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OSS: FORMAZIONE E LAVORO. PICCOLA STORIA DELL’OPERATORE SOCIO SANITARIO

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Passano gli anni, cambiano i tempi e la società; con il trascorrere del tempo avanzano le tecnologie, si modificano i regolamenti, e con loro anche le figure professionali assumono diverse caratteristiche e aumentano il loro bagaglio professionale. In pochi decenni, in alcuni ambiti, a cominciare da quello sanitario, si è assistito a vere e proprie rivoluzioni riguardo le mansioni e quindi anche la formazione di determinati profili. Uno di questi è l’attuale OSS, il cosiddetto Operatore socio sanitario.

La formazione dell’OSS è di competenza delle regioni, e la qualifica si consegue al termine di un percorso formativo che prevede lezioni frontali in aula (non sono ammesse modalità di apprendimento a distanza), stage ed esame finale, organizzati a seconda dell’ente che gestisce il corso. I corsi sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, ma solo quelli organizzati da enti pubblici (come Asl o aziende ospedaliere) e dagli enti privati certificati dalle singole regioni e province autonome sono autorizzati a rilasciare regolare qualifica per esercitare.

La qualifica necessaria per poter accedere al corso è il diploma di scuola dell’obbligo (licenza media); è necessario inoltre aver compiuto diciassette anni di età al momento dell’iscrizione.

Le materie di studio sono suddivise in quattro aree: l’area socio-culturale, istituzionale e legislativa (legislazione sociale e previdenziale, organizzazione dei servizi sul territorio e sociologia), l’area psicologica e sociale (dinamiche di gruppo, psicologia della relazione e pedagogia), l’area igienico-sanitaria (aspetti medico-sanitari, igiene della persona, tecniche di base riabilitative ed elementi di pronto soccorso) e l’area tecnico-operativa (attività di assistenza domiciliare e tutelare, piani di intervento, socializzazione e alfabetizzazione informatica).

Nello specifico, vi sono competenze da acquisire che vanno dall’assistenza alla salute della persona alla cura dei suoi bisogni primari, fino a quelle finalizzate al benessere psicologico della stessa, quindi attraverso la stimolazione di capacità espressive psico-motorie, l’impostazione della relazione di aiuto, il sostegno ai processi di socializzazione, l’incoraggiamento del mantenimento e recupero dei rapporti con parenti e amici; allo stesso modo è fondamentale la preparazione per l’adattamento domestico e ambientale (parliamo per esempio delle procedure di sanificazione e disinfezione degli ambienti di vita e cura dell’utente). Il risultato conseguito al termine del corso e dell’esame è valido non solo su tutto il territorio nazionale ma anche all’estero, in alcuni casi previa integrazione di titoli.

Facendo un passo indietro nella storia, come si diceva all’inizio, si scopre che l’antenato storico di questo profilo professionale è il cosiddetto ausiliario o portantino, una categoria lavorativa che a partire dagli anni Settanta configurava una figura con il compito di svolgere mansioni molto semplici, prevalentemente di trasporto materiali e pulizia degli ambienti. Successivamente, a partire dall’inizio degli anni Ottanta, per quest’ultimo compito veniva istituita una nuova figura ad hoc, mentre il cosiddetto personale Ausiliare socio-sanitario veniva inquadrato nel primo livello contributivo.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta le cose cambiano ancora: all’ausiliare necessitano nuove competenze specifiche e quindi anche una formazione più appropriata, nonché corsi di addestramento e aggiornamento, capaci di renderlo un elemento fondamentale nella catena del servizio sanitario. Un elemento qualificato, che di lì a poco andrà ad acquisire tutte le potenzialità per integrare il lavoro del personale infermieristico.

La figura dell’Operatore socio-sanitario OSS viene quindi istituita con un accordo tra lo Stato e le Regioni nel 2001. Dopo un lungo dibattito, il Ministero della salute e quello per la Solidarietà sociale, in accordo con le regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano, stabiliscono quali siano le mansioni e le conseguenti professionalità che la figura di quest’operatore socio-sanitario necessita sviluppare, e con esse definisce l’ordinamento didattico e i corsi di formazione ad esso relativi, di cui si è parlato in precedenza (Accordo Stato-Regioni del 22/02/2001). Ne nasce è una figura professionale qualificata, che racchiude i compiti del vecchio Operatore socio-assistenziale (OSA) e dell’Operatore tecnico addetto all’assistenza: una professionalità versatile, con differenti mansioni di carattere non solo sanitario ma anche sociale, capace di muoversi in ambiti differenti e quindi mettendo a disposizione delle caratteristiche particolarmente importanti rispetto alle esigenze dell’attuale mercato del lavoro.

