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operatore socio sanitario e alimentazione enterale

L’Operatore socio sanitario e l’alimentazione enterale

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La nutrizione artificiale è una procedura terapeutica che si rende necessaria per sostituire, in tutto o in parte, i bisogni dei pazienti non in grado di alimentarsi sufficientemente per via naturale; si divide in Nutrizione parenterale, in cui i nutrienti vengono somministrati direttamente nella circolazione sanguigna, e Nutrizione Enterale, in cui le preparazioni nutrizionali vengono immesse nell’apparato digerente nel paziente attraverso sonde o stomie.

Le sonde possono essere di vari materiali e lunghezze e terminare nello stomaco, nel duodeno o nel digiuno ma hanno tutte la caratteristica di utilizzare vie di accesso naturali naso, più comunemente, o bocca. Si utilizzano in genere pe periodi di tempo limitati poiché fastidiose per il paziente.

Le stomie sono comunicazioni fisiche, ottenute per via chirurgica, collegando lo stomaco (PEG) o l’intestino (PEJ) del paziente con l’esterno attraverso dispositivi (placche e sacchetti) appositi tenuti ancorati alla pelle del paziente tramite cerotti integrati e si utilizzano in permanenza o comunque per periodi di tempo prolungati permettendo una migliore gestione del paziente e minori fastidi.

Le tipologie di placche (convesse, a protezione totale o con anello) e sacchetti (integrati alla placca o staccabili e con fondo aperto o chiuso) sono variabili a seconda delle caratteristiche dei pazienti e del tipo di stomia praticata

L’OSS e la gestione del sondino naso-gastrico (SNG)

Come già detto, l’inserimento e la rimozione del SNG sono di competenza del medico e dell’infermiere, che hanno anche il compito, almeno nelle realtà ospedaliere ed istituzionali, di attaccare i flaconi e le sacche nutrizionali e gestirne la velocità di infusione. Diverso è il caso dei pazienti nel proprio domicilio, in cui spesso gli OSS e i caregiver vengono formati dall’infermiere che si occupa della famiglia, alla gestione autonoma delle sacche nutrizionali e delle pompe.

I compiti dell’OSS nella gestione del SNG si limitano essenzialmente alla sorveglianza e segnalazione di eventuali anomali e nell’igiene del naso.

E’ necessario controllare che il paziente si trovi in posizione semiseduta, per facilitare la peristalsi fisiologica e prevenire reflussi, controllare che il sondino sia ben fissato e che non ci siano arrossamenti e lesioni sull’ala del naso e all’interno delle narici.

L’operatore socio sanitario si occuperà quindi dell’igiene del naso e della bocca del portatore di SNG e del cambio del cerotto (ogni 2-3 giorni). La procedura prevede di:

  •  spiegare la procedura al paziente, raccogliendo eventuali dubbi o disagi
  •  lavarsi accuratamente le mani e indossare i guanti
  •  pulire le narici con un cotton fioc imbevuto di fisiologica
  •  controllare che non ci siano lesioni nelle narici
  •  fissare di nuovo la sonda con un cerotto ipoallergenico,
  •  Lavare denti e labbra almeno due volte al giorno.

Ricordate che il paziente portatore di SNG respirerà prevalentemente con la bocca e le mucose si seccheranno più facilmente. È necessario tenere sempre umido il cavo orale.

L’OSS Operatore Socio Sanitario e la gestione delle stomie percutanee.

La gestione della stomia, in quanto procedura standardizzata è di competenza dell’OSS. L’OSS ha il compito, in primis, di occuparsi dell’igiene della stomia e di segnalare le anomalie rilevate.

Per l’igiene della cute che circonda la stomia è preferibile utilizzare acqua e saponi neutri, da utilizzare con spugne o panni morbidi. I tempi per la sostituzione della stomia variano a seconda della tipologia di presidi utilizzati e della sua posizione, consigliamo di valutare caso per caso insieme al personale sanitario che si occupa de paziente.

