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il servizio civile negli ospedali italiani

Servizio civile in ospedale, un modo differente per essere solidali

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PRINCIPI DI SOLIDARIETÀ E LEGGE 64/01

Il Servizio Civile Nazionale (SCN), fin dalla sua istituzione, è finalizzato al rispetto dei principi di solidarietà, partecipazione, inclusione e dell’utilità sociale. Tra i tanti settori in cui la presenza dei volontari del SNC è importante, trova sempre più peso quello dell’assistenza ospedaliera. La Legge 64/01, istitutiva del Servizio, indica tra gli obiettivi primari quello di realizzare i principi costituzionali di solidarietà sociale.

L’ESPERIENZA A CONTATTO CON I DUBBI ED IL DOLORE DEGLI AMMALATI FAVORISCE LA FORMAZIONE DEI GIOVANI VOLONTARI

Un esempio di consolidata esperienza è fornito dall’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) Ovest Milanese, con sede a Legnano, che dal novembre dello scorso anno impegna nove giovani su tre progetti. Il primo si svolge direttamente nel Pronto Soccorso ed è dedicato ad accoglienza ed ascolto; il secondo affronta i difficili temi della saluta mentale; l’ultimo è rivolto a pre-adolescenti ed adolescenti disabili in un ambulatorio di Neuropsichiatria infantile, concretizzandosi in interventi ambulatoriali e domiciliari.

Gli operatori del Servizio Civile non lavorano da soli, ma sono affiancati da personale strutturato dell’Azienda ospedaliera, che curano l’interfaccia tra l’organizzazione e le attività dei progetti.

GRANDI ASPETTATIVE E NUOVI PROGETTI

Per il 2018 i progetti sono stati ampliati e mirano a coinvolgere un numero decisamente maggiore di volontari del Servizio Civile, testimoniando l’apprezzamento per il lavoro svolto nelle esperienze precedenti. I progetti presentati sono divenuti cinque e le figure coinvolte sono passate a ventisette. Come si può notare, quindi, i giovani coinvolti sono triplicati, segno di fabbisogni inespressi che riescono a trovare appagamento nell’impegno e nell’entusiasmo.

Le aree di intervento sono state ampliate e coprono, oltre il Pronto Soccorso, l’area della Salute Mentale, quella della neuropsichiatria dell’infanzia, le nuove tematiche del supporto alle famiglie i cui conguinti sono ricoverati in Terapia Intensiva e genericamente nell’accoglienza degli utenti delle strutture ospedaliere.

NON SOLO NORD, L’AZIENDA DEI COLLI DI NAPOLI APRIPISTA IN CAMPANIA NELLA MEDIAZIONE CULTURALE

Esperienze come quella dell’ dall’ASST Ovest Milanese sono frequenti nelle strutture sanitarie del Nord Italia, tuttavia, recentemente alcuni progetti sono stati avviati anche presso l’Azienda dei Colli di Napoli, dove ha preso vita il progetto “Ti accolgo e ti accompagno”. Il progetto è nato nei padiglioni dell’Ospedale Monaldi, dell’Ospedale Cotugno e dell’Ospedale C.T.O., impegnando sei ragazzi che hanno accolto i pazienti ed i loro familiari e li hanno orientati durante il loro percorso assistenziale.

Nel quadro di Garanzia Giovani, le attività si sono svolte con un focus specifico sull’accoglienza degli utenti stranieri, favorendone il superamento delle barriere non solo linguistiche, ma soprattutto culturali legate a modi di vita spesso del tutto estranei alla nostra prassi quotidiana. I giovani coinvolti si sono trovati dunque a dover creare interfacce tra stili differenti di vita ed a tradurre non solo parole, ma anche atti e pensieri tra mondi differenti, finalizzando tutto al miglior percorso di cura dei pazienti stranieri, spesso indigenti e quindi particolarmente fragili. Sarebbe interessante trovare progetti simili anche nell’offerta progettuale di quest’anno della Regione Campania.