Il suo ambito d’azione è quello delle strutture sanitarie (attraverso i concorsi pubblici, i cui bandi vengono tutti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, regolamentati dal dPR n.20 del 27/03/2001 sui concorsi pubblici del personale non dirigenziale del servizio sanitario nazionale) ma anche delle strutture sociali, come i centri diurni integrati, le case di riposo, oppure tutti gli ambiti di assistenza domiciliare, e ancora le comunità come quelle di recupero e quelle di alloggio.

È chiaro come, operando in contesti molto differenti tra loro, l’operatore debba essere pronto ad assistere varie differenti tipologie di pazienti: dagli anziani ai bambini, dai disabili ai sofferenti psichici, sempre in collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale.

L’attività dell’operatore socio-sanitario è infatti prevalentemente quella di supporto, tanto a pazienti e assistiti, quanto ai professionisti di area sanitaria e sociale, a seconda dell’area di intervento. Proprio alla luce di ciò, da qualche anno, vi è anche la possibilità di una ulteriore specializzazione: quella di Operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria (OSSS), una qualifica che implementa le capacità dell’operatore nel collaborare per esempio con l’infermiere e/o l’ostetrica, oppure di svolgere in autonomia alcune mansioni assistenziali (come la somministrazione di terapie, medicazioni complesse o clisteri), naturalmente in base alle esigenze e all’organizzazione dell’unità di appartenenza.

L’operatore può, in sostanza, con le dovute integrazioni formative, prestare servizio tanto in sala operatoria quanto in centrale di sterilizzazione, lavorando di solito su due o tre turni, a seconda della necessità o meno della presenza di un servizio notturno.

operatore socio sanitario e accoglienza del malato in reparto

L’operatore socio sanitario e l’accoglienza del malato in reparto

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Immaginate di dover essere ricoverati in ospedale…magari da anziani… oppure per ricevere una diagnosi che temete molto…siete straniti, disorientati? Fa paura vero?

Il ricovero in ospedale è una delle esperienze più stressanti e traumatiche che si possano vivere.

Il momento dell’arrivo nella struttura e dell’accoglienza costituisce la prima impressione che si farà il paziente e, si sa, le prime impressioni contano e condizionano tutte le sensazioni successive.

Per questo motivo è importante che l’ingresso in reparto del degente avvenga nel migliore e meno traumatico dei modi possibili.

Se l’infermiere è la figura che si occuperà della presa in carico del paziente dal punto di vista sanitario, l’OSS rappresenta il responsabile della assistenza alberghiera al malato e, di conseguenza, una delle persone con cui trascorrerà più tempo durante il ricovero.

Ma di cosa si occupa l’OSS all’accoglienza del paziente?

Durante l’accoglienza il ruolo principale dell’OSS è quello di orientare il paziente e di favorirne l’inserimento sociale nella comunità ospedaliera.

Accompagnare il paziente nella visita della struttura, indicandogli i principali punti di riferimento e gli eventuali luoghi di ritrovo, illustrargli la stanza e tutte le sue caratteristiche permette di ridurre l’ansia causata dal ritrovarsi in un luogo completamente nuovo ed il disorientamento che ne consegue. Aiutare il paziente a sistemare i propri abiti e i propri effetti personali contribuisce a dargli la sensazione di avere ancora con sé qualcosa di casa per ridurre l’alienazione che provoca il distacco dai propri ambienti e dalle proprie cose.

Ancora più importante, l’OSS ha il compito, durante l’accoglienza al paziente e successivamente durante la degenza, di combattere o cercare di ridurre, l’isolamento sociale provocato dal ricovero (specie se si prospetta di lunga durata come quello di un anziano in una RSA). Per far ciò uno dei comportamenti messi in atto dall’ Operatore Socio Sanitario è quello di presentare il nuovo accolto a tutti gli abitanti del piano (o della struttura, se adeguatamente piccola), si trattino essi di altri degenti o di operatori della salute.