La procedura per la sostituzione della stomia è la seguente:

  •  informare la persona e raccogliere eventuali dubbi o perplessità
  •  lavarsi le mani
  •  indossare i guanti
  •  Posizionare confortevolmente la persona e coinvolgerla nella procedura
  •  Porre un telo di protezione sotto la sacca;
  •  Scollegare la sacca dal bordo superiore per evitare perdite di materiale fecale;
  •  Buttare il dispositivo nel contenitore apposito;
  •  Togliere il materiale fecale fuoriuscito con delle garze asciutte;
  •  Lavare accuratamente la stomia e la cute che la con l’acqua tiepida;
  •  Asciugare delicatamente;
  •  Esaminare lo stato della cute e della mucosa, in caso di alterazioni avvisare l’infermiere.
  •  Dopo aver eseguito la pulizia della stomia, scegliere il dispositivo più adatto
  •  Sistemare la placca nell’orifizio;
  •  Assicurarsi che l’adesivo abbia fatto presa;
  •  Riordinare il materiale e l’unità abitativa del paziente;

 È importante ricordarsi di evitare di utilizzare altri prodotti oltre l’acqua, se non su stretta indicazone medico-infermieristica e non strofinare per non irritare inutilmente la stomia.

operatore socio sanitario

Chi è l’operatore socio-sanitario, formazione, obiettivi, mansioni

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La figura dell’Operatore Socio Sanitario è stata istituita ufficialmente nel 2001 a seguito dell’accordo Stato Regioni del 22/02/2001 ed è operante nel campo dell’assistenza socio-sanitaria.

Le sue mansioni si affiancano a quelle infermieristiche e sono volte al soddisfacimento dei bisogni primari della persona oltre che a garantire il benessere psico-fisico e sociale dei pazienti e degli utenti.

OSS – Operatore Socio Sanitario: mansioni

In generale Gli Operatori Socio Sanitari svolgono incarichi nell’assistenza di base, come:

  • aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane,
  • effettuazione di piccole medicazioni,
  • aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, prevenzione di ulcere da decubito, rilevazione dei parametri vitali,
  • realizzazione di attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico,
  • osservazione e collaborazione alla rilevazione dei bisogni,
  • trasporto del materiale biologico,
  • attuazione interventi di primo soccorso,
  • disbrigo di pratiche burocratiche,
  • attività di sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione.

Gli OSS lavorano in équipe con altre figure, in autonomia o su attribuzione medico- infermieristica, dell’educatore professionale, del fisioterapista oppure dell’ostetrica e di altre professioni sanitarie (in sostanza opera, coopera e collabora).

Solitamente la loro formazione di base è affidata ad aziende private convenzionate con le Regioni (raramente sono gli Enti regionali a realizzare dei corsi di qualifica tecnica). Non esiste a livello nazionale un piano formativo standardizzato, ma è possibile riassumere gli elementi essenziali che non dovrebbero mai mancare in un piano di studi per OSS.

Oggi l’operatore socio sanitario è una realtà ben radicata e affermata nel territorio italiano.

La formazione dell’operatore socio-sanitario

La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale, e non in maniera specifica, dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l’OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle singole Regioni.

Il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario avviene di norma attraverso la frequentazione di un corso organizzato da enti in base alle specifiche esigenze richieste dalla regione. Al termine dei corsi si svolgono esami teorici e pratici e generalmente è richiesta la compilazione di una tesina ed un periodo di tirocinio.

A chi si rivolgono i corsi per Operatore Socio Sanitario

Destinatari del corso OSS sono tutte le persone (maggiorenni) desiderose di sperimentare le proprie capacità andando a ricoprire un ruolo molto ricercato in ambiti ospedalieri ed extra ospedalieri, soprattutto tra le nuove realtà assistenziali domiciliari emergenti.

È necessario un diploma di terza media di base.

Obiettivo della formazione OSS

L’obiettivo della formazione OSS è mettere gli operatori in condizioni ottimale per garantire un’assistenza di base adeguata a pazienti di diverse fasce di età ed affetti da patologie differenti, operando in collaborazione con l’équipe sanitaria.

I corsi sono inoltre improntati su segmenti di utenza specifici:

  • anziani,
  • malati terminali,
  • contesti ospedalieri,
  • contesti residenziali,
  • Rsa,
  • centri diurni e domiciliari.

Modalità di formazione professionale Operatore Socio Sanitario

La formazione dell’OSS parte dalla conoscenza del suo ruolo:

  • L’OSS opera, agendo in autonomia rispetto a determinati interventi;
  • L’OSS coopera, in quanto preparato a svolgere una parte di attività in collaborazione con altri membri dell’équipe
  • L’OSS collabora, agendo su precise indicazioni fornite da professionisti ai quali si affianca.

Metodi formativi del corso per Operatore Sanitario OSS

Il profilo formativo dell’OSS è suddiviso in diverse competenze che lo studente acquisisce durante i corsi che è tenuto a seguire.

Per ogni competenza sono definite abilità implicate (che riguardano la manualità e le capacità che si acquisiscono per svolgere al meglio le varie mansioni) e conoscenze implicate (le nozioni teoriche fornite dal corso).