Federica Amodio

regione campania nuova task force contro la violenza sulle donne

Regione Campania: un corso per combattere la violenza di genere

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La Regione Campania collabora ad una prima Task Force nazionale contro la violenza di genere ed il femminicidio

Lo scorso 6 giugno è stato dato il via, a Napoli, ad un nuovo progetto pilota, dal titolo “Donne e Giustizia”, che nasce dalla collaborazione tra la Regione Campania e l’Aispis (Accademia Italiana delle Scienze di Polizia Investigativa e Scientifica). Ad occuparsi di esso, in prima persona, è stato l’Assessore alle Pari Opportunità, Chiara Marciani, con lo scopo di creare una sorta di Task Force per dar vita ad una rete nazionale che operi contro la violenza sulle donne.

Come iscriversi?

L’iscrizione al corso è completamente gratuita in questa prima edizione; per registrarsi basta accedere al sito ufficiale dell’Aispis, www.aispis.it, e partecipare al bando rivolto a tutte le forze dell’ordine ed agli operatori del settore.

Il corso

L’inaugurazione del corso, prevista in data 12 settembre 2018, vedrà la presenza della nota criminologa Roberta Bruzzone. Inoltre, prenderanno parte al progetto della Regione Campania anche grandi professionisti del settore, tra cui la dottoressa Patrizia Esposito, Presidente del Tribunale dei Minori di Napoli, e tanti altri ancora.

Lo scopo del progetto

L’obiettivo di questo progetto è, dunque, quello di creare una vera e propria Task Force, che possa anche rappresentare un modello di riferimento per tutte le altre Regioni del nostro Paese. In questo modo, sarà possibile lavorare in condizioni ottimali e congiunte, per combattere i fenomeno, ormai sempre più dilaganti, della violenza di genere e dei femminicidi.

Gli esperti del settore che guideranno il progetto

Il progetto “Donne e Giustizia” è stato pensato e costruito da Iolanda Ippolito, criminologa investigativa nonché presidente della suddetta Accademia di polizia investigativa. Al corso prenderà parte personale ampiamente specializzato. Oltre alla dottoressa Bruzzone, si ricordano: Marilena Bonifacio, psicologa; Bianca Dama, avvocato che si occupa di minori; Alvaro Mossi, giurista e professore. I coordinatori del corso si occuperanno di selezionare i candidati che avranno fatto richiesta per partecipare: in seguito a tale step, si potrà dare vita, dunque, alla prima Task Force contro la violenza sulle donne.  

La Redazione

servizio civile nazionale come fare domanda per accedere al concorso

Servizio civile giovani: i requisiti per fare domanda

Redazione No Comments

Sono stati da poco presentati per il programma Garanzia Giovani i bandi per i ragazzi volontari a prestarsi per progetti di Servizio Civile Nazionale. Sono 3556 i ragazzi disoccupati che hanno la possibilità di presentare domanda per tale progetto.

I posti disponibili sono distribuiti in varie regioni nelle quali sono richiesti volontari: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Sardegna e Sicilia (in ordine alfabetico). La distribuzione dei posti è così distribuita:

  • 185 posti in Abruzzo;
  • 70 posti in Basilicata;
  • 1254 posti in Calabria;
  • 814 posti nel Lazio;
  • 80 posti in Sardegna;
  • 1153 posti in Sicilia.

Il periodo di occupazione previsto è di 12 mesi, durante i quali i giovani percepiranno un compenso mensile. Quest’ultimo non subisce variazioni rispetto alle quote standard pubblicate da poco sul sito del Servizio Civile Nazionale per l’anno 2018, ed ammonta a 433,80 € al mese. Il compenso è netto e corrisponde a un pagamento di 14,46 € giornalieri.

Ricordiamo, qualora si effettuasse servizio civile in una regione diversa da quella di residenza, che è previsto un rimborso economico per le spese di trasporto per il primo raggiungimento della destinazione e per il ritorno al proprio domicilio. Sarà necessario per il volontario sottoscrivere la richiesta di rimborso per ricevere il compenso direttamente dal responsabile dell’Ente.

Per maggiori informazioni sui metodi di pagamento, i rimborsi previsti per il servizio, le misure dell’indennità nazionale ed estera e le misure adottate in caso di malattia, vi rimandiamo al sito ufficiale del Servizio Civile Nazionale.

I 3556 posti creatisi per i giovani sono originati dalla riprogrammazione dei fondi europei mediante il progetto “Iniziativa occupazione giovani”.

