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Monthly Archives:dicembre 2016

Notizie utili per l’ammissione al Servizio Civile Nazionale – Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

Ares No Comments

Rendo noto che con la pubblicazione Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Ufficio per il Servizio Civile Nazionale per la selezione di n. 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero, è stato approvato il progetto di Servizio Civile seguente:

la cui realizzazione sarà effettuata presso la sede    L’Ares per il territorio .

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
  • cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 26 giugno 2017. Le domande comunque pervenute oltre il termine stabilito, non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo pec infoares@arubapec.it a mezzo “raccomandata A/R” all’indirizzo di ciascuna sede progetto;
  2. consegnate a mano all’indirizzo di ciascuna sede progetto e secondo le modalità e tempi di ciascuna.
  3. Le domande devono essere consegnate entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 26 Giugno 2017

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni. La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione. È cura dell’ente provvedere a far integrare la domanda con l’indicazione della sede, ove necessario.

La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione dalla selezione, analogamente al mancato invio della fotocopia del documento di identità; è invece sanabile la presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto

Per eventuali ulteriori chiarimenti inviare richiesta all’indirizzo mail.

Il Responsabile Nazionale del Servizio Civile

 

Modulistica Allegata da Scaricare : 

NOTIZIE UTILI 

DOMANDA DI AMMISSIONE – ALLEGATO 2

AVVISO DI CONSEGNA

PROGETTO

DICHIARAZIONE TITOLI – ALLEGATO 3

Industria 4.0 e Formazione 4.0

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Formazione 4.0 fondamentale per rendere le imprese competitive

Uno degli elementi principali del Piano dell’Industria 4.0 è puntare innanzitutto sulla competitività della produzione delle aziende, mirando soprattutto alle risorse umane.

Credito d’imposta per le aziende

Proprio per incrementare quanto rilevato sopra, la Legge di Bilancio 2018 ed il seguente Decreto Interministeriale del 4 maggio 2018 hanno stabilito un credito d’imposta per tutte le aziende che vogliono puntare sull’ammodernamento degli strumenti, nell’ottica dell’Industria 4.0, oltre che sulla formazione dei propri dipendenti affinchè apprendano le tecniche di produzione più recenti ed attuali. La formazione, secondo quanto stabilito nel Piano Nazionale Industria 4.0 può avvenire previo accordo delle aziende con i sindacati aziendali, territoriali o regionali.

L’accordo tra i sindacati

Cgil, Cisl, Confindustria e Uil, il 5 luglio di quest’anno, hanno valutato attentamente la misura sul credito d’imposta prevista dal Governo nella Legge di Bilancio, arrivando alla conclusione che questa può rappresentare una misura significativa per sostenere la formazione 4.0. In questo modo, inoltre, sarà possibile dar vita a nuove ed importanti sinergie con le misure di sostegno già messe in campo dai Fondi Interprofessionali rispetto alle iniziative di formazione.

Proprio in base a quanto detto fin ora, si evince che ogni attività di formazione in merito diretta al personale dipendente rispetto al settore tecnologico sul Piano Industria 4.0 e sostenuto nel periodo del credito di imposta successivo a quello del 31 dicembre 2017, per poter andare in porto definitivamente, dovrà ricevere l’approvazione attraverso un accordo con sindacati aziendali o territoriali per poter ottenere il beneficio previsto.

Le misure nello specifico

  • Le imprese associate con Confindustria che non hanno una rappresentanza sindacale oppure prive di rsu o rsa, dovranno conferire un apposito mandato ad una qualunque struttura territoriale di Confindustria, la quale si occuperà di stipulare accordi per definire procedure e sedi per il piano di Formazione 4.0;
  • Le imprese che, invece, dispongono già di rsu o rsa, ovvero di una propria rappresentanza sindacale, sottoscriveranno il proprio accordo in base a quanto previsto dall’accordo interconfederale del 2014 sulle rappresentanze;
  • Tutte le imprese che sono iscritte a Fondimpresa potranno fare riferimento al Protocollo di Intesa del 22 novembre 2017 rispetto alle modalità ed i criteri per la condivisione dei piani formativi tra le parti sociali, pur essendo necessario per la formazione 4.0 l’accordo con l’ispettorato territoriale del Lavoro competente.

La Formazione 4.0 per le imprese

Dal momento che è richiesto a tutti i lavoratori che seguono corsi di Formazione 4.0 dal Decreto Interministeriale il rilascio dell’attestato di partecipazione alle attività, le aziende devono comunicare alla propria rsu o rsa, anche per via informatica, una dichiarazione in cui si attesta il rilascio del documento. Per le aziende che sono sprovviste di rappresentanza sindacale, tale dichiarazione sarà a carico dei sindacati con i quali si è stipulato l’accordo di rappresentanza.