Struttura dei corsi di formazione OSS

Pur nella diversità dovuta alle specifiche regionali, i corsi di formazione Operatore Socio Sanitario OSS hanno caratteristiche comuni e forniscono per ogni area disciplinare un approccio adeguato per metodo e contenuti.

Le modalità di tali corsi OSS prevedono:

  • lezioni frontali, con utilizzo di tecniche interattive per coinvolgere lo studente;
  • laboratori di simulazione e valutazioni delle competenze acquisite con utilizzo di check-list.

La lezione frontale per Operatore Socio Sanitario

La lezione frontale, completata da proiezione di video esplicativi e da slides (per esempio con mappe concettuali che favoriscano l’apprendimento), permette un approccio didattico interattivo sfruttando al massimo le risorse del gruppo classe.

La formazione degli Operatori Socio Sanitari OSS in questo modo sfrutta sia i vantaggi dei metodi di apprendimento classici, sia delle potenzialità offerte da rielaborazione, discussione, confronto, attualizzazione e scambio.

L’obiettivo comune docente – studenti è il paziente: la preparazione avviene in orientamento al benessere e alla miglior assistenza possibile dell’utente finale.

L’utilizzo di risorse formative quali slides e video, oltre a permettere di catturare l’attenzione dello studente per un periodo maggiore, consente, anche prima del tirocinio, di concretizzare, attraverso l’Osservazione, quella che sarà la realtà assistenziale.

Le immagini esplicative di manovre e tecniche che l’operatore utilizzerà in futuro rendono più fruibile l’informazione trasmessa.

I laboratori di simulazione OSS

I laboratori di simulazione su manichino forniscono allo studente la possibilità di mettersi alla prova in un contesto protetto, prima dell’inizio del tirocinio, e costituisce un’attività propedeutica allo stesso.

La realizzazione di casi clinici, con i quali lo studente si confronta, simulano situazioni lavorative e concretizzano le nozioni teoriche proposte dal docente avvicinando e preparando lo studente OSS alla variabilità degli scenari operativi nei quali si troverà coinvolto rafforzando la preparazione teorica e permettendo una migliore assimilazione della teoria.

I laboratori per le esercitazioni sono funzionali a tutte quelle materie di studio relative a tecniche assistenziali specifiche, quali:

  • igiene alla persona;
  • identificazione dei bisogni assistenziali;
  • alimentazione;
  • eliminazione;
  • movimento;
  • riposo/sonno;
  • primo soccorso;
  • assicurazione di corretta termoregolazione e assicurazione di posture per un’idonea respirazione.

Una delle competenze fondamentali per gli Operatori Socio Sanitari OSS è l’Osservazione nel paziente di segni e sintomi anomali nello stato di salute dell’assistito e la corretta esposizione del quadro Osservato al responsabile dell’assistenza, individuandone la priorità.

Fa parte delle attività di simulazione l’identificazione di ogni cambiamento dello stato psicofisico della persona, di vitale importanza nella preparazione dell’OSS.

L’esame finale per Operatore Socio Sanitario OSS

Al termine del percorso formativo lo studente è tenuto a superare un esame finale.

Check-list per OSS

L’utilizzo delle check-list come strumento di management degli outcomes è essenziale per effettuare un’adeguata e quanto più possibile imparziale valutazione delle competenze tecniche acquisite dallo studente.

Le check list vengono costruite dal docente in base alla letteratura per tutte le attività e gli studenti sono tenuti ad avvalersi si esse per organizzare il proprio ordine di priorità nell’assistenza al paziente: sulla capacità di attenersi a tali scalette viene valutato il futuro OSS, tenendo presente che la giusta sequenza di operazioni garantisce una prestazione efficiente, la giusta attribuzione delle priorità e la riduzione degli errori, che potrebbero avere gravi conseguenze.

L’utilizzo di questo strumento, inoltre, permette di contenere il rischio di soggettività durante la valutazione, poiché in esso è contenuto un elenco di azioni individuate a priori che consente di analizzare in modo strutturato e sistematico il grado di padronanza delle conoscenze dello studente in merito ad ogni argomento trattato.

La costruzione della check-list prevede una scala per la valutazione di ogni singola attività:

  • livello minimo: lo studente non sa svolgere l’attività;
  • livello intermedio: lo studente svolge l’attività, ma in modo non completo;
  • livello massimo: lo studente svolge l’attività in modo completo e autonomo.