Non basta, però, avere voglia di aiutare il proprio territorio per occupare uno di questi posti. Vi sono alcuni prerequisiti fondamentali che vi elencheremo, senza i quali non è possibile fare domanda per tale servizio.

Requisiti: 

  • Il giovane che richiede di partecipare al servizio dovrà essere maggiorenne. Per partecipare alla selezione si dovranno avere entro e non oltre i 28 anni.
  • È richiesta cittadinanza italiana per partecipare al Servizio Civile Nazionale.
  • Qualora non si fosse cittadini italiani, possedendo cittadinanza in un altro Stato europeo e residenza in Italia, sarà ancora possibile presentare domanda.
  • È obbligatoria l’iscrizione al Programma Garanzia Giovani, firmata dal richiedente. È inoltre necessario accettare e firmare il Patto di Servizio.
  • Non può gravare alcuna condanna superiore ad un anno di reclusione per delitto non colposo sul partecipante al Servizio Civile. Non sarà possibile fare domanda in caso di condanna, anche se non definitiva, verso il richiedente.
  • È obbligatorio essere riconosciuto in stato di disoccupazione. Tale stato è delineato nell’articolo 19 del decreto legislativo 150/2015, al quale si dovrà far capo considerando anche sue integrazioni e modifiche future.
  • Non potranno fare domanda i frequentanti un qualsiasi corso di studi, sia esso secondario superiore, terziario non universitario o universitario.
  • Non è possibile fare domanda nel caso in cui si sia iscritti a qualsiasi corso di formazione, inclusi quelli per il mantenimento dell’iscrizione ad un albo o per l’esercizio della professione.
  • Chiunque appartenga a corpi militari, forze di polizia o avesse già prestato Servizio Civile Nazionale, non potrà fare domanda.
  • È obbligatorio non essere iscritti in alcun percorso di tirocinio curriculare o extracurricolare.

Per maggiori informazioni sui requisiti e per visualizzare ogni allegato, vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale del nuovo bando del Servizio Civile. Qualora voleste accedere ai Bandi Regionali della vostra regione, potete aprire la scheda “Bandi” sulla sinistra.

Come fare domanda

Presentare la domanda per la partecipazione al Servizio Civile Nazionale è semplice. Sarà necessario iscriversi obbligatoriamente al Programma Garanzia Giovani, come già ribadito, direttamente dal sito ufficiale. Dopo aver firmato il patto di Servizio, si avrà tempo fino al 20 luglio 2018 entro le ore 14:00 per inviare la propria domanda di partecipazione all’ente per il quale prestare servizio.

La scelta dei candidati sarà effettuata dall’ente stesso. Portiamo alla vostra attenzione anche la possibilità di “automatizzare” la scelta del progetto di Servizio Civile Nazionale a voi più vicino o congeniale.

Seguendo questo link, raggiungerete una semplice pagina dalla quale potrete selezionare la vostra regione e il settore da occupare, così da visualizzare tutti i progetti al momento disponibili.

Andrea Nastro

regione campania java programming

Regione Campania: Nuovi Corsi di Java Programmer in partenza!

Redazione No Comments

I nuovi Java Programmer saranno campani, formazione e grandi opportunità lavorative per i più meritevoli della Regione Campania.

Prendono ufficialmente il via i corsi di Java Programmer per i primi cento ragazzi che hanno partecipato al bando dell’assessorato di Chiara Marciani. I cento ragazzi selezionati potranno, dunque, partecipare alle quaranta giornate di corsi presso Città della Scienza a Fisciano e beneficiare di una tipologia di formazione per un campo importante e fortemente in crescita.

L’importanza di tale iniziativa

L’assessore Chiara Marciani ha ben evidenziato l’importanza del conseguimento di tale certificazione ma soprattutto ha correttamente sottolineato il valore che tale iniziativa potrebbe assumere considerati i numerosi incentivi che saranno concessi alle imprese che vorranno assumere questi giovani programmatori formati ad hoc dalla Regione Campania.

Tempistiche e scadenze

Le domande ad oggi pervenute risultano circa cinquecento, ma per l’iscrizione ai corsi di formazione dell’Oracle University (principio creatore di tale opportunità) fortunatamente c’è ancora un po’ di tempo. Entro il 13 luglio, infatti, potranno iscriversi ai corsi altri cento giovani accedendo semplicemente e comodamente alla piattaforma web del sito della Regione Campania.