 

La Redazione

foto di gruppo servizio civile nazionale comune

Nuovo bando per il Servizio Civile Marca Trevigiana: tutti i dettagli

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Il bando per il Servizio Civile Marca Trevigiana sarà pubblicato nei prossimi giorni: 240 i posti messi a disposizione. Tutti i dettagli

Giungerà a breve, probabilmente entro il mese corrente, un nuovo bando di selezione per il Servizio Civile Nazionale. Il bando riguarderà i comuni della Marca Trevigiana e sarà rivolto, come consuetudine, a giovani di età compresa tra 18 e 29 anni.

Bando Servizio Civile Marca Trevigiana: chi sono gli enti coinvolti

Al bando per il Servizio Civile ha partecipato l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, che fa capo ad una vasta rete progettuale composta da altri 34 partner tra i quali enti, associazioni di volontariato, cooperative e parrocchie. Si tratta di un rapporto di collaborazione assai proficuo e consolidato negli anni. Oltre all’Associazione dei Comuni, va sottolineato il ruolo di Volontarinsieme – CSV Treviso, che coordina le varie realtà associative e si occupa dell’orientamento dei giovani volontari. Sono stati presentati 9 progetti di Servizio Civile, tutti approvati, per un totale di circa 240 posti messi a disposizione degli aspiranti volontari.

Nuovo bando per il Servizio Civile Marca Trevigiana tutti i dettagli - Interno (2)

Bando Servizio Civile Marca Trevigiana: quali sono le attività previste

I candidati che risulteranno vincitori del bando potranno essere impiegati in tre ambiti: sociale, cultura, ambiente. Coloro che avranno scelto di svolgere il Servizio Civile all’interno di un ente comunale potranno essere impiegati come figura di supporto con differenti mansioni, dipendenti dalla specificità del progetto che li vedrà coinvolti. Potranno, ad esempio, prestare la loro attività all’interno del settore dei servizi sociali, ma anche nelle biblioteche comunali e nell’ufficio cultura o all’interno del settore ecologia e ambiente. Gli altri volontari saranno invece da supporto alle attività degli enti, associazioni, cooperative e parrocchie, a loro volta coinvolti nei progetti di Servizio Civile. In questo secondo caso, come è facile immaginare, le attività di Servizio Civile riguarderanno in particolare il campo del sociale.

Bando Servizio Civile Marca Trevigiana: quanto dura e quanto si guadagna

La durata del progetto di Servizio Civile Marca Trevigiana è fissata in 12 mesi, conformemente a quanto previsto dalla normativa nazionale. L’impegno settimanale è stabilito sul limite delle trenta ore di lavoro ripartite, di solito, in 5 o 6 giornate lavorative, fino al raggiungimento di un monte ore annuale minimo di 1440 ore. Il compenso mensile è pari a 433 Euro netti.

Bando Servizio Civile Marca Trevigiana: alcuni consigli

Si tratta, come abbiamo visto, di un impegno non trascurabile e pertanto da non prendere sottogamba. Il Servizio Civile Nazionale permette ai partecipanti di dare il proprio contributo al progresso sociale del paese e di avvicinarsi ad alcune realtà lavorative. I progetti di Servizio Civile sono pensati, non a caso, esplicitamente per coloro che abbiano appena conseguito il diploma di istruzione superiore o la laurea; essi potranno difatti approfittare di quest’esperienza per orientarsi più efficacemente verso la scelta di una facoltà universitaria adatta o, nel caso dei laureati, per iniziare a prendere confidenza con il mondo del lavoro.

È possibile ottenere informazioni o fissare un colloquio utile ad orientarsi meglio tra i vari progetti previsti dal bando, scrivendo una mail all’indirizzo: promozione@trevisovolontariato.org o telefonando al numero 0422 320191.

Bando Servizio Civile Marca Trevigiana: riferimenti normativi

Dopo avervi presentato brevemente il nuovo bando Servizio Civile Marca Trevigiana, ecco tutti i riferimenti utili per verificare l’avvenuta pubblicazione dello stesso e tutti i suoi contenuti:

  • Associazione Comuni della Marca Trevigiana, sezione news: https://comunitrevigiani.it/news
  • Portale istituzionale del Servizio Civile Nazionale: http://www.serviziocivile.gov.it/
  • Gazzetta Ufficiale: http://www.gazzettaufficiale.it/

 

Giuseppe Esposito

industria 4.0 e formazione professionale

Il ruolo imprescindibile della formazione nell’era dell’Industria 4.0

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Nell’era dell’Industria 4.0 diventa sempre più centrale il processo di formazione dei lavoratori che comporta, a sua volta, la centralità dell’HR

Lo sviluppo commerciale dell’Industria 4.0 ha raggiunto ottimi risultati nel 2017 arrivando ad un valore compreso tra i 2,3 ed i 2,4 miliardi di euro. Soprattutto, la maggior parte di questi importi coinvolge l’Industria dell’IoT (Internet of Things), dell’Analytics e del Cloud Manufacturing.

