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Monthly Archives:gennaio 2018

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

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Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

operatore socio sanitario e alimentazione enterale

L’Operatore socio sanitario e l’alimentazione enterale

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La nutrizione artificiale è una procedura terapeutica che si rende necessaria per sostituire, in tutto o in parte, i bisogni dei pazienti non in grado di alimentarsi sufficientemente per via naturale; si divide in Nutrizione parenterale, in cui i nutrienti vengono somministrati direttamente nella circolazione sanguigna, e Nutrizione Enterale, in cui le preparazioni nutrizionali vengono immesse nell’apparato digerente nel paziente attraverso sonde o stomie.

Le sonde possono essere di vari materiali e lunghezze e terminare nello stomaco, nel duodeno o nel digiuno ma hanno tutte la caratteristica di utilizzare vie di accesso naturali naso, più comunemente, o bocca. Si utilizzano in genere pe periodi di tempo limitati poiché fastidiose per il paziente.

Le stomie sono comunicazioni fisiche, ottenute per via chirurgica, collegando lo stomaco (PEG) o l’intestino (PEJ) del paziente con l’esterno attraverso dispositivi (placche e sacchetti) appositi tenuti ancorati alla pelle del paziente tramite cerotti integrati e si utilizzano in permanenza o comunque per periodi di tempo prolungati permettendo una migliore gestione del paziente e minori fastidi.

Le tipologie di placche (convesse, a protezione totale o con anello) e sacchetti (integrati alla placca o staccabili e con fondo aperto o chiuso) sono variabili a seconda delle caratteristiche dei pazienti e del tipo di stomia praticata

L’OSS e la gestione del sondino naso-gastrico (SNG)

Come già detto, l’inserimento e la rimozione del SNG sono di competenza del medico e dell’infermiere, che hanno anche il compito, almeno nelle realtà ospedaliere ed istituzionali, di attaccare i flaconi e le sacche nutrizionali e gestirne la velocità di infusione. Diverso è il caso dei pazienti nel proprio domicilio, in cui spesso gli OSS e i caregiver vengono formati dall’infermiere che si occupa della famiglia, alla gestione autonoma delle sacche nutrizionali e delle pompe.

I compiti dell’OSS nella gestione del SNG si limitano essenzialmente alla sorveglianza e segnalazione di eventuali anomali e nell’igiene del naso.

E’ necessario controllare che il paziente si trovi in posizione semiseduta, per facilitare la peristalsi fisiologica e prevenire reflussi, controllare che il sondino sia ben fissato e che non ci siano arrossamenti e lesioni sull’ala del naso e all’interno delle narici.

L’operatore socio sanitario si occuperà quindi dell’igiene del naso e della bocca del portatore di SNG e del cambio del cerotto (ogni 2-3 giorni). La procedura prevede di:

  •  spiegare la procedura al paziente, raccogliendo eventuali dubbi o disagi
  •  lavarsi accuratamente le mani e indossare i guanti
  •  pulire le narici con un cotton fioc imbevuto di fisiologica
  •  controllare che non ci siano lesioni nelle narici
  •  fissare di nuovo la sonda con un cerotto ipoallergenico,
  •  Lavare denti e labbra almeno due volte al giorno.

Ricordate che il paziente portatore di SNG respirerà prevalentemente con la bocca e le mucose si seccheranno più facilmente. È necessario tenere sempre umido il cavo orale.

L’OSS Operatore Socio Sanitario e la gestione delle stomie percutanee.

La gestione della stomia, in quanto procedura standardizzata è di competenza dell’OSS. L’OSS ha il compito, in primis, di occuparsi dell’igiene della stomia e di segnalare le anomalie rilevate.

Per l’igiene della cute che circonda la stomia è preferibile utilizzare acqua e saponi neutri, da utilizzare con spugne o panni morbidi. I tempi per la sostituzione della stomia variano a seconda della tipologia di presidi utilizzati e della sua posizione, consigliamo di valutare caso per caso insieme al personale sanitario che si occupa de paziente.

La procedura per la sostituzione della stomia è la seguente:

  •  informare la persona e raccogliere eventuali dubbi o perplessità
  •  lavarsi le mani
  •  indossare i guanti
  •  Posizionare confortevolmente la persona e coinvolgerla nella procedura
  •  Porre un telo di protezione sotto la sacca;
  •  Scollegare la sacca dal bordo superiore per evitare perdite di materiale fecale;
  •  Buttare il dispositivo nel contenitore apposito;
  •  Togliere il materiale fecale fuoriuscito con delle garze asciutte;
  •  Lavare accuratamente la stomia e la cute che la con l’acqua tiepida;
  •  Asciugare delicatamente;
  •  Esaminare lo stato della cute e della mucosa, in caso di alterazioni avvisare l’infermiere.
  •  Dopo aver eseguito la pulizia della stomia, scegliere il dispositivo più adatto
  •  Sistemare la placca nell’orifizio;
  •  Assicurarsi che l’adesivo abbia fatto presa;
  •  Riordinare il materiale e l’unità abitativa del paziente;

 È importante ricordarsi di evitare di utilizzare altri prodotti oltre l’acqua, se non su stretta indicazone medico-infermieristica e non strofinare per non irritare inutilmente la stomia.

formazione professionale regione campania

Presentazione delle nuove attività di ARES Formazione Professionale

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In Viale Campi Flegrei 41, Bagnoli (Napoli), avrà luogo il 21 marzo 2018 (a partire dalle ore 17.30), un grande evento targato ARES Formazione Professionale (Associazione Ricerca e Sviluppo), per presentare le nuove attività.

Da parte di prestigiosi relatori saranno presentati, nell’edificio sede di ARES, i nuovi progetti che riguardano il Servizio Civile, Garanzia Giovani, corsi di apprendistato, l’aggiornamento legislativo sui tirocini, i criteri e le modalità di attuazione del GDPR (General Data Protection Regulation) e i Point Service Business. La sicurezza informatica sarà il fulcro di questa giornata poiché Ares darà nell’immediato futuro particolare risalto all’assistenza alle aziende per l’adeguamento alla legge sulla privacy, di carattere europeo, a cui ci si dovrà uniformare entro il 25 maggio 2018.

L’Unione Europea ha deciso di sostituire il Codice Privacy in vigore dal 2003 allo scopo di uniformare tutte le leggi inerenti la sicurezza informatica per tutti i paesi afferenti all’UE.