Benefici per più meritevoli

Tra i giovani che avranno frequentano il corso i migliori cinquanta avranno la possibilità di ricevere oltre alla valevole qualifica di Programmer Java anche l’occasione di usufruire di un bonus occupazionale dal valore pari  a 5000 euro. Altri cinquanta, invece, potranno beneficiare dell’opportunità di prender parte a sei mesi di tirocinio totalmente retribuito.

Un’occasione e tante opportunità

Un’occasione, dunque, sia per la possibilità formativa in sé quanto per la chance di avvicinamento concreto ad un mondo lavorativo professionale ed in evidente crescita. E’ importante sottolineare, inoltre, che l’amministrazione ha già predisposto numerose aule per le principali città della Regione Campania come Caserta, Benevento, Avellino, Salerno e Napoli.

ares facebook nuova sede

Una sede storica per un grande futuro, il nuovo inizio di PSB

Redazione No Comments

Il 4 luglio 2018 si inaugurerà la storica ma altrettanto nuova sede della PSB, obiettivi e bellezze di un luogo e di una grande realtà!

L’ Associazione Ricerca e Sviluppo ARES è entusiasta di presentare, nella giornata di mercoledì 4 luglio alle ore 18.30, la Nuova Sede Operativa PSB di Via Medina n.5 e di festeggiare e celebrare una felice ed importante tappa di un percorso che sancisce in un meraviglioso palazzo storico un nuovo ed eccezionale futuro!

Il 4 luglio 2018 si inaugurerà, infatti, la storica ed al tempo stesso nuova sede PSB a via Medina 5 – Napoli.Sede che avrà il privilegio di unificare le grandi PSB Consulting e PSB S.r.l. e di rappresentare, allo stesso tempo, finalità ed obiettivi di due importanti realtà lavorative che pur guardando costantemente al futuro mai tralasciano il proprio considerevole passato e le loro radici.

Nel Centro Storico di Napoli, per la precisione, a via Medina 5 e a pochi passi dal Maschio Angioino si assisterà, dunque, non solo ad un cambio di sede ma alla consacrazione di un’importantissima tappa storica, sociale e culturale.

La storia del Palazzo

Il Palazzo Carafa di Nocera è una struttura risalente agli inizi del XVI secolo, nata dal genio dell’architetto Gabriele D’Agnolo, molto apprezzato nella Napoli di quell’epoca insieme ad altri progettisti di fama, come il Mormando e Novello di Sanlucano. Suo committente fu il duca Ferdinando II che ne stabilì la collocazione in una zona molto vicina al Castel Nuovo, fortilizio meglio noto come Maschio Angioino ma in realtà rinnovato notevolmente dagli Aragonesi.

Verso la fine del Seicento la residenza passò nelle mani dei Costanzo mentre risulta poco chiara la sua storia nel corso del secolo seguente. Ad inizio Ottocento, durante la dominazione francese durata circa un decennio (dal 1806 al 1815), il Palazzo Carafa di Nocera divenne sede della Prefettura di Polizia, istituzione che venne poi trasferita presso il Palazzo San Giacomo, sede attuale del Municipio partenopeo. Inoltre, intorno alla metà del XIX secolo, l’edificio fu comprato da due famiglie di commercianti: i Montuori e i Falanga. Congiuntamente presero la decisione di restaurare il palazzo assegnando l’incarico all’architetto De Leva.

Come raggiungerci

La sede, che si trova a pochi passi dalla stazione della Metropolitana di Piazza Municipio ed allo stazionamento di Via Toledo, rappresenta a pieno le bellezze di una Napoli antica che ancora riesce ad ammaliare ed affascinare.

Bellezze ed obiettivi

Gli splendori dello storico edificio, impreziositi da una decoratissima scala che conduce al cortile, decretano, dunque, il fascino di un luogo che rappresenta al meglio non solo la bellezza di un antico centro, ma anche l’altrettanto grande bellezza di valori ed obiettivi della realtà lavorativa PSB.

servizio civile e leva militare

Servizio civile e Leva Militare obbligatori: è possibile?

