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Progetto Benessere Giovani – Scisciano

Redazione No Comments

Conferenza a Scisciano per informare il pubblico sul Progetto Benessere Giovani

 A Scisciano, comune campano parte della Città Metropolitana di Napoli, si è tenuta martedì 25 settembre 2018 in Piazza XX Settembre a partire dalle ore 17.30, un’importante conferenza allo scopo di presentare alla popolazione il Progetto Benessere Giovani di cui i giovani potranno beneficiare.

Benessere Giovani

Dunque anche Scisciano ha deciso di usufruire dei vantaggi offerti che la Regione Campania offre al territorio con il Progetto Benessere Giovani. Questo piano, grazie alla linea di intervento Organizziamoci, cerca di supportare e assistere le giovani generazioni campane, tra i 16 e i 35 anni, nell’acquisizione di un solido bagaglio che permetterà loro di avere una cultura d’impresa atta a migliorare non solo se stessi ma anche e soprattutto il tessuto sociale nel quale andranno ad operare.

Benessere Giovani è un progetto indirizzato, dunque, alla formazione di partenariati tra soggetti pubblici, associazioni giovanili, imprese e altri soggetti senza scopo di lucro (tutti operanti però nel territorio prescelto) per l’esecuzione di laboratori rivolti ai giovani tramite l’uso di spazi pubblici multifunzionali rivolti esclusivamente ai giovani.

Benessere Giovani –  Scisciano 

Il Progetto Benessere Giovani offre al centro campano l’occasione di riunire diversi realtà locali allo scopo di favorire l’impiego della gioventù locale in attività a beneficio del territorio. A questo scopo Scisciano metterà a disposizione di Benessere Giovani alcuni spazi multifunzionali. Alcune associazioni territoriali, da sempre centrali nell’organizzazione delle diverse attività giovanili e le imprese che forniranno ai ragazzi i tirocini formativi necessari a conseguire una solida esperienza lavorativa.

Ciascun partenariato ha l’obbligo di avanzare una proposta progettuale che presenti l’attivazione di almeno due tra le tre varietà di laboratori esposti nel progetto: laboratori relativi a percorsi che porteranno alla creazione di lavoro autonomo e di imprese; laboratori esperienziali nei quali i giovani acquisiranno conoscenze e abilità presso diverse imprese; laboratori culturali ed educativi, indirizzati a incentivare attività di animazione giovanile.

Sono intervenuti:

  • Professor Edoardo Serpico,   Sindaco Comune di Scisciano
  • Professoressa Giovanna Napolitano,  Assessore alle Politiche Sociali
  • Dottor Tommaso Pragliola,   Associazione Giovanile Arcifelix
  • Dottor Giovanni Rossi,    Associazione La Risposta Onlus
  • Dottor Alessio Malinconico,    Associazione Restiamo Umani
  • Ingegner Alfonso Santillo,    ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo
  • Dottor Dario Prisco,    Italiana Confetti – MAXTRIS    

Alla conclusione della conferenza sì è tenuto un dibattito con i giovani presenti all’evento. Prossimamente ci saranno altri articoli riguardanti questa importante tematica.

bando del servizio civile nazionale giustizia minoribando del servizio civile nazionale giustizia minori

Servizio Civile: nuovo bando dal Ministero della Giustizia per i minori

Redazione No Comments

Il nuovo progetto finanziato dal Ministero della Giustizia ha per titolo: “INSIEME: per il potenziamento della rete di giustizia e comunità”. Tale servizio si pone l’obiettivo di insegnare ai giovani l’importanza dell’accettazione e della rieducazione, attraverso percorsi formativi di vari tipi.

Il progetto, retribuito mensilmente con circa 433 euro come previsto in Italia, si rivolge in particolar modo all’assistenza di ex detenuti, in misure alternative alla pena. Maggiori informazioni riguardo obiettivi e area di intervento del progetto possono essere trovati consultando la pagina ufficiale di giustizia.it e visualizzando l’allegato relativo all’iniziativa.

Ricordiamo che:

  • L’aspirante volontario potrà iscriversi solo se di età compresa fra i 18 e i 28 anni.
  • Il progetto avrà una durata complessiva di 12 mesi e 30 ore settimanali. Il numero complessivo di ore sarà pertanto di 1.400, al termine delle quali la partecipazione si riterrà conclusa.
  • Gli obiettivi generali del Servizio Civile permangono anche in questo progetto. Sarà premura dei percorsi formativi soddisfare gli obiettivi generali oltre che quelli specifici per il servizio “INSIEME: per il potenziamento della rete di giustizia e comunità”.