Secondo il rapporto emerso dal quarto Osservatorio Industria 4.0, le aziende stanno iniziando a sviluppare sempre di più consapevolezza e conoscenza rispetto a tutto ciò che concerne l’Industria 4.0, ma è necessario ancora puntare sulla formazione.

Le conoscenze fondamentali per essere competitivi

Sempre in base a quanto emerso dal suddetto rapporto dell’Osservatorio Industria 4.0, dunque, sono 5 le competenze necessarie per poter abilitare, progettare e gestire lo sviluppo industriale dell’attuale millennio. Andando nello specifico si tratta di:

  • Cyber-security
  • Gestione della supply chain digitale
  • Manutenzione smart
  • Organizzazione del lavoro e della relazione uomo/macchina
  • Applicazione lean manufacturing per l’Industria 4.0.

L’importanza della formazione nell’era dell’Industria 4.0

Chiaramente, sviluppare il livello adeguato di competenze in questo settore non è né facile né immediato, ma sono necessari corsi di formazione appropriati affinchè il personale apprenda come muoversi nel mondo dell’Industria 4.0. Per cui, proprio per puntare sulla formazione, è necessario favorire la presenza della funzione di HR in ogni fase del processo di digitalizzazione.

L’importanza del ruolo dell’HR

Lo stesso Direttore Generale del settore Industria, Servizi e Infrastrutture di Engineering, Alfredo Belsito, in occasione della presentazione del rapporto dell’Osservatorio, ha tenuto a precisare che la formazione, così come il Change Management, sono elementi basilari per lo sviluppo del metodo dell’Industria 4.0. Ma proprio per fare in modo che questo avvenga, è fondamentale rivalutare e ricollocare la posizione e le competenze dei lavoratori,  che rappresentano dunque il capitale umano. In questa prospettiva, puntare sulla presenza dell’HR dovrebbe essere fondamentale.

 

La Redazione

servizio civile nazionale adesione dai giovani

Poca adesione al Servizio Civile: l’appello dei ragazzi di Treviso

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Trenta posti rimasti vacanti a Treviso per il 2018: i giovani volontari del luogo ci mettono la faccia per convincere i loro coetanei

Solo 100 posti occupati sui 130 disponibili per il 2018: è questo il poco incoraggiante quadro che si presenta a Treviso. I richiedenti, in realtà, erano stati molti di più: si parla di trecento giovani presenti ai colloqui conosciutivi, dei quali, evidentemente, buona parte ha immediatamente, o quasi, fatto un passo indietro per motivazioni che possono essere, forse, facilmente ipotizzate. I ragazzi cercano esperienze che comportino vantaggi concreti e, banalmente, in un Paese che offre sempre meno opportunità, un buon ritorno economico.

Facile, dunque, immaginare ragazzi che, magari nel post-maturità o durante un anno sabbatico, abbiano deciso di rispondere al bando per poi essere, magari, allettati da possibilità più remunerative, meno faticose o, semplicemente, dall’appeal del dolce far nulla. È qui che entrano in gioco i ragazzi di Treviso che, forti di un’esperienza evidentemente più che positiva, non ci stanno e tentano di promuovere il Servizio Civile presso i loro coetanei conterranei.

I volontari sponsorizzano il servizio civile

Prontamente, dunque, l’Associazione Comuni Marca Trevigiana e Volontarinsieme-Csv Treviso hanno deciso di utilizzare volti e racconti di questi ragazzi entusiasti per pubblicizzare il Servizio Civile come ciò che dovrebbe essere: non una semplice esperienza lavorativa, ma un’esperienza di vita che non lascia indifferenti e che porta con sé una grossa opportunità di crescita.

I ragazzi prestatisi a questa disinteressata operazione pubblicitaria hanno svolto le loro mansioni in molti ambiti diversi: c’è chi viene da un anno da volontario in un centro che si occupa di persone disabili, chi ha dato una mano in un progetto sul disagio giovanile, ma anche chi ha prestato servizio nei Comuni, nelle biblioteche, o ancora a supporto di anziani, migranti, minori, nelle scuole, nella promozione di attività culturali o nel settore ecologico. Un anno che, giurano i ragazzi coinvolti, è stato uno straordinario momento di crescita e maturazione, oltre ad una possibilità per valutare nuove strade e capire ciò che davvero si vorrà fare “da grandi”.

Entusiasta, naturalmente, anche  Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni Marca Trevigiana, che ricorda come il Servizio Civile sia una grande opportunità per fare esperienza nei campi lavorativi più disparati e costruire una solida ed ampia rete di contatti che possa, un giorno, proprio in ambito lavorativo, risultare utilissima. Tutto ciò senza dimenticare, ovviamente, il fatto che il contributo dei giovani sia, in tempi di grande carenza di personale, una grandissima mano per i Comuni interessati.