Redazione No Comments

Il neo Ministro dell’Interno è convinto che reintroducendo il servizio militare obbligatorio o in alternativa il servizio civile si possa instaurare nei giovani il valore dell’impegno civico e della convivenza civile. Il Ministro Matteo Salvini, dopo aver assistito entusiasta alla parata militare del 02 giugno, ha dichiarato di essere favorevole all’implementazione del servizio civile nazionale, finanche a renderlo obbligatorio ed addirittura a reintrodurre quello militare.

Il Ministro ha poi precisato, però, che le sue esternazioni sono esclusivamente personali e che non impegnano in nessun modo il Governo. L’idea di reintrodurre, infatti, un sistema obbligatorio, non è stata accolta con entusiasmo né dagli esponenti del mondo civile né da quelli militare.

Quali sono le problematiche?

Secondo Licio Palazzini, presidente della Conferenza nazionale degli enti per il servizio civile (CNESC), non ci sarebbe la copertura finanziaria necessaria per coprire le spese di un tale apparato. Affinché si possa attuare la proposta del neo Ministro dell’Interno ci vorrebbe una previsione di spesa di miliardi di euro, quando ad oggi si fa fatica a stanziarne un centinaio. Il progetto portato avanti dal Cnesc in questi anni prevede di incrementare il numero dei giovani impegnati nel servizio civile fino ad arrivare a coinvolgerne 100mila.

Per raggiungere questo obiettivo sarebbero necessari 400 milioni di euro, ma il Governo nell’ultima finanziaria ne ha stanziati solo 150.  Inoltre, afferma il Presidente Palazzini, rendere obbligatorio il servizio civile non garantisce che un giovane prenda a cuore l’impegno civico; per raggiungere questo scopo è opportuno che i giovani si avvicinino volontariamente a questo mondo. La scelta consapevole e le nuove esperienze li renderanno adulti motivati e preparati. 

Invece, per quel che concerne l’introduzione del servizio militare obbligatorio le maggiori obiezioni sono poste su un piano tecnico. Il generale Giorgio Battisti, intervistato sull’argomento, ha espresso il suo parere negativo. Secondo Battisti, infatti, sarebbe venuta meno la ragion d’essere di un “servizio militare di leva”, che concepito in passato per proteggere i confini nazionali da eventuali nemici stranieri, nell’attuale scenario mondiale non è più in grado di soddisfare le esigenze delle moderne Forze Armate.

Al giorno d’oggi, i nostri militari agiscono in scenari internazionali con rischi molto elevati rispetto al passato, la formazione prevista dall’anno di leva non garantirebbe più l’efficienza e la professionalità necessaria per operare in tali scenari. Per questo nel 2005 fu abolito il sistema di leva obbligatoria (detto comunemente naja) e se ne adottò uno a base volontaristica. In questo modo, solo coloro che avrebbero scelto volontariamente e consapevolmente la carriera militare si sarebbero occupati della difesa nazionale. Un ultimo, ma non per questo meno importante problema, risiede nell’organizzazione logistica: a prescindere dalla volontà politica, la difesa non dispone più delle risorse necessarie per reintrodurre il sistema di leva obbligatorio.

Possibili alternative

Dalle considerazioni fin qui esposte si deduce chiaramente che la strada da seguire affinché cresca l’impegno civico nei giovani non può passare attraverso un sistema antiquato e dispendioso, che l’Italia, tra l’altro, non è in grado di sostenere. Una soluzione auspicabile, potrebbe essere l’implementazione dei sistemi esistenti. In particolare, per il servizio civile nazionale si potrebbe pensare di accrescere il numero dei progetti che mettano i giovani direttamente in contatto con le amministrazioni pubbliche e con le istituzioni, così da migliore il rapporto con le stesse.

Benedetta Greco

innovazione nuovi fondi dalla regione campania

I nuovi progetti della Regione Campania a sostegno dell’innovazione

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La Giunta regionale della Campania sta mantenendo il suo impegno per favorire i processi di innovazione delle PMI (Piccole e Medie Imprese) attraverso due nuove misure. Vediamole nel dettaglio.