Proprio per offrire il miglior prodotto alle aziende che si affideranno ad ARES si è associata la PSB Consulting S.r.l.

Si occuperanno di questo progetto il Professor Ingegner Alfonso Santillo, la Professoressa Tina Santillo (come rappresentanti di ARES), per il PSB Consulting S.r.l. se ne occuperanno l’amministratore delegato Professor Ingegnere Pasquale Natale, l’Ingegnere Paola Romeo e l’Avvocato Lucia De Martino.

ARES, volendo continuare sulla strada già intrapresa in venti anni di attività spesa sul territorio, offre nuove opportunità di formazione giovanile rivolta alle esigenze del territorio. Proprio per questo motivo è stata data molta importanza ad un progetto, di carattere europeo, Garanzia Giovani, ideato e concepito per far trovare un lavoro ai giovani dai 18 ai 25 anni (a volte è possibile accedere a determinati programmi anche a ragazzi di 29 anni), dopo ovviamente averli formati.

L’Associazione Ricerca e Sviluppo è nata nel 1997 come ente di diritto privato, senza scopo di lucro, il cui scopo statuario è la formazione nei più diversi ambiti professionali, come per esempio nel campo socio-sanitario, nella sicurezza sul luogo di lavoro e nel pronto soccorso.

A un percorso teorico, viene affiancato a chi segue i corsi di ARES, l’avvio al mondo del lavoro tramite la parte pratica che si svolge presso aziende dei settori di competenza.

L’informazione e la formazione vanno dunque di pari passo. Il collegamento con il territorio, in tutti i settori, è molto stretto, ciò offre un prodotto finale di alta qualità.

Basti pensare che, per quanto riguarda a titolo di esempio la Regione Campania, ARES ha collaborato e tuttora coopera con diversi enti comunali delle province di Salerno, Avellino, Napoli e Benevento.

Rapporti sono stati stretti, nel corso del tempo, sia con Enti per l’istruzione parificata e Istituti tecnici di istruzione superiore, come ad esempio l’Istituto Tecnico Commerciale Mario Pagano (NA), l’Istituto Tecnico Informatico Enrico Fermi (NA), l’Istituto Tecnico M. Rossi Doria di Marigliano (NA), sia con prestigiose Università come la Federico II (Dipartimento di Ingegneria Chimica dei Materiali e della Produzione Industriale –  Scuola Politecnica), la Pegaso SpA e la Suor Orsola Benincasa.

Diverse aziende hanno collaborato nel corso del tempo con l’Associazione Ricerca e Sviluppo.

Di Alessandro Maria Raffone

evento ares formazione professionale regione campania

La primavera, questa volta, appartiene ad ARES

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In arrivo il 21 marzo il nuovo grande evento dell’Associazione Ricerca e Sviluppo; aggiornamenti, approfondimenti e tante novità per la nuova e felice stagione.

Un nuovo evento made in ARES segnerà felicemente la primaverile giornata del 21 marzo 2018.

A partire dalle 17.30 presso la stessa sede dell’Associazione Ricerca e Sviluppo sita in Viale Campi Flegrei 41 – Napoli, ARES avrà, quindi, l’immenso piacere di presentare il nuovo programma ed i nuovi progetti circa l’apprendistato, il servizio civile, l’aggiornamento normativo sui tirocini, i criteri e le modalità di attuazione del GDPR, i Point Service Business e la nuova programmazione targata Garanzia Giovani.

Un’occasione straordinaria in grado di inaugurare e, soprattutto, bene augurare una nuova stagione ricca di iniziative, attività ed interessanti avvenimenti.

Una fresca ondata di novità e cambiamenti che andrà, dunque, ad inserirsi in un ventennale di felice attività appena celebratosi oltre che in un contesto di affermata realtà che pur avendo già segnato un’importante tappa della propria storia sceglie di non adagiarsi sugli allori e di proseguire la propria scalata verso ulteriori obiettivi e nuovi risultati.

Informazione e formazione saranno, dunque, ancora una volta, i punti cardine oltre che le precise linee guida per un evento di un’attività che fa, da sempre, di tali principi vere e proprie ragion d’essere.

L’evento ARES sarà, dunque, fondamentale per la conoscenza e l’osservanza di tali novità; un’occasione indispensabile per l’aggiornamento e l’approfondimento di una lunga e innovativa lista di criteri e concetti in entrata.

Perciò, save the date e restate connessi, ulteriori informazioni saranno presto in arrivo!

 

Per informazioni contattaci ai numeri : 

Telefono: 081/5704220 –  whatapp ares formazione Mobile con Whatsapp :  3929164153

Oppure inviaci una mail al nostro indirizzo: ares@infoares.it

 

Operatore Socio Sanitario come comportarsi con pazienti tracheostomizzati

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Sebbene l’Operatore Socio Sanitario non sia né un infermiere e né tantomeno un medico, la sua competenza è fondamentale nel percorso di degenza di pazienti tracheostomizzati, coloro che hanno subito una tracheotomia.

L’assistenza ai pazienti che hanno subito una tracheotomia non è mai un processo semplice, né per l’equipe ospedaliera e né tantomeno per chi, come parenti ed amici, ma anche fisioterapisti ed Oss, quotidianamente stanno vicino al paziente.

Operazioni quali la pulizia di una stomia, gestione di una cannula o cambiare una controcannula sono compiti di cui possono occuparsi esclusivamente gli infermieri, quindi personale specializzato, che attraverso un percorso di studi ha ha ottenuto la capacità e l’abilità per poter gestire tali situazioni.

È, ad ogni modo, importante e necessario per i pazienti, affinchè possano mantenere condizioni di vita adeguate, che anche l’Oss sviluppi abilità e competenze per poter eseguire le indicazione fornitegli dagli altri professionisti ed essere in grado di riconoscere possibili complicazioni.

Anche perché è proprio l’Oss la figura socio-sanitaria che tende a trascorrere anche 24 h con i pazienti nel corso della loro riabilitazione.

Ritornando ai pazienti che hanno subito una tracheotomia, in genere le problematiche a cui possono andare incontro più frequentemente sono:

  • processo di deglutizione difficoltoso
  • capacità motorie problematiche
  • tosse
  • difficoltà nel processo di comunicazione.