A breve il bando per il 2019

È, intanto, prevista a giorni la pubblicazione del bando per il Servizio Civile riguardo l’anno 2019 e a Treviso i posti saranno ben 240: le opportunità, dunque, non mancheranno per chi, in età compresa tra i 18 e i 28 anni, volesse farsi convincere dai volti sinceri dei suoi coetanei e decidere di tentare quest’esperienza. Il rimborso spese garantito dallo Stato sarà, come gli altri anni, di 433 euro mensili a fronte di 30 ore di servizio settimanali. Condizioni, evidentemente, non ritenute sufficientemente vantaggiose da chi ha deciso di tirarsi indietro, ma che, giurano i diretti interessati, non sono che una minima parte di un’esperienza assolutamente appagante.

Chiunque fosse interessato a chiedere informazioni o ad orientarsi fra i tanti ambiti nei quali è possibile impegnarsi può inviare una mail a promozione@trevisovolontariato.org o telefonare allo 0422 320191.

I ragazzi trevigiani sono pronti a giurare che ne vale la pena.

 

Ivan Marra

formazione professionale e lavoro e concorsi

Ares: Formazione, Opportunita’ e Concorsi

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ARES –  Associazione Ricerca e Sviluppo si schiera per le opportunità professionali scaturite dai nascenti concorsi in Puglia e Campania  offrendo un nuovo percorso  formativo e preparatorio creato ad hoc per il loro superamento.

Il concorso del Cardarelli: opportunità per infermieri ed OSS

L’azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, la più grande e la più importante del Sud Italia, ha emanato lo scorso lunedì 9 luglio una delibera (n. 775) con la quale è stato indetto un concorso per assumere a tempo indeterminato nuove figure professionali. Alla luce di quanto riportato nel documento firmato dal Direttore Generale Ciro Verdoliva, sono 80 le unità ricercate dalla struttura sanitaria partenopeo: nello specifico, si tratta di 20 posti come infermiere (categoria D) e di 60 come OSS (categoria B – Livello Economico Super).

La delibera specifica, inoltre, che vi sarà per ogni categoria una riserva del 30% per i volontari delle forze armate in congedo e gli ufficiali in ferma prefissata e del 20% per i lavoratori a tempo determinato che già operano al Cardarelli in altre mansioni.

Alla pubblicazione ufficiale della delibera farà presto seguito l’uscita del relativo bando sulla Gazzetta Ufficiale: qui, sarà possibile prendere nota delle tipologie di prove che i candidati dovranno sostenere. Oltre all’esito di quest’ultime, ai fini dell’assunzione, contribuirà ovviamente la valutazione dei titoli che gli aspiranti infermieri ed OSS dichiareranno di possedere all’atto della selezione. La notizia ha un peso assolutamente rilevante; difatti, l’ultimo concorso indetto dall’azienda ospedaliera napoletana risaliva a circa 14 anni fa.

Un nuovo maxi concorso anche in Puglia

Anche in Puglia giungono interessanti novità in merito a concorsi riguardanti il mondo delle professioni sanitarie. La Regione, infatti, intende assumere 1789 figure di OSS da smistare nelle principali ASL del vasto territorio di competenza.

Come nel caso del Cardarelli, anche qui vi saranno alcune riserve: la metà dei posti banditi, infatti, sarà destinata a coloro che hanno già un’anzianità di servizio di 3 anni alla data del 31 dicembre 2017 o che, lavorando già come ausiliari, hanno acquisito durante la loro carriera in ASL la qualifica di OSS.

ARES –  Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, a tal proposito, di intervenire  offrendo un nuovo percorso  formativo creato ad hoc per le nuove esigenze ed in grado di garantire le giuste competenze per il superamento dei concorsi citati. L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è, infatti, una realtà sensibile e attenta alle esigenze formative più attuali. Da sempre schierata a favore dei ragazzi e non solo, ARES ha avviato una lunga serie di attività ed iniziative per il sostegno ed il supporto in ambito occupazionale. La formazione è, infatti, per ARES un valido strumento per far fronte alle complesse problematiche della vita attuale, sia in campo lavorativo che sociale.

Il mondo, anzi, il mondo odierno, non regala assolute certezze e forse nemmeno vive speranze soprattutto per quel che concerne il campo lavorativo. Le complessità, infatti, sono svariate e gli svantaggi, purtroppo, non sono da meno; tuttavia, fortunatamente, altrettanto numerose sono le azioni attivate da ARES per il loro tenace contrasto e per il supporto delle giuste opportunità professionali.

Per l’Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli prendere a carico necessità  e bisogni formativi e professionali attuali è, infatti, una vera e propria ragion d’essere di un’immensa, avvincente e storica attività che mira, dunque, ad offrire una valida occasione per prendere al volo le chance professionali offerte.

L’offerta formativa

Una straordinaria opportunità dunque. ARES vi propone la possibilità di partecipare a dei corsi preparatori totalmente validi sia in ambito sanitario che per cultura generale per far fronte con estrema preparazione alle nuove richieste formative. Attraverso delle opportunità di formazione e di crescita lavorativa ed umanitaria, ARES vuole, dunque, ampliare gli orizzonti di un futuro professionale che deve sorridere e appartenere a tutti valutando anche le richieste di coloro che necessitano di accompagnare il proprio percorso formativo alle esigenze ed agli impegni tipici della vita quotidiana, offrendo, dunque, corsi ed operatività anche in orario serale o nel week-end.

