranno smaltiti come rifiuti urbani
  • I residui alimentari e le stoviglie monouso usati da pazienti infetti o provenienti da reparti di malattie infettive andranno smaltiti come rifiuti speciali e smaltite secondo la normativa prevista

Graduatoria Percorso IFTS Moda

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I candidati che hanno sostenuto le prove scritte ed orali per poter partecipare al Percorso IFTS per la figura Tecnico Superiore per il coordinamento dei processi di progettazione, comunicazione e marketing del prodotto moda.

Possono qui visionare l’esito della propria candidatura.

APRI IL FILE DELLA GRADUATORIA

 

 

operatore socio sanitario denunciato

Furto ai danni di pazienti psichiatrici, accusata una OSS

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Rubare è già grave di per sé, rubare a persone in difficoltà è peggio, rubare a persone incapaci di capire e di difendersi non ha scusante alcuna.

È quanto accaduto circa un mese fa in una struttura psichiatrica del milanese: le procedure interne alla struttura prevedono che, ad ogni fine turno, qualsiasi sia l’orario, gli operatori socio sanitari contino e registrino i soldi presenti nella cassa dei degenti che, essendo detenuti psichiatrici, non hanno la possibilità di gestire denaro.

F.M., OSS assunta con contratto part-time a tempo indeterminato presso la struttura, aveva fretta di prendere il treno per tornare a casa, così ha deciso, contro i regolamenti e contro il buon senso, di non aspettare i colleghi del turno entrante e di andare via senza contare e registrare con loro il denaro in cassa e, in ogni caso, non passando le consegne ai colleghi come era suo dovere fare.

Poche ore dopo i colleghi in servizio scoprono che dalla cassa mancano 10€ e, seguendo le corrette procedure, scrivono una nota nel registro delle consegne.

Poco importa che il giorno dopo F.M., misteriosamente, trovi i 10€ mancanti in un faldone, anzi, l’accaduto appare ancora più sospetto (data la nota scritta dal collega, ha forse “trovato” i 10€ per salvarsi?) e viene accusata di furto dai suoi stessi colleghi che si affrettano ad avvisare il coordinatore degli OSS.

Apparentemente dalla direzione della struttura sanitaria non arrivano richiami e commenti, né verbali né scritti, ma, quando esce la turnistica dei mesi successivi, F.M. scopre che il suo orario di lavoro, già part-time, è stato dimezzato per i successivi 3 mesi.  

F.M. non crede ai suoi occhi e, considerando che non è stata contattata dalla direzione della struttura né le è stata chiesta alcuna spiegazione, vedendosi ridotto lo stipendio a nemmeno 400€ chiede l’intervento del sindacato.

Il sindacato effettua alcune verifiche ed invia una lettera di richiamo alla struttura, dalla quale non ottiene alcuna risposta.

Il passo successivo è far scrivere da un legale. A quel punto la risposta arriva.

La risposta fornita dall’azienda è, però, a detta di F.M. assurda: il datore di lavoro sostiene di averle ridotto le ore per venirle incontro, essendo lei pendolare.

Per F. sarà un vero problema continuare a lavorare in quella realtà, con una causa in corso contro il datore di lavoro, lo stipendio ridotto e l’accusa di furto che le pende sulla testa, per questo motivo ha ricominciato ad inviare curricula in giro, e cosciente del fatto che le risulterà estremamente difficile trovare un nuovo posto di lavoro, soprattutto a tempo indeterminato, ha denunziato i colleghi per calunnia.

Pur non volendo entrare nel merito della questione della colpevolezza dell’OSS non possiamo non notare che F.M. è comunque venuta meno al suo dovere non trattenendosi per passare le consegne ai colleghi e si è esposta così al rischio di essere accusata dell’avvenuto furto. Risulta infatti particolarmente difficile credere che qualcuno abbia tolto dei soldi dalla cassa dei degenti e, senza poi spendere quei soldi per i loro proprietari, li abbia persi dentro un faldone che doveva contenere tutt’altro.

Per quanto riguarda l’accusa di calunnia che F.M. ha mosso ai colleghi non si può fare a meno di ricordare che l’ordinamento legislativo italiano è chiaro e stabilisce che la calunnia si realizza quando un individuo denuncia, querela ed incolpa di reato un soggetto che egli sa già essere innocente o simula a suo carico le tracce di un reato.

Ovviamente la formulazione dell’accusa deve essere certa, non essendo sufficiente una mera insinuazione, una malignità o una maldicenza.

Facciamo un esempio pratico che si applica anche al nostro caso:

Ipotizziamo che a Tizio sia rubata la propria autovettura. Tizio crede, avendo intravisto il ladro, che il furto sia stato commesso da Caio e, con questa convinzione, lo denuncia ai carabinieri. Successivamente sarà accertato, nel corso delle indagini, che Caio è del tutto estraneo al reato perché, ad esempio, nel momento in cui veniva perpetrato il furto della autovettura di Tizio, si trovava in un altro luogo (ha cioè un alibi).

Caio è stato, perciò, falsamente accusato da Tizio per il furto della propria autovettura. La domanda a questo punto è la seguente: Tizio, avendo falsamente incolpato Caio, è responsabile per la calunnia ai suoi danni? In questo caso, che si applica anche ai colleghi di F.M. non può ritenersi che Tizio abbia calunniato Caio perché, se è vero com’è vero, che l’accusa di furto è poi risultata essere falsa, è altrettanto vero che Tizio ha accusato Caio credendo – erroneamente – che lo stesso fosse il ladro della propria autovettura.

È anche evidente che i colleghi della OSS accusata non possano in alcun modo essere accusati di calunnia.

Ci auguriamo che questa incresciosa situazione giunga, in un modo o nell’altro, ad una conclusione e che tutti gli attori coinvolti possano ritornare a lavorare in serenità.

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