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Monthly Archives:novembre 2017

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Ares No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

resto al sud

Resto al Sud: il sogno è di restare, non di andare via.

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Parte “Resto al Sud” la nuova iniziativa di rilancio occupazionale giovanile e del Meridione, è già boom di richieste.

Di Serena Giorgio

Le bellezze del Sud e del Mezzogiorno rappresentano, a tutti gli effetti, fascino, colori ed incanti di una terra che sa risplendere tanto per estetica quanto per talenti ed iniziative. Le straordinarie attrattive del Sud, da sempre meta oltre che punto di riferimento per turisti appassionati, registi e sognatori, non devono, tuttavia, rappresentare unicamente un punto d’arrivo; perché al Sud si deve arrivare ma bisogna, soprattutto, restare. Le problematiche legate e collegate a questi territori rappresentano, infatti, le difficoltà scaturite da un decennale e penalizzante divario che ha spinto il Sud verso un baratro di insicurezze e difficoltà. Tante quante le difficoltà sono, tuttavia, le strategie e gli impegni di coloro che nel proprio territorio credono ancora!

Non a caso, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha promosso “Resto al Sud” un programma che intende rilanciare il Meridione attraverso il sostegno al lavoro giovanile ed il supporto alla nascita di nuove attività imprenditoriali.  L’obiettivo principale di tale iniziativa, che si inserisce a sua volta in una lunga serie di operazioni volte al rilancio ed al sostegno de Sud, vuole, dunque, fare della “questione meridionale” soprattutto un punto di partenza, la scintilla ed il principio creatore di un Meridione quale centro di rinascita per l’intero Paese.

Resto al Sud sostiene, in particolare, la nascita delle nuove attività imprenditoriali in regioni come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Campania, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 1.250 milioni di euro. Invitalia, il soggetto gestore di tale iniziativa, diviene, dunque, padrino d’eccezione di un’operazione che volge alla creazione e produzione di beni specifici oltre che servizi. Le agevolazioni sono rivolte, in particolare, ai giovani tra 18 e 35 anni che siano residenti, al momento della presentazione della domanda di finanziamento, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia o ai giovani che trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo.

I giovani in questione non devono, soprattutto, aver instaurato alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non devono risultare già titolari di altra attività di impresa in esercizio. Nella richiesta di finanziamento possono, tuttavia, rientrare le società, le ditte individuali, le cooperative e le persone fisiche che intendono costituirsi in società. Le agevolazioni proposte, erogate in regime de minimis, coprono anche il 100% delle spese e prevedono, inoltre, contributi a fondo perduto pari al 35% del programma di spesa. Gli interventi finanziabili dal programma prevedono, dunque, interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa); impianti, attrezzature, macchinari nuovi, altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa)e programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione).

È importante sottolineare, inoltre, che le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente non saranno ammissibili. “Resto al Sud”, che ha subito nell’ultima ora un esponenziale boom di domande, mostra e dimostra, quindi, l’importanza e la necessità di creazione di opportunità, oltre che speranze, per combattere e, finalmente, debellare la rinomata fuga di arti e di cervelli. Motivi per restare, dunque, e non per andare via.

Per info ed approfondimenti contattaci ai numeri : 

  • Tel. : 081 5704220 – 0815705650
  • Mobile : 3929164153

Sospensione dello svolgimento degli Esami Finali per i percorsi formativi

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Gent.mi allievi
Purtroppo, ci ritroviamo costretti a comunicare la sospensione ad opera della Regione Campania e per tutti gli Enti di Formazione dello svolgimento degli Esami Finali per i percorsi formativi già conclusi o in fase di conclusione inerenti al periodo:

2 gennaio – 31 gennaio 2018.
In allegato a tale avviso c’è il decreto scaricabile che ci costringe a tale sospensione.

(Scarica Decreto) ( Allegato)

Sarà nostra premura, ad ogni modo,  avvisarvi non appena la situazione avrà ripreso il corso del suo normale svolgimento.

Cordialmente.

Ares Formazione

operatore socio sanitario

OSS: FORMAZIONE E LAVORO. PICCOLA STORIA DELL’OPERATORE SOCIO SANITARIO

Ares No Comments

Passano gli anni, cambiano i tempi e la società; con il trascorrere del tempo avanzano le tecnologie, si modificano i regolamenti, e con loro anche le figure professionali assumono diverse caratteristiche e aumentano il loro bagaglio professionale. In pochi decenni, in alcuni ambiti, a cominciare da quello sanitario, si è assistito a vere e proprie rivoluzioni riguardo le mansioni e quindi anche la formazione di determinati profili. Uno di questi è l’attuale OSS, il cosiddetto Operatore socio sanitario.

La formazione dell’OSS è di competenza delle regioni, e la qualifica si consegue al termine di un percorso formativo che prevede lezioni frontali in aula (non sono ammesse modalità di apprendimento a distanza), stage ed esame finale, organizzati a seconda dell’ente che gestisce il corso. I corsi sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, ma solo quelli organizzati da enti pubblici (come Asl o aziende ospedaliere) e dagli enti privati certificati dalle singole regioni e province autonome sono autorizzati a rilasciare regolare qualifica per esercitare.

La qualifica necessaria per poter accedere al corso è il diploma di scuola dell’obbligo (licenza media); è necessario inoltre aver compiuto diciassette anni di età al momento dell’iscrizione.

Le materie di studio sono suddivise in quattro aree: l’area socio-culturale, istituzionale e legislativa (legislazione sociale e previdenziale, organizzazione dei servizi sul territorio e sociologia), l’area psicologica e sociale (dinamiche di gruppo, psicologia della relazione e pedagogia), l’area igienico-sanitaria (aspetti medico-sanitari, igiene della persona, tecniche di base riabilitative ed elementi di pronto soccorso) e l’area tecnico-operativa (attività di assistenza domiciliare e tutelare, piani di intervento, socializzazione e alfabetizzazione informatica).

