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Ruolo e compiti dell’Operatore Socio Sanitario nella distribuzione del vitto

Ruolo e compiti dell’Operatore Socio Sanitario nella distribuzione del vitto

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“Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.”

È quanto affermava il padre della medicina già nel 400 a.C.  Anche se oggi i tempi sono cambiati e, fortunatamente, la scienza medica si è evoluta e si è dotata di tecniche e farmaci nuovi e molto efficaci, resta pur sempre vero che l’alimentazione resta la base della buona salute anche ai giorni nostri, a maggior ragione se ci si trova ni situazioni di fragilità o di malattia.

È per questo che il sostegno all’alimentazione del paziente è e resterà sempre uno dei compiti più importanti presenti nel mansionario di un Operatore Socio Sanitario anche per evitare che il cibo da medicina e sostegno si trasformi in un elemento lesivo o pericoloso per la salute del paziente.

I compiti dell’operatore sanitario relativi all’alimentazione sono i più vari e vanno dallo sporzionamento dei pasti, qualora l’organizzazione della struttura lo preveda e per operatori dotati dell’apposito certificato abilitante, alla somministrazione dei pasti ai pazienti non autosufficienti senza dimenticare il corretto smaltimento dei rifiuti: La procedura da seguire dipende dal grado di autonomia del paziente, variando quindi per pazienti autonomi, pazienti non autonomi nell’assunzione del cibo e pazienti disfagici.

Sia che l’OSS abbia il compito di sporzionare e servire il vitto ai pazienti, sia che riceva e distribuisca pasti già porzionati è essenziale che ci si rispettino le norme HACCP (hazard analysis and critical control point) per prevenire il rischio di problematiche igienico-sanitarie e garantire la sicurezza dei pazienti.

 È essenziale per tutti gli OSS addetti alla distribuzione del vitto, quindi, sapere che esistono dei reali rischi legati alla contaminazione e alla proliferazione microbica dei cibi. Tali rischi possono essere dovuti, per esempio, allo sbalzo termico degli stessi oppure alla scarsa cura igienica degli operatori.

Per prevenire tali pericoli l’Operatore Socio Sanitario in servizio al momento del ricevimento e della distribuzione del vitto ha il compito di seguire alcuni passaggi:

  1. Garantire l’igiene di sé stessi: lavare le mani e le parti scoperte delle braccia, vestirsi con camice, copricapo in modo da raccogliere tutti i capelli, guanti e mascherina.
  2. Curare l’accettazione del carrello, portarlo in reparto il più velocemente possibile, seguendo un percorso pulito, lontano da materiale sporco e personale estraneo al trasporto.
  3. Una volta giunto in reparto l’OSS deve accertarsi che il carrello sia pulito, che abbia i suoi contenitori isotermici e soprattutto che al suo interno ci siano le pietanze previste dal dietetico, oltre ad un recipiente ben protetto contenente utensili e stoviglie pulite o monouso.
  4. A questo punto è necessario il controllo della temperatura che va effettuato in relazione alle tipologie di piatti (pronti, freddi o caldi): all’Operatore Socio Sanitario spetta il compito di verificare che le temperature dichiarate dagli addetti alla consegna siano conformi ai limiti critici ed effettuare eventualmente un’ulteriore verifica prima di dispensare. Può farlo grazie ad un termostato presente sul carrello. Se la temperatura del piatto si allontana molto da quella attesa, allora la pietanza deve essere eliminata, in caso contrario si può effettuare una modifica al termostato fino al raggiungimento della temperatura corretta.

Una volta ricevuto il vitto dagli operatori della cucina, l’Operatore Socio Sanitario diventa responsabile di quanto accade e pertanto è tenuto a rispettare elementari norme igieniche:

  • nessun cibo deve essere toccato con le mani
  • non toccare capelli, naso, orecchie durante la dispensa
  • non tossire o starnutire sopra al cibo
  • lavarsi le mani dopo i colpi di tosse e starnuti
  • il cibo va sporzionato solo al momento della consegna al paziente
  • tra un paziente e l’altro i contenitori devono rimanere chiusi
  • una volta appoggiato il piatto sul comodino di un paziente, non può poi essere servito ad un altro degente
  • in caso di cibo confezionato controllare prima la data di scadenza
  • verificare eventuali alterazioni di colore e odore dei cibi
  • non fare avvicinare al carrello nessuno che non sia addetto alla distribuzione

Una volta distribuito e consumato il vitto, sia che l’OSS abbia aiutato il paziente nell’assunzione del cibo, sia esso sia stato autonomo nel suo consumo, è necessario provvedere allo smaltimento dei rifiuti che ne derivano.

Anche qui ci sono precise regole igieniche da seguire per evitare il diffondersi di infezioni e contaminazioni:

  • I contenitori e le stoviglie utilizzati debbono essere presi dalla stanza dei pazienti e svuotati dei residui alimentari che andranno in contenitori appositi.
  • Le stoviglie riutilizzabili andranno poste su un carrello che andrà poi consegnato alle cucine dive avverrà la sanificazione
  • Il carrello dovrà essere posto fuori alla camera dei pazienti e mai condotto all’interno
  • I residui alimentari e le stoviglie monouso provenienti da reparti ordinari andranno smaltiti come rifiuti urbani
  • I residui alimentari e le stoviglie monouso usati da pazienti infetti o provenienti da reparti di malattie infettive andranno smaltiti come rifiuti speciali e smaltite secondo la normativa prevista

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