Riassumiamo brevemente gli obiettivi di tale progetto qualora dovesse interessarvi aderire allo stesso.

  • Consolidare la rete di comunicazioni fra il mondo dell’esecuzione penale esterna e la società civile, garantendo una duratura comunicazione e comprensione al fine di favorire la rieducazione. Necessario sarà, inoltre, consolidare le collaborazioni per raggiungere efficacemente il superamento delle difficoltà che hanno condotto al reato le persone aiutate.

Dove partecipare al progetto?

Sono stati infine decisi tre obiettivi generali che il progetto si pone di soddisfare entro la fine dell’anno. Le sedi nelle quali saranno tenuti i corsi di formazione atti a soddisfare tali obiettivi sono le seguenti:

  • Roma, DGEPE e di MAP
  • Torino, U.E.P.E
  • Milano, U.E.P.E
  • Venezia, U.E.P.E
  • Bologna, U.E.P.E
  • Firenze, U.E.P.E
  • Roma, U.E.P.E
  • Napoli, U.E.P.E
  • Bari, U.E.P.E
  • Catanzaro, U.E.P.E
  • Palermo, U.E.P.E
  • Cagliari, U.E.P.E

I tre obiettivi sono i seguenti:

  • Obiettivo #1: Migliorare le attività connesse alle indagini socio-familiari per l’accesso alla messa alla prova.
  • Obiettivo #2: Migliorare gli interventi di supporto per l’esecuzione della messa alla prova.
  • Obiettivo #3: Sviluppare progettualità per la detenzione domiciliare.

Come è possibile raggiungere tali obiettivi?

Le premesse e gli obiettivi sono più che lodevoli, ma quali sono concretamente gli sforzi che si richiedono per raggiungere e soddisfare tali obiettivi? Dopo aver analizzato il quadro contemporaneo, il Ministero della Giustizia ha stilato una lista di situazioni con un corrispettivo punto di arrivo. In particolare, le problematiche emerse e le soluzioni possibili sono state le seguenti:

Il primo obiettivo

Esso richiede che vi sia uno sforzo in particolar modo rivolto all’ottimizzazione dei tempi e delle modalità di riabilitazione dei detenuti. Per raggiungere tale scopo, è necessario fornire entro l’anno di servizio ad almeno il 20% dei detenuti che richiede la messa alla prova un aiuto concreti di psicologi esperti che approfondiscano le particolari situazioni e i retroscena di chi abbia un disagio alle spalle.

Inoltre, è impellente velocizzare le operazioni di indagine per il programma di trattamento, concludendo il 30% (invece che il 28%) delle indagine entro tre mesi, e riducendo al 50% (invece del 69%) le indagini arretrate che hanno superato sei mesi di vita.

Il secondo obiettivo

Il secondo obiettivo si prefissa invece di aiutare i detenuti e in particolare i richiedenti messa alla prova. È necessario comprendere le cause dei fallimenti della messa alla prova per limitare a non più del 15% dei detenuti (invece che il 22%) conclusioni con esito negativo. Importante è anche avviare programmi di rieducazione alla legalità per almeno il 30% dei detenuti che hanno commesso violazioni del codice della strada, fatto uso di stupefacenti o commesso atti vandalici contro il patrimonio.

Il terzo obiettivo

L’ultimo, ma non per importanza, obiettivo ricerca un accompagnamento nella fase finale della riabilitazione dei detenuti, nonché un aiuto concreto alla rieducazione dei detenuti domiciliari. Questi ultimi, ad oggi, seguono un programma di educazione alla legalità in percentuale esigua (solo il 20%).

Lo scopo consiste nell’aumentare tale valore almeno al 40%. Inoltre, pur rieducando alla società i detenuti, è molto difficile per loro entrare in una dimensione lavorativa durante o dopo la pena. Il 60% dei detenuti domiciliari non ha un lavoro né contatti con il territorio di riferimento.

È pertanto necessario attivare progetti di inclusione lavorativa almeno per il 30% di loro.