Nello specifico, vi sono competenze da acquisire che vanno dall’assistenza alla salute della persona alla cura dei suoi bisogni primari, fino a quelle finalizzate al benessere psicologico della stessa, quindi attraverso la stimolazione di capacità espressive psico-motorie, l’impostazione della relazione di aiuto, il sostegno ai processi di socializzazione, l’incoraggiamento del mantenimento e recupero dei rapporti con parenti e amici; allo stesso modo è fondamentale la preparazione per l’adattamento domestico e ambientale (parliamo per esempio delle procedure di sanificazione e disinfezione degli ambienti di vita e cura dell’utente). Il risultato conseguito al termine del corso e dell’esame è valido non solo su tutto il territorio nazionale ma anche all’estero, in alcuni casi previa integrazione di titoli.

Facendo un passo indietro nella storia, come si diceva all’inizio, si scopre che l’antenato storico di questo profilo professionale è il cosiddetto ausiliario o portantino, una categoria lavorativa che a partire dagli anni Settanta configurava una figura con il compito di svolgere mansioni molto semplici, prevalentemente di trasporto materiali e pulizia degli ambienti. Successivamente, a partire dall’inizio degli anni Ottanta, per quest’ultimo compito veniva istituita una nuova figura ad hoc, mentre il cosiddetto personale Ausiliare socio-sanitario veniva inquadrato nel primo livello contributivo.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta le cose cambiano ancora: all’ausiliare necessitano nuove competenze specifiche e quindi anche una formazione più appropriata, nonché corsi di addestramento e aggiornamento, capaci di renderlo un elemento fondamentale nella catena del servizio sanitario. Un elemento qualificato, che di lì a poco andrà ad acquisire tutte le potenzialità per integrare il lavoro del personale infermieristico.

La figura dell’Operatore socio-sanitario OSS viene quindi istituita con un accordo tra lo Stato e le Regioni nel 2001. Dopo un lungo dibattito, il Ministero della salute e quello per la Solidarietà sociale, in accordo con le regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano, stabiliscono quali siano le mansioni e le conseguenti professionalità che la figura di quest’operatore socio-sanitario necessita sviluppare, e con esse definisce l’ordinamento didattico e i corsi di formazione ad esso relativi, di cui si è parlato in precedenza (Accordo Stato-Regioni del 22/02/2001). Ne nasce è una figura professionale qualificata, che racchiude i compiti del vecchio Operatore socio-assistenziale (OSA) e dell’Operatore tecnico addetto all’assistenza: una professionalità versatile, con differenti mansioni di carattere non solo sanitario ma anche sociale, capace di muoversi in ambiti differenti e quindi mettendo a disposizione delle caratteristiche particolarmente importanti rispetto alle esigenze dell’attuale mercato del lavoro.

Il suo ambito d’azione è quello delle strutture sanitarie (attraverso i concorsi pubblici, i cui bandi vengono tutti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, regolamentati dal dPR n.20 del 27/03/2001 sui concorsi pubblici del personale non dirigenziale del servizio sanitario nazionale) ma anche delle strutture sociali, come i centri diurni integrati, le case di riposo, oppure tutti gli ambiti di assistenza domiciliare, e ancora le comunità come quelle di recupero e quelle di alloggio.

È chiaro come, operando in contesti molto differenti tra loro, l’operatore debba essere pronto ad assistere varie differenti tipologie di pazienti: dagli anziani ai bambini, dai disabili ai sofferenti psichici, sempre in collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale.

L’attività dell’operatore socio-sanitario è infatti prevalentemente quella di supporto, tanto a pazienti e assistiti, quanto ai professionisti di area sanitaria e sociale, a seconda dell’area di intervento. Proprio alla luce di ciò, da qualche anno, vi è anche la possibilità di una ulteriore specializzazione: quella di Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria (OSSS), una qualifica che implementa le capacità dell’operatore nel collaborare per esempio con l’infermiere e/o l’ostetrica, oppure di svolgere in autonomia alcune mansioni assistenziali (come la somministrazione di terapie, medicazioni complesse o clisteri), naturalmente in base alle esigenze e all’organizzazione dell’unità di appartenenza.

L’operatore può, in sostanza, con le dovute integrazioni formative, prestare servizio tanto in sala operatoria quanto in centrale di sterilizzazione, lavorando di solito su due o tre turni, a seconda della necessità o meno della presenza di un servizio notturno.

corso ifts formazione regione campania

Corso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) Bando di selezione

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Bando di selezione per l’ammissione al Corso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS)  – TECNICO SUPERIORE PER IL COORDINAMENTO DEI PROCESSI DI PROGETTAZIONE, COMUNICAZIONE E MARKETING DEL PRODOTTO MODA.  Data di scadenza prorogata al giorno 18/01/2018.

 

SCARICA IL BANDO IN FORMATO PDF

SCARICA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL BANDO

 

L’Ente di Formazione ARES Associazione Ricerca e Sviluppo, in collaborazione con i seguenti partner costituiti in ATS, Istituto Superiore M. Pagano/G.L. Bernini, Università Telematica Pegaso, Brunel e Napolicrea, organizza un corso gratuito della durata di 800 ore rivolto a 20 allievi e 4 uditori

1.Finalità dell’intervento formativo e figura professionale

L’intervento è finalizzato a formare la figura professionale di TECNICO SUPERIORE DELLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE E DI PRODOTTI DEL MADE IN ITALY NEL SETTORE PELLETTERIA” (specializzazione nazionale IFTS di riferimento 4.4.1 di cui al DI 7/02/2013).

La figura professionale in questione si occuperà di tutte le fasi previste dal processo produttivo: disegno del prodotto moda, selezione materiali, ritaglio di questi ultimi ed ulteriore assemblaggio dei materiali; oltre le fasi di commercializzazione e marketing del prodotto pelletteria.

2. Durata e articolazione del percorso

Il percorso prevede le seguenti azioni: informazione e accoglienza; accompagnamento e orientamento; attività di formazione e placement; stage.  

La durata del corso di formazione è di 800 ore, di cui 480 ore d’aula e 320 ore di stage in Campania.

Il corso avrà inizio nel mese di gennaio 2018 e si concluderà entro il mese di giugno 2018.

