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Monthly Archives:novembre 2016

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Ares No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

la regione campania e assessore formazione chiara marciani attivano centotrenta corsi di formazione professionale

La Regione Campania organizza 130 corsi di formazione professionale

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Con un investimento pari a 16 milioni di euro, la Regione Campania ha avviato 130 nuovi corsi di formazione professionale allo scopo di reinserire nel mercato del lavoro i disoccupati e non solo. La Regione Campania ha predisposto 130 corsi di formazione volti al reinserimento lavorativo dei disoccupati da lungo tempo e allo scopo di coloro che hanno difficoltà a trovare lavoro.

I nuovi corsi di formazione

In totale i corsi di formazione organizzati dalla Regione Campania sono 130. Per la loro realizzazione è stato necessario un investimento pari a 16 milioni di euro da parte del Por Campania Fse 2014-2020. I posti messi a disposizione da Palazzo Santa Lucia sono 2.000, che verranno destinati, oltre che ai disoccupati, anche agli ex percettori di ammortizzatori sociali attualmente sprovvisti di reddito. In questo modo, le suddette categorie potranno partecipare a corsi della durata di 600 ore per ottenere, finalmente, una qualifica professionale adeguata, che possa consentire loro un veloce reinserimento nel mondo del lavoro.

Che ambiti riguarderanno i corsi di formazione?

  • I corsi mireranno alla formazione di figure professionali relative ai seguenti ambiti:
  • ambiente,
  • green economy,
  • turismo,
  • valorizzazione del patrimonio culturale,
  • ICT (tecnico del customer relationship manager),
  • servizi socio-sanitari,
  • servizi per la persona,
  • servizi per il trattamento e il recupero dei rifiuti.

L’obiettivo della Regione Campania

L’assessore alla Formazione ed alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, ha sottolineato come l’obiettivo di questo progetto sia il reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro. Attraverso questi corsi, infatti, sarà possibile acquisire livelli di formazione specializzata e di alto livello, soprattutto nei settori che offrono maggiori offerte di lavoro e di possibilità di crescita. In questo modo la Regione vuole promuovere percorsi di formazione di qualità, sostenendo la mobilità ed il reinserimento nel mercato del lavoro di tutti coloro che attualmente ne sono sprovvisti.

corso di formazione professionale blsd primo soccorso

Corsi sulle tecniche di Primo Soccorso in via sperimentale nelle scuole

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In base a quanto imposto dalla legge, sono stati portati a termine i primi corsi formazione di primo soccorso nelle scuole italiane

L’obbligo dei corsi di formazione di primo soccorso nelle scuole

In base a quanto previsto dalla legge n. 107/2015 art. 1 comma 10 è obbligatorio organizzare corsi di formazione sulle tecniche di primo soccorso da rivolgersi a docenti ed allievi della scuola secondaria di I e di II grado. Per questo motivo, il Miur ha predisposto l’organizzazione delle “Linee di indirizzo per la realizzazione delle attività di formazione sulle tecniche di Primo Soccorso” ed il Ministero, nell’attesa dell’emanazione del decreto applicativo, vi ha dato già il via in maniera del tutto sperimentale raggiungendo ben 13 province.

I risultati delle prime sperimentazioni

I primi test di sperimentazione di Primo Soccorso nelle scuole sono stati organizzati nell’anno scolastico 2017/2018 per cui, essendo giunti da poco al termine, è possibile tirare già alcune di quanto fatto in questo periodo. I primi risultati sono assolutamente positivi e lo stesso presidente del Sis 118, Mario Balzanelli, incaricato da parte del Miur all’organizzazione di tali corsi, si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto.

Inoltre, questi corsi hanno rappresentato anche un’importante operazione culturale rispetto allo sviluppo della consapevolezza dell’importanza di operazioni di primo soccorso in casi di emergenza già in bambini molto piccoli, tanto è vero che l’Italia è stata tra i primi paesi a coinvolgere in questo processo gli alunni delle scuole e degli asili.

Le scuole coinvolte nel progetto sperimentale

  • I test sperimentali hanno coinvolto circa 4.500 studenti, dalla scuola d’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado.
  • Le provincie in cui sono stati lanciati sono: Trieste, Padova, Vibo Valentia, Salerno, Campobasso, Sassari, Taranto, Perugia, Macerata, Sondrio, Savona, Pistoia, Latina.
  • Dal prossimo anno scolastico, il 2018/2019, i corsi di formazioni sulle tecniche di primo soccorso saranno rivolti a tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado in maniera obbligatoria.

