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formazione professionale e lavoro e concorsi

Ares: Formazione, Opportunita’ e Concorsi

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ARES –  Associazione Ricerca e Sviluppo si schiera per le opportunità professionali scaturite dai nascenti concorsi in Puglia e Campania  offrendo un nuovo percorso  formativo e preparatorio creato ad hoc per il loro superamento.

Il concorso del Cardarelli: opportunità per infermieri ed OSS

L’azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, la più grande e la più importante del Sud Italia, ha emanato lo scorso lunedì 9 luglio una delibera (n. 775) con la quale è stato indetto un concorso per assumere a tempo indeterminato nuove figure professionali. Alla luce di quanto riportato nel documento firmato dal Direttore Generale Ciro Verdoliva, sono 80 le unità ricercate dalla struttura sanitaria partenopeo: nello specifico, si tratta di 20 posti come infermiere (categoria D) e di 60 come OSS (categoria B – Livello Economico Super).

La delibera specifica, inoltre, che vi sarà per ogni categoria una riserva del 30% per i volontari delle forze armate in congedo e gli ufficiali in ferma prefissata e del 20% per i lavoratori a tempo determinato che già operano al Cardarelli in altre mansioni.

Alla pubblicazione ufficiale della delibera farà presto seguito l’uscita del relativo bando sulla Gazzetta Ufficiale: qui, sarà possibile prendere nota delle tipologie di prove che i candidati dovranno sostenere. Oltre all’esito di quest’ultime, ai fini dell’assunzione, contribuirà ovviamente la valutazione dei titoli che gli aspiranti infermieri ed OSS dichiareranno di possedere all’atto della selezione. La notizia ha un peso assolutamente rilevante; difatti, l’ultimo concorso indetto dall’azienda ospedaliera napoletana risaliva a circa 14 anni fa.

Un nuovo maxi concorso anche in Puglia

Anche in Puglia giungono interessanti novità in merito a concorsi riguardanti il mondo delle professioni sanitarie. La Regione, infatti, intende assumere 1789 figure di OSS da smistare nelle principali ASL del vasto territorio di competenza.

Come nel caso del Cardarelli, anche qui vi saranno alcune riserve: la metà dei posti banditi, infatti, sarà destinata a coloro che hanno già un’anzianità di servizio di 3 anni alla data del 31 dicembre 2017 o che, lavorando già come ausiliari, hanno acquisito durante la loro carriera in ASL la qualifica di OSS.

ARES –  Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, a tal proposito, di intervenire  offrendo un nuovo percorso  formativo creato ad hoc per le nuove esigenze ed in grado di garantire le giuste competenze per il superamento dei concorsi citati. L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è, infatti, una realtà sensibile e attenta alle esigenze formative più attuali. Da sempre schierata a favore dei ragazzi e non solo, ARES ha avviato una lunga serie di attività ed iniziative per il sostegno ed il supporto in ambito occupazionale. La formazione è, infatti, per ARES un valido strumento per far fronte alle complesse problematiche della vita attuale, sia in campo lavorativo che sociale.

Il mondo, anzi, il mondo odierno, non regala assolute certezze e forse nemmeno vive speranze soprattutto per quel che concerne il campo lavorativo. Le complessità, infatti, sono svariate e gli svantaggi, purtroppo, non sono da meno; tuttavia, fortunatamente, altrettanto numerose sono le azioni attivate da ARES per il loro tenace contrasto e per il supporto delle giuste opportunità professionali.

Per l’Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli prendere a carico necessità  e bisogni formativi e professionali attuali è, infatti, una vera e propria ragion d’essere di un’immensa, avvincente e storica attività che mira, dunque, ad offrire una valida occasione per prendere al volo le chance professionali offerte.

L’offerta formativa

Una straordinaria opportunità, dunque. ARES propone, infatti, l’occasione di partecipare a dei corsi preparatori totalmente validi sia in ambito sanitario che per cultura generale per far fronte con estrema preparazione alle nuove richieste formative. Attraverso delle opportunità di formazione e di crescita lavorativa ed umanitaria, ARES vuole, dunque, ampliare gli orizzonti di un futuro professionale che deve sorridere e appartenere a tutti valutando anche le richieste di coloro che necessitano di accompagnare il proprio percorso formativo alle esigenze ed agli impegni tipici della vita quotidiana, offrendo, dunque, corsi ed operatività anche in orario serale o nel week-end.

L’importanza dei ruoli richiesti

Tra le figure indicate da questo maxi concorso brillano particolarmente quelle  dell’operatore socio sanitario (OSS). L’OSS è, infatti, una delle più recenti professioni del settore sociosanitario nata dall’accordo tra Stato e Regioni del 22 febbraio 2001. L’OSS ricopre un ruolo molto importante in ambito sanitario perché supporta e coadiuva l’attività dell’infermiere per l’assistenza ai pazienti.