Gli allievi ammessi al corso, previa domanda scritta, potranno fare richiesta di accreditamento competenze in ingresso e riconoscimento di eventuali crediti, allegando una documentazione che certifichi le competenze e conoscenze acquisite in altri percorsi formativi/universitari. La documentazione presentata dall’allievo verrà presa in esame e verificata da parte di un apposito gruppo di lavoro (CTS) che riconoscerà il credito e strutturerà un percorso personalizzato.

Il corso è strutturato in n. 19 unità formative capitalizzabili (UFC) e singolarmente certificabili, ovvero: n°30 ore Accoglienza e orientamento; n°50 ore Inglese B2, n°40 ore Informatica per EIPASS, n°30 ore Disegno tecnico operativo, n°30 ore Computer grafica, n°30 ore di Normativa di settore e brevetti, n°20 ore Tecniche di progettazione, n°20 ore Gestione della produzione, n°40 ore Elementi di sicurezza nei luoghi di lavoro, n°20 ore Marketing territoriale e internazionalizzazione dei mercati, n°20 ore Organizzazione aziendale qualità e controllo di produzione, n°20 ore Merceologia, n°20 Elementi di marketing territoriale, n°20 ore Strumenti e tecniche di comunicazione e gestione dei conflitti, n°90 ore Basic design e fondamenti di progettazione, n°80 ore Realizzazione di prototipi anche con l’utilizzo di materiale pregiati, n°80 ore Design scarpa uomo e donna e relativi complementi, n° 80 ore Design borse piccola pelletteria uomo e donna e relativi complementi, n°80 ore Design abiti uomo e donna e relativi complementi.

3. Destinatari e requisiti di accesso

Il corso prevede la partecipazione di 20 allievi effettivi e 4 uditori, giovani occupati, disoccupati o inoccupati dai 18 fino a 34 anni non compiuti alla data di scadenza della domanda di partecipazione, residenti nella Regione Campania e che non hanno frequentato negli ultimi 12 mesi un corso finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Per accedere alle selezioni è necessario il possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

  • – diploma di istruzione secondaria superiore;
  • – diploma professionale di tecnico di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226, art. 20 c. 1 lettera c);
  • – ammissione al quinto anno dei percorsi liceali, ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226, art. 2 comma 5.

L’accesso alle selezioni è consentito anche a coloro che non sono in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore, previo accertamento delle competenze acquisite anche in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successivi all’assolvimento dell’obbligo di istruzione di cui al Regolamento adottato con decreto Ministro Pubblica Istruzione 22 agosto 2007, n. 139.

4. Modalità e termini di partecipazione

Il candidato dovrà presentare alla Segreteria dell’Ente la documentazione di seguito indicata:

  • – domanda di ammissione al corso, redatta sull’apposito modello “Allegato A” del bando;
  • – fotocopia di un valido documento di riconoscimento e codice fiscale;
  • – autocertificazione del/i titolo/i di studio posseduto/i;
  • – autocertificazione sulla condizione lavorativa;
  • – curriculum datato e sottoscritto;
  • – (per i candidati diversamente abili) certificato di invalidità e diagnosi funzionale dell’ASL di appartenenza.

La domanda di ammissione, corredata della suddetta documentazione, dovrà essere

presentata a mano o spedita a mezzo posta raccomandata al seguente indirizzo: ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo, Viale Campi Flegrei n.41 – 80124 Napoli. Le domande dovranno pervenire entro le ore 12,00 del giorno 18/01/2018. Non fa fede il timbro postale. La modulistica è disponibile presso la Segreteria dell’Ente (nei giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,30 alle ore 18,30) ed è scaricabile dal sito www.infoares.it.

5. Modalità di selezione e di ammissione al corso

Le selezioni saranno volte ad accertare in prima istanza la presenza dei seguenti requisiti di accesso alle attività formative ed in particolare: residenza, titolo di studio, età, stato di occupazione, disoccupazione o inoccupazione.

I soggetti in possesso dei requisiti saranno ammessi alle successive verifiche che comprenderanno:

prova scritta (40 test a risposta multipla, di cui il 70% di cultura generale e psico-attitudinale ed il 30% di conoscenze tecnico professionali). Sarà attribuito un punteggio pari a 1 punto per ogni risposta esatta, 1 punto in meno per ogni risposta errata e 0 punti per ogni risposta non data, per un punteggio massimo di 40/100;

– prova orale (colloquio individuale attitudinale e motivazionale con valutazione dei titoli culturali e delle esperienze professionali maturate), per un punteggio massimo di 60/100.

La selezione dei destinatari avverrà rispettando il principio delle pari opportunità, riservando il 50% dei posti a donne.

Il calendario delle prove di selezione sarà pubblicato sul sito www.infoares.it  nei giorni successivi la scadenza del termine per la presentazione delle domande.

6. Sede di svolgimento e frequenza

Le attività formative d’aula si svolgeranno presso le seguenti sedi: Ares in Viale Campi Flegrei 41, I.S. Pagano/Bernini in Via Andrea d’Isernia 40, Brunel in via M. R. Imbriani 105/A, NapoliCrea in Via Antiniana 2, Università Telematica Pegaso in Piazza Trieste e Trento 48.

La frequenza al corso è obbligatoria. E’ consentito un numero di ore di assenza, a qualsiasi titolo, pari al 20% del totale delle ore previste. Gli allievi che supereranno tale limite saranno esclusi dal corso.

E’ prevista un’indennità di frequenza pari a Euro 2,00 lordi per ora di effettiva presenza.

7. Graduatoria finale

La graduatoria verrà redatta in base alla somma dei punteggi ottenuti nelle prove previste. L’elenco dei candidati ammessi al corso e la data di inizio delle attività, saranno affissi entro 3 giorni dall’avvenuta selezione presso la sede dell’Ente e consultabile sul sito www.infoares.it.

A parità di punteggio costituirà titolo preferenziale l’età anagrafica più bassa

8. Riconoscimento crediti

In esito al percorso formativo saranno accertati in sede di valutazione e riconosciuti, da parte dell’Università Telematica Pegaso, al massimo n.55 crediti formativi spendibili entro 3 anni dal conseguimento del Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore, nei vari Corsi di Laurea di Ingegneria Civile ed Economia aziendale nelle seguenti materie: Disegno tecnico (max. 15 crediti), Sicurezza nei luoghi di lavoro (max. 15 crediti), Organizzazione aziendale (max. 10 crediti) ed economia e gestione delle imprese (max. 15 crediti).