Andrea Nastro

Selezione dei Volontari per il bando del Servizio Civile 2018

Redazione No Comments

Si comunica che in data 05/10/2018 alle ore 16.00
Si terranno le procedure iniziali per la selezione dei Volontari per il bando del Servizio Civile 2018
Tale pubblicazione vale come notifica di convocazione

 

 

 

servizio civile nazionale in puglia

Bando Servizio Civile Anci Puglia: opportunità per 50 giovani

Redazione No Comments

Nuovo Bando Servizio Civile Anci Puglia: la procedura selettiva riguarderà 50 giovani, ma bisogna affrettarsi, c’è tempo fino al 28 settembre

Anci Puglia ha comunicato, sul portale istituzionale (http://www.anci.puglia.it/index.php/news/top-news/4603-servizio-civile-anci-puglia-seleziona-50-giovani-domande-entro-28-settembre-2018), la pubblicazione di un bando per la selezione di 50 giovani da impiegare in 5 diversi progetti di Servizio Civile. I progetti riguarderanno la sede Anci di Bari, ma anche i Comuni di Binetto, Canosa di Puglia, Castrì di Lecce, Collepasso, Cursi, Faggiano, Guagnano, Lequile, Palagianello, Neviano, Poggiorsini, Polignano a mare, Sammichele di Bari, Specchia, Trepuzzi, Triggiano.

In ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale sul Servizio Civile, la procedura selettiva riguarderà candidati che abbiano un’età compresa tra 18 e 28 anni al momento di presentazione della domanda. Il bando è stato pubblicato lo scorso mese di agosto e scadrà il giorno 28 settembre. Sono ammessi al bando i cittadini italiani, quelli comunitari e gli stranieri, purché muniti di regolare permesso di soggiorno.

Il bando riserva alcuni posti a coloro che sono in possesso esclusivamente del diploma di scuola media. Costoro dovranno barrare, all’interno dell’Allegato 3 presente nel bando, la voce “bassa scolarizzazione”.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: come presentare la domanda

Le modalità di presentazione delle domande, così come esplicitato sul portale istituzionale di Anci Puglia sono le seguenti:

  1. a mezzo “raccomandata A/R ad Anci Puglia, Via Marco Partipilo 61 – 70124 Bari;
  2. a mano, presso la sede Anci Puglia di Via Marco Partipilo, dal 27/08/2018 al 27/09/2018 dalle ore 9 alle 13,30; il giorno 28/09/2018 dalle ore 9 alle ore 18
  3. a mano, presso il Comune sede di attuazione del progetto prescelta per lo svolgimento del servizio;
  4. con Posta Elettronica Certificata (PEC) ,art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, all’indirizzo PEC serviziocivile@pec.anci.puglia.it, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;

Il termine per l’invio delle domande via PEC o a mezzo raccomandata A/R è fissato al 28 settembre 2018. In caso di consegna della domanda a mano il termine è fissato alle ore 18.00 del 28 settembre 2018.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: quali sono le attività previste

I volontari che saranno stati individuati al termine della procedura selettiva potranno essere impiegati in attività molto diversificate tra loro.  Difatti le aree di intervento, così come individuate attraverso i 5 progetti di Servizio Civile approvati, comprendono servizi di educazione e promozione culturale, anche rivolti verso i minori, lotta all’evasione scolastica e all’abbandono scolastico, attività di tutoraggio scolastico, di difesa e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, valorizzazione dei centri storici minori e servizi di educazione ai diritti del cittadino. Il progetto scelto dal volontario e la sede a cui sarà stato assegnato determineranno il tipo di attività/servizio da svolgere.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: quanto dura e quanto si guadagna

La durata del Servizio Civile è stabilita dalla normativa nazionale ed è fissata in un periodo di 12 mesi, per un totale di almeno 1440 ore di lavoro complessivo. L’impegno settimanale è di 30 ore, di solito suddivise in 5 o 6 giorni di lavoro. Il compenso mensile, altrimenti detto rimborso forfettario, è pari a € 433,80.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: info e riferimenti utili

Anci Puglia rende disponibili, a tutti coloro che avessero bisogno di ulteriori informazioni a riguardo, i seguenti recapiti:

  1. Sede di Anci Puglia, via Marco Partipilo 61, 70124, Bari
  2. Indirizzo e-mail: serviziocivile@anci.puglia.it
  3. Numero di telefono: 080 5772316. È possibile chiamare dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13,30.