Se il ruolo che l’Operatore Socio Sanitario ha verso il paziente durate l’accoglienza in reparto è fondamentale, non meno importante è il ruolo che questi svolge verso i familiari durante il momento del distacco dal loro congiunto che viene ricoverato. Egli infatti ha il compito di rassicurare i parenti o gli amici del ricoverato sull’assistenza che riceverà, chiedere e stabilire un contatto per le emergenze e illustrate le modalità e gli orari di visita.

L’Operatore Socio Sanitario è una figura fondamentale nel panorama assistenziale moderno, svolge un lavoro importante e pieno di responsabilità ma che ha un grosso ritorno in termini di umanità e soddisfazione.

Scopri come diventarlo anche tu! Contattaci.

operatore socio sanitario con formazione complementare

Operatore socio sanitario con formazione complementare

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Operatore Socio Sanitario con Formazione complementare

Gli operatori socio sanitari che hanno seguito con profitto il modulo di formazione complementare ed hanno superato l’esame teorico pratico finale, ricevono uno specifico attestato di “ Operatore socio sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria ” che consente all’operatore di collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica e di svolgere alcune attività assistenziali, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

ELENCO DELLE PRINCIPALI ATTIVITÀ PREVISTE PER L’OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE IN ASSISTENZA SANITARIA

L’operatore socio sanitario, che ha seguito con profitto il modulo di formazione complementare in assistenza sanitaria, oltre a svolgere le competenze professionali del proprio profilo, coadiuva l’infermiere o l’ostetrica e, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione, è in grado di eseguire:

  • la somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • i bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni;
  • la rilevazione e l’annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente;
  • la raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico;
  • le medicazioni semplici e bendaggi;
  • i clisteri;
  • la mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee;
  • la respirazione artificiale, massaggio cardiaco esterno;
  • la cura e il lavaggio e preparazione del materiale per la sterilizzazione;
  • l’attuazione e il mantenimento dell’igiene della persona;
  • la pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature, delle attrezzature sanitarie e dei dispositivi medici;
  • la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti differenziati;
  • il trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici;
  • la somministrazione dei pasti e delle diete;
  • la sorveglianza delle fleboclisi, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione
operatore socio sanitario ares formazione

La figura professionale degli Operatori Socio Sanitari

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Art. 1. Figura e profilo
1. È individuata la figura dell’ operatore socio sanitario
2. L’operatore socio sanitario è l’operatore che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a:
a) soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario
b) favorire il benessere e l’autonomia dell’utente.

Art. 2. La formazione
1. La formazione dell’ operatore socio sanitario è di competenza delle regioni e province autonome, che provvedono alla organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto.
2. Le regioni e le province autonome, sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato, accreditano le aziende UU.SS.LL. e ospedaliere e le istituzioni pubbliche e private, che rispondono ai requisiti minimi specificati dal Ministero della sanità e dal dipartimento degli affari sociali con apposite linee guida, alla effettuazione dei corsi di formazione.

Art. 3. Contesti operativi
1. L’operatore socio sanitario svolge la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario in servizi di tipo socio – assistenziale e socio – sanitario, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell’utente.

Art. 4. Contesto relazionale
1. L’ operatore socio sanitario svolge la sua attività in collaborazione con gli altri operatori professionali preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale.

Art. 5. Attività
1. Le attività dell’ operatore socio sanitario sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita: a) assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero;
b) intervento igienico – sanitario e di carattere sociale;
c) supporto gestionale, organizzativo e formativo.
2. Le attività di cui al comma 1 sono riassunte nell’allegata tabella A che forma parte integrante del presente decreto.

Art. 7. Requisiti di accesso
1. Per l’accesso ai corsi di formazione dell’ operatore socio sanitario è richiesto il diploma di scuola dell’obbligo ed il compimento del diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso.

Art. 8. Organizzazione didattica
 I corsi di formazione per operatore socio sanitario avranno durata annuale, per un numero di 1000 ore articolate secondo i seguenti moduli didattici:
– modulo di base: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 200 motivazione orientamento e conoscenze di base.
– modulo professionalizzante: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 250; esercitazioni e stages, numero minimo di ore 100; tirocinio, numero minimo di ore 450.

Art. 10. Materie di insegnamento
1. Le materie di insegnamento, relative ai moduli didattici di cui all’art. 8, sono articolate nelle seguenti aree disciplinari:
a) area socio culturale, istituzionale e legislativa;
b) area psicologica e sociale;
c) area igienico sanitaria;
d) area tecnico operativa.