Esame orale OSS

Oltre alle attività strettamente legate alla salute del paziente, l’Operatore Socio Sanitario OSS è tenuto alla conoscenza di alcune materie che possono essere valutate tramite esame o orale o scritto:

  • legislazione;
  • metodologia del lavoro;
  • assistenza sociale;
  • elementi di psicologia.
  • La durata della formazione

Tesine Operatore Socio Sanitario

A termine del percorso di studi, l’Operatore Socio Sanitario è tenuto a presentare una tesina, un elaborato scritto con un numero di pagine che varia tra le 10 e le 15 e che generalmente è suddiviso in 4 o più sezioni, inerente al percorso di studi scelto. Per gli Operatori Socio Sanitari OSS è previsto un approfondimento del tirocinio, Ossia una relazione dettagliata di un caso clinico Osservato durante le ore di pratica in ospedale o presso qualsiasi altra struttura socio-sanitaria.

All’esposizione del caso viene affiancata anche una parte che deve dimostrare le competenze ottenute nelle aree di studio:

  • socio-culturale
  • istituzionale
  • legislativa
  • psicologica e sociale
  • igienico-sanitaria
  • tecnico-operativa.

Il completamento della tesina

è nella ricerca bibliografica, che permetterà un più alto livello di formazione.

I l percorso di qualificazione dell’operatore socio sanitario è stabilito a livello regionale e prevede un buon numero di ore di frequenza (circa 1000 a seconda delle sedi) alle quali si aggiungono attività complementari di tirocinio e moduli di formazione teorico-pratica.

operatore socio sanitario in corsi

Una nuova e straordinaria iniziativa ARES abbraccia il sociale, il futuro è per tutti!

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Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, ancora una volta, di creare un nuovo bando di selezione e regalare straordinarie opportunità formative ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è una dimensione sensibile e particolarmente attenta alle esigenze dei giovani. Da sempre allineata coi ragazzi, per loro e con loro, ARES, ha avviato una serie di attività ma anche una precisa sequenza di azioni ed iniziative volte al supporto e soprattutto al loro sostegno. Il mondo, o meglio, il mondo attuale, non regala spiccate certezze o grandi speranze, soprattutto per quel che concerne il campo professionale. Le problematiche, infatti, sono molteplici, gli svantaggi non sono da meno; ma fortunatamente, altrettanto numerose sono le iniziative attivate da ARES per il tenace contrasto di tali sfavorevoli situazioni.

Per l’Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli prendere a carico i bisogni e soprattutto le necessità dei giovani è, infatti, uno degli obiettivi primari, oltre che vera e propria ragion d’essere di un’immensa, avvincente e storica attività. Ed è proprio in linea con tali obiettivi ed aspirazioni che Ares sceglie, dunque, di creare un nuovo bando di selezione per regalare due posti per un percorso didattico a titolo totalmente gratuito da destinarsi, nello specifico, a due candidati appartenenti ad una fascia di reddito particolarmente svantaggiata.

La straordinaria opportunità regalata da ARES vuole, quindi, offrire la magnifica possibilità di partecipare gratuitamente alla nuova edizione dei corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS). Attraverso delle opportunità di formazione e di crescita soprattutto umana, oltre che lavorativa, ARES, vuole, dunque, ampliare gli orizzonti di un futuro che deve sorridere e, finalmente, appartenere a tutti.

La chance offerta da ARES punta, quindi, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione ma a donare delle vere e proprie opportunità di riscatto umano oltre che professionale; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative oltre che straordinarie esperienze di vita. Tale pacchetto di esperienze frutterà, infatti, in risultati estremamente concreti come la possibilità di arricchimento del proprio curriculum vitae, in una più completa e valida preparazione professionale, in un’esperienza di crescita personale ineguagliabile e in una possibilità di arricchimento per un titolo estremamente ambito e richiesto dall’attuale panorama lavorativo nazionale.

Un’opportunità straordinaria quella, quindi, offerta da ARES e per prendervi parte sarà necessario recarsi in sede entro e non oltre il 5 marzo 2018; un’occasione da cogliere al volo, dunque, oltre che una chance straordinaria, bella da vivere e buona da pensare.

L’attuale mondo giovanile può sembrare, infatti, forte, vigoroso, indipendente, tuttavia, mostra e dimostra una ben diversa realtà; una realtà estremamente delicata, sensibile, la cui spiccata necessità di cura e tutela risulta più che evidente. Ed è per questo che ARES vuole creare risposte ed opportunità formative e professionali soprattutto per questa piccola grande fetta di mondo e garantire, così, quel giusto step per il conseguimento di miglioramenti concreti e vantaggi ben più solidi, per la prima volta, a favore di tutti.