L’importanza dei ruoli richiesti

Tra le figure indicate da questo maxi concorso brillano particolarmente quelle  dell’operatore socio sanitario (OSS). L’OSS è, infatti, una delle più recenti professioni del settore sociosanitario nata dall’accordo tra Stato e Regioni del 22 febbraio 2001. L’OSS ricopre un ruolo molto importante in ambito sanitario perché supporta e coadiuva l’attività dell’infermiere per l’assistenza ai pazienti.

L’operatore socio sanitario può operare sia in ambito privato che pubblico, sia come libero professionista che come dipendente. Per quanto riguarda il settore pubblico si accede, infatti, mediante concorso per esami e\o titoli. Nel settore privato ha un vasto margine di scelta potendo lavorare presso Onlus, Case Famiglia, enti privati, RSA, o altri soggetti che abbiano carattere socio sanitario, sociale o sanitario.

Le opportunità

I benefici innescati dalla nuova opportunità ARES  saranno, quindi, molteplici. Una formazione altamente professionale creata ad hoc non solo per il superamento dei concorsi in questione ma anche per il conseguimento di una valida formazione spendibile in ulteriori e magnifiche opportunità per un ambito professionale valido, professionale ed in costante ricerca di operatori.

 

Per avere maggiori informazioni circa i costi e le modalità di iscrizione contattaci ai numeri:

Telefono: 0815704220 / 0815705650 / 08119360666  –  whatapp ares formazione Mobile con Whatsapp :  3929164153

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il ministro bussetti e la nuova legge sulla tecnologia e formazione

Bussetti: scuola e formazione tecnologica

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Il Ministro Bussetti ha presentato il suo dicastero in Senato dal quale emerge l’attenzione per temi sempre più attuali come la formazione, la tecnologia e la dispersione scolastica.

L’11 luglio 2018 ha parlato in Senato il Ministro Bussetti per presentare il programma del suo dicastero e diversi sono stati gli argomenti inclusi nel suo piano di azione.Si è affrontata, infatti, la questione della formazione dei docenti, dell’importanza della tecnologia all’interno delle istituzioni scolastiche ed anche del sostegno. Vediamo di seguito i dettagli.

L’importanza della tecnologia nelle scuole

Il Ministro ha sottolineato l’importanza, nel periodo storico che stiamo vivendo, del compito che le scuole devono assumersi, ovvero, educare gli studenti all’utilizzo dei più recenti sistemi tecnologici e digitali. Una formazione di questo tipo, dunque, non può essere appresa una volta e per sempre, ma è necessario sottoporla all’ottica del continuo aggiornamento ed apprendimento al fine di risultare sempre al passo con i tempi. Fondamentale, pertanto, sarà il continuo confronto anche con i coetanei degli altri istituti sia nazionali che internazionali.

La scuola, quindi, partendo dall’infanzia, deve favorire l’acquisizione delle capacità tecnologiche per i propri studenti.

Bussetti ha, inoltre, sottolineato che i docenti in questo processo giocheranno un ruolo fondamentale in quanto rappresenteranno il punto di riferimento degli studenti. Proprio per questo motivo, la formazione appropriata in campo tecnologico sarà indispensabile anche per gli insegnanti, che saranno chiamati al conseguimento di corsi di formazione continui per poter risultare sempre aggiornati e costantemente preparati.

Le lingue straniere

Anche le lingue straniere dovranno ricoprire un ruolo fondamentale all’interno degli istituti scolastici di ogni ordine e grado del nostro Paese. Conoscere molteplici lingue è, infatti, requisito essenziale nel mondo della globalizzazione, caratterizzato, per l’appunto, da scambi internazionali continui.

La scuola inclusiva

In più, il Ministro ha sottolineato che la scuola dovrà assumere sempre più l’ottica dell’inclusività, garantendo l’accesso a tutti gli studenti. Fondamentale, infatti, per l’apprendimento degli alunni è la possibilità di interagire e confrontarsi costantemente con gli altri. Per questo, Bussetti ha garantito che il decreto n. 66, il quale favorisce la partecipazione e la relazione con famiglie ed associazioni,  verrà pienamente attuato.

La dispersione scolastica

Nel piano del Governo è ribadito, inoltre, l’impegno che si vuole assumere per cercare di contrastare in tutti i modi il fenomeno della dispersione scolastica, che in Italia continua ad essere ancora troppo diffuso. La scuola, ma in generale tutte le istituzioni, dovranno impegnarsi per sostenere i ragazzi fino alla fine del loro percorso di studi.

Insegnanti di sostegno

Per quanto riguarda, invece, il problema delle assegnazioni provvisorie degli insegnanti di sostegno, il Ministro ha chiarito che verrà data priorità ai docenti appositamente specializzati, a chi ha già avuto incarichi di questo tipo ed a chi sta concludendo in subordine.