Per ognuno di questi problemi in cui rischiano di incappare i pazienti tracheostomizzati, gli Oss possono effettuare una serie di interventi:

  • I problemi nel processo di deglutizione sono in genere determinati dalla presenza della cannula, la quale, rende difficoltosa l’apertura dello sfintere esofageo. Per cui quando l’Oss imbocca il paziente deve accertarsi di chiudere la cannula fenestrata o attraverso una valvola oppure attraverso un tappo. Tra l’altro, utilizzando questa procedura è possibile anche ridurre le possibilità di aspirazione, che tendono a verificarsi quando il paziente mangia. In molti casi, comunque, non è possibile alimentare il paziente in maniera orale, per cui il compito dell’Oss è quello di preparare pasti che possano essere assunti per via enterale, quindi omogeneizzati o frullati, oppure nutrendoli direttamente con preparati industriali.   
  • Quando l’Oss assiste il paziente nella mobilitazione, è bene che si accerti che i canali di ventilazione non si blocchino, magari piegandosi, spostandosi o incastrandosi. Inoltre l’Oss deve ricordare che la posizione migliore che il paziente può assumere a letto è di 30-45° di inclinazione.
  • Per quel che riguarda la tosse, invece, bisognerebbe cercare di effettuare aspirazioni frequentemente, ma questa operazione è più di competenza infermieristica, quindi l’Oss può cercare di fare in modo che il paziente cerchi di tossire da solo e più volte possibile, favorendo autonomamente la fuoriuscita delle secrezioni.
  • Le difficoltà nel processo di comunicazione in genere sono tipiche di quei pazienti che sono ventilatore-dipendenti e che non riescono a parlare o che riescono a farlo solo in alcuni momenti perchè dipende (a causa) dal tipo di cannula. Con questi pazienti l’Oss deve cercare di concentrarsi sul labiale per poter comunicare con loro, oppure, se non riesce può dotarsi di carta e penna o dei più recenti strumenti elettronici. Ciò che però l’Oss deve in tutti i modi cercare di evitare è far sentire il paziente a disagio, cercando di evitargli situazioni scomode o che rischiano di influenzare l’umore del paziente.

Oltre a questi punti salienti, è sempre bene che l’Oss tenga presente una serie di accortezze, fondamentali nel caso di pazienti che hanno subito una tracheotomia:

  • Ricordare al paziente di evitare di toccare con le mani la stomia ma, in ogni caso, fargli tenere bene a mente di doversi lavare spesso le mani
  • Sostituire la garza che copre la stomia ogni qualvolta che si sporchi
  • Toccare sempre la cannula e la stomia con i guanti
  • Controllare che la cannula sia sempre pulita e libera da ogni tipo di ostruzione
  • Cercare di assumere un atteggiamento tranquillo e regolato di fronte al paziente
  • Cercare di tranquillizzare il paziente se si sente di soffocare
  • Assicurarsi che il paziente vesta con abiti comodi per far passare l’aria, quindi fare attenzione ad evitare alcuni capi, come ad esempio i maglioni a collo alto
  • Cercare di monitorare continuamente lo stato generale di salute del paziente e non sottovalutare nessun tipo di cambiamento dello stesso. Ogni più piccola variazione deve infatti essere appuntata e comunicata all’infermiere e soprattutto al medico personale del paziente.

Quindi, una serie di accortezze che sono fondamentali nel percorso di assistenza fornito dagli Oss ai pazienti tracheostomizzati.

animatore sociale figura professionale

Animatore Sociale, professionalità e buoni sentimenti per un’importante figura professionale

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L’importanza dell’Animatore Sociale nel panorama lavorativo attuale, abilità ed attitudini.

L’Animatore Sociale lavora a stretto contatto con i minori in difficoltà, con i disabili, gli anziani e con tutti quei soggetti, purtroppo, colpiti da tristi condizioni di sfavore e svantaggio. La figura professionale in questione opera con competenza e determinazione in ogni campo previsto dalla sua attività; cercando di coniugare, sempre ed in un perfetto equilibrio, predisposizioni caratteriali come socievolezza, disponibilità e simpatia ad attitudini come sensibilità, empatia e tatto.

Competenza ed integrazione sociale

L’Animatore Sociale è, infatti, quell’operatore che, nell’ambito dei servizi sociali ed assistenziali, svolge procedure particolari applicando ai suoi pazienti metodi finalizzati soprattutto al potenziamento di capacità, consapevolezze, abilità e competenze. La figura professionale dell’animatore sociale cura la sua professione attraverso una precisa applicazione di attività da svolgersi con estrema cura, precisione e nel totale rispetto di particolari norme e criteri.

Stimolando partecipazione ed integrazione sociale nei soggetti con i quali opera, l’Animatore Sociale cerca di portare alla luce anche le celate potenzialità dell’assistito e di incanalare positivamente e concretamente tutte le capacità, purtroppo, ancora inespresse.

L’Animatore Sociale può trovare occupazione sia come dipendente che come lavoratore autonomo in tutte quelle strutture pubbliche ed anche private in cui si svolgono prettamente attività di tutela per i soggetti colpiti dalle problematiche quali disagio sociale e/o marginalità ed in cui si applicano procedure finalizzate al potenziamento di capacità relazionali, partecipative e volte all’innalzamento di valori come autostima sia collettiva che individuale.

Attività lavorative

Queste attività possono, infatti, svolgersi in: Case di riposo per anziani; Centri vacanze; Associazioni di solidarietà e volontariato; Comunità alloggio; Cooperative di servizi e di assistenza sociale e SERT (Servizi Educativi per Ex Tossicodipendenti); Centri di Aggregazione Giovanile; Centri socio-educativi diurni; Oratori religiosi; Case famiglia; Centri residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili; Comunità di Animazione in strada ed ancora per Servizi domiciliari di assistenza e socializzazione.

L’Animatore sociale dedica una buona percentuale della propria attività allo studio approfondito ed alla progettazione di attività collettive dal carattere, soprattutto, ricreativo e dal valore spiccatamente educativo e socio-culturale.

Nella sua attività, l’animatore sociale si ritrova, spesso, a coadiuvare altri operatori e cooperare con altre figure professionali dell’ambito sanitario e con i servizi del territorio; è per tale motivo che si rende necessaria ed ovvia una preparazione ed una formazione ancor più estesa oltre che specifica ed approfondita.

Le competenze dell’animatore sociale dovranno, infatti, essere plasmate e consolidate attraverso determinati ed approfonditi processi educativi.

Formazione Professionale a 360°

Una formazione a 360° quella, dunque, richiesta da uno dei ruoli professionali più in voga del panorama lavorativo attuale oltre che per l’adempienza ed il totale rispetto di tutti i criteri necessari allo svolgimento di tale mestiere.