ARES vanta, infatti, con orgoglio la sua attitudine e la sua propensione alla risoluzione ed alla trasformazione in risultati concreti di tutti i suoi più originari obiettivi. Lavorare con i giovani, e soprattutto, per i giovani è infatti fondamentale per poter realizzare quanto sopra auspicato, ma ancor più importante, è rivolgersi alla totalità schierandosi anche accanto a chi di svantaggi ne vive di tipo personale.

Grande chance quella, dunque, donata da ARES.

La specializzazione offerta da tale percorso formativo garantisce, infatti, alla tipica figura professionale di OSS – Operatore Socio Sanitario – quel giusto bagaglio di conoscenze in più atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e sempre più richieste funzioni complementari. Per accedere a tale straordinaria opportunità occorrono, tra l’altro, pochi requisiti, tra cui: essere già in possesso di un titolo di Operatore Socio Sanitario OSS, presentare una copia del modello ISEE e superare una prova scritta.

Recandosi presso la sede ARES di Viale Campi Flegrei 41 e compilando una semplice domanda di iscrizione potrà, dunque, aprirsi uno straordinario panorama fatto di occasioni, opportunità, sbocchi professionali e bellissime esperienze.

Di Serena Giorgio

operatore socio sanitario sei

Ancora una volta, ARES sceglie la strada giusta, quella delle imperdibili occasioni!

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Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie di ripetersi ed aprirsi ancora una volta al sociale andando incontro anche ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

ARES, da sempre schierata a favore dei giovani, sceglie, dunque, di riservare le stesse opportunità anche ai soggetti più svantaggiati, perché  il FUTURO È DI TUTTI e ARES vuole assicurarlo!

Questa volta, infatti, ARES vuole offrire la straordinaria opportunità a due giovani di poter partecipare GRATUITAMENTE ai nuovi corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS).

La specializzazione di tale figura professionale è, infatti, estremamente importante e consente e garantisce quel bagaglio di conoscenze atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e richieste funzioni complementari.

Per accedere a tale opportunità occorrono pochi requisiti:

Partecipare non è mai stato così semplice!

Basterà semplicemente recarsi in sede, compilare una domanda di iscrizione e presentare un modello ISEE.

Il superamento di una prova scritta sarà, infine, l’ultimo piccolo step da superare per accedere ud una grandissima chance professionale oltre che a una miriade di belle esperienze!

L’opportunità offerta da ARES mira, dunque, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione, ma delle vere e proprie chance; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative!

 

Le iscrizioni sono già aperte e per poter partecipare sarà necessario recarsi in sede e presentare domanda

entro e non oltre il 5 marzo 2018.

Perciò, non esitare, Il tempo stringe!  E i posti  sono solo due.

 

operatore socio sanitario

Ruolo e compiti dell’Operatore Socio Sanitario nella distribuzione del vitto

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“Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.”

È quanto affermava il padre della medicina già nel 400 a.C.  Anche se oggi i tempi sono cambiati e, fortunatamente, la scienza medica si è evoluta e si è dotata di tecniche e farmaci nuovi e molto efficaci, resta pur sempre vero che l’alimentazione resta la base della buona salute anche ai giorni nostri, a maggior ragione se ci si trova ni situazioni di fragilità o di malattia.

È per questo che il sostegno all’alimentazione del paziente è e resterà sempre uno dei compiti più importanti presenti nel mansionario di un Operatore Socio Sanitario anche per evitare che il cibo da medicina e sostegno si trasformi in un elemento lesivo o pericoloso per la salute del paziente.

I compiti dell’operatore sanitario relativi all’alimentazione sono i più vari e vanno dallo sporzionamento dei pasti, qualora l’organizzazione della struttura lo preveda e per operatori dotati dell’apposito certificato abilitante, alla somministrazione dei pasti ai pazienti non autosufficienti senza dimenticare il corretto smaltimento dei rifiuti: La procedura da seguire dipende dal grado di autonomia del paziente, variando quindi per pazienti autonomi, pazienti non autonomi nell’assunzione del cibo e pazienti disfagici.

Sia che l’OSS abbia il compito di sporzionare e servire il vitto ai pazienti, sia che riceva e distribuisca pasti già porzionati è essenziale che ci si rispettino le norme HACCP (hazard analysis and critical control point) per prevenire il rischio di problematiche igienico-sanitarie e garantire la sicurezza dei pazienti.

 È essenziale per tutti gli OSS addetti alla distribuzione del vitto, quindi, sapere che esistono dei reali rischi legati alla contaminazione e alla proliferazione microbica dei cibi. Tali rischi possono essere dovuti, per esempio, allo sbalzo termico degli stessi oppure alla scarsa cura igienica degli operatori.