La Redazione

usciti nuovi bandi per il servizio civile nazionale

Pubblicati sei nuovi bandi per il Servizio Civile

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È possibile presentare la propria candidatura entro il 20 luglio per 411 nuovi progetti. Di seguito tutte le informazioni

Sono stati resi noti sul sito www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it dal Dipartimento della gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri sei nuovi bandi riguardanti l’attività del Servizio Civile. Attraverso questi sei progetti, dunque, verrebbero impiegati in totale 3.556 partecipanti nelle regioni di Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Calabria, Lazio e Basilicata.

Che tipologie di attività riguardano i nuovi bandi per il Servizio Civile?

In questi 6 bandi appena presentati sono inclusi 411 progetti, che sono stati finanziati attraverso il Programma Operativo Nazionale “Iniziativa occupazione giovani” – Pon Iog, che si occupa, appunto, di combattere la disoccupazione giovanile in base alle normative prescritte a livello europeo.

I fondi stanziati per i sei bandi

Per far partire i suddetti 411 progetti sono stati stanziati ben 22 milioni di euro, ottenuti grazie alla collaborazione tra il Dipartimento della gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le sei Regioni interessate e l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro).

Chi può candidarsi per partecipare ai nuovi progetti?

Possono candidarsi per partecipare ai nuovi progetti tutti i giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni, i quali non devono essere impegnati in nessun percorso né di lavoro né tanto meno di formazione o istruzione, come chiaramente sottolineato alla voce dei bandi “requisiti e condizioni ammissione”.

Ad ogni modo, per i candidati idonei è possibile presentare un’unica domanda di partecipazione e soprattutto per uno specifico progetto del Servizio Civile che potrà essere scelto dal candidato tra tutti i bandi proposti. Potranno, inoltre, presentare la propria candidatura anche tutti quei giovani che abbiano già preso parte al progetto europeo IVO4ALL, o che abbiano partecipato ai Corpi Civile di Pace, o ancora che abbiano già svolto il Servizio Civile. Ricordiamo, inoltre, che la durata prestabilita del Servizio Civile è di 12 mesi.

Come si presenta la domanda di partecipazione?

All’interno dei bandi sono specificate nel dettaglio le indicazioni per presentare le domande di partecipazione, che saranno indirizzate direttamente all’ente che ha organizzato il progetto.

Per quanto riguarda le tempistiche, le candidature dovranno essere presente entro e non oltre le 14,00 del 20 luglio 2018. Gli enti, in piena autonomia, si occuperanno poi di valutare le candidature e di organizzare dei colloqui conoscitivi con tutti coloro che hanno fatto domanda di ammissione ai progetti. Ad ogni modo, è possibile rintracciare tutte le informazioni direttamente sulle pagine Internet delle Associazioni che si sono occupate di organizzare i progetti.

Come rintracciare i bandi

Per trovare tutti i bandi pubblicati dalla propria Regione è possibile consultare, nella sezione Bandi Regionali, tutti i progetti approvati per il Servizio Civile.

Nella sezione Progetti, invece, nella funzione “Scegli il tuo progetto” è possibile, attraverso il motore di ricerca, selezionare il progetto più congeniale al proprio profilo di candidatura anche in base alla Regione di appartenenza.

In più, nella sezione Allegati è possibile accedere a tutta la modulistica necessaria per presentare la propria candidatura, scaricando semplicemente i cinque allegati:

  • Allegato 2: Domanda di ammissione;
  • Allegato 3: Autodichiarazione;
  • Allegato 4: Scheda di valutazione;
  • Allegato 5: Scheda di sintesi del progetto per gli Enti.

 

Kristina Barresi

e learning vediamo insieme come funziona

E-Learning sempre più diffuso nella formazione

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Nel campo della formazione dei lavoratori si sta sviluppando sempre di più la modalità dell’e-learning. Di seguito i dettagli. La tecnologia ed il digitale stanno modificando anche il mondo della formazione.

È questo quanto emerso in occasione del convegno-evento tenutosi a Milano il 6 ed il 7 giugno scorsi per la terza edizione di “Exploring e-learning”. Infatti, sono ormai tutti sempre più convinti che la formazione dei prossimi anni passerà attraverso tale modalità: quindi, senza più bisogno di aule o di ore specifiche, ci si potrà dedicare a questo aspetto professionale che, con il passare degli anni, diventerà sempre più incisivo.

Al momento, risulta che i settori in cui lo sviluppo della formazione digitale sarà irrefrenabile saranno proprio quelli assicurativi e bancari.