L’operatore socio sanitario può operare sia in ambito privato che pubblico, sia come libero professionista che come dipendente. Per quanto riguarda il settore pubblico si accede, infatti, mediante concorso per esami e\o titoli. Nel settore privato ha un vasto margine di scelta potendo lavorare presso Onlus, Case Famiglia, enti privati, RSA, o altri soggetti che abbiano carattere socio sanitario, sociale o sanitario.

Le opportunità

I benefici innescati dalla nuova opportunità ARES  saranno, quindi, molteplici. Una formazione altamente professionale creata ad hoc non solo per il superamento dei concorsi in questione ma anche per il conseguimento di una valida formazione spendibile in ulteriori e magnifiche opportunità per un ambito professionale valido, professionale ed in costante ricerca di operatori.

 

Per avere maggiori informazioni circa i costi e le modalità di iscrizione contattaci ai numeri:

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Una sede storica per un grande futuro, il nuovo inizio di PSB

Redazione No Comments

Il 4 luglio 2018 si inaugurerà la storica ma altrettanto nuova sede della PSB, obiettivi e bellezze di un luogo e di una grande realtà!

L’ Associazione Ricerca e Sviluppo ARES è entusiasta di presentare, nella giornata di mercoledì 4 luglio alle ore 18.30, la Nuova Sede Operativa PSB di Via Medina n.5 e di festeggiare e celebrare una felice ed importante tappa di un percorso che sancisce in un meraviglioso palazzo storico un nuovo ed eccezionale futuro!

Il 4 luglio 2018 si inaugurerà, infatti, la storica ed al tempo stesso nuova sede PSB a via Medina 5 – Napoli.Sede che avrà il privilegio di unificare le grandi PSB Consulting e PSB S.r.l. e di rappresentare, allo stesso tempo, finalità ed obiettivi di due importanti realtà lavorative che pur guardando costantemente al futuro mai tralasciano il proprio considerevole passato e le loro radici.

Nel Centro Storico di Napoli, per la precisione, a via Medina 5 e a pochi passi dal Maschio Angioino si assisterà, dunque, non solo ad un cambio di sede ma alla consacrazione di un’importantissima tappa storica, sociale e culturale.

La storia del Palazzo

Il Palazzo Carafa di Nocera è una struttura risalente agli inizi del XVI secolo, nata dal genio dell’architetto Gabriele D’Agnolo, molto apprezzato nella Napoli di quell’epoca insieme ad altri progettisti di fama, come il Mormando e Novello di Sanlucano. Suo committente fu il duca Ferdinando II che ne stabilì la collocazione in una zona molto vicina al Castel Nuovo, fortilizio meglio noto come Maschio Angioino ma in realtà rinnovato notevolmente dagli Aragonesi.

Verso la fine del Seicento la residenza passò nelle mani dei Costanzo mentre risulta poco chiara la sua storia nel corso del secolo seguente. Ad inizio Ottocento, durante la dominazione francese durata circa un decennio (dal 1806 al 1815), il Palazzo Carafa di Nocera divenne sede della Prefettura di Polizia, istituzione che venne poi trasferita presso il Palazzo San Giacomo, sede attuale del Municipio partenopeo. Inoltre, intorno alla metà del XIX secolo, l’edificio fu comprato da due famiglie di commercianti: i Montuori e i Falanga. Congiuntamente presero la decisione di restaurare il palazzo assegnando l’incarico all’architetto De Leva.

Come raggiungerci

La sede, che si trova a pochi passi dalla stazione della Metropolitana di Piazza Municipio ed allo stazionamento di Via Toledo, rappresenta a pieno le bellezze di una Napoli antica che ancora riesce ad ammaliare ed affascinare.

Bellezze ed obiettivi

Gli splendori dello storico edificio, impreziositi da una decoratissima scala che conduce al cortile, decretano, dunque, il fascino di un luogo che rappresenta al meglio non solo la bellezza di un antico centro, ma anche l’altrettanto grande bellezza di valori ed obiettivi della realtà lavorativa PSB.

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I nuovi progetti della Regione Campania a sostegno dell’innovazione

Redazione No Comments

La Giunta regionale della Campania sta mantenendo il suo impegno per favorire i processi di innovazione delle PMI (Piccole e Medie Imprese) attraverso due nuove misure. Vediamole nel dettaglio.

1) La Regione Campania ha stanziato 45 milioni di euro per progetti di innovazione proposti dalle PMI locali

Verranno finanziate dalla Regione Campania tutte le attività considerate propedeutiche per l’innovazione, come ad esempio gli studi sulla fattibilità considerati come Fase 1. Queste analisi permettono, infatti, di approfondire la progettazione tecnica, l’analisi della fattibilità tecnica ed economica/finanziaria, la ricerca di eventuali partner, la tutela della proprietà intellettuale, il business planning e la verifica sulle applicazioni pilota e proof of concept.