Art. 11. Tirocinio
1. Tutti i corsi comprendono un tirocinio guidato, presso le strutture ed i servizi nel cui ambito la figura professionale dell’ operatore socio sanitario è prevista.

Art. 12. Esame finale e rilascio dell’attestato
1. La frequenza ai corsi è obbligatoria e non possono essere ammessi alle prove di valutazione finale coloro che abbiano superato il tetto massimo di assenze indicato dalla regione o provincia autonoma nel provvedimento istitutivo dei corsi, e comunque non superiore al 10% delle ore complessive.
2. Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una prova teorica e ad una prova pratica da parte di una apposita commissione d’esame, la cui composizione è individuata dal citato provvedimento regionale e della quale fa parte un esperto designato dall’assessorato regionale alla sanità ed uno dall’assessorato regionale alle politiche sociali.
3. In caso di assenze superiori al 10% delle ore complessive, il corso si considera interrotto e la sua eventuale ripresa nel corso successivo avverrà secondo modalità stabilite dalla struttura didattica.
4. All’allievo che supera le prove, è rilasciato dalle regioni e provincie autonome un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale, nelle strutture, attività e servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali.

ELENCO DELLE PRINCIPALI ATTIVITÀ PREVISTE PER L’OPERATORE SOCIO SANITARIO

1) Assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero: assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale; realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale; realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi; coadiuva il personale sanitario e sociale nell’assistenza al malato anche terminale e morente; aiuta la gestione dell’utente nel suo ambito di vita; cura la pulizia e l’igiene ambientale.

2) Intervento igienico sanitario e di carattere sociale: osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell’utente; collabora alla attuazione degli interventi assistenziali; valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre; collabora alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi; riconosce ed utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione/relazione appropriati in relazione alle condizioni operative; mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l’utente e la famiglia, per l’integrazione sociale ed il mantenimento e recupero della identità personale.

3) Supporto gestionale, organizzativo e formativo: utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio; collabora alla verifica della qualità del servizio; concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini ed alla loro valutazione; collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento; collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici.

COMPETENZE TECNICHE DELL’OPERATORE SOCIO SANITARIO

In base alle proprie competenze ed in collaborazione con altre figure professionali, l’ operatore socio sanitario sa attuare i piani di lavoro. È in grado di utilizzare metodologie di lavoro comuni (schede, protocolli ecc.).
È in grado di collaborare con l’utente e la sua famiglia: nel governo della casa e dell’ambiente di vita, nell’igiene e cambio biancheria; nella preparazione e/o aiuto all’assunzione dei pasti; quando necessario, e a domicilio, per l’effettuazione degli acquisti; nella sanificazione e sanitizzazione ambientale. È in grado di curare la pulizia e la manutenzione di arredi e attrezzature, nonché la conservazione degli stessi e il riordino del materiale dopo l’assunzione dei pasti.
Sa curare il lavaggio, l’asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare.
Sa garantire la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, il trasporto del materiale biologico sanitario, e dei campioni per gli esami diagnostici, secondo protocolli stabiliti.
Sa svolgere attività finalizzate all’igiene personale, al cambio della biancheria, all’espletamento delle funzioni fisiologiche, all’aiuto nella deambulazione, all’uso corretto di presidi, ausili e attrezzature, all’apprendimento e mantenimento di posture corrette.
In sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del personale preposto è in grado di:
aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso; aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie; osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione ecc.); attuare interventi di primo soccorso; effettuare piccole medicazioni o cambio delle stesse; controllare e assistere la somministrazione delle diete; aiutare nelle attività di animazione e che favoriscono la socializzazione, il recupero ed il mantenimento di capacità cognitive e manuali ; collaborare ad educare al movimento e favorire movimenti di mobilizzazione semplici su singoli e gruppi; provvedere al trasporto di utenti, anche allettati, in barella carrozzella; collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento; utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente, riducendo al massimo il rischio; svolgere attività di informazione sui servizi del territorio e curare il disbrigo di pratiche burocratiche; accompagnare l’utente per l’accesso ai servizi.