Le tecniche di Primo Soccorso, dunque, sono estremamente importanti; non solo perché risultano fondamentali nei contesti sociali e lavorativi ma anche e soprattutto perché “aiutarsi ad aiutare” dovrebbe risultare il primo principio e le solide fondamenta di una buona e completa formazione che deve partire sin dalla più tenera età.

servizio civile di gorgonzola cultura e biblioteca

Il servizio civile di Gongorzola inaugura il progetto “cultura e biblioteca”

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LA CULTURA, GRAZIE AL SERVIZIO CIVILE DI GORGONZOLA, SI AVVICINA AD OLTRE 1200 RAGAZZI PER UN ANNO

La cultura è un aspetto della vita di una persona molto importante, tuttavia nell’ambito del servizio civile non è presa seriamente in considerazione. Le cose, fortunatamente, sembra stiano cambiando e grazie ad una piccola città della Lombardia, Gorgonzola per la precisione, i ragazzi dai 18 ai 29 anni da metà giugno, a breve quindi, potranno partecipare al bando indetto dal Comune.

Il progetto in questione  si chiama “Cultura e Biblioteca” e sarà ufficialmente attivo dalla fine del 2018. Il servizio civile di Gorgonzola ha deciso di avviare questo bando per dare la possibilità a tantissimi ragazzi, si parla di 1259 giovani residenti nei diversi comuni della Lombardia, di avvicinarsi al mondo della cultura attraverso un progetto di durata annuale.

PROGETTO ANNUALE PER 30 ORE SETTIMANALI

La realizzazione del progetto, attraverso il bando dei prossimi giorni, ha visto l’approvazione di Palazzo Lombardia dopo che l’ANCI Lombardia lo ha presentato; il placet ufficiale è arrivato, poi, con il Decreto Regionale n. 7675 del 25 maggio 2018, che ha ufficialmente tramutato in realtà il servizio civile di Gorgonzola dedicato alla cultura.

Come detto la durata del progetto è annuale, aperta ai ragazzi dai 18 ai 29 anni d’età non compiuti, e vedrà un impegno settimanale pari a 30 ore. L’Amministrazione di Gorgonzola, inoltre, ha deciso di avviare due progetti dedicati all’ambito culturale; il primo coinvolge tutta l’area della biblioteca comunale mentre il secondo la cultura in tutte le sue sfaccettature.

QUALI SONO I RIFERIMENTI PER PARTECIPARE AL SERVIZIO CIVILE DI GORGONZOLA?

Per poter partecipare ad uno dei due progetti del servizio civile di Gorgonzola, il cui bando si ricorda partirà dalla metà del mese, bisogna far riferimento alla dottoressa Monica Catellani, responsabile della Biblioteca Civica “Franco Galato” che si trova in Via Montenero 30, nel comune di Gorgonzola, appunto. Grazie alla dottoressa Catellani i ragazzi selezionati potranno svolgere il progetto in tutta la sua durata.

CONDIZIONI OBBLIGATORIE PER PARTECIPARE AL BANDO

Per poter partecipare al bando, tuttavia, bisogna ricordare che ci sono alcune condizioni obbligatorie senza le quali le candidature andranno a cadere. Detto della forbice anagrafica per l’adesione, i ragazzi che hanno intenzione di prendere parte al progetto devono essere italiani, comunitari o non comunitari, purché con regolare permesso di soggiorno in Italia.

Altro aspetto fondamentale è che tutti i ragazzi intenti a partecipare al servizio civile di Gorgonzola non devono svolgere, o aver mai fatto, alcun progetto di servizio civile nazionale. Tutti i papabili candidati, che sono già interessati al progetto possono iniziare a compilare il modulo di partecipazione presente sulla pagina Facebook “Volontari SC ANCI Lombardia”.

IN ATTESA DI ULTERIORI SVILUPPI IL SERVIZIO CIVILE DI GORGONZOLA SI APRE ALLE ADESIONI

La compilazione del modulo sulla pagina Facebook dell’ANCI Lombardia non rappresenta obbligatorietà di partecipazione; la candidatura, infatti, è semplicemente un sistema adottato dal comune lombardo per iniziare ad avere un quadro generale degli eventuali candidati interessati ad uno dei due progetti dedicati alla cultura ed alla biblioteca.