9.Ammissione agli esami e attestato finale

Saranno ammessi alle valutazioni finali gli allievi che avranno frequentato almeno l’80% delle ore previste.

Al termine di ciascun percorso IFTS, verranno rilasciati previo superamento delle prove finali di verifica, le seguenti certificazioni e attestati:

 “Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore”. Tale specializzazione è referenziata al livello EQF 4. I certificati di specializzazione tecnica superiore di cui al D.P.C.M. 28 gennaio 2008 art. 9 c. 1 lett. a) costituiscono titolo per l’accesso ai pubblici concorsi (art.5 c.7 del citato DPCM).

  • Certificazione EIPASS (7 MODULI USER)
  • Certificazione INGLESE livello B2
  • Attestato Addetto primo soccorso aziendale
  • Attestato Addetto Antincendio Aziendale
  • Attestato Formazione dipendenti rischio generico.

Animatore Sociale, professionalità e buoni sentimenti, gli ingredienti magici per un’importante figura professionale

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L’importanza dell’Animatore Sociale nel panorama lavorativo attuale, abilità ed attitudini.

L’Animatore Sociale lavora a stretto contatto con i minori in difficoltà, con i disabili, gli anziani e con tutti quei soggetti, purtroppo, colpiti da tristi condizioni di sfavore e svantaggio. La figura professionale in questione opera con competenza e determinazione in ogni campo previsto dalla sua attività; cercando di coniugare, sempre ed in un perfetto equilibrio, predisposizioni caratteriali come socievolezza, disponibilità e simpatia ad attitudini come sensibilità, empatia e tatto.

L’Animatore Sociale è, infatti, quell’operatore che, nell’ambito dei servizi sociali ed assistenziali, svolge procedure particolari applicando ai suoi pazienti metodi finalizzati soprattutto al potenziamento di capacità, consapevolezze, abilità e competenze. La figura professionale dell’animatore sociale cura la sua professione attraverso una precisa applicazione di attività da svolgersi con estrema cura, precisione e nel totale rispetto di particolari norme e criteri.

Stimolando partecipazione ed integrazione sociale nei soggetti con i quali opera, l’Animatore Sociale cerca di portare alla luce anche le celate potenzialità dell’assistito e di incanalare positivamente e concretamente tutte le capacità, purtroppo, ancora inespresse. L’Animatore Sociale può trovare occupazione sia come dipendente che come lavoratore autonomo in tutte quelle strutture pubbliche ed anche private in cui si svolgono prettamente attività di tutela per i soggetti colpiti dalle problematiche quali disagio sociale e/o marginalità ed in cui si applicano procedure finalizzate al potenziamento di capacità relazionali, partecipative e volte all’innalzamento di valori come autostima sia collettiva che individuale.

Queste attività possono, infatti, svolgersi in: Case di riposo per anziani; Centri vacanze; Associazioni di solidarietà e volontariato; Comunità alloggio; Cooperative di servizi e di assistenza sociale e SERT (Servizi Educativi per Ex Tossicodipendenti); Centri di Aggregazione Giovanile; Centri socio-educativi diurni; Oratori religiosi; Case famiglia; Centri residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili; Comunità di Animazione in strada ed ancora per Servizi domiciliari di assistenza e socializzazione.

L’Animatore sociale dedica una buona percentuale della propria attività allo studio approfondito ed alla progettazione di attività collettive dal carattere, soprattutto, ricreativo e dal valore spiccatamente educativo e socio-culturale. Nella sua attività, l’animatore sociale si ritrova, spesso, a coadiuvare altri operatori e cooperare con altre figure professionali dell’ambito sanitario e con i servizi del territorio; è per tale motivo che si rende necessaria ed ovvia una preparazione ed una formazione ancor più estesa oltre che specifica ed approfondita. Le competenze dell’animatore sociale dovranno, infatti, essere plasmate e consolidate attraverso determinati ed approfonditi processi educativi.

Una formazione a 360° quella, dunque, richiesta da uno dei ruoli professionali più in voga del panorama lavorativo attuale oltre che per l’adempienza ed il totale rispetto di tutti i criteri necessari allo svolgimento di tale mestiere. La professione in questione che va, dunque, ad incanalarsi in differenti rami come ad esempio: animazione educativa, animazione ludico-culturale ed animazione sociale prevede, quindi, il corretto svolgimento di attività come: interpretazione delle dinamiche comportamentali, attivazione di processi di conoscenza e consapevolezza, stimolazione di capacità di socializzazione ed emancipazione ed anche di crescita personale, emotiva, motivazionale e tanto altro ancora.

Una professione, dunque, tanto ricca di attività quanto di emozioni e sentimenti, completa ed estremamente valida sia da un punto di vista professionale che umanitari.

 

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News e Privacy, quando il successo è 2.0.

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Felici e positivi gli esiti dell’ultimo convegno tenutosi in ARES: formazione, informazione… ma anche innovazione!

di Serena Giorgio

Dal “save the date” al “remember” il passo è davvero breve; soprattutto, se si tratta di un’iniziativa ideata e costruita con il cuore e con l’energia della forte realtà ARES. Se poi all’operato della famosa Associazione Ricerca e Sviluppo si applica anche il vigore e la competenza di Enti come PSB e PSB Consulting l’evento non è solo da memorizzare ma assolutamente da ricordare! Ed è così, infatti, che il convegno “News e Privacy 2.0” tenutosi il 4 dicembre alle ore 18:00 si chiude; lasciando dietro di sé una lunga e ricca scia di informazioni, benefici, sorrisi e bei ricordi.