Consigliamo infine a coloro che sono interessati ai prossimi progetti di Servizio Civile che saranno attivati sul territorio nazionale di consultare il portale istituzionale del Servizio Civile Nazionale, all’indirizzo: http://www.serviziocivile.gov.it/

 

Giuseppe Esposito

Nasce il Servizio Civile Europeo

Redazione No Comments

Approvato dal Parlamento Europeo un progetto in cui sarà permesso fare volontariato a migliaia di giovani.

È stata approvata, con una votazione di 519 favorevoli e 132 contrari dal Parlamento Europeo, l’espansione del “Corpo europeo di solidarietà”, una possibilità per i giovani dai 17 ai 30 anni di fare un anno di volontariato o di apprendistato in giro per l’Europa grazie ai fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.

La sperimentazione è iniziata l’anno scorso, ma nei prossimi due anni interesserà circa 100 mila giovani cittadini europei, andando a sostituire progressivamente lo SVE,(Servizio Volontario Europeo, un programma di minore portata e gestito unicamente dalla Commissione).

Il budget complessivo di questa operazione, stanziato dal Parlamento Europeo, è di 375,6 milioni di euro per il biennio 2018-2020, che inizieranno ad essere ufficializzati a partire dal primo giorno di ottobre. I giovani verranno selezionati per  l’apprendistato ed avranno a disposizione un contratto di lavoro temporaneo, mentre per i progetti su base volontaria l’Europa rimborserà le spese di viaggio, vitto e alloggio, assicurazione medica e una piccola somma per le spese quotidiane, ovvero tutte le spese essenziali per sostenersi.

L’ europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei ha spiegato che l’approvazione del budget avrà effetto immediato.

Il politico ha precisato che il “Corpo europeo di solidarietà” permetterà a migliaia di ragazzi di mettersi al servizio di persone che necessitano realmente di aiuto e che funzionerà come un potente mezzo di coesione sociale e intergenerazionale.

È stato inoltre aperto un portale europeo per i giovani dai 18 ai 30 anni che possono iscriversi e caricare il curriculum, cercando successivamente i progetti che più li stimolino, oppure valutando le proposte ricevute. I progetti hanno durate che vanno dai due ai dodici mesi e saranno inclusi, oltre ai paesi dell’UE, anche Islanda, Norvegia, Turchia e Macedonia e sarà possibile accreditarsi per tali progetti sia per gli enti pubblici che per le aziende private.

Ovviamente, prima di poter essere convalidate per poter offrire progetti, le aziende e gli enti pubblici verranno sottoposte a controlli da parte della Commissione Europea, venendo infine vincolate a firmare un patto d’impegno. In futuro, i giovani registratisi nel database del Corpo europeo di solidarietà verranno chiamati in caso di disastri naturali  verificati in Europa per fornire assistenza o altre attività inerenti alle operazioni di soccorso.

I progetti tenutisi in Italia sono stati due: a Norcia, in seguito al terremoto del 2016, sono stati impiegati 18 giovani europei nella ricostruzione di alcuni edifici della città. Nel 2018: 20 giovani hanno aiutato ad organizzare eventi e incontri nel periodo estivo.

Il secondo progetto è stato portato avanti da Legambiente Piemonte e coinvolgerà per i prossimi due anni 230 giovani nelle operazioni di manutenzione degli argini del Po.

Questa fase embrionale del progetto è stata, ad oggi, gestita esclusivamente dall’UE. Ad oggi risultano iscritti al portale circa 72mila giovani, di questi però solo 7.000 sono stati effettivamente coinvolti, mentre l’intenzione dell’Unione Europea è coinvolgere almeno altri 93mila giovani, con uno stanziamento di fondi pari a 1,3 miliardi di euro entro il 2027, qualora il progetto risulti realmente efficace.

I detrattori del Corpo europeo di solidarietà asseriscono che il finanziamento previsto per tale progetto andrà a sottrarre finanze ai programmi già esistenti come Erasmus+. Sempre Benifei ha spiegato che, effettivamente, la proposta iniziale del Consiglio dell’Unione Europea era sottrarre fondi a programmi della stessa tipologia di Erasmus+.

Il finanziamento di questo progetto consiste in un 20% (più di 70 milioni di euro) stanziato appositamente per questo, mentre un 80% recuperato da altri programmi, senza però effettuare a questi ultimi dei tagli significativi.