Una volta inseriti i dati, l’ANCI Lombardia comunicherà direttamente agli eventuali candidati la pubblicazione del bando, valida per sostenere le selezioni per la scelta dei 1259 ragazzi idonei ai progetti. I colloqui si svolgeranno, infine, dalla prossima metà di luglio fino alla fine del mese di settembre e dal mese di ottobre fino alla fine dell’anno potrà finalmente partire il servizio civile di Gorgonzola per il progetto “Cultura e Biblioteca 2018”.

Si informa, infine, che è possibile richiedere informazioni sui vari progetti del servizio civile della Lombardia, Abruzzo ed Umbria dal sito www.scanci.it/manifestazione-interesse/  con la compilazione del modulo d’interesse che, come nel caso del progetto “Cultura e Biblioteca”, non equivale ad un’adesione ma semplicemente ad una richiesta di interesse. Si consiglia, quindi, di restare aggiornati per l’imminente pubblicazione del bando.

di Mattia D’Anna 

servizio civile nazionale lavoro per i giovani

Servizio Civile: una risorsa figlia dell’etica

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Andiamo ad analizzare quali sono i saldi principi che hanno portato il Servizio Civile ad essere oggi un’affermata realtà

La morale e l’etica su cui si erge il Servizio Civile Nazionale affondano le loro radici nel 1972, quando sotto la crescente pressione delle organizzazioni non violente il governo italiano approva la legge n. 772, riguardante le norme in materia di obiezione di coscienza. La legge concede il diritto all’obiezione per motivi religiosi, filosofici o morali e istituisce il Servizio Civile come alternativa alla leva militare obbligatoria.

Ma è solo con la legge del 6/03/2001 n. 64 che verrà fondato Il Servizio Civile Nazionale, diventando non più una mera alternativa ma un servizio a sé stante. Esso si sostituirà definitivamente al servizio di leva militare con la sospensione di quest’ultimo nel 2005.

Lavoro di squadra

Con il decreto legislativo n. 40 del 6/03/2017 il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e gli enti di Servizio Civile Universale si impegnano a cooperare in base ai principi del confronto, della lealtà e della fattibilità, ognuno nei propri ambiti, per una massima valorizzazione dell’istituto in questione.

L’impegno del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale

  • I suddetti enti si impegnano a svolgere un’attività di promozione del Servizio Civile, divulgando informazioni di ogni genere: finalità dell’istituto, ruolo svolto dagli operatori, obiettivi e risultati degli interventi e impatto di questi ultimi sul territorio. Lo scopo finale è quello di avvicinare i giovani a questa realtà; ricordiamo infatti che il Servizio Civile offre ai ragazzi un percorso di formazione civica, sociale, culturale e professionale attraverso esperienze di cooperazione, solidarietà e responsabilità.
  • L’aiuto reciproco è visibile nell’impegno di sostenere gli enti di Servizio Civile Universale con iniziative volte ad elevare la qualità dei progetti e a valorizzarne il ruolo nell’ambito delle attività di promozione del Servizio Civile Universale e di diffusione dei relativi valori. Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale offrirà in aggiunta corsi di formazione per il personale degli enti coinvolti.

L’impegno degli enti di Servizio Civile Universale

L’onere degli enti del Servizio Civile Universale tocca diversi temi. Andiamo brevemente ad analizzarli:

  • In primis essi si impegnano nell’attuazione di una legge che valorizzi la difesa della patria e che sia intesa non nei termini di un’aggressione militare esterna, ma in forme di impegno sociale non armato e non violento, che mettano in risalto valori quali la pace, la solidarietà e la comunicazione tra i popoli.
  • Gli enti riconoscono il ruolo di integrazione e di inclusione che il Servizio Civile rappresenta per i giovani nella società, cercando di ridurre al minimo il divario tra i bisogni della comunità e le risorse dello Stato. L’istituto viene considerato inoltre come una risorsa per i disabili ed i meno agiati facendo della tutela dei diritti il suo cavallo di battaglia.
  • Essi si impegnano nella formazione culturale e professionale dei giovani, permettendo loro di avvicinarsi al mondo del lavoro attraverso il supporto di professionisti competenti. L’obiettivo è inoltre lo sviluppo di una coscienza civica nel cittadino affinché possa relazionarsi con le istituzioni nel pieno rispetto delle regole democratiche.
  • Gli enti riconoscono il diritto degli operatori a conoscere esattamente gli ambiti in cui essi dovranno operare, allo scopo di metterli perfettamente a proprio agio mediante la scelta consapevole di un’attività che sia pertinente alle proprie attitudini.
  • Essi si impegnano inoltre a non inserire gli operatori in attività non attinenti al Servizio Civile, a favorire l’integrazione degli stessi nella struttura in cui sono destinati e a renderli partecipi in ogni fase del progetto. In questo modo i partecipanti potranno avere un quadro completo e un’esperienza a 360 gradi dell’ambiente lavorativo e del modus operandi.