L’evento, il cui tema principale è andato ad incentrarsi sulle novità appartenenti al mondo del lavoro e della formazione, ha dedicato notevole spazio ed approfondimento anche alle nuove prospettive ed alle altrettanto nuove necessità innescate dal Nuovo Regolamento Europeo sulla privacy e sulla tutela dei dati (GDPR). L’entrata in vigore del General Data Protection Regulation, normativa prevista per il 25 maggio 2018, comporterà, infatti, obblighi, aggiornamenti ed adeguamenti dei sistemi aziendali oltre che numerosi e mirati approfondimenti da parte dei più esperti professionisti ed Enti.

Ed è per questo che, come il più degno e coraggioso dei pionieri, ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo, ha deciso di intraprendere questo nuovo percorso e di spianare la strada, assieme a PSB e PSB Consulting, all’informazione ed alla formazione in risposta ai numerosi bisogni attivati dall’ingresso della nuova normativa.

La degna conclusione di un evento come quello di ieri ha rappresentato, in realtà, solamente il principio di un lungo percorso ricco di eventi ed attività preparatorie all’entrata in vigore del GDPR.  Supportare, sin da adesso, le aziende e le realtà produttive con precisi e sicuri processi di formazione e consulenza, tipici dell’operato ARES e PSB, significa, infatti, poter garantire la giusta preparazione, sia in termini di qualità che nel totale rispetto delle giuste tempistiche.

Il convegno, che ha visto l’avvicendarsi di illustri esperti del settore come la Prof. Ing. Tina Santillo ed il Prof. Ing. Pasquale Natale ha potuto, inoltre, contare sulla solida e ferrata esperienza della Prof. Avv. Flora Pirozzi e sul Prof. Ing. Antonio Tufano.  Approfondendo e trattando rispettivamente normativa e sicurezza delle informazioni, i due esperti hanno, infatti, potuto illuminare i presenti anche circa le importanti tematiche quali Cloud Computing e protezione e tutela dei dati informatici.

Con un intervento dedicato ad un nuovo ed originale progetto, il Dott. Vincenzo Cangiano e la Dott.ssa Serena Giorgio hanno presentato, inoltre, l’ultima (per ora) creazione PSB; ovvero, il nuovo ed innovativo portale informativo PSB Privacy e Sicurezza. Il portale, che sarà lanciato ufficialmente il 30 dicembre sarà, infatti, un vero e proprio sito contenitore di informazioni, news, approfondimenti sul GDPR e tanto altro ancora. Sarà un portale tecnologico e all’avanguardia sia per forma che contenuti e che rispecchierà e rifletterà, anche graficamente e in ogni suo piccolo dettaglio, i suoi più validi valori ed ideali.

A seguire, inoltre, i dettagliati interventi del dott. Silvio Grasso, dell’Ing. Paola Romeo e del Prof. Ing. Alfonso Santillo che, esponendo ed approfondendo le novità relative ai bandi ed ai prossimi progetti della Regione Campania sulle tematiche di formazione e lavoro, hanno potuto dare ulteriore risalto alle particolari iniziative e necessità previste dal nuovo anno.

Ed è proprio in previsione delle nuove esigenze innescate dalla normativa GDRP, altrimenti detta 2016/679, che ARES e PSB potranno, dunque, proporre ed assicurare la giusta soluzione offrendo, quindi, una salda formazione oltre che una professionale e consistente consulenza alle aziende sia per quel che concerne apprendimento e comprensione dei nuovi principi sia per quel che riguarda le nuove procedure da applicare come ad esempio: Analisi dei Rischi, Valutazione d’impatto, Registro di trattamento, Trasferimento dei dati, ed ancora, principi di privacy by design, by default ed accountability.

Mancano, infatti, sei mesi a stento all’effettivo ingresso del GDPR. Le modifiche da compiere e le adempienze da osservare sono estremamente complesse oltre che spiccatamente molteplici, così come le difficoltà da superare al fine di evitare le massicce sanzioni previste, a partire dal 25 maggio 2018, per le inosservanze. Consulenza, progettazione, formazione e supporto saranno gli unici strumenti ed i soli rimedi per abbracciare con professionalità e sicurezza le nuove esigenze ma anche e soprattutto per contrastare le eventuali e gravi conseguenze.

L’approccio di tipo conoscitivo adottato dal convegno è servito, infatti, ad avviare proprio tal processo informativo secondo tutte le procedure e le modalità più tipiche delle realtà ARES e PSB. Con professionalità, precisione, ospitalità, cura ed amore i creatori dell’iniziativa hanno, infatti, segnato un evento dall’alto valore formativo ma anche e soprattutto umano.

Un aperitivo ed un brindisi natalizio hanno segnato, infine, la conclusione del convegno “News e Privacy 2.0”, un modo carino per salutarsi ma, soprattutto, per salutare le novità e le innovazioni legate al nascente anno 2018.

operatore socio sanitario e accoglienza del malato in reparto

L’operatore socio sanitario e l’accoglienza del malato in reparto

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Immaginate di dover essere ricoverati in ospedale…magari da anziani… oppure per ricevere una diagnosi che temete molto…siete straniti, disorientati? Fa paura vero?

Il ricovero in ospedale è una delle esperienze più stressanti e traumatiche che si possano vivere.

Il momento dell’arrivo nella struttura e dell’accoglienza costituisce la prima impressione che si farà il paziente e, si sa, le prime impressioni contano e condizionano tutte le sensazioni successive.

Per questo motivo è importante che l’ingresso in reparto del degente avvenga nel migliore e meno traumatico dei modi possibili.

Se l’infermiere è la figura che si occuperà della presa in carico del paziente dal punto di vista sanitario, l’OSS rappresenta il responsabile della assistenza alberghiera al malato e, di conseguenza, una delle persone con cui trascorrerà più tempo durante il ricovero.

Ma di cosa si occupa l’OSS all’accoglienza del paziente?

Durante l’accoglienza il ruolo principale dell’OSS è quello di orientare il paziente e di favorirne l’inserimento sociale nella comunità ospedaliera.

Accompagnare il paziente nella visita della struttura, indicandogli i principali punti di riferimento e gli eventuali luoghi di ritrovo, illustrargli la stanza e tutte le sue caratteristiche permette di ridurre l’ansia causata dal ritrovarsi in un luogo completamente nuovo ed il disorientamento che ne consegue. Aiutare il paziente a sistemare i propri abiti e i propri effetti personali contribuisce a dargli la sensazione di avere ancora con sé qualcosa di casa per ridurre l’alienazione che provoca il distacco dai propri ambienti e dalle proprie cose.