Leandro Caiazza

 

glucometro compito degli operatori socio sanitari

Uso del glucometro, compito obbligatorio dell’OSS?

Redazione No Comments

La misurazione della glicemia è una delle mansioni degli OSS non sancita esplicitamente nella legislazione nazionale ma sulla quale ogni Regione ha deliberato in maniera autonoma. Come in altre del nostro Paese, anche in Campania gli OSS, sempre su richiesta, possono essere deputati a svolgere tale compito

E’ di recente attualità la notizia del concorso bandito dall’Ospedale Cardarelli di Napoli per la ricerca di nuovi operatori socio-sanitari (OSS). A tal proposito, è bene chiarire alcune delle responsabilità gravanti su questa figura professionale che sta trovando, negli ultimi tempi, numerosi sbocchi occupazionali sia in ambito privato che pubblico.

Cosa afferma nel merito la legislazione nazionale?

Una delle mansioni oggetto di discussione riguarda l’eventuale misurazione della glicemia da parte degli OSS. Per comprendere se realmente tali figure siano tenute ad espletare tale compito, occorre rifarsi alla normativa che le ha istituite, cioè l’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. In questo testo viene sancito che l’OSS può adoperare “apparecchi medicali di semplice uso”; ovviamente, nel novero di tali strumentazioni, si potrebbe essere indotti ad includere anche il glucometro, strumento che consente la misurazione della glicemia da una goccia di sangue stillata dal dito del paziente.

Tuttavia, a fronte di questa poca chiarezza nella normativa nazionale di riferimento, ciascuna Regione ha stabilito nel corso del tempo in maniera autonoma quali operazioni, fra quelle consentite, far svolgere all’OSS. Da ciò è scaturita una situazione di confusione e di instabilità per gli stessi lavoratori i quali, spostandosi da una città all’altra del nostro Paese, hanno ricevuto talvolta compiti più onerosi del previsto.

Cosa fare per sciogliere ogni dubbio?

In questo quadro, è consigliabile sempre per l’OSS rivolgersi alle autorità sanitarie della Regione in cui opera, chiedendo consulenza su ciò che è tenuto a fare, oppure attingere informazioni direttamente dalle norme scritte che regolano la professione. Come già in Emilia Romagna ed in Lombardia, anche in Campania, alla luce di quanto affermato nel Decreto Dirigenziale n. 103 del 28/03/2014 (Oggetto dell’Atto: D.G.R. 363/2013 – AUTORIZZAZIONE AGLI ENTI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE AUTOFINANZIATI ALLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’ CORSUALI PER O.S.S. – O.S.S.S.), l’OSS potrebbe essere deputato, dietro ovviamente autorizzazione di medici ed infermieri, a misurare la glicemia dei pazienti.

Scorrendo infatti la tabella dell’allegato 2, in cui vengono elencati i vari argomenti da trattare durante gli appositi corsi di formazione, uno di essi è l’”UC 3 UD 2/8 – Protocollo di gestione nel controllo glicemico dal dito”. Pertanto, al termine delle ore di lezione e soprattutto con il conseguimento del titolo mediante relativo esame, il discente dovrebbe avere acquisito una sufficiente dimestichezza nell’utilizzare un glucometro.

Presto in ARES nuovi corsi OSS e OSSS

A breve ARES, come già fatto in passato e detto in precedenti articoli, terrà nuove edizioni dei corsi OSS e OSSS. Vi invitiamo pertanto a restare sintonizzati sul sito dell’Ente di formazione (www.infoares.it) per le date di inizio delle lezioni oppure a mandare una mail di richiesta informazioni al seguente indirizzo: info@infoares.it             

La Redazione

operatore-socio-sanitario-durante-il-lavoro-a-contatto

ARES, a breve l’inizio dei nuovi corsi OSS

Redazione No Comments

L’OSS è una delle figure più richieste sul mercato del lavoro in ambito sanitario. A breve ARES indirà nuovi corsi per formare coloro che intendono svolgere questa professione

L’OSS (Operatore Socio Sanitario) è una tra le figure del settore sanitario italiano più richieste negli ultimi anni. Istituita in base all’accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2001, rientra ufficialmente anche nel novero delle professioni sancite dal Ddl Lorenzin 22 dicembre 2017. Vediamo, quindi, nel dettaglio di cosa si occupano tali operatori e su quali materie verte generalmente la loro formazione.