Per prevenire tali pericoli l’Operatore Socio Sanitario in servizio al momento del ricevimento e della distribuzione del vitto ha il compito di seguire alcuni passaggi:

  1. Garantire l’igiene di sé stessi: lavare le mani e le parti scoperte delle braccia, vestirsi con camice, copricapo in modo da raccogliere tutti i capelli, guanti e mascherina.
  2. Curare l’accettazione del carrello, portarlo in reparto il più velocemente possibile, seguendo un percorso pulito, lontano da materiale sporco e personale estraneo al trasporto.
  3. Una volta giunto in reparto l’OSS deve accertarsi che il carrello sia pulito, che abbia i suoi contenitori isotermici e soprattutto che al suo interno ci siano le pietanze previste dal dietetico, oltre ad un recipiente ben protetto contenente utensili e stoviglie pulite o monouso.
  4. A questo punto è necessario il controllo della temperatura che va effettuato in relazione alle tipologie di piatti (pronti, freddi o caldi): all’Operatore Socio Sanitario spetta il compito di verificare che le temperature dichiarate dagli addetti alla consegna siano conformi ai limiti critici ed effettuare eventualmente un’ulteriore verifica prima di dispensare. Può farlo grazie ad un termostato presente sul carrello. Se la temperatura del piatto si allontana molto da quella attesa, allora la pietanza deve essere eliminata, in caso contrario si può effettuare una modifica al termostato fino al raggiungimento della temperatura corretta.

Una volta ricevuto il vitto dagli operatori della cucina, l’Operatore Socio Sanitario diventa responsabile di quanto accade e pertanto è tenuto a rispettare elementari norme igieniche:

  • nessun cibo deve essere toccato con le mani
  • non toccare capelli, naso, orecchie durante la dispensa
  • non tossire o starnutire sopra al cibo
  • lavarsi le mani dopo i colpi di tosse e starnuti
  • il cibo va sporzionato solo al momento della consegna al paziente
  • tra un paziente e l’altro i contenitori devono rimanere chiusi
  • una volta appoggiato il piatto sul comodino di un paziente, non può poi essere servito ad un altro degente
  • in caso di cibo confezionato controllare prima la data di scadenza
  • verificare eventuali alterazioni di colore e odore dei cibi
  • non fare avvicinare al carrello nessuno che non sia addetto alla distribuzione

Una volta distribuito e consumato il vitto, sia che l’OSS abbia aiutato il paziente nell’assunzione del cibo, sia esso sia stato autonomo nel suo consumo, è necessario provvedere allo smaltimento dei rifiuti che ne derivano.

Anche qui ci sono precise regole igieniche da seguire per evitare il diffondersi di infezioni e contaminazioni:

  • I contenitori e le stoviglie utilizzati debbono essere presi dalla stanza dei pazienti e svuotati dei residui alimentari che andranno in contenitori appositi.
  • Le stoviglie riutilizzabili andranno poste su un carrello che andrà poi consegnato alle cucine dive avverrà la sanificazione
  • Il carrello dovrà essere posto fuori alla camera dei pazienti e mai condotto all’interno
  • I residui alimentari e le stoviglie monouso provenienti da reparti ordinari andranno smaltiti come rifiuti urbani
  • I residui alimentari e le stoviglie monouso usati da pazienti infetti o provenienti da reparti di malattie infettive andranno smaltiti come rifiuti speciali e smaltite secondo la normativa prevista
operatore socio sanitario denunciato

Furto ai danni di pazienti psichiatrici, accusata una OSS

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Rubare è già grave di per sé, rubare a persone in difficoltà è peggio, rubare a persone incapaci di capire e di difendersi non ha scusante alcuna.

È quanto accaduto circa un mese fa in una struttura psichiatrica del milanese: le procedure interne alla struttura prevedono che, ad ogni fine turno, qualsiasi sia l’orario, gli operatori socio sanitari contino e registrino i soldi presenti nella cassa dei degenti che, essendo detenuti psichiatrici, non hanno la possibilità di gestire denaro.

F.M., OSS assunta con contratto part-time a tempo indeterminato presso la struttura, aveva fretta di prendere il treno per tornare a casa, così ha deciso, contro i regolamenti e contro il buon senso, di non aspettare i colleghi del turno entrante e di andare via senza contare e registrare con loro il denaro in cassa e, in ogni caso, non passando le consegne ai colleghi come era suo dovere fare.

Poche ore dopo i colleghi in servizio scoprono che dalla cassa mancano 10€ e, seguendo le corrette procedure, scrivono una nota nel registro delle consegne.