La professione in questione che va, dunque, ad incanalarsi in differenti rami come ad esempio: animazione educativa, animazione ludico-culturale ed animazione sociale prevede, quindi, il corretto svolgimento di attività come: interpretazione delle dinamiche comportamentali, attivazione di processi di conoscenza e consapevolezza, stimolazione di capacità di socializzazione ed emancipazione ed anche di crescita personale, emotiva, motivazionale e tanto altro ancora.

Una professione, dunque, tanto ricca di attività quanto di emozioni e sentimenti, completa ed estremamente valida sia da un punto di vista professionale che umanitari.

operatore socio sanitario a lavoro

Oss, Formazione e Lavoro. Piccola Storia dell’operatore socio sanitario

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Passano gli anni, cambiano i tempi e la società; con il trascorrere del tempo avanzano le tecnologie, si modificano i regolamenti, e con loro anche le figure professionali assumono diverse caratteristiche e aumentano il loro bagaglio professionale. In pochi decenni, in alcuni ambiti, a cominciare da quello sanitario, si è assistito a vere e proprie rivoluzioni riguardo le mansioni e quindi anche la formazione di determinati profili. Uno di questi è l’attuale OSS, il cosiddetto Operatore socio sanitario.

Come si diventa Operatore Socio Sanitario ? Quali Requisiti devo possedere ?

è di competenza delle regioni, e la qualifica si consegue al termine di un percorso formativo che prevede lezioni frontali in aula (non sono ammesse modalità di apprendimento a distanza), stage ed esame finale, organizzati a seconda dell’ente che gestisce il corso. I corsi sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, ma solo quelli organizzati da enti pubblici (come Asl o aziende ospedaliere) e dagli enti privati certificati dalle singole regioni e province autonome sono autorizzati a rilasciare regolare qualifica per esercitare. La qualifica necessaria per poter accedere al corso è il diploma di scuola dell’obbligo (licenza media); è necessario inoltre aver compiuto diciassette anni di età al momento dell’iscrizione.

Quali materie di studio vengono trattate durante il corso OSS ?

Le materie di studio sono suddivise in quattro aree: l’area socio-culturale, istituzionale e legislativa (legislazione sociale e previdenziale, organizzazione dei servizi sul territorio e sociologia), l’area psicologica e sociale (dinamiche di gruppo, psicologia della relazione e pedagogia), l’area igienico-sanitaria (aspetti medico-sanitari, igiene della persona, tecniche di base riabilitative ed elementi di pronto soccorso) e l’area tecnico-operativa (attività di assistenza domiciliare e tutelare, piani di intervento, socializzazione e alfabetizzazione informatica).

Nello specifico, vi sono competenze da acquisire che vanno dall’assistenza alla salute della persona alla cura dei suoi bisogni primari, fino a quelle finalizzate al benessere psicologico della stessa, quindi attraverso la stimolazione di capacità espressive psico-motorie, l’impostazione della relazione di aiuto, il sostegno ai processi di socializzazione, l’incoraggiamento del mantenimento e recupero dei rapporti con parenti e amici; allo stesso modo è fondamentale la preparazione per l’adattamento domestico e ambientale (parliamo per esempio delle procedure di sanificazione e disinfezione degli ambienti di vita e cura dell’utente).

Il risultato conseguito al termine del corso e dell’esame è valido non solo su tutto il territorio nazionale ma anche all’estero, in alcuni casi previa integrazione di titoli.

Facendo un passo indietro nella storia, come si diceva all’inizio, si scopre che l’antenato storico di questo profilo professionale è il cosiddetto ausiliario o portantino, una categoria lavorativa che a partire dagli anni Settanta configurava una figura con il compito di svolgere mansioni molto semplici, prevalentemente di trasporto materiali e pulizia degli ambienti. Successivamente, a partire dall’inizio degli anni Ottanta, per quest’ultimo compito veniva istituita una nuova figura ad hoc, mentre il cosiddetto personale Ausiliare socio-sanitario veniva inquadrato nel primo livello contributivo.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta le cose cambiano ancora: all’ausiliare necessitano nuove competenze specifiche e quindi anche una formazione più appropriata, nonché corsi di addestramento e aggiornamento, capaci di renderlo un elemento fondamentale nella catena del servizio sanitario. Un elemento qualificato, che di lì a poco andrà ad acquisire tutte le potenzialità per integrare il lavoro del personale infermieristico.

La figura dell’Operatore Socio Sanitario 

La figura dell’Operatore socio-sanitario OSS viene quindi istituita con un accordo tra lo Stato e le Regioni nel 2001. Dopo un lungo dibattito, il Ministero della salute e quello per la Solidarietà sociale, in accordo con le regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano, stabiliscono quali siano le mansioni e le conseguenti professionalità che la figura di quest’operatore socio-sanitario necessita sviluppare, e con esse definisce l’ordinamento didattico e i corsi di formazione ad esso relativi, di cui si è parlato in precedenza (Accordo Stato-Regioni del 22/02/2001). Ne nasce è una figura professionale qualificata, che racchiude i compiti del vecchio Operatore socio-assistenziale (OSA) e dell’Operatore tecnico addetto all’assistenza: una professionalità versatile, con differenti mansioni di carattere non solo sanitario ma anche sociale, capace di muoversi in ambiti differenti e quindi mettendo a disposizione delle caratteristiche particolarmente importanti rispetto alle esigenze dell’attuale mercato del lavoro.

Il suo ambito d’azione è quello delle strutture sanitarie (attraverso i concorsi pubblici, i cui bandi vengono tutti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, regolamentati dal dPR n.20 del 27/03/2001 sui concorsi pubblici del personale non dirigenziale del servizio sanitario nazionale) ma anche delle strutture sociali, come i centri diurni integrati, le case di riposo, oppure tutti gli ambiti di assistenza domiciliare, e ancora le comunità come quelle di recupero e quelle di alloggio.

È chiaro come, operando in contesti molto differenti tra loro, l’operatore debba essere pronto ad assistere varie differenti tipologie di pazienti: dagli anziani ai bambini, dai disabili ai sofferenti psichici, sempre in collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale.