Ancora più importante, l’OSS ha il compito, durante l’accoglienza al paziente e successivamente durante la degenza, di combattere o cercare di ridurre, l’isolamento sociale provocato dal ricovero (specie se si prospetta di lunga durata come quello di un anziano in una RSA). Per far ciò uno dei comportamenti messi in atto dall’ Operatore Socio Sanitario è quello di presentare il nuovo accolto a tutti gli abitanti del piano (o della struttura, se adeguatamente piccola), si trattino essi di altri degenti o di operatori della salute.

Se il ruolo che l’Operatore Socio Sanitario ha verso il paziente durate l’accoglienza in reparto è fondamentale, non meno importante è il ruolo che questi svolge verso i familiari durante il momento del distacco dal loro congiunto che viene ricoverato. Egli infatti ha il compito di rassicurare i parenti o gli amici del ricoverato sull’assistenza che riceverà, chiedere e stabilire un contatto per le emergenze e illustrate le modalità e gli orari di visita.

L’Operatore Socio Sanitario è una figura fondamentale nel panorama assistenziale moderno, svolge un lavoro importante e pieno di responsabilità ma che ha un grosso ritorno in termini di umanità e soddisfazione.

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gdpr dati sensibili privacy

UNA CORRETTA FORMAZIONE PER UNA CORRETTA NORMATIVA.

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ADEGUARSI ALLA NUOVA NORMATIVA GDPR 2018 È FONDAMENTALE…MA COME RIUSCIRCI?

di Serena Giorgio

Il General Data Protection Regulation, altrimenti detto GDPR Regolamento UE 2016/679, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed il 25 maggio del medesimo anno è entrato in vigore. Il GDPR inizierà ad avere efficacia effettiva a partire dal 25 maggio 2018, ragion per cui, chi non avrà adempito a tali direttive, e soprattutto, rispettato la tempistica prestabilita rischierà dure e gravose sanzioni. Per le aziende sarà, dunque, fondamentale il totale rispetto ed il preciso adeguamento alla nuova normativa europea sui dati e sulla privacy entro e non oltre la data stabilita.

Allinearsi al nuovo Regolamento Gdpr, tuttavia, non è molto semplice e le tempistiche concesse non sono tra le più prospere; inoltre è risaputo, tempus fugit e la saggezza antica ha sempre avuto le sue valide fondamenta. Il tempo vola, le difficoltà non sono esigue ed una vera e propria formazione risulta basilare oltre che necessaria.  Consulenza, progettazione e formazione potranno, quindi, rappresentare le uniche armi efficaci per contrastare il pericolo scaturito da un eventuale inadempimento.

La formazione o il supporto a tale processo “evolutivo” potrà, dunque, garantire il totale allineamento alle nuove direttive introdotte dal Regolamento 2016/679 ed assicurare, al tempo stesso, la preparazione necessaria per un cambiamento al quale circa il 58% delle aziende mondiali non è pronto e di cui il 37% non è nemmeno sicuro di dover aderire. È palese, dunque, lo stato di confusione ed incertezza in cui le aziende si ritrovano; la formazione non sarà, inoltre, una semplice fase iniziale da superare ma anche un vero e proprio processo al quale sottoporsi con cadenze temporali costanti e precise.

Le aziende saranno sempre tenute all’esatto e soprattutto sicuro trattamento di dati sensibili, dei dati personali ed alla tutela della privacy. I membri di un’azienda, non importa se titolari o dipendenti, dovranno necessariamente informarsi e formarsi poiché si sa, la conoscenza spesso salva la vita ma in questo caso potrà salvare intere aziende. La tutela dei dati privati sarà, dunque, ritenuta una questione estremamente importante, vero e proprio leitmotiv di un Regolamento che affina ed uniforma a livello europeo tutte le misure di sicurezza relative al trattamento di un insieme di informazioni che risulta un vero e proprio bene da tutelare ad ogni costo. Anche l’organigramma aziendale dovrà essere rivisto e vi saranno introdotte nuove figure e ruoli tra le quali spiccherà senza alcuna ombra di dubbio quello del DPO – Data Protection Officer.

Tutti gli enti, le aziende, le istituzioni private o pubbliche dovranno, infatti, obbligatoriamente possedere un DPO o altrimenti detto in lingua italiana Responsabile Protezione Dati Personali, la sua funzione, infatti, di fondamentale importanza, avrà il preciso compito di guida e supporto per l’adempimento di tutte le modifiche necessarie al fine di un allineamento concreto alla nuova normativa. C’è da sottolineare, inoltre, l’importanza della formazione circa le nuove procedure ed i nuovi principi come il Principio di liceità; le Condizioni del Consenso, l’Organigramma Privacy in azienda, il Registro di trattamento dati, l’Analisi dei rischi Privacy, il Trasferimento dei dati all’estero, la Valutazione di impatto ecc. Può evincersi dalla maestosità di tale panorama formativo l’urgenza oltre che la necessità di un vero e proprio supporto; di un faro che possa illuminare tutte quelle aziende che si ritrovano a nuotare, con estrema difficoltà, tra questi tempestosi mari di modifiche e complessità. Le imprese, così come gli Enti, come le istituzioni e le aziende dovranno, infatti, sottoporsi anche a vere e proprie analisi e ricerche ben mirate ed approfondite di tutti i possibili ed eventuali rischi al proprio interno ed alla valutazione ulteriore di tutti quei sistemi e macchinari che, se inadeguati o non idonei, potrebbero addirittura innescare pericolose fughe di notizia e vere e proprie perdite di dati arrecando e provocando al tempo stesso oltre che gravi danni anche gravi sanzioni. 