1) La Regione Campania ha stanziato 45 milioni di euro per progetti di innovazione proposti dalle PMI locali

Verranno finanziate dalla Regione Campania tutte le attività considerate propedeutiche per l’innovazione, come ad esempio gli studi sulla fattibilità considerati come Fase 1. Queste analisi permettono, infatti, di approfondire la progettazione tecnica, l’analisi della fattibilità tecnica ed economica/finanziaria, la ricerca di eventuali partner, la tutela della proprietà intellettuale, il business planning e la verifica sulle applicazioni pilota e proof of concept.

Per quanto riguarda la Fase 2, invece, questa comprende il trasferimento tecnologico e la prima industrializzazione, che possono avvenire sia tra i ricercatori e l’impresa che direttamente tra le imprese stesse. Infatti, oggi, vi è piena consapevolezza di un dato di fatto: l’innovazione non deriva più esclusivamente dagli ambienti dediti alla ricerca, ma anche dalle startup e dalla PMI innovative, le quali sono presenti ovviamente anche in Campania.

Questo progetto, dunque, ratifica il protocollo d’intesa stabilito tra la Regione e la Clean Sky 2, cioè un partenariato tra pubblico e privato, tra la Commissione Europea e l’Industria Aeronautica, volto a favorire l’individuazione di nuove tecniche a basso impatto ambientale. Sono stati destinati a questo obiettivo, quindi, 10 milioni di euro per facilitare il riposizionamento delle imprese campane sul mercato europeo.

2) Stanziamento di 10 milioni di euro destinati all’alta formazione ed all’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro

I 10 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania sono rivolti a Dottorati di ricerca a carattere industriale per rafforzare la specializzazione dei giovani laureati della Campania, in modo da annullare il gap tra le richieste di lavoro specificamente formulate dalle imprese e la disoccupazione giovanile.

Il progetto prevede una maggiore collaborazione tra le Università e le aziende affinchè si formi personale altamente specializzato, in grado di ricoprire i ruoli richiesti.

In questo modo, quindi la Regione Campania sostiene la formazione dei nuovi laureati ed allo stesso tempo garantisce lo sviluppo di risorse umane altamente qualificate e produttive, che potranno essere fondamentali per lo sviluppo di future soluzioni innovative in campo industriale.

3) I progetti vincitori di “Campania Terra del buono”

La Regione Campania, inoltre, ricorda che il 4 giugno 2018 è stato ufficialmente pubblicato l’elenco di tutti i soggetti ammessi nel progetto destinato al trasferimento tecnologico ed alla prima industrializzazione per le imprese che si occupano di patologie oncologiche ed il cui titolo è “Campania Terra del buono”. All’interno del gruppo dei vincitori, 34 proposte sono state considerate in “Priorità 1” e le prime 28 hanno beneficiato di un finanziamento pari a 20 milioni di euro.  

La Redazione

 

servizio civile in italia Giovanni Marcora

Come nacque il Servizio Civile in Italia

Redazione No Comments

Il Servizio Civile è un’istituzione piuttosto recente nell’ordinamento legislativo italiano, elaborato inizialmente come alternativa al servizio militare di leva poiché era stato riservato esclusivamente per coloro che si fossero dichiarati obiettori di coscienza per motivi religiosi, umanitari o personali. La prima legge, risalente al 15 dicembre 1972 (n. 772), ebbe come relatore il senatore democristiano Giovanni Marcora, nato a Inveruno, Provincia di Milano, il 22 dicembre del 1922.

La vita di Giovanni Marcora

Questo importante personaggio partecipò alla Resistenza, con il nome di battaglia di Albertino, nella Brigata Val Toce, unità combattente inquadrata nelle formazioni di ispirazione cattolica, le celebri Fiamme Verdi. Il maggiore contributo che diede la Val Toce fu la liberazione della Val d’Ossola, all’interno della Divisione Fratelli Di Dio, comandata da Alfredo Di Dio, di cui Marcora fu il vicecomandante.

Quest’ultimo, nel secondo dopoguerra, riuscì a conciliare il suo essere un imprenditore con la sua militanza politica tra le fila della Democrazia Cristiana. Nel 1953 fu tra i fondatori della rivista politica “La Base“, dalla quale si sviluppò l’omonima corrente dello Scudo Crociato, di cui fu il segretario amministrativo per ben trent’anni. La sua fu una carriera politica lenta ma costante: entrò nel Consiglio Nazionale della DC nel 1962; nella direzione del partito fu accolto nel 1969, diventandone vicesegretario nazionale nel 1973. Fu inoltre eletto senatore nel cruciale anno 1968, venendo poi sempre confermato fino alla morte, sopraggiunta il 5 febbraio del 1983.  