Una figura per curare il paziente a 360 gradi

Il valore umanitario alla quale deve ispirarsi anche la figura dell’OSS, come d’altronde tutte quelle appartenenti al comparto sanitario, è senza dubbio quello di “cura”: un concetto, questo, che non va circoscritto soltanto al piano fisico-corporale ma esteso anche a quello psichico e morale. L’OSS è tenuto, dunque, ad agire, insieme a medici, infermieri ed altre professioni tipiche di ospedali, cliniche e case di cura, con lo scopo di curare non solo una o più patologie ma l’essere umano a 360 gradi.

Una formazione variegata e completa

Agli aspiranti OSS, da un lato vengono impartite, durante le ore di formazione, nozioni riguardanti l’ambito medico e paramedico; dall’altro, vengono forniti strumenti per alleviare la sofferenza psico-fisica del paziente e spesso anche dei suoi cari che contribuiscono all’attività generale di assistenza. Per favorire un apprendimento quanto più rapido ed efficace del discente, secondo la legge è previsto che 450 ore di formazione siano effettuate presso strutture sanitarie convenzionate. In queste sedi, dunque, devono essere fornite, ovviamente, tutte le  strumentazioni necessarie al lavoro dell’OSS: per citarne alcune, mascherina e pallone Hambu; bombola di ossigeno; sfigmomanometri; inalatori; lacci emostatici; soluzioni fisiologiche e glucosate; aghi Vacutainer; disinfettanti, pinze ed altre attrezzature d’avanguardia.

L’offerta di ARES

Anche ARES, da anni, offre all’utenza la possibilità di partecipare a corsi di formazione per questa figura tanto richiesta dal mercato attuale. I docenti scelti dall’ente per le lezioni sono Infermieri, Psicologi, Istruttori di Primo Soccorso ma anche esperti di Sicurezza sul Lavoro e di Lingue. Gli argomenti principali che saranno trattati nella prossima edizione del corso (la quale sarà a breve annunciata sul sito ufficiale di ARES), sono i seguenti: procedure sanitarie; elementi di fisiologia ed anatomia; interventi di primo soccorso; decontaminazione di strumenti e presidi sanitari; assistenza agli anziani; utilizzo di tecnologie digitali.

A conclusione dell’esperienza formativa e dietro superamento di apposito esame, verrà rilasciato ai discenti un attestato professionale di validità nazionale.

Vi invitiamo dunque a restare costantemente sintonizzati sui canali informativi online di ARES (sito ufficiale, pagina Facebook) oppure, qualora desideriate maggiori informazioni, a scrivere una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: ares@infoares.it

La Redazione

servizio civile in mozabigo

Italia-Mozambico: come il Servizio Civile può aprire nuovi orizzonti

Redazione No Comments

Lo scorso 20 agosto è stato pubblicato il nuovo bando 2018 per il Servizio Civile Nazionale e Internazionale. Tutti i giovani, italiani e stranieri interessati (provvisti del regolare permesso di soggiorno), tra i 18 e 28 anni, potranno inviare la propria domanda di partecipazione entro e non oltre il 28 settembre.

Tra i 5.408 progetti presentati, 94 di essi prevedono lo svolgimento di attività all’estero. Tale possibilità rappresenta una delle recenti innovazioni introdotte dalla riforma del Servizio Civile Universale.

Il progetto “Affacciati ad altri balconi” permetterà a 2 giovani di poter prestare opera di volontariato in Mozambico.

La condizione socio-culturale del Mozambico

Questo splendido Paese oggi è in via di sviluppo, ma purtroppo per anni è stato dilaniato da una guerra civile, che ha condotto a conseguenze umane ed economiche disastrose. Per far ripartire la sua economia, negli ultimi anni sono stati fatti importanti investimenti per lo più nel settore minerario, petrolifero e nella ricerca di giacimenti di gas naturale nonché nel settore agricolo e dei trasporti.

Tuttavia, anche se in via di sviluppo, il Mozambico registra, ad oggi, ancora una percentuale di analfabeti molto alta. Ben l’85% dei ragazzi in età di scolarizzazione non sa leggere e scrivere e la percentuale sale se si prende in riferimento il livello di istruzione delle donne nel Paese. Questi dati fanno riflettere: la promozione e lo sviluppo economico e culturale di una Nazione non possono non passare dall’istruzione e dall’eduzione del proprio popolo; solo garantendo un’adeguata formazione agli studenti mozambiani è possibile assicurare un futuro al Paese.