Davide Gabriele Bianco

microsoft e fondazione mondo digitale organizzano il progetto formativo

Microsoft e Fondazione Mondo Digitale unite per la Formazione

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A breve nelle scuole italiane verrà portato “Eskills4Change”, progetto organizzato da Microsoft e Fondazione Mondo Digitale ed interamente dedicato alla formazione nel campo del digitale

Microsoft e Fondazione Mondo Digitale hanno appena lanciato nel nome della Formazione un progetto innovativo dal titolo “Eskills4Change”; il programma, che riguarderà 10.000 ragazzi di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, coinvolgerà l’intera Nazione ed avrà l’obiettivo di stimolare una maggiore competenza digitale per tutti i soggetti coinvolti.

“Eskills4Change”: i dettagli

Il progetto è nato per favorire l’acquisizione da parte dei ragazzi delle competenze tecnologiche, abilità sempre più richieste nel mondo lavorativo attuale e spesso non facilissime da conseguire.

Trasformando tali competenze in strumenti accessibili per tutti, “Eskills4Change” prevede un’organizzazione di eventi, sia dentro che fuori la Scuola, proprio per favorire lo sviluppo di una forma mentis volta al cambiamento ed all’acquisizione delle competenze informatiche per la risoluzione di qualsiasi problema con delle modalità il più innovative e creative possibili.

Come si svolgerà “Eskills4Change”?

Il progetto coinvolgerà 10 Istituti Scolastici del nostro Paese appartenenti a 10 Regioni diverse tra Nord e Sud ed il primo step comprenderà una sessione di formazione per gli studenti condotta sia dagli esperti della Miscrosoft sia da quelli della Fondazione Mondo Digitale. Si lavorerà, in particolare, su percorsi di auto imprenditorialità per progettare, ideare e sviluppare diverse tipologie di servizi smart ad alta accessibilità come, ad esempio, siti web oppure app per le aziende; ma saranno impostate anche sessioni dedicate alla realizzazione di gioielli ed abiti con gli appositi strumenti digitali.

Sono state organizzate, inoltre, anche ore laboratoriali per la produzione, hackathon e momenti dedicati a particolari sfide tra i partecipanti volti alla risoluzione dei problemi della cittadinanza tramite ipotesi innovative ed al fine di favorire la formazione di una nuova tipologia di mentalità predisposta al cambiamento tecnologico e sociale.

L’impatto di questo progetto

Il progetto è sorto con la convinzione che il conseguimento delle competenze informatiche debba essere il motore per favorire lo sviluppo del nostro Paese, soprattutto, per quanto riguarda le Regioni del Sud. L’attenzione, in tal caso, è rivolta particolarmente ai giovani, proprio per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro, per ridurre l’impatto delle differenze di genere (uno dei punti importanti di questo lavoro è, infatti, il coinvolgimento massiccio delle donne) e per condurre il digitale anche in quelle zone dove non è ancora diffuso in modo appropriato.

Tra l’altro, in una ricerca condotta da Microsoft è emerso che nei prossimi anni il 65% degli attuali studenti svolgerà lavori che attualmente ancora non esistono e che saranno basati sulla tecnologia e sul digitale. Ed è per questo motivo che formare le nuove generazioni all’acquisizione di questo tipo di competenze risulterà così importante. Questa priorità servirà, infatti, a combattere la disoccupazione e consentirà ai giovani di affacciarsi in un mondo di possibilità e di opportunità che solamente il digitale e la tecnologia potranno mettere a disposizione.

situazione dei giovani laureati dopo essersi laureati

Le condizioni dei lavoratori neo-laureati in Italia

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Il report AlmaLaurea 2018 rileva dati significativi attestanti le condizioni di lavoro dei neo-laureati, il divario tra Nord e Sud e le discriminanti socio-economiche

A partire da ieri, a Torino, i primi dati raccolti dal report di AlmaLaurea sono iniziati ad emergere. All’interno del report AlmaLaurea viene analizzato il rapporto tra gli istituti di formazione ed il mondo del lavoro e, infatti, in primo luogo è emerso che dei diciannovenni solo il 30% di loro si è iscritto all’università mentre coloro che riescono a concludere il proprio ciclo di studi, tra l’altro, risultano ricevere stipendi molto bassi e nella maggior parte delle volte sono tenuti a svolgere attività lavorative o che non c’entrano nulla o molto poco con il loro titolo di studi.