La tecnologia, al giorno d’oggi, ha condizionato la vita di tutti in maniera alquanto preponderante, la stessa vita delle aziende si è plasmata in base a tali nuovi valori; anche i fatturati vanno a strutturarsi e basarsi più sulla gestione dei dati che sulla gestione e l’erogazione di determinati prodotti o servizi e ne consegue, dunque, che la protezione di tale bene è di palese oltre che di sostanziale importanza ( non solo per la decisiva debellazione del rischio sanzione ma anche per la tutela stessa del proprio lavoro e del proprio fatturato).  Maggio 2018 è, quindi, estremamente vicino, il nuovo regolamento sulla Privacy sarà a breve effettivo, la strada per l’adeguamento è lunga…ed iniziare adesso è, dunque, indispensabile.

Un’azione immediata, sinergica e combinata di consulenza, formazione e progettazione potrà, dunque, contrastare problematiche e sanzioni di ogni sorta, adeguando sin da adesso strumenti, procedure e conoscenze alla luce della 2016/679 e al cospetto del nuovo e finalmente uniforme panorama europeo.

Gdpr General Data Protection Regulation, News e Privacy, Convegno Ares

NEWS E PRIVACY 2.0, LE NUOVE FRONTIERE DEL 2018.

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Quando l’unione fa la forza: in arrivo il nuovo e sinergico convegno firmato ARES, PSB e PSB Consulting

Di Serena Giorgio

In un convegno dal titolo “News e Privacy 2.0”, ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo, PSB s.r.l. e PSB Consulting tratteranno ed esporranno le novità legate al mondo della formazione e del lavoro per il nascente anno 2018 facendo luce, in particolar modo, sulle nuove regole, sui mutamenti e sui sistemi aziendali da adeguare in previsione del Regolamento Privacy in entrata, vale a dire, il GDPR.

L’incontro, che si terrà alle ore 18.00 del 4 dicembre, presso la stessa sede ARES di Viale Campi Flegrei 41- Napoli, approfondirà, infatti, l’importante questione del General Data Protection Regulation, ovvero, il nuovo Regolamento Generale per la protezione dei dati 2016/679 e che, a partire dal 25 maggio 2018, avrà effettiva ed ufficiale validità europea.

Il Gdpr conterrà concetti, attività, ruoli, terminologie e principi totalmente nuovi che andranno ad aggiornare a tutti gli effetti, se non addirittura, rimpiazzare il vecchio Codice della Privacy contenuto nel Dlgs 196/2003. Gli adempimenti da compiere e rispettare entro e non oltre l’ultima data prevista saranno, dunque, complessi oltre che molteplici; ragion per cui risulterà fondamentale e necessario intraprendere un percorso di formazione ben specifico ed in grado di preparare preventivamente aziende ed enti contro i pericoli scaturiti dalle incomprensioni, dalle inadempienze e dalle gravose sanzioni previste per le inosservanze.

ARES, Ente di Formazione accreditato presso la Regione Campania con n° 00617/05/05, punto di riferimento nel panorama formativo campano e non solo e, da sempre, valido erogatore di iniziative e corsi di formazione professionale validi sia a livello nazionale che europeo, si proporrà, dunque, oltre che come Promotore di un grande evento di informazione circa il GDPR anche come valido partner in grado di supportare i suoi clienti con infinite possibilità di formazione e sviluppo in termini di privacy e sicurezza.

In previsione delle nuove esigenze scaturite dalla normativa 2016/679 in entrata, ARES potrà, infatti, proporre e garantire la giusta formazione; sia per quel che riguarda la comprensione e l’apprendimento  dei nuovi principi sia per quel che concerne le nuove procedure da adottare: Condizioni del consenso; Organigramma della Privacy; Principio di liceità; Valutazione d’impatto, Analisi dei Rischi;  Trasferimento dei dati all’estero; Registro di trattamento; Principi di privacy by design, by default ed accountability, Data Breach; ed ancora, il ruolo del DPO – Data Protection Officer, ovvero, il Responsabile Protezione Dati Personali e la figura  del Data Processor, vale a dire, il Responsabile del trattamento dei dati.

Anche PSB Consulting, ultima creatura della famiglia PSB, saprà dare il proprio contributo alla causa. La Consulting è, infatti, una società composta da una tanto professionale quanto variegata squadra di ingegneri e tecnici altamente specializzati in grado offrire consulenza ad hoc e supporto per ciascun ambito aziendale. La Consulting saprà, dunque, porsi come valida guida, oltre che come efficace rimedio, per offrire consulenza e sostegno anche e soprattutto alle aziende duramente coinvolte dal processo di adeguamento imposto dal GDPR.

 Il convegno, che vedrà la sinergica collaborazione e la profonda cura della Prof. Ing. Tina Santillo e del Prof. Ing. Pasquale Natale, vedrà, inoltre, la partecipazione della Prof. Avv. Flora Pirozzi con un intervento circa la normativa e la riservatezza dei dati ed il Cloud Computing ed un altro intervento, a cura del Prof. Ing. Antonio Tufano che tratterà ed approfondirà la tematica della Protezione dei dati Informatici. La Dott.ssa Serena Giorgio ed il Dott. Vincenzo Cangiano presenteranno, inoltre, il nascente Progetto Portale Informativo firmato ARES – PSB per la Sicurezza e la Tutela della Privacy; e a seguire, il conclusivo ed importante intervento a cura della Dott.ssa Enza Amato e dell’Ing. Alfonso Santillo circa le news ed i nuovi progetti della Regione Campania coronerà la perfetta riuscita e la degna conclusione di una grande iniziativa.

Un valido e vasto programma di formazione ed informazione sarà, dunque, proposto ed attivato dai nostri Enti con prontezza ed efficacia e, sin da adesso, sarà messo a disposizione delle molteplici e differenti necessità dei clienti per un adeguamento che, purtroppo, ha anche tempistiche poco generose.

In data 25 novembre 2018 è scattato, infatti, il countdown ufficiale; un conteggio finale che in un crescendo di ansia, novità e modifiche culminerà nel 25 maggio 2018 e con l’effettiva efficacia e validità di un Regolamento per la prima volta dal valore europeo.