A Milano nasce il “Museo della Scienza ad exploring elearning”. È stato fondato a Milano il “Museo della Scienza ad exploring elearning”, grazie alla collaborazione di 630 formatori, di 250 Corporate Academy italiane e di ben 20 Università sia italiane che straniere. Tra gli altri, hanno preso parte al progetto, oltre che ad esserne testimonial, brand famosissimi quali: Microsoft, Policlinico Gemelli, Rai, Tim, BNL, Unicredit, Sisal, Ferrero, Agenzia delle Entrate, Assolombarda, Nestlè, Bulgari, OVS, PwC, EY, FFSS, Fondir, Comdata, BNP Paribas, Iccrea, Luxottica, Cgt.

Il contributo dei partecipanti

I partecipanti hanno avuto a disposizione ben 88 laboratori all’interno dei quali elaborare, progettare e costruire la formazione in ambito digitale. In particolare, ci si è concentrati sulla funzione centrale che sta assumendo tale dimensione in ciò che concerne l’apprendimento. Infatti, il digitale è diventato di grande utilità dal momento che consente di soddisfare le richieste della formazione continua in modalità “auto-apprendimento”. Ma per fare questo, è necessario anche provvedere ad educare la popolazione in massa all’uso dell’Intelligenza Artificiale, della Realtà Aumentata e della Realtà Virtuale, sempre più presenti nei sistemi di e-learning.

Ma non tutti sono sempre disposti ad intraprendere iter di questo tipo, infatti, le resistenze persistono e sono ancora molto forti, per cui si è deciso di iniziare a coinvolgere gli stessi dirigenti delle aziende affinchè comprendano i vantaggi della tecnologia.

I primi dati

La maggior parte delle aziende è, comunque, sempre più convinta dell’importanza della formazione, svolta anche attraverso la modalità e-learning. Per esempio, nel 2017 la Scuola dei Capi, iniziativa a cura del gruppo Intesa Sanpaolo, ha avviato più di 2,6 milioni di ore di formazione ed aggiornamento per i propri dipendenti. Nello stesso anno BNL ha organizzato un corso di 505 mila ore, di cui il 52% del totale è stato effettuato in modalità e-learning. E ancora, nel 2017, ogni dipendente dei 100 mila dell’Unicredit ha svolto circa 24 ore di formazione, la maggior parte delle quali attraverso strumenti telematici.

I nuovi campi di sviluppo dell’e-learning

Negli ultimi tempi anche altri settori si stanno avvicinando sempre di più all’utilizzo della modalità e-learning, come, ad esempio, quello delle telecomunicazione e quello metalmeccanico. In quest’ultimo, in particolare, è stato stipulato un contratto di lavoro che ha comportato l’introduzione del Diritto Soggettivo alla formazione, che prevede 24 ore di aggiornamento , soprattutto in campo digitale, da realizzare in tre anni.

Gli sviluppi futuri

Secondo Franco Amicucci, il fondatore di una delle più importanti società di e-learning del nostro Paese, entro il 2025 la formazione svolta in maniera telematica sarà la tipologia prevalente in tutte le aziende, sia pubbliche che private.

La Redazione

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Servizio Civile: aree di intervento dei futuri operatori/volontari

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Quali sono i campi in cui saranno attivi gli operatori del servizio civile 2018/2019 ?

I 793 volontari impiegati nel Servizio Civile saranno attivi nei seguenti settori: ambiente, assistenza, educazione e promozione culturale, protezione civile, patrimonio artistico e culturale e servizio civile nazionale all’estero. Ricordiamo che ogni progetto potrà avere un numero massimo di 50 volontari ed un minimo di 4, con almeno un volontario per ogni sede di attuazione del progetto. Ciò vale anche per il servizio civile nazionale all’estero con la differenza che ogni sede accoglierà almeno 2 volontari. Ma vediamo nello specifico in ogni settore di cosa ci si occuperà:

Ambiente:

Promuovendo il rispetto più assoluto per la terra, la natura e i luoghi che ci circondano, gli operatori saranno coinvolti in progetti atti a migliorare la qualità degli ambienti in cui saranno inseriti. Questa strada è percorribile tramite diverse soluzioni: prevenzione e  monitoraggio inquinamento dell’aria e delle acque, tutela del patrimonio forestale, valorizzazione dei piccoli centri storici, partecipazione concreta a eventuali bonifiche, salvaguardia di specie protette o anche attività di guida nei parchi. 

Assistenza :

La solidarietà e il rispetto verso i più deboli e i più fragili sono il fondamento di questo settore. Gli operatori andranno ad aiutare concretamente anziani, tossicodipendenti, detenuti, disabili, senzatetto, famiglie sotto la soglia di povertà, malati o altri soggetti svantaggiati. Puntando sia alla cura che alla prevenzione del disagio, i volontari potranno essere impiegati in centri d’accoglienza ai senzatetto o agli immigrati, in centri per anziani o carceri, ma anche direttamente nell’assistenza domiciliare. 

Protezione civile 

La protezione civile offre la possibilità di partecipare ad attività di difesa dai rischi sanitari e territoriali, oltre che alla gestione delle situazioni d’emergenza. Gli operatori saranno impiegati nella prevenzione di incendi, nell’assistenza a popolazioni colpite da calamità naturali, in interventi di emergenza ambientale o nel monitoraggio di zone a rischio. Questo progetto permette inoltre di partecipare alla divulgazione della cultura della prevenzione e della previsione. 