Arrivati a questo punto potrebbe sembrare un paradosso che il Servizio Civile sia stato concepito da un ex combattente, ma in realtà non è così perché Marcora fu sempre un fautore della Pace.

Gli obiettori di coscienza tra Pace e Dovere

Per quanto riguarda gli obiettori di coscienza, fu stabilito dalla già citata legge del 15 dicembre 1972 che la scelta di servire lo Stato attraverso il Servizio Civile dovesse essere valutata da una giuria di psicologi militari, che aveva il compito di giudicare le reali motivazioni che avevano spinto il giovane in questione a rifiutare il servizio militare.

La politica di questa giuria, incaricata di vagliare le domande di obiezione, fu molto dura nei primi tempi poiché era fortemente determinata a trovare nel comportamento e nelle dichiarazioni dei giovani un qualsiasi elemento che potesse metterne in dubbio l’autentica volontà nel rifiutare l’uso delle armi e della violenza. Queste conclusioni arbitrarie portarono alcuni ragazzi, che si erano visti negare lo status di obiettori, a ricorrere ai tribunali, allo scopo di vedersi riconosciuto il diritto negato. I tribunali competenti accolsero positivamente le loro domande, stabilendo così l’arbitrarietà delle scelte operata della giuria. Tramite queste sentenze favorevoli furono creati notevoli limiti all’esercizio del potere di respingere le domande per l’obiezione di coscienza.

La dura vita degli obiettori di coscienza

Gli obiettori di coscienza non ebbero vita facile. La durata del Servizio Civile, infatti, era maggiore di quella del servizio militare, poiché nell’articolo 5, primo comma, era previsto che l’obiettore dovesse svolgere otto mesi di servizio in più rispetto ai militari di leva.

La loro scelta comportò delle conseguenze per il resto delle loro vite: ad esempio non ebbero più la possibilità di procurarsi il porto d’armi, e neppure poterono svolgere lavori che comportassero l’utilizzo delle armi (la guardia giurata o il vigile urbano). Agli obiettori di coscienza sarebbe stata preclusa, inoltre, la carriera sia nelle forze di polizia sia nelle forze armate.

A causa di queste limitazioni la prima legge sul Servizio Civile, negli anni Ottanta, venne sottoposta a diversi controlli della Corte Costituzionale, che ne dichiarò sì la costituzionalità, in quanto l’obbligo di tutelare e salvaguardare la Nazione non doveva essere compiuto esclusivamente tramite l’uso delle armi, ma dichiarò incostituzionali alcuni suoi articoli, come avvenne nella sentenza numero 164 del 1985. In essa per la prima volta venne accordata pari dignità tra la leva militare ed il Servizio Civile, riconoscendo anche al secondo la funzione effettiva di difesa della Madrepatria, anche se condotta con modalità diverse dalla prima.

Storica fu la sentenza numero 470 del 1989, che dichiarò l’illegittimità costituzionale del già citato articolo 5, primo comma, della legge numero 772 del 1972. Il processo, che portò a questa sentenza, fu originato dalle proteste di alcuni obiettori, che avevano rifiutato di svolgere il supplemento di tempo aggiuntivo.

L’abolizione di questo periodo addizionale del Servizio Civile contribuì all’aumento, nel corso del tempo, del numero complessivo di obiettori.

Alessandro Maria Raffone

disoccupazione femminile regione campania come trovare lavoro

26 milioni per combattere la disoccupazione femminile

Redazione No Comments

La Regione Campania ha lanciato un nuovo piano per la lotta alla disoccupazione femminile che prevede lo stanziamento di 26 milioni di euro destinati alla formazione, all’orientamento ed al supporto alle imprese a gestione femminile

L’Italia e la bassa occupazione femminile

Nel nostro Paese, soprattutto nelle Regioni Meridionali, il livello di disoccupazione delle donne è ancora molto, probabilmente troppo, alto. Un ruolo importante in uno scenario di questo tipo è giocato soprattutto dagli stereotipi di genere e da un’impostazione culturale profondamente arretrata e tradizionalista. Nonostante l’impegno dei diversi Governi succeduti nel corso degli ultimi anni per tentare di riequilibrare le differenze di genere da un punto di vista lavorativo, i datori di lavoro preferiscono ancora assumere uomini piuttosto che donne. Ed anche la Campania non funge da eccezione in questo scenario, anzi, è tra le Regioni che registrano il tasso di disoccupazione femminile più alto in Italia.