Poco importa che il giorno dopo F.M., misteriosamente, trovi i 10€ mancanti in un faldone, anzi, l’accaduto appare ancora più sospetto (data la nota scritta dal collega, ha forse “trovato” i 10€ per salvarsi?) e viene accusata di furto dai suoi stessi colleghi che si affrettano ad avvisare il coordinatore degli OSS.

Apparentemente dalla direzione della struttura sanitaria non arrivano richiami e commenti, né verbali né scritti, ma, quando esce la turnistica dei mesi successivi, F.M. scopre che il suo orario di lavoro, già part-time, è stato dimezzato per i successivi 3 mesi.  

F.M. non crede ai suoi occhi e, considerando che non è stata contattata dalla direzione della struttura né le è stata chiesta alcuna spiegazione, vedendosi ridotto lo stipendio a nemmeno 400€ chiede l’intervento del sindacato.

Il sindacato effettua alcune verifiche ed invia una lettera di richiamo alla struttura, dalla quale non ottiene alcuna risposta.

Il passo successivo è far scrivere da un legale. A quel punto la risposta arriva.

La risposta fornita dall’azienda è, però, a detta di F.M. assurda: il datore di lavoro sostiene di averle ridotto le ore per venirle incontro, essendo lei pendolare.

Per F. sarà un vero problema continuare a lavorare in quella realtà, con una causa in corso contro il datore di lavoro, lo stipendio ridotto e l’accusa di furto che le pende sulla testa, per questo motivo ha ricominciato ad inviare curricula in giro, e cosciente del fatto che le risulterà estremamente difficile trovare un nuovo posto di lavoro, soprattutto a tempo indeterminato, ha denunziato i colleghi per calunnia.

Pur non volendo entrare nel merito della questione della colpevolezza dell’OSS non possiamo non notare che F.M. è comunque venuta meno al suo dovere non trattenendosi per passare le consegne ai colleghi e si è esposta così al rischio di essere accusata dell’avvenuto furto. Risulta infatti particolarmente difficile credere che qualcuno abbia tolto dei soldi dalla cassa dei degenti e, senza poi spendere quei soldi per i loro proprietari, li abbia persi dentro un faldone che doveva contenere tutt’altro.

Per quanto riguarda l’accusa di calunnia che F.M. ha mosso ai colleghi non si può fare a meno di ricordare che l’ordinamento legislativo italiano è chiaro e stabilisce che la calunnia si realizza quando un individuo denuncia, querela ed incolpa di reato un soggetto che egli sa già essere innocente o simula a suo carico le tracce di un reato.

Ovviamente la formulazione dell’accusa deve essere certa, non essendo sufficiente una mera insinuazione, una malignità o una maldicenza.

Facciamo un esempio pratico che si applica anche al nostro caso:

Ipotizziamo che a Tizio sia rubata la propria autovettura. Tizio crede, avendo intravisto il ladro, che il furto sia stato commesso da Caio e, con questa convinzione, lo denuncia ai carabinieri. Successivamente sarà accertato, nel corso delle indagini, che Caio è del tutto estraneo al reato perché, ad esempio, nel momento in cui veniva perpetrato il furto della autovettura di Tizio, si trovava in un altro luogo (ha cioè un alibi).

Caio è stato, perciò, falsamente accusato da Tizio per il furto della propria autovettura. La domanda a questo punto è la seguente: Tizio, avendo falsamente incolpato Caio, è responsabile per la calunnia ai suoi danni? In questo caso, che si applica anche ai colleghi di F.M. non può ritenersi che Tizio abbia calunniato Caio perché, se è vero com’è vero, che l’accusa di furto è poi risultata essere falsa, è altrettanto vero che Tizio ha accusato Caio credendo – erroneamente – che lo stesso fosse il ladro della propria autovettura.

È anche evidente che i colleghi della OSS accusata non possano in alcun modo essere accusati di calunnia.

Ci auguriamo che questa incresciosa situazione giunga, in un modo o nell’altro, ad una conclusione e che tutti gli attori coinvolti possano ritornare a lavorare in serenità.

operatore socio sanitario e accoglienza del malato in reparto

L’operatore socio sanitario e l’accoglienza del malato in reparto

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Immaginate di dover essere ricoverati in ospedale…magari da anziani… oppure per ricevere una diagnosi che temete molto…siete straniti, disorientati? Fa paura vero?

Il ricovero in ospedale è una delle esperienze più stressanti e traumatiche che si possano vivere.

Il momento dell’arrivo nella struttura e dell’accoglienza costituisce la prima impressione che si farà il paziente e, si sa, le prime impressioni contano e condizionano tutte le sensazioni successive.