L’obiettivo del progetto “Affacciati ad altri balconi” è quello di formare il maggior numero di ragazzi possibile. Gli studenti possono scegliere uno dei numerosi corsi professionali offerti dalla scuola ed acquisire in questo modo tutte le conoscenze necessarie una volta conclusi gli studi, per trovare facilmente lavoro.

In quale contesto si svolgerà l’opera di volontariato

I missionari don Pio Bono e Caterina Fassio operano già da molti anni in Mozambico, nella cittadina di Inhassoro. Assieme all’IPSIA Vercelli e all’ENAIP con il loro contributo supportano la scuola professionale “Estrela do Mar”. La scuola, gestita dai due missionari e nata nel 2004, offre diversi corsi professionali tra cui: falegnameria, settore alberghiero, sartoria, ragioneria, meccanica ed elettrotecnica.

La scuola garantisce a 800 studenti di acquisire tutte le conoscenze necessarie per poter avviare una propria attività. L’Estrela do Mar è riconosciuta dal Ministero della Cultura Mozambiano tra i più importati istituti professionali del Paese.

I volontari che parteciperanno al progetto offriranno la propria collaborazione e supporto agli studenti e agli insegnanti sempre sotto la supervisione della dirigenza scolastica. Il loro compito sarà quello di verificare che l’approvvigionamento dei materiali sia adeguato all’espletamento dell’attività didattica. Inoltre, gli stessi saranno coinvolti direttamente nelle scelte per il miglioramento dell’offerta formativa della scuola.

I volontari che parteciperanno a questo progetto dovranno confrontarsi con una realtà molto diversa da quella italiana. I due giovani dovranno adeguarsi ad un modo di vivere completamente diverso dal nostro; di certo, però, la crescita culturale derivante da questa esperienza li arricchirà in modo indescrivibile.

Benedetta Greco

Centro Italiano Opere Femminili Salesiane

Al via l’edizione 2018 di Seminario Europa

Redazione No Comments

Si svolgerà a Roma, dal 19 al 21 settembre 2018, la 30° edizione del convegno organizzato dal CIOFS-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale)

Giunge alla sua 30° edizione il convegno Seminario Europa, a cura del CIOFS-FP, ovvero il Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale. Tale associazione, senza scopo di lucro, istituita ufficialmente nel 1986, si prefigge l’obiettivo di seguire i giovani non solo in età scolare ma anche oltre, sino al momento in cui devono approcciarsi al mondo del lavoro. Attraverso la divulgazione di valori umani e cristiani, il CIOFS intende dunque evitare al tempo stesso fenomeni di emarginazione delle fasce più deboli della popolazione.

Argomento e sedi dell’edizione 2018

Il titolo dell’edizione 2018 del Seminario Europa, che si svolgerà a Roma dal 19 al 21 settembre, è “La filiera della IeFP in un sistema a rete tra territori e mondo produttivo”. Si cercherà dunque, in questa occasione, di sensibilizzare tutti gli operatori della formazione a fare sempre più “gioco di squadra”, da un lato potenziando su tutto il territorio italiano le relazioni già intessute tra i vari soggetti (non solo strettamente educativi ma anche sociali, istituzionali ed economici); dall’altro, mirando a crearne nuove.

In effetti, nel nostro Paese esistono già da diverso tempo servizi e strutture il cui scopo è di favorire l’inserimento dell’individuo nel mondo del lavoro, senza alcuna distinzione di sesso, età e razza: dal “Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione delle qualificazioni professionali” al “Sistema nazionale di certificazione delle competenze”;  dal “Sistema duale”, (iniziativa volta a ridurre sempre più la dispersione scolastica e l’inoccupazione) alla “Rete delle Scuole Professionali”. Per quanto utili ed importanti, tuttavia, ciascuna di queste realtà non potrà mai soddisfare completamente le proprie finalità senza quella sinergia, con altri operatori e strutture del settore, che solo la IeFP (argomento di discussione, appunto, del prossimo Seminario Europa) può garantire.

Il 30° Seminario Europa avrà due sedi romane: infatti il 19 e il 20 settembre i lavori si terranno all’Hotel “Villa Eur Parco dei Pini”, mentre il 21 i relatori si riuniranno a Palazzo Valentini.