La Campania impegnata nella lotta alla disoccupazione femminile

Proprio per cercare di combattere ed arginare questo fenomeno, la Regione Campania sta lavorando su diversi piani.

L’Assessore alle Pari Opportunità, alla Formazione ed alle Politiche Giovanili della Regione Campania, Chiara Marciani, ha stanziato, con la delibera della Giunta Comunale, 26 milioni di euro per favorire l’occupazione delle donne nel territorio. Oltre a questa misura, è stato anche pensato l’affiancamento di iniziative diverse con l’obiettivo di agevolare la vita lavorativa e familiare delle donne.

A cosa saranno destinati I fondi?

I 26 milioni di euro stanziati dalla Regione saranno distribuiti in questo modo: 19 milioni circa saranno esclusivamente dedicati al ramo dell’imprenditoria femminile, mentre gli altri 4 saranno indirizzati a corsi di orientamento e formazione. In questo modo, le donne potranno puntare sulle proprie propensioni individuali per poter entrare nel mondo del lavoro.

In più, sempre secondo quanto dichiarato dalla stessa Marciani, sono stati stanziati ulteriori fondi per le imprese a gestione femminile che potrebbero ritrovarsi ad affrontare momenti di particolare difficoltà in seguito alla fase di start up.

Come partecipare?

Sul sito della Regione Campania, a breve, verranno pubblicati tutti gli avvisi in merito alle modalità di partecipazione.

la regione campania e assessore formazione chiara marciani attivano centotrenta corsi di formazione professionale

La Regione Campania organizza 130 corsi di formazione professionale

Redazione No Comments

Con un investimento pari a 16 milioni di euro, la Regione Campania ha avviato 130 nuovi corsi di formazione professionale allo scopo di reinserire nel mercato del lavoro i disoccupati e non solo. La Regione Campania ha predisposto 130 corsi di formazione volti al reinserimento lavorativo dei disoccupati da lungo tempo e allo scopo di coloro che hanno difficoltà a trovare lavoro.

I nuovi corsi di formazione

In totale i corsi di formazione organizzati dalla Regione Campania sono 130. Per la loro realizzazione è stato necessario un investimento pari a 16 milioni di euro da parte del Por Campania Fse 2014-2020. I posti messi a disposizione da Palazzo Santa Lucia sono 2.000, che verranno destinati, oltre che ai disoccupati, anche agli ex percettori di ammortizzatori sociali attualmente sprovvisti di reddito. In questo modo, le suddette categorie potranno partecipare a corsi della durata di 600 ore per ottenere, finalmente, una qualifica professionale adeguata, che possa consentire loro un veloce reinserimento nel mondo del lavoro.

Che ambiti riguarderanno i corsi di formazione?

  • I corsi mireranno alla formazione di figure professionali relative ai seguenti ambiti:
  • ambiente,
  • green economy,
  • turismo,
  • valorizzazione del patrimonio culturale,
  • ICT (tecnico del customer relationship manager),
  • servizi socio-sanitari,
  • servizi per la persona,
  • servizi per il trattamento e il recupero dei rifiuti.

L’obiettivo della Regione Campania

L’assessore alla Formazione ed alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, ha sottolineato come l’obiettivo di questo progetto sia il reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro. Attraverso questi corsi, infatti, sarà possibile acquisire livelli di formazione specializzata e di alto livello, soprattutto nei settori che offrono maggiori offerte di lavoro e di possibilità di crescita. In questo modo la Regione vuole promuovere percorsi di formazione di qualità, sostenendo la mobilità ed il reinserimento nel mercato del lavoro di tutti coloro che attualmente ne sono sprovvisti.

Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Via Cardito, n.203 - 83031 Ariano Irpino (AV) / Mail : info@infoares.it