Nonostante la situazione nel nostro Paese non sia ancora incoraggiante, emergono, fortunatamente, anche i primi miglioramenti.

Sempre meno gli iscritti all’università

Il presidente di AlmaLaurea, Ivano Dionigi, sottolinea la necessità di concentrarsi su di un dato preoccupante che emerge in modo particolare da questa indagine: gli iscritti all’università sono sempre di meno e soprattutto aumentano sempre di più le persone che abbandonano gli studi. Non a caso, sottolinea Dionigi, il nostro Paese è il fanalino di coda dell’Europa per numero di laureati. In più, in base a quanto riferito dallo stesso Presidente, l’appartenenza socio-culturale e familiare degli studenti conta molto nella loro carriera universitaria.

I dati riguardanti l’occupazione

Dal report si evince, inoltre, che ad un anno dalla laurea lavora il 71,1% di coloro che hanno conseguito un percorso universitario triennale e il 73,9% di chi ha acquisito anche il biennio magistrale. Questi dati suggeriscono un iniziale e lieve miglioramento rispetto all’anno passato registrando percentuali di più del 2,9% nel primo caso e del 3,1% nel secondo, ma purtroppo ancora troppi lontani dai vecchi dati pre-crisi. Infatti dal 2008 ad oggi sono stati riscontrati il 17,1% per le triennali e il 10,8% per le magistrali di punteggi in meno. Altro dato interessante è che dal 2016 sono diminuiti ancora i contratti a tempo indeterminato (-5,5% per la triennale e -7% della magistrale), ma aumentano, invece, i posti a tempo determinato.

Inoltre gli studenti del Nord tendono a rimanere a lavorare al Nord, infatti di questi va via solamente il 10,2%, mentre al Sud rimane una scelta quasi sempre obbligata: vanno via, infatti, il 44,9% degli studenti di cui il 25,6% si sposta al Nord.

Le facoltà più utili per trovare velocemente lavoro

La facoltà che detiene il primato di percentuale di ragazzi che entro 5 anni dalla laurea ha già un impiego è ingegneria con il 94,6%; al secondo posto c’è medicina con il 93,8% ed al terzo, invece, economia con il 91,9%. Tra le facoltà più in basse in graduatoria, ancora una volta, è presente giurisprudenza con il 76,5% di occupati.

Quanto incidono le discriminanti socio-economiche?

Le differenze socio-economiche pesano moltissimo sulla carriera degli studenti a partire dalla scelta dell’università. Infatti il 36,1% dei ragazzi che sceglie università lontane da casa ha almeno un genitore laureato. Tra l’altro, in queste famiglie è più facile che si scelgano percorsi magistrali piuttosto che triennali. Anche la provenienza dei percorsi scolastici incide sulla decisione di proseguire o meno gli studi: il 67,2% degli iscritti all’università proviene dai i licei, mentre solo il 18% dagli istituti tecnici e l’1,8% da quelli professionali.

La Redazione

servizio civile domande per accedere

Servizio Civile: bando di selezione esteso fino a luglio

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La richiesta di Servizio Civile è stata prolungata fino a luglio per favorire i giovani di età compresa fra i 18-28 anni

Vista la scarsa richiesta di partecipazione al Servizio Civile negli anni precedenti, quest’anno si è pensato di prolungare la finestra di presentazione della domanda, in modo da favorire l’iscrizione dei più giovani, soprattutto degli studenti. I progetti del Servizio Civile sono stati già tutti approvati e finanziati, anche se ancora non si conosce la soglia del finanziamento. Il bando di selezione, scaduto il 30 novembre 2017, verrà pubblicato a luglio e sarà finalmente possibile visionare anche la graduatoria definitiva.

A divulgare la notizia è stato lo stesso Borrelli, presidente del Forum Nazionale Servizio Civile, che attraverso un post pubblicato sulla sua bacheca ufficiale il 5 giugno 2018 ha reso noti i dettagli della nuova proposta. Inoltre, in seguito alla nascita del nuovo Governo e in attesa che l’attuale Presidente del Consiglio conferisca il mandato al Servizio Civile, Borrelli in occasione della prima Consulta Nazionale Servizio Civile ha stilato la cartina di tornasole, ovvero l’agenda relativa agli impegni delle istituzioni coinvolte negli adempimenti del Servizio Civile.