Le dichiarazioni da parte del CNOS-FAP

La Presidente della CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale), Suor Manuela Robazza, in alcune recenti dichiarazioni, ha espresso la necessità di unire la formazione professionale, i servizi d’istruzione e il mondo del lavoro ad un chiaro progetto di crescita economica, avvalorato da un sistema nazionale di certificazione delle competenze e da un registro nazionale che raccolga i titoli di istruzione e formazione nonché le qualifiche professionali. Solo in questo modo l’Italia potrà essere davvero competitiva a livello internazionale.

La tre giorni sarà aperta a tutti gli interessati e per chi non potrà esserci sarà attivata una diretta streaming sul portale dell’ente organizzatore (www.ciofs-fp.org

La Redazione

Servizio Civile Universale e Solidaria: uniti per una cittadinanza attiva

Redazione No Comments

Ci sono importanti novità sul il Servizio Civile Universale. Dalla collaborazione con Solidaria un confronto fra Enti per promuovere una cittadinanza attiva.

Il 25 settembre a Padova, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo (via VIII Febbraio 2), si terrà un convegno a cui prenderanno parte diversi Enti locali, volontari e istituzioni per discutere delle nuove iniziative e delle sorti del Servizio Civile Universale.

Il convegno è organizzato in collaborazione con: CSEV, Amesci, Università degli Studi di Padova – Ufficio Public Engagement, Forum Nazionale Servizio Civile e Rappresentanza dei Volontari del Servizio Civile.

I temi principalmente discussi sono stati specificati chiaramente nel nome dello stesso convegno: Servizio Civile Universale, identità e prospettive tra innovazione e cittadinanza attiva; si tratta di una giornata di confronti e di analisi di prospettive organizzata in prima istanza dal Centro Servizio Volontariato (CSV) della città di Padova.

Tale iniziativa si inserisce tra quelle promosse da Solidaria – la città della solidarietà, un evento collettivo che per la prima volta sarà tenuto a Padova in stretta collaborazione con il Comune, non a caso nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale.

L’evento culturale di Solidaria avrà la durata di una settimana, dal 24 al 30 settembre, che vedrà Padova il palcoscenico di incontro tra la cultura e le arti con il volontariato e la solidarietà del cittadino.

Il CSV Padovano ha sottolineato diverse volte quanto l’impegno sociale e il volontariato siano beni culturali da tutelare, in modo che il cittadino contribuisca allo sviluppo sociale e culturale del territorio in maniera consapevole.

In questo modo, Solidaria vuole configurarsi come una possibilità di incontro e di mescolanza delle diverse forme artistiche tra le varie associazioni no-profit e profit.

Collaborazione e contaminazione sembrano essere le parole chiavi del festival, nonché un punto di partenza per nuovi progetti volti a far rifiorire la città di Padova, in una prospettiva che guarda al futuro con ottimismo e impegno verso il prossimo.

In questo scenario, già di per sé promettente, si collocano anche le molteplici innovazioni ottenute in seguito alla riforma del Servizio Civile Universale, che riguardano la programmazione, la progettazione degli interventi e l’accreditamento dei differenti interventi. A tutto ciò, come sostenuto dal coordinatore area nord di Amesci Niccolò Gennaro, va ad inserirsi il continuo approfondimento e la ricerca minuziosa di informazioni degli Enti accreditati al Servizio Civile Nazionale.

Essi giocano un ruolo importante in questa iniziativa, in particolar modo per il cambiamento verso il Servizio Civile Universale in sé. Tuttavia, il percorso non resta esente da ostacoli e impedimenti, nati dalla complessa organizzazione e difficoltà nel comprendere le nuove norme legislative inserite appieno nella riforma.

L’obiettivo ultimo del convegno resta quello di favorire il confronto con i maggiori Enti ed esperti nazionali di Servizio Civile, in modo tale da chiarire l’importanza rivestita dalla cittadinanza attiva, puntando il focus sulle potenzialità e sulle criticità del progetto formativo, e da poter meglio sviluppare gli interventi futuri.

Il convegno è dedicato a tutti coloro che ne vogliono far parte e l’ingresso è gratuito, tuttavia bisogna prenotarsi sull’apposito sito: le iscrizioni sono aperte dall’inizio di settembre.

Carla Sarnataro

Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Via Cardito, n.203 - 83031 Ariano Irpino (AV) / Mail : info@infoares.it