Patrimonio artistico e culturale 

Gli operatori adottati in questo settore si occuperanno di diffondere e valorizzare la cultura per migliorare la qualità della vita delle persone. Essi si adopereranno per l’organizzazione di attività culturali, per la gestione delle biblioteche e contribuiranno alla conservazione, alla fruizione ed al restauro di beni storici ed artistici. 

Educazione e promozione culturale 

I volontari troveranno in questo ambito un’ occasione d’oro per promuovere la cultura e partecipare concretamente alle esigenze del territorio. Le attività in cui ci si impegna sono: animazione culturale per minori e giovani con problemi familiari, l’integrazione degli immigrati, sportelli informagiovani, supporto all’inserimento scolastico, educazione al cibo, educazione alla pace, attività di tutoraggio scolastico, minoranze linguistiche, culture locali e tanto altro ancora. 

Servizio civile nazionale all’estero 

Nobile scopo di questo settore è diffondere messaggi di pace, di solidarietà, di integrazione tra i popoli, contribuendo, inoltre, alla lotta contro la fame e la povertà. Le attività riguarderanno le missioni umanitarie, la cooperazione internazionale, la formazione in materia di commercio estero, le missioni di pace di assistenza e ricostruzione dopo le calamità e i conflitti, l’educazione e la promozione culturale, nonché dare un concreto aiuto agli italiani all’estero.  

Davide Gabriele Bianco

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Regione Campania e Università Vanvitelli unite nel progetto NewPro

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Il progetto NewPro, che ha coinvolto 100 ragazzi nella formazione da liberi professionisti, è da poco giunto al termine.

Il 4 luglio, in occasione dell’ultimo incontro del progetto «NewPro: Professionisti si diventa», tenutosi ad Aversa nell’Aula Magna della Scuola Politecnica delle Scienze di Base, l’assessore alla Formazione e alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, ha sottolineato l’impegno dell’ente governativo nella formazione dei giovani. Questa volta, e per la prima volta, il progetto organizzato da Palazzo Santa Lucia ha riguardato la formazione per i liberi professionisti.

NewPro: in che cosa consiste?

NewPro ha coinvolto 100 ragazzi che avevano già mostrato interesse per la libera professione, dando il via a 35 tirocini retribuiti per 6 mesi.

Anche il Rettore dell’Università Luigi Vanvitelli, Giuseppe Paolisso, si è detto molto soddisfatto di questo progetto, che ha permesso agli studenti di intraprendere dei tirocini ad alta formazione e retribuiti, durante i quali fare esperienze lavorative e di crescita. Soprattutto, nella realizzazione di questo progetto, essenziali sono stati i rapporti già stretti tra l’Università, gli Ordini e le Associazioni di professionisti, che hanno permesso, e ci si augura permetteranno ancora in futuro, una crescita professionale e personale dei giovani studenti.

Questo progetto, come sottolineato sempre dal Rettore, sottolinea ancora una volta l’impegno dell’Università per favorire l’ingresso dei propri studenti nel mondo del lavoro.

NewPro ha, infatti, coinvolto, oltre che l’Università e la Regione, anche 10 partnership con Associazioni di professionisti e Ordini, segnando in Italia la prima formazione nelle libere professioni.

I dettagli di NewPro

Per 100 giovani al di sotto dei 26 anni è stato possibile partecipare a 200 ore di orientamento, strutturate in sessioni in aula di CV check, simulazioni e coaching.

L’orientamento è stato affidato ad Emblema, che è la Fondazione leader in Italia nella costruzione di progetti di orientamento per il lavoro.

Tra questi 100 ragazzi, 35 sono stati scelti per avviare i tirocini retribuiti per la durata di 6 mesi per le seguenti professioni: avvocato, notaio, commercialista, ingegnere, architetto, fisico e farmacista.

I risultati di NewPro

Rispetto al progetto il 100% dei ragazzi che ha partecipato si è dichiarato molto soddisfatto, soprattutto perché è stato possibile consolidare nella pratica tutte le lezioni teoriche che erano state apprese nel corso degli anni di studio. La maggior parte di essi si è detta molto entusiasta in quanto ha potuto sperimentare una crescita personale e professionale notevole, consolidando le proprie scelte e rafforzando la consapevolezza di sé.

Inoltre i ragazzi si sono espressi positivamente anche sul lavoro svolto dall’Università, affermando di essere assolutamente preparati, a livello teorico, rispetto a quanto richiesto.

In occasione della giornata conclusiva, inoltre, è stato creato un Albo dei tirocinanti, ovvero un insieme di schede relative a coloro che hanno preso parte al progetto. Lo stesso verrà inviato a breve a tutte le Associazioni ed agli Ordini coinvolti per favorire l’aumento delle possibilità di inserimento lavorativo.

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