L’attività ed il supporto 

L’attività dell’operatore socio-sanitario è infatti prevalentemente quella di supporto, tanto a pazienti e assistiti, quanto ai professionisti di area sanitaria e sociale, a seconda dell’area di intervento. Proprio alla luce di ciò, da qualche anno, vi è anche la possibilità di una ulteriore specializzazione: quella di Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria (OSSS), una qualifica che implementa le capacità dell’operatore nel collaborare per esempio con l’infermiere e/o l’ostetrica, oppure di svolgere in autonomia alcune mansioni assistenziali (come la somministrazione di terapie, medicazioni complesse o clisteri), naturalmente in base alle esigenze e all’organizzazione dell’unità di appartenenza.

L’operatore può, in sostanza, con le dovute integrazioni formative, prestare servizio tanto in sala operatoria quanto in centrale di sterilizzazione, lavorando di solito su due o tre turni, a seconda della necessità o meno della presenza di un servizio notturno.

operatore socio sanitario

Chi è l’operatore socio-sanitario, formazione, obiettivi, mansioni

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La figura dell’Operatore Socio Sanitario è stata istituita ufficialmente nel 2001 a seguito dell’accordo Stato Regioni del 22/02/2001 ed è operante nel campo dell’assistenza socio-sanitaria.

Le sue mansioni si affiancano a quelle infermieristiche e sono volte al soddisfacimento dei bisogni primari della persona oltre che a garantire il benessere psico-fisico e sociale dei pazienti e degli utenti.

OSS – Operatore Socio Sanitario: mansioni

In generale Gli Operatori Socio Sanitari svolgono incarichi nell’assistenza di base, come:

  • aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane,
  • effettuazione di piccole medicazioni,
  • aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, prevenzione di ulcere da decubito, rilevazione dei parametri vitali,
  • realizzazione di attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico,
  • osservazione e collaborazione alla rilevazione dei bisogni,
  • trasporto del materiale biologico,
  • attuazione interventi di primo soccorso,
  • disbrigo di pratiche burocratiche,
  • attività di sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione.

Gli OSS lavorano in équipe con altre figure, in autonomia o su attribuzione medico- infermieristica, dell’educatore professionale, del fisioterapista oppure dell’ostetrica e di altre professioni sanitarie (in sostanza opera, coopera e collabora).

Solitamente la loro formazione di base è affidata ad aziende private convenzionate con le Regioni (raramente sono gli Enti regionali a realizzare dei corsi di qualifica tecnica). Non esiste a livello nazionale un piano formativo standardizzato, ma è possibile riassumere gli elementi essenziali che non dovrebbero mai mancare in un piano di studi per OSS.

Oggi l’operatore socio sanitario è una realtà ben radicata e affermata nel territorio italiano.

La formazione dell’operatore socio-sanitario

La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale, e non in maniera specifica, dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l’OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle singole Regioni.

Il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario avviene di norma attraverso la frequentazione di un corso organizzato da enti in base alle specifiche esigenze richieste dalla regione. Al termine dei corsi si svolgono esami teorici e pratici e generalmente è richiesta la compilazione di una tesina ed un periodo di tirocinio.

A chi si rivolgono i corsi per Operatore Socio Sanitario

Destinatari del corso OSS sono tutte le persone (maggiorenni) desiderose di sperimentare le proprie capacità andando a ricoprire un ruolo molto ricercato in ambiti ospedalieri ed extra ospedalieri, soprattutto tra le nuove realtà assistenziali domiciliari emergenti.

È necessario un diploma di terza media di base.

Obiettivo della formazione OSS

L’obiettivo della formazione OSS è mettere gli operatori in condizioni ottimale per garantire un’assistenza di base adeguata a pazienti di diverse fasce di età ed affetti da patologie differenti, operando in collaborazione con l’équipe sanitaria.

I corsi sono inoltre improntati su segmenti di utenza specifici:

  • anziani,
  • malati terminali,
  • contesti ospedalieri,
  • contesti residenziali,
  • Rsa,
  • centri diurni e domiciliari.

Modalità di formazione professionale Operatore Socio Sanitario

La formazione dell’OSS parte dalla conoscenza del suo ruolo:

  • L’OSS opera, agendo in autonomia rispetto a determinati interventi;
  • L’OSS coopera, in quanto preparato a svolgere una parte di attività in collaborazione con altri membri dell’équipe
  • L’OSS collabora, agendo su precise indicazioni fornite da professionisti ai quali si affianca.

Metodi formativi del corso per Operatore Sanitario OSS

Il profilo formativo dell’OSS è suddiviso in diverse competenze che lo studente acquisisce durante i corsi che è tenuto a seguire.

Per ogni competenza sono definite abilità implicate (che riguardano la manualità e le capacità che si acquisiscono per svolgere al meglio le varie mansioni) e conoscenze implicate (le nozioni teoriche fornite dal corso).

Struttura dei corsi di formazione OSS

Pur nella diversità dovuta alle specifiche regionali, i corsi di formazione Operatore Socio Sanitario OSS hanno caratteristiche comuni e forniscono per ogni area disciplinare un approccio adeguato per metodo e contenuti.

Le modalità di tali corsi OSS prevedono:

  • lezioni frontali, con utilizzo di tecniche interattive per coinvolgere lo studente;
  • laboratori di simulazione e valutazioni delle competenze acquisite con utilizzo di check-list.

La lezione frontale per Operatore Socio Sanitario

La lezione frontale, completata da proiezione di video esplicativi e da slides (per esempio con mappe concettuali che favoriscano l’apprendimento), permette un approccio didattico interattivo sfruttando al massimo le risorse del gruppo classe.

La formazione degli Operatori Socio Sanitari OSS in questo modo sfrutta sia i vantaggi dei metodi di apprendimento classici, sia delle potenzialità offerte da rielaborazione, discussione, confronto, attualizzazione e scambio.

L’obiettivo comune docente – studenti è il paziente: la preparazione avviene in orientamento al benessere e alla miglior assistenza possibile dell’utente finale.

L’utilizzo di risorse formative quali slides e video, oltre a permettere di catturare l’attenzione dello studente per un periodo maggiore, consente, anche prima del tirocinio, di concretizzare, attraverso l’Osservazione, quella che sarà la realtà assistenziale.

Le immagini esplicative di manovre e tecniche che l’operatore utilizzerà in futuro rendono più fruibile l’informazione trasmessa.

I laboratori di simulazione OSS

I laboratori di simulazione su manichino forniscono allo studente la possibilità di mettersi alla prova in un contesto protetto, prima dell’inizio del tirocinio, e costituisce un’attività propedeutica allo stesso.