In un comunicato, il presidente della FNSC tiene ad informare gli utenti interessati al bando che la graduatoria dei progetti degli enti nazionali è stata approvata dal Dipartimento della Gioventù e dal Servizio Civile e sarà disponibile tra pochi giorni.

In seguito, sarà possibile consultare anche la graduatoria dei progetti degli enti regionali che sono stati passati in rassegna e valutati dalle Regioni stesse.

Per quanto riguarda il bando per la selezione dei volontari che prenderanno parte a tali progetti, Borrelli fa sapere che ci sarà un po’ di ritardo, infatti, la sua uscita è prevista per la metà di luglio e gli interessati potranno fare richiesta entro e non oltre il 30 settembre 2018.

Si assiste, dunque, ad un notevole cambiamento, in quanto per la prima volta il bando avrà scadenza dopo l’estate. Questo è molto importante soprattutto per gli studenti universitari, che avranno la possibilità di presentare domanda senza troppa fretta e senza dover rinunciare alla sessione di esami estiva. Inoltre, ad essere agevolati sono anche gli studenti che quest’anno sosterranno l’esame di maturità dal momento che per loro ci sarà un ampio margine di preferenza anche in base alle scelte future per la loro carriera.

Nonostante i progetti inizieranno con un lieve ritardo rispetto agli anni precedenti, all’incirca tra ottobre e dicembre, si pone maggior attenzione alle esigenze dei giovani, che siano esse di studio o di altra natura.

Borrelli, inoltre, dalla sua bacheca personale informa i diretti interessati del Servizio Civile anche sulle altre scadenze e cambiamenti relativi al bando.

Il presidente comunica che il 30 novembre è prevista la scadenza per la presentazione dei progetti del bando ordinario del 2018, mentre il prontuario della novità introdotte dalla legge n. 40/17 è già presente sul sito del Dipartimento. Gli enti interessati a partecipare al Servizio Civile iscritti all’Albo nazionale o all’Albo del Servizio Civile universale, devono presentare i progetti soltanto al Dipartimento del Servizio Civile Nazionale e della gioventù.

servizio-civile-nazionale-estesa-la-durata-del-bando

Gli enti, invece, iscritti all’Albo Regionale e delle Province autonome devono presentare i progetti relativi al Servizio Civile esclusivamente alle Province autonome ed alla Regione a cui sono collegate le sedi di esecuzione dei progetti presentati.

Infine, i progetti del Servizio Civile Nazionale che avranno luogo all’estero devono essere proposti solo al Dipartimento, senza tener conto dell’Albo a cui sono iscritti gli Enti promotori.

Sembra che le acque si siano scosse, gli enti iniziano a muovere i primi passi verso i nuovi progetti del 2018, ma nel frattempo si attendono ancora le Linee Guida che andranno a delineare ancora di più il prontuario. Infatti, saranno specificate meglio le misure sperimentali circa il Servizio Civile all’estero e il tutoraggio che favorisce l’ingresso al mondo del lavoro. Il tutto sarà gestito da un team specializzato che dal 5 giugno e in tempi ristretti avrà come compito quello di stabilire i principali provvedimenti dei vari progetti.

Non ci resta che aspettare l’uscita del bando per avere maggiori informazioni, ma al momento non possiamo non notare i molti cambiamenti a favore dei giovani, sperando che portino a maggiori adesioni.

Carla Sarnataro

giovani e lavoro regione campania assunzione del presidente vincenzo de luca

Regione Campania: 55 milioni investiti nel mondo del lavoro

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La Regione Campania ha stanziato 55 milioni di euro per nuovi progetti in campo lavorativo

La Regione Campania si è mobilitata ed attivata per istituire corsi di alta formazione, favorendo così l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani laureati e incoraggiando lo sviluppo tecnologico da parte delle imprese. Palazzo Santa Lucia ha stabilito, dunque, due tipologie di intervento, prevedendo un fondo complessivo di 55 milioni.

Il primo intervento

Il primo di questi finanziamenti per un valore di circa 10 milioni, è stato concepito per istituire dottorati di ricerca con specializzazione nel ramo industriale, rispondendo così alle esigenze delle aziende che non riescono a trovare, sul mercato del lavoro, il personale competente. È prevista l’articolazione del corso su tre livelli: la ricerca scientifica, la ricerca digitale ed inoltre anche la scoperta imprenditoriale, volta a sostenere tutti quei ragazzi che vogliono prendere delle iniziative imprenditoriali.