Mancano, dunque, appena sei mesi e le modifiche ed i svariati interventi da compiere, pur non essendo pochi o facili, andranno, ad ogni modo, completati. Il supporto, la formazione, la progettazione e la consulenza potranno fungere, dunque, come unici mezzi per l’adempimento delle nuove direttive nelle tempistiche imposte; gli unici strumenti, o meglio, le uniche armi in grado di contrastare difficoltà, incomprensioni, inadempimenti e, soprattutto, sanzioni.

La sinergica partecipazione e l’unione di energie e competenze dei partecipanti e degli organizzatori garantirà, quindi, la corretta informazione circa i nuovi progetti e le news dell’anno 2018, l’approfondita trattazione del GDPR e la perfetta riuscita di un evento oltre che di una vera e propria iniziativa.

L’unione fa la forza, è risaputo… e se l’unione è composta da singole squadre vincenti come quelle di ARES, PSB e PSB Consulting il successo è, dunque, assicurato.

gdpr General Data Protection Regulation

Duro colpo per la multinazionale Uber; violati i dati di 57 milioni di clienti.

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In tempo di GDPR anche la cronaca lo dimostra, privacy e dati non tutelati creano gravi conseguenze.

Di Serena Giorgio

La multinazionale da 70 miliardi di dollari “Uber”, celebre azienda per il trasporto privato ed il ride-sharing, ha subito un grave e pericoloso cyber-furto ad opera di due abili ed intraprendenti hacker. Il fatto, venuto alla luce soltanto adesso ma accaduto nel lontano ottobre 2016, è stato programmato e commesso da una coppia di coraggiosi pirati informatici che, violando i dati di ben 50 milioni di clienti e 7 milioni di autisti, ha potuto richiedere un importante riscatto per una “modica cifra” da un valore pari a ben 100 mila dollari. Con il versamento della somma richiesta, Uber, avrebbe potuto ottenere la cancellazione dei dati piratati; nomi, numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica ed anche i molteplici numeri di patente ottenuti da una elevata e significativa quota di cittadini (600 mila americani circa). Uber, che ancora oggi copre l’identità dei due pirati informatici, pagò, infine, la somma richiesta coprendo, tra l’altro, l’increscioso avvenimento con una falsa e fantastica versione alternativa della storia e con un preciso accordo di non—disclosure, vale a dire, di non divulgazione ed estrema riservatezza.

La versione “pulita” degli eventi palesò sì il versamento dei 100 mila dollari ai due abili “informatici” ma solo sotto la falsa veste di una remunerazione per un determinato servizio, ovvero, un “bug-bounty” che ripagava, dunque, la strana coppia per dei determinati attacchi-test ai loro sistemi informatici e per la segnalazione dei numerosi bug relativi ad exploit e vulnerabilità. Le conseguenze per Uber, tuttavia, non furono poche; l’omissione dell’avvenimento costò, infatti, il licenziamento del capo della sicurezza Joe Sullivan e, a seguire, l’estromissione del chief-exectuive Travis Kalanick. Una seconda e nascosta violazione da parte di pirati informatici avvenne anche nel gennaio 2016, anche questa comportò ad Uber una multa di ben 20 mila dollari oltre che una notevole perdita di credibilità. 

La violazione della privacy dei clienti resa, dunque, possibile da una cattiva gestione della sicurezza e dalla scarsa protezione dei dati ha messo, quindi, in evidenza la profonda vulnerabilità del sistema High-Tech e del mondo Web portando in primo piano la spiccata necessità di un adeguato sistema in grado di tutelare strumenti, dispositivi ed informazioni. Dara Khosrowshahi, chief-exectuive attuale, a tal proposito ha dichiarato: “Non avrebbe mai dovuto accadere. Non posso cancellare il passato ma posso impegnarmi a nome di tutti i dipendenti di Uber a imparare dagli errori. Stiamo cambiando il modo di fare business, mettendo al centro l’integrità”.

È singolare e quasi beffarda la coincidenza di un fatto venuto a galla proprio adesso, ora che si parla tanto di Gdpr.  Il nuovo regolamento europeo circa la protezione e la tutela di privacy e dati, altrimenti detto, General Data Protection Regulation serve, infatti, a tutelare quel bagaglio di informazioni che al giorno d’oggi genera per le aziende il valore di un fatturato quasi, se non addirittura più alto, di quello erogato dall’emissione di determinati servizi e prodotti. I dati sensibili ricoprono, infatti, un ruolo di fondamentale importanza; devono essere sapientemente gestiti e tutelati anche, e soprattutto, al fine di evitare le dure conseguenze e le pesanti sanzioni previste per le eventuali perdite (proprio come per il caso Uber). La nuova normativa dell’Unione Europea, altrimenti detta, 2016/679 avrà efficacia effettiva proprio a partire dal 25 maggio 2018, mancano, quindi, solamente 6 mesi di tempo per adeguarsi al nuovo Regolamento, ed è per questo motivo che risulta fondamentale attivare sin da adesso un serrato programma di informazione.

Il caso Uber, pur non rientrando nelle casistiche relative al contesto europeo, si presenta, infatti, al momento giusto, dimostrando, quindi, la gravità di conseguenze e sanzioni scaturite dall’errata errata gestione di determinati strumenti ed informazioni. Sembra quasi voluta, dunque, la combinazione di un fatto di cronaca improvvisamente venuto alla luce e che di luce ne getta altrettanta su di una faccenda che, per quanto possa apparire lontana, ci riguarda intensamente e molto più da vicino.

Le imprese, infatti, così come gli enti, le aziende e le istituzioni si ritrovano costrette a veri e propri processi di adeguamento: gli organigrammi aziendali devono essere rivisti in base alle nuove esigenze, nuovi ruoli professionali devono essere predisposti, nuove mansioni devono essere attivate, i macchinari ed i dispositivi informatici devono risultare monitorati ed aggiornati ed anche le violazioni possibili e gli eventuali rischi devono essere valutati preventivamente e con precisa costanza nel corso del tempo.

Allinearsi al nuovo Regolamento Gdpr non risulta, quindi, così facile; le operazioni da effettuare e le modifiche da applicare non sono poche, i tempi disponibili non brillano particolarmente per estensione e generosità, tuttavia, la fine di Uber …chi vuole farla?

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