Per questo motivo è importante che l’ingresso in reparto del degente avvenga nel migliore e meno traumatico dei modi possibili.

Se l’infermiere è la figura che si occuperà della presa in carico del paziente dal punto di vista sanitario, l’OSS rappresenta il responsabile della assistenza alberghiera al malato e, di conseguenza, una delle persone con cui trascorrerà più tempo durante il ricovero.

Ma di cosa si occupa l’OSS all’accoglienza del paziente?

Durante l’accoglienza il ruolo principale dell’OSS è quello di orientare il paziente e di favorirne l’inserimento sociale nella comunità ospedaliera.

Accompagnare il paziente nella visita della struttura, indicandogli i principali punti di riferimento e gli eventuali luoghi di ritrovo, illustrargli la stanza e tutte le sue caratteristiche permette di ridurre l’ansia causata dal ritrovarsi in un luogo completamente nuovo ed il disorientamento che ne consegue. Aiutare il paziente a sistemare i propri abiti e i propri effetti personali contribuisce a dargli la sensazione di avere ancora con sé qualcosa di casa per ridurre l’alienazione che provoca il distacco dai propri ambienti e dalle proprie cose.

Ancora più importante, l’OSS ha il compito, durante l’accoglienza al paziente e successivamente durante la degenza, di combattere o cercare di ridurre, l’isolamento sociale provocato dal ricovero (specie se si prospetta di lunga durata come quello di un anziano in una RSA). Per far ciò uno dei comportamenti messi in atto dall’ Operatore Socio Sanitario è quello di presentare il nuovo accolto a tutti gli abitanti del piano (o della struttura, se adeguatamente piccola), si trattino essi di altri degenti o di operatori della salute.

Se il ruolo che l’Operatore Socio Sanitario ha verso il paziente durate l’accoglienza in reparto è fondamentale, non meno importante è il ruolo che questi svolge verso i familiari durante il momento del distacco dal loro congiunto che viene ricoverato. Egli infatti ha il compito di rassicurare i parenti o gli amici del ricoverato sull’assistenza che riceverà, chiedere e stabilire un contatto per le emergenze e illustrate le modalità e gli orari di visita.

L’Operatore Socio Sanitario è una figura fondamentale nel panorama assistenziale moderno, svolge un lavoro importante e pieno di responsabilità ma che ha un grosso ritorno in termini di umanità e soddisfazione.

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Corso OSS ed. 5 inizio giorno 30 maggio 2017

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Corso OSS ed. 5 inizio giorno 30 maggio 2017 (sono ancora aperte le iscrizioni…ultimi posti)

L’Operatore Socio Sanitario (OSS), è una figura di supporto infermieristica che si fa carico di tutte quelle attività che fanno riferimento alla sfera della soddisfazione dei bisogni primari della persona, in un contesto sia sociale che sanitario. L’Operatore Socio Sanitario opera presso ospedali, case di cura, comunità, centri anziani, a domicilio, a contatto con bambini e minori, anziani, disabili, persone con problemi di dipendenza e persone provenienti da etnie e culture diverse.

Il percorso formativo ha quindi l’obiettivo di formare figure professionali in grado di acquisire sia competenze tecniche che fanno riferimento all’assistenza diretta della persona, sia competenze relazionali relative alla sfera dei rapporti con l’utente e con i suoi cari.

Durata: Il corso ha una durata di 1000 ore di cui 550 ore sono di teoria e 450 di Tirocinio Pratico, da svolgersi presso una struttura convenzionata.

Documenti e requisiti per l’iscrizione: Domanda di iscrizione, documento di identità valido, (se extracomunitario regolare permesso di soggiorno) e titolo di studio in fotocopia di obbligo scolastico assolto (terza media).

Frequenza: La frequenza è obbligatoria, sono possibili assenze solo per un massimo del 10% delle ore di corso.

Stage: Lo stage invece si esegue partecipando alle attività di una struttura ospedaliera (casa famiglia, casa albergo, casa di cura privata, ecc). Alla fine di tale percorso, si terrà (presso il nostro ente) l’esame finale. A superamento del quale verrà rilasciato un attestato che ha la validità sull’intero territorio europeo.

Per avere maggiori informazioni circa i costi e le modalità di iscrizione contattaci ai numeri :

Telefono: 081/5704220 – Telefono info corsi: 393/8628808

Oppure inviaci una mail al nostro indirizzo : ares@infoares.it

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Informazioni : 0815704220 / 0815705650 MOBILE CON WHATSAPP: 3929164153

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