Il secondo intervento

Per quanto riguarda, invece, il secondo finanziamento, per il quale sono stati stanziati 45 milioni, l’obiettivo è quello di favorire il percorso di innovazione delle Pmi, supportandole negli studi di fattibilità, nella fase di sperimentazione ed anche in quella della ricerca preindustriale, per poter operare delle valutazioni statistiche sulle eventuali ricadute sul mercato. In questo modo si vogliono accompagnare le piccole e medie imprese nel processo di ripresa economica e di adeguamento al mondo digitale.

Il progetto del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Come sottolineato dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il progetto è stato pensato per favorire il dialogo tra le Università e le imprese. Sulla base delle richieste di queste ultime sono stati pensati, appunto, i dottorati di ricerca. Questa è la risposta che la Regione Campania lancia contro l’attuale situazione del nostro Paese in cui i livelli di disoccupazione crescono e le figure professionali richieste dalle aziende risultano essere introvabili perché non formate dal sistema universitario.

Come sottolineato dallo stesso Presidente De Luca, però, questo non è l’unico ambito in cui la Regione ha stanziato fondi negli ultimi tempi: uno sforzo notevole è stato diretto ai distretti tecnologici e all’Academy Apple, mentre 120 milioni sono stati indirizzati alla ricerca oncologica, in particolare per lo studio di vaccini e farmaci contro il cancro.

Tutte queste iniziative, come sostenuto dal Governatore della Regione, sono volte a cambiare i sistemi di produzione, innovazione e formazione della Campania.

LA REDAZIONE

servizio civile nazionale

Servizio Civile Nazionale 2018: ecco le nuove disposizioni

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Le nuove disposizioni inerenti alla presentazione dei progetti di Servizio Civile Nazionale sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 124 del 30 Maggio 2018. Vi spieghiamo quali sono le principali novità previste dal Governo

Servizio Civile Nazionale: le nuove disposizioni

Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 Maggio (questo è il link:  http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/05/30/124/sg/pdf), sono ormai ufficiali le nuove disposizioni governative circa la predisposizione, redazione, presentazione e valutazione dei nuovi progetti inerenti al Servizio Civile Nazionale. Esse vanno a sostituire integralmente quelle attuali, a loro volta approvate con Decreto Ministeriale circa due anni fa, in data 5 Maggio 2016.

Servizio Civile Nazionale: semplificazione e chiarezza

Uno degli obiettivi fondamentali alla base del varo della nuova normativa corrisponde all’esigenza di ottenere una maggiore semplificazione in una materia spesso troppo tecnica, talvolta di difficile interpretazione anche per gli stessi addetti ai lavori. Pertanto, come specifica il Dipartimento della Protezione Civile, la procedura per la presentazione dei nuovi progetti di Servizio Civile sarà semplificata e resa più facilmente comprensibile. Inoltre saranno esplicitate con maggiore chiarezza le motivazioni inerenti ad un eventuale respingimento del progetto presentato, il che dovrebbe mettere al riparo gli Enti partecipanti dal ricadere continuamente negli stessi errori.

Vengono inoltre inglobate, nelle nuove disposizioni, le novità previste dai Decreti Legislativi n. 40 del 6 marzo 2017 e n. 43 del 13 aprile 2018 (questo il link http://www.serviziocivile.gov.it/media/756624/testointegratodlgs40-e-43.pdf). Esse hanno portato alla nascita del Servizio Civile Universale ed a nuove modalità di riconoscimento e valorizzazione delle competenze, che saranno certificate e quindi immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.

Servizio Civile Nazionale: maggiore flessibilità con i nuovi progetti

I nuovi progetti di Servizio Civile Nazionale saranno caratterizzati da una maggiore flessibilità, sia in termini di durata del servizio, sia riguardo all’articolazione oraria dello svolgimento delle attività. Tempi e modi della formazione saranno opportunamente rimodulati per risultare adeguati ai nuovi tempi imposti da questa nuova tipologia flessibile di Servizio Civile. Sarà garantita la partecipazione ai progetti da parte dei “giovani con minori opportunità”, in ottemperanza a quanto stabilito dal già citato D.lgs n. 40/2017.