Competenze relative alle conoscenze richieste

Conosce le principali tipologie di utenti e le problematiche connesse.
Conosce le diverse fasi di elaborazione dei progetti di intervento personalizzati.
Riconosce per i vari ambiti, le dinamiche relazionali appropriate per rapportarsi all’utente sofferente, disorientato, agitato, demente o handicappato mentale ecc.
È in grado di riconoscere le situazioni ambientali e le condizioni dell’utente per le quali è necessario mettere in atto le differenti competenze tecniche.
Conosce le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all’utente.
Conosce le condizioni di rischio e le più comuni sindromi da prolungato allettamento e immobilizzazione. Conosce i principali interventi semplici di educazione alla salute, rivolti agli utenti e ai loro famigliari. Conosce l’organizzazione dei servizi sociali e sanitari e quella delle reti informali.

Competenze relazionali
Sa lavorare in equipe.
Si avvicina e si rapporta con l’utente e con la famiglia, comunicando in modo partecipativo in tutte le attività quotidiane di assistenza; sa rispondere esaurientemente, coinvolgendo e stimolando al dialogo.
È in grado di interagire, in collaborazione con il personale sanitario, con il malato morente.
Sa coinvolgere le reti informali, sa rapportarsi con le strutture sociali, ricreative, culturali dei territori. Sa sollecitare ed organizzare momenti di socializzazione, fornendo sostegno alla partecipazione ad iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale.
È in grado di partecipare all’accoglimento dell’utente per assicurare una puntuale informazione sul servizio e sulle risorse.
È in grado di gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità.
Affiancandosi ai tirocinanti, sa trasmettere i propri contenuti operativi.

OBIETTIVI DI MODULO E MATERIE DI INSEGNAMENTO

Obiettivi di modulo Primo modulo (200 ore di teoria):
acquisire elementi di base utili per individuare i bisogni delle persone e le più comuni problematiche relazionali; distinguere i sistemi organizzativi socio-assistenziali e la rete dei servizi; conoscere i fondamenti dell’etica, i concetti generali che stanno alla base della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro, nonché i principi che regolano il rapporto di dipendenza del lavoratore (doveri, responsabilità, diritti…); conoscere i concetti di base dell’igiene e i criteri attraverso i quali mantenere la salubrità dell’ambiente.

Secondo modulo (250 ore di teoria, 100 esercitazioni, 450 tirocinio):
riconoscere e classificare i bisogni ed interpretare le problematiche assistenziali derivanti in relazione alle principali caratteristiche del bambino, della persona anziana, della persona con problemi psichiatrici, con handicaps, ecc. o in situazioni di pericolo; identificare tutti gli elementi necessari alla pianificazione dell’assistenza, collaborando con le figure professionali preposte; riconoscere le principali alterazioni delle funzioni vitali al fine di attivare altre competenze e/o utilizzare tecniche comuni di primo intervento; applicare le conoscenze acquisite per: mantenimento di un ambiente terapeutico adeguato – cura della persona – mantenimento delle capacità residue – recupero funzionale; conoscere ed applicare le diverse metodologie operative presenti nelle sedi di tirocinio; conoscere i principali aspetti psico-sociali dell’individuo e del gruppo al fine di sviluppare abilità comunicative adeguate alle diverse situazioni relazionali degli utenti e degli operatori nonché conoscere le caratteristiche, le finalità e le prestazioni di assistenza sociale allo scopo di concorrere, per quanto di competenza, al mantenimento dell’autonomia e dell’integrazione sociale dell’utente.

Modulo facoltativo:
tematica professionale specifica: (50 ore teoria, 50 esercitazioni, 100 tirocinio):
approfondire le competenze acquisite con speciale riferimento ad una particolare tipologia di utenza o ad uno specifico ambiente assistenziale.

Principali materie di insegnamento Area socio culturale, istituzionale e legislativa:
Elementi di legislazione nazionale e regionale a contenuto socio assistenziale e previdenziale.
Elementi di legislazione sanitaria e organizzazione dei servizi ( normativa specifica OSS )
Elementi di etica e deontologia.
Elementi di diritto del lavoro e il rapporto di dipendenza.
Area psicologica e sociale:
Elementi di psicologia e sociologia.
Aspetti psico-relazionali ed interventi assistenziali in rapporto alle specificità dell’utenza.

Area igienico sanitaria ed area tecnico-operativa:
Elementi di igiene.
Disposizioni generali in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Igiene dell’ambiente e comfort alberghiero.
Interventi assistenziali rivolti alla persona in rapporto a particolari situazioni di vita e tipologia di utenza.
Metodologia del lavoro sociale e sanitario.
Assistenza sociale

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