La realizzazione di casi clinici, con i quali lo studente si confronta, simulano situazioni lavorative e concretizzano le nozioni teoriche proposte dal docente avvicinando e preparando lo studente OSS alla variabilità degli scenari operativi nei quali si troverà coinvolto rafforzando la preparazione teorica e permettendo una migliore assimilazione della teoria.

I laboratori per le esercitazioni sono funzionali a tutte quelle materie di studio relative a tecniche assistenziali specifiche, quali:

  • igiene alla persona;
  • identificazione dei bisogni assistenziali;
  • alimentazione;
  • eliminazione;
  • movimento;
  • riposo/sonno;
  • primo soccorso;
  • assicurazione di corretta termoregolazione e assicurazione di posture per un’idonea respirazione.

Una delle competenze fondamentali per gli Operatori Socio Sanitari OSS è l’Osservazione nel paziente di segni e sintomi anomali nello stato di salute dell’assistito e la corretta esposizione del quadro Osservato al responsabile dell’assistenza, individuandone la priorità.

Fa parte delle attività di simulazione l’identificazione di ogni cambiamento dello stato psicofisico della persona, di vitale importanza nella preparazione dell’OSS.

L’esame finale per Operatore Socio Sanitario OSS

Al termine del percorso formativo lo studente è tenuto a superare un esame finale.

Check-list per OSS

L’utilizzo delle check-list come strumento di management degli outcomes è essenziale per effettuare un’adeguata e quanto più possibile imparziale valutazione delle competenze tecniche acquisite dallo studente.

Le check list vengono costruite dal docente in base alla letteratura per tutte le attività e gli studenti sono tenuti ad avvalersi si esse per organizzare il proprio ordine di priorità nell’assistenza al paziente: sulla capacità di attenersi a tali scalette viene valutato il futuro OSS, tenendo presente che la giusta sequenza di operazioni garantisce una prestazione efficiente, la giusta attribuzione delle priorità e la riduzione degli errori, che potrebbero avere gravi conseguenze.

L’utilizzo di questo strumento, inoltre, permette di contenere il rischio di soggettività durante la valutazione, poiché in esso è contenuto un elenco di azioni individuate a priori che consente di analizzare in modo strutturato e sistematico il grado di padronanza delle conoscenze dello studente in merito ad ogni argomento trattato.

La costruzione della check-list prevede una scala per la valutazione di ogni singola attività:

  • livello minimo: lo studente non sa svolgere l’attività;
  • livello intermedio: lo studente svolge l’attività, ma in modo non completo;
  • livello massimo: lo studente svolge l’attività in modo completo e autonomo.

Esame orale OSS

Oltre alle attività strettamente legate alla salute del paziente, l’Operatore Socio Sanitario OSS è tenuto alla conoscenza di alcune materie che possono essere valutate tramite esame o orale o scritto:

  • legislazione;
  • metodologia del lavoro;
  • assistenza sociale;
  • elementi di psicologia.
  • La durata della formazione

Tesine Operatore Socio Sanitario

A termine del percorso di studi, l’Operatore Socio Sanitario è tenuto a presentare una tesina, un elaborato scritto con un numero di pagine che varia tra le 10 e le 15 e che generalmente è suddiviso in 4 o più sezioni, inerente al percorso di studi scelto. Per gli Operatori Socio Sanitari OSS è previsto un approfondimento del tirocinio, Ossia una relazione dettagliata di un caso clinico Osservato durante le ore di pratica in ospedale o presso qualsiasi altra struttura socio-sanitaria.

All’esposizione del caso viene affiancata anche una parte che deve dimostrare le competenze ottenute nelle aree di studio:

  • socio-culturale
  • istituzionale
  • legislativa
  • psicologica e sociale
  • igienico-sanitaria
  • tecnico-operativa.

Il completamento della tesina

è nella ricerca bibliografica, che permetterà un più alto livello di formazione.

I l percorso di qualificazione dell’operatore socio sanitario è stabilito a livello regionale e prevede un buon numero di ore di frequenza (circa 1000 a seconda delle sedi) alle quali si aggiungono attività complementari di tirocinio e moduli di formazione teorico-pratica.

aran infermeristica

Infermieri: Aran propone la divisione in 4 aree prestazionali

Ares No Comments

L’Aran propone la divisione in 4 aree prestazionali per l’ambito infermieristico, ognuna con le proprie specificità ed i propri obiettivi. Di seguito i dettagli…

Nuovo scossone per l’organizzazione del personale pubblico in sanità. Infatti, l’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) ha avanzato una nuova proposta nelle trattative per quanto riguardo l’organizzazione volta al rinnovo dei contratti di lavoro con i sindacati. 

I punti salienti della loro proposta sono il mantenimento dei livelli A,B, C e D e la proposta per una nuova modalità di classificazione in sanità del personale pubblico.

Queste trattative sono iniziate già da tempo, o meglio il 12 settembre 2017, quando si è dato il via alla discussione tra l’Aran ed i sindacati, appunto, sul rinnovo dei contratti. Da quel momento si è cercato di entrare nei dettagli della discussione stessa, fin quando, a novembre, si è iniziato a parlare della nuova classificazione in sanità dei dipendenti pubblici.

La proposta è incentrata sull’idea di divedere i dipendenti pubblici in 4 aree prestazionale, qui di seguito elencate e spiegate:

Area sanitaria

Comprende le professioni sanitarie di infermeria ed ostetricia, i tecnici della riabilitazione e della prevenzione ed anche le arti sanitarie ausiliarie. Secondo quanto presentato nella proposta, gli operatori ed i professionisti di questa prima area “svolgono con autonomia professionale attività individuate dalle norme istitutive dei relativi profili professionali, nonché dagli specifici codici deontologici”, destinate:

  •  alla prevenzione, alla cura ed anche alla salvaguardia della salute sia a livello individuale che collettivo;
  •  alle attività di prevenzione, verifiche e controllo rispetto sia all’igiene ed alla sicurezza ambientale nei contesti di vita e di lavoro, sia alla verifica dei livelli di igiene negli alimenti e nelle bevande, sia di igiene nella sanità pubblica ed anche veterinaria;
  •  ai percorsi di riabilitazione ed ai protocolli di valutazione funzionale;
  •  all’attività tecnico assistenziale, cioè all’effettuazione di procedure tecniche necessarie allo svolgimento di metodiche diagnostiche su materiali biologici o direttamente sulla persona.

 

Area dell’integrazione sociosanitaria

Comprende, invece, tutti gli operatori di interesse sanitario, compresi gli OSS, il personale specializzato nelle attività di assistente sociale, di educatore professionale e di puericultore.