Vengono inoltre individuate nuove aree di intervento, con la possibilità di presentare progetti di Servizio Civile innovativi ed in ambiti inediti. Ciò aprirà la strada alla partecipazione di un numero maggiore di enti rispetto al passato. All’interno dei progetti approvati sul suolo italiano sarà previsto un periodo, della durata massima di tre mesi, durante i quali sarà possibile svolgere il servizio in un paese comunitario o essere avvicinati al mondo del lavoro, mediante un periodo di tutoraggio.

Servizio Civile: nuove norme in tema di sicurezza

Per i volontari impegnati in progetti di Servizio Civile all’estero, è stata integralmente rivisitata la normativa precedente e sono state introdotte regole più precise e stringenti riguardo al rispetto del protocollo di sicurezza; allo stesso modo saranno immediatamente individuabili le responsabilità dovute all’inosservanza delle nuove norme di comportamento.

Le disposizioni contenute nel nuovo Decreto Ministeriale sono dunque destinate a trasformare, in molti aspetti, la realtà concreta del Servizio Civile Nazionale. Le indicazioni di cui abbiamo parlato brevemente ed in maniera generale saranno presto oggetto di uno specifico avviso. Quest’ultimo conterrà le indicazioni da osservare analiticamente da parte di tutti gli enti che vorranno accedere a futuri progetti di Servizio Civile, pena l’esclusione dagli stessi.

Giuseppe Esposito

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Il ruolo della formazione continua nel mondo del lavoro

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La formazione continua si afferma, ancora una volta, come elemento centrale nell’ottica della nuova concettualizzazione delle imprese e del lavoro

I profili ricercati nel mondo del lavoro

Trovare lavoro al giorno d’oggi risulta sempre più difficile per cui è necessario possedere tutte le abilità necessarie ad essere competitivi nel mondo professionale. E come se non bastasse, le offerte attualmente presenti sul mercato sono sempre più specifiche ed articolate.

Tra le caratteristiche attualmente richieste dai datori di lavoro, infatti, si riscontrano la capacità di problem solving, la capacità di lavoro in gruppo, le abilità comunicative, le soft skills e l’intelligenza emotiva. Quindi, le capacità richieste sono sempre più specifiche e dettagliate, comprendendo diversi settori.

In più, nella maggior parte dei casi vengono ricercate abilità di padroneggiamento del digitale e della tecnologia, rendendo in questo modo più complessi anche i lavori tradizionali.

La formazione continua

In un momento storico come il nostro, in cui scarseggiano le richieste di lavoro, un elemento fondamentale e che non va affatto trascurato è la formazione intesa come un processo continuo e mai completo, che accompagna tutta la vita lavorativa dei soggetti, nella prospettiva del lifelong learning.

Questo nuovo modo di intendere il lavoro è basato sull’idea che in un’era in cui la tecnologia ed il digitale progrediscono quasi quotidianamente, non possiamo pensare di imparare un lavoro e metterlo in pratica per tutto il resto della vita. Così come il mondo che ci circonda è soggetto ad un continuo mutamento, allo stesso tempo anche il lavoro cambia costantemente.

Pertanto la formazione continua è necessaria sia per colui che deve essere in grado di svolgere lavori che si modificano continuamente, sia per le aziende che devono cercare di essere sempre competitive. Dunque, la formazione continua è essenziale in questo momento storico, e lo sarà sicuramente anche in futuro, sia per trovare lavoro che per mantenerlo, garantendo organizzazione e produzione.

I dati del rapporto Anpal

I primi segnali di miglioramento rispetto alla formazione nel nostro Paese provengono dal Rapporto sulla formazione continua di Anpal, in cui sono stati analizzati gli anni 2016 e 2017. Infatti, rispetto al 2015, anno in cui i lavoratori che si erano sottoposti a processi di formazione erano il 7,3%, nel 2016 il dato riportato dal Rapporto è pari all’8,3%; ancora poco rispetto al 10,8% degli altri Paesi europei.

È evidente che esiste ancora un gap importante tra l’Italia ed il resto dell’Europa, ma i primi segnali positivi iniziano ad emergere e non possono essere sottovalutati.

Altro dato importante e che merita di essere sottolineato è l’interesse mostrato dalle aziende per la formazione dei propri lavoratori.

La formazione continua può essere l’arma vincente

È proprio la formazione continua il valore aggiunto che permette di fare la differenza nel mondo del lavoro. Per questo è importante che sia i lavoratori che le imprese si impegnino a promuoverla affinché il nostro Paese risulti sempre più competitivo ed al passo con i tempi. 

La Redazione

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