In questa area sono quindi inclusi tutti gli operatori ed i professionisti che hanno il compito di fornire tutte quelle attività sociosanitarie volte al soddisfacimento, attraverso percorsi di assistenza integrati, dei bisogni di salute dei pazienti che necessitano, oltre che di prestazioni sanitarie, anche di protezione sociale per poter loro assicurare una continuità tra cura e riabilitazione, anche nel lungo periodo. Inoltre, questi operatori e professionisti hanno anche il compito di intervenire, in maniera tempestiva, nello stato di salute non solo fisico, ma anche psicologico e sociale, quindi avviando attività di lotta all’emarginazione, alle dipendenze ed alla devianza.

In questo modo il professionista oltre ad essere esperto da un punto di vista tecnico, deve diventare esperto nelle relazioni di collaborazione con tutti gli altri professionisti sanitari e sociali, partendo dal personale infermieristico.

 

Area dell’amministrazione dei fattori produttivi

Comprende il personale tecnico, amministrativo e professionale. In questa categoria, quindi, rientrano tutti gli operatori ed i professionisti che lavorano nelle attività di funzioni tecniche, amministrative e professionali, con lo scopo di promuovere il miglioramento delle funzioni aziendali di loro competenza, per favorire l’efficacia e l’efficienza dei propri ruoli, la semplificazione dei processi amministrativi, gestionali e tecnico professionali.

Area tecnico ambientale

Comprende il personale tecnico professionale delle Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che si occupa di ispezionare, di vigilare e di controllare l’ambiente.

La segretaria nazionale del Cisl Fp, Marianna Ferruzzi, però, tende a sottolineare la necessità di arrivare ad una qualche soluzione per poter offrire un processo di innovazione effettivo rispondendo, in questo modo, alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici di questo settore sanitario, che sono in attesa da troppi anni ormai.

La Cisl, infatti, condivide in pieno la necessità di riassetto e riorganizzazione di queste professioni, ma è chiaro che questo progetto necessita di maggiori dettagli per chiarire maggiormente le differenze tra le varie aree professionali.

L’obiettivo dei sindacati è quello di stabilizzare i circa 3500 ricercatori precari che hanno contratti borse di studio, co.co.co e partite Iva; è chiaro che, però, per raggiungere questo risultato è fondamentale anche l’intervento del mondo politico.

operatore socio sanitario in corsi

Una nuova e straordinaria iniziativa ARES abbraccia il sociale, il futuro è per tutti!

Ares No Comments

Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, ancora una volta, di creare un nuovo bando di selezione e regalare straordinarie opportunità formative ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è una dimensione sensibile e particolarmente attenta alle esigenze dei giovani. Da sempre allineata coi ragazzi, per loro e con loro, ARES, ha avviato una serie di attività ma anche una precisa sequenza di azioni ed iniziative volte al supporto e soprattutto al loro sostegno. Il mondo, o meglio, il mondo attuale, non regala spiccate certezze o grandi speranze, soprattutto per quel che concerne il campo professionale. Le problematiche, infatti, sono molteplici, gli svantaggi non sono da meno; ma fortunatamente, altrettanto numerose sono le iniziative attivate da ARES per il tenace contrasto di tali sfavorevoli situazioni.

Per l’Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli prendere a carico i bisogni e soprattutto le necessità dei giovani è, infatti, uno degli obiettivi primari, oltre che vera e propria ragion d’essere di un’immensa, avvincente e storica attività. Ed è proprio in linea con tali obiettivi ed aspirazioni che Ares sceglie, dunque, di creare un nuovo bando di selezione per regalare due posti per un percorso didattico a titolo totalmente gratuito da destinarsi, nello specifico, a due candidati appartenenti ad una fascia di reddito particolarmente svantaggiata.

La straordinaria opportunità regalata da ARES vuole, quindi, offrire la magnifica possibilità di partecipare gratuitamente alla nuova edizione dei corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS). Attraverso delle opportunità di formazione e di crescita soprattutto umana, oltre che lavorativa, ARES, vuole, dunque, ampliare gli orizzonti di un futuro che deve sorridere e, finalmente, appartenere a tutti.

La chance offerta da ARES punta, quindi, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione ma a donare delle vere e proprie opportunità di riscatto umano oltre che professionale; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative oltre che straordinarie esperienze di vita. Tale pacchetto di esperienze frutterà, infatti, in risultati estremamente concreti come la possibilità di arricchimento del proprio curriculum vitae, in una più completa e valida preparazione professionale, in un’esperienza di crescita personale ineguagliabile e in una possibilità di arricchimento per un titolo estremamente ambito e richiesto dall’attuale panorama lavorativo nazionale.

Un’opportunità straordinaria quella, quindi, offerta da ARES e per prendervi parte sarà necessario recarsi in sede entro e non oltre il 5 marzo 2018; un’occasione da cogliere al volo, dunque, oltre che una chance straordinaria, bella da vivere e buona da pensare.

L’attuale mondo giovanile può sembrare, infatti, forte, vigoroso, indipendente, tuttavia, mostra e dimostra una ben diversa realtà; una realtà estremamente delicata, sensibile, la cui spiccata necessità di cura e tutela risulta più che evidente. Ed è per questo che ARES vuole creare risposte ed opportunità formative e professionali soprattutto per questa piccola grande fetta di mondo e garantire, così, quel giusto step per il conseguimento di miglioramenti concreti e vantaggi ben più solidi, per la prima volta, a favore di tutti.

ARES vanta, infatti, con orgoglio la sua attitudine e la sua propensione alla risoluzione ed alla trasformazione in risultati concreti di tutti i suoi più originari obiettivi. Lavorare con i giovani, e soprattutto, per i giovani è infatti fondamentale per poter realizzare quanto sopra auspicato, ma ancor più importante, è rivolgersi alla totalità schierandosi anche accanto a chi di svantaggi ne vive di tipo personale.

Grande chance quella, dunque, donata da ARES.

La specializzazione offerta da tale percorso formativo garantisce, infatti, alla tipica figura professionale di OSS – Operatore Socio Sanitario – quel giusto bagaglio di conoscenze in più atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e sempre più richieste funzioni complementari. Per accedere a tale straordinaria opportunità occorrono, tra l’altro, pochi requisiti, tra cui: essere già in possesso di un titolo di Operatore Socio Sanitario OSS, presentare una copia del modello ISEE e superare una prova scritta.

Recandosi presso la sede ARES di Viale Campi Flegrei 41 e compilando una semplice domanda di iscrizione potrà, dunque, aprirsi uno straordinario panorama fatto di occasioni, opportunità, sbocchi professionali e bellissime esperienze.

Di Serena Giorgio

L’amore per il nostro territorio, una griffe che non passerà mai di moda.

Ares No Comments

Tramontano ed ARES unite in un grande evento; un tripudio di forze, di menti e di sogni del Sud e per il Sud.

Dal 1865 Tramontano, storico colosso della tradizione artigianale partenopea, disegna e produce borse, valigie ed accessori di pelletteria seguendo minuziosamente ideali, valori e tecniche di una professione che superando i rinomati confini dell’artigianato varca quelli della stessa arte.

Una lunga tradizione quella, dunque, firmata Tramontano; una tradizione artigianale, storica, familiare e che da generazioni continua a rinnovarsi nel nome dell’amore per la propria professione, dell’impegno e della dedizione.

Una storia avvincente quella di Tramontano; storia che conserva tutt’ora tenacia, forza ed obiettivi di un’attività e di un sogno al suo esordio, storia che pur evolvendosi ed adeguandosi alle migliorie ed alle esigenze sempre più attuali resta sempre ancorata alle proprie radici e ad una lunga ed antica tradizione che darà ulteriore prova di virtù ed immensi principi in un nuovo e magnifico evento che si terrà il 21 febbraio alle ore 17.30.

In occasione della presentazione del promettente e appena nato corso IFTS – FORMA MODA e in previsione del lancio della nuova collezione, Tramontano avrà, quindi, il piacere di ospitare in casa propria la celebrazione di un vero e proprio evento fondamentale tanto per il panorama formativo campano quanto per lo scenario culturale ed artistico partenopeo.

Il nuovo corso di Istruzione Formazione Tecnico Superiore per il coordinamento dei processi di progettazione, comunicazione e marketing del prodotto moda, nato grazie all’impegno della grande realtà formativa di ARES – Associazione Ricerca e Sviluppo e reso possibile grazie al solido impegno ed al valido contributo dei partner come l’ Istituto Superiore M. Pagano/G.L. Bernini, l’Università Telematica Pegaso, le società Tramontano e Brunel, assicurerà, dunque, la perfetta riuscita di un intervento formativo in grado di garantire le più giuste competenze per una figura professionale tanto importante quanto ricca, antica e complessa.

Una professione, dunque, un ruolo lavorativo ma più che altro un vero e proprio credo religioso, fatto di cura, rispetto, precisione, premura e, soprattutto, amore. L’amore per la propria professione è, infatti, quel che da sempre garantisce la perfetta riuscita di un mestiere, di un’iniziativa ma, soprattutto, la durata nel tempo di un’attività che sa distinguersi ancora, ora come allora, per cura e dedizione al dettaglio.

Ed è per tal motivo che Tramontano, ARES ed i numerosi partner coinvolti, divengono straordinari padrini di un’iniziativa nata con lo stesso tipico scopo del loro antico operato ed in grado di garantire la perfetta formazione per un ruolo professionale tanto importante quanto caratteristico. In un’azione tenace, combinata e sinergica, attivata assieme ad altre importanti realtà del panorama campano, altrettanto innamorate del proprio lavoro ed altrettanto dedite al proprio territorio, alla propria tradizione e, soprattutto al proprio futuro; Tramontano, ARES, Brunel, L’Istituto Superiore M. Pagano /G.L. Bernini e l’Università Telematica Pegaso hanno, dunque, scelto di unirsi in quest’ulteriore e forte iniziativa che, pur mirando ad uno specifico intervento formativo, cela al suo interno una miriade di speranze, ambizioni, desideri ed obiettivi tanto per i giovani stessi quanto per il nostro stesso futuro.

L’intervento, che mira a formare la figura professionale di “TECNICO SUPERIORE DELLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE E DI PRODOTTI DEL MADE IN ITALY NEL SETTORE PELLETTERIA” sarà, dunque, presentato con orgoglio al significativo evento che si terrà preso la grande e storica realtà di Tramontano sita in via Chiaia 142-143, 80132 Napoli e che vedrà, in esclusiva, una preview della Collezione Spring Summer 2018 proposta dalla Maison, alcuni esempi di lavorazione e raffinate simulazioni.

A presenziare ed intervenire in rappresentanza della Maison ci saranno l’A.D Carmine Scaramella e la Direttrice Marketing e Retail Silvana Nardo. In rappresentanza della realtà ARES ci saranno, invece, il presidente dell’Associazione Giovanna Brancaccio, il direttore dei corsi Ing. Alfonso Santillo e la Prof. Ing. Tina Santillo, scintilla creatrice del progetto Forma Moda oltre che Presidente in uscita.

Presenzieranno, inoltre, Danilo Iervolino Presidente dell’Università telematica Pegaso e Francesco De Rosa Preside Ing. dell’Istituto Superiore M. Pagano/G.L. Bernini.

Ad intervenire, infine, l’Assessore regionale Chiara Marciani che, con il suo rinomato impegno e la sua più che vivida fede nel futuro formativo e professionale dei giovani e del Sud stesso, testimonierà la perfetta riuscita non solo di un’iniziativa ma di un vero e proprio evento che, superando oltremodo il concetto di semplice convegno, andrà a segnare un fondamentale step oltre che una tappa sostanziale per il settore formativo, professionale, artigianale ed artistico del nostro paese.

I numerosi invitati avranno, dunque, la possibilità oltre che l’immensa fortuna di presenziare ad un incontro dall’alto valore professionale ma soprattutto culturale ed umanistico! Perché è risaputo, dietro ogni professione, dietro ogni tradizione c’è un’immensa fusione di forze, di impegno, di eventi, di storia e, soprattutto, di amore e tenacia.

Amore per la propria storia, per la propria cultura, per la propria professione e soprattutto per il proprio territorio; e tenacia per la fermezza e l’energia di chi vuole conservare, tutelare e, soprattutto, preservare il proprio credo ed il proprio mestiere.

Un tripudio di forze, di menti, di sogni del Sud e per il Sud quello che avrà, dunque, luogo nella giornata del 21 febbraio. Un’occasione per tutti, un’opportunità per i giovani ma, soprattutto, una possibilità per continuare a brillare all’insegna dei fasti e degli incanti della nostra più antica, sorprendente e cara tradizione partenopea.

Di Serena Giorgio

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