Per quanto riguarda la Fase 2, invece, questa comprende il trasferimento tecnologico e la prima industrializzazione, che possono avvenire sia tra i ricercatori e l’impresa che direttamente tra le imprese stesse. Infatti, oggi, vi è piena consapevolezza di un dato di fatto: l’innovazione non deriva più esclusivamente dagli ambienti dediti alla ricerca, ma anche dalle startup e dalla PMI innovative, le quali sono presenti ovviamente anche in Campania.

Questo progetto, dunque, ratifica il protocollo d’intesa stabilito tra la Regione e la Clean Sky 2, cioè un partenariato tra pubblico e privato, tra la Commissione Europea e l’Industria Aeronautica, volto a favorire l’individuazione di nuove tecniche a basso impatto ambientale. Sono stati destinati a questo obiettivo, quindi, 10 milioni di euro per facilitare il riposizionamento delle imprese campane sul mercato europeo.

2) Stanziamento di 10 milioni di euro destinati all’alta formazione ed all’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro

I 10 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania sono rivolti a Dottorati di ricerca a carattere industriale per rafforzare la specializzazione dei giovani laureati della Campania, in modo da annullare il gap tra le richieste di lavoro specificamente formulate dalle imprese e la disoccupazione giovanile.

Il progetto prevede una maggiore collaborazione tra le Università e le aziende affinchè si formi personale altamente specializzato, in grado di ricoprire i ruoli richiesti.

In questo modo, quindi la Regione Campania sostiene la formazione dei nuovi laureati ed allo stesso tempo garantisce lo sviluppo di risorse umane altamente qualificate e produttive, che potranno essere fondamentali per lo sviluppo di future soluzioni innovative in campo industriale.

3) I progetti vincitori di “Campania Terra del buono”

La Regione Campania, inoltre, ricorda che il 4 giugno 2018 è stato ufficialmente pubblicato l’elenco di tutti i soggetti ammessi nel progetto destinato al trasferimento tecnologico ed alla prima industrializzazione per le imprese che si occupano di patologie oncologiche ed il cui titolo è “Campania Terra del buono”. All’interno del gruppo dei vincitori, 34 proposte sono state considerate in “Priorità 1” e le prime 28 hanno beneficiato di un finanziamento pari a 20 milioni di euro.  

La Redazione

 

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26 milioni per combattere la disoccupazione femminile

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La Regione Campania ha lanciato un nuovo piano per la lotta alla disoccupazione femminile che prevede lo stanziamento di 26 milioni di euro destinati alla formazione, all’orientamento ed al supporto alle imprese a gestione femminile

L’Italia e la bassa occupazione femminile

Nel nostro Paese, soprattutto nelle Regioni Meridionali, il livello di disoccupazione delle donne è ancora molto, probabilmente troppo, alto. Un ruolo importante in uno scenario di questo tipo è giocato soprattutto dagli stereotipi di genere e da un’impostazione culturale profondamente arretrata e tradizionalista. Nonostante l’impegno dei diversi Governi succeduti nel corso degli ultimi anni per tentare di riequilibrare le differenze di genere da un punto di vista lavorativo, i datori di lavoro preferiscono ancora assumere uomini piuttosto che donne. Ed anche la Campania non funge da eccezione in questo scenario, anzi, è tra le Regioni che registrano il tasso di disoccupazione femminile più alto in Italia.

La Campania impegnata nella lotta alla disoccupazione femminile

Proprio per cercare di combattere ed arginare questo fenomeno, la Regione Campania sta lavorando su diversi piani.

L’Assessore alle Pari Opportunità, alla Formazione ed alle Politiche Giovanili della Regione Campania, Chiara Marciani, ha stanziato, con la delibera della Giunta Comunale, 26 milioni di euro per favorire l’occupazione delle donne nel territorio. Oltre a questa misura, è stato anche pensato l’affiancamento di iniziative diverse con l’obiettivo di agevolare la vita lavorativa e familiare delle donne.

A cosa saranno destinati I fondi?

I 26 milioni di euro stanziati dalla Regione saranno distribuiti in questo modo: 19 milioni circa saranno esclusivamente dedicati al ramo dell’imprenditoria femminile, mentre gli altri 4 saranno indirizzati a corsi di orientamento e formazione. In questo modo, le donne potranno puntare sulle proprie propensioni individuali per poter entrare nel mondo del lavoro.

In più, sempre secondo quanto dichiarato dalla stessa Marciani, sono stati stanziati ulteriori fondi per le imprese a gestione femminile che potrebbero ritrovarsi ad affrontare momenti di particolare difficoltà in seguito alla fase di start up.

Come partecipare?

Sul sito della Regione Campania, a breve, verranno pubblicati tutti gli avvisi in merito alle modalità di partecipazione.

la regione campania e assessore formazione chiara marciani attivano centotrenta corsi di formazione professionale

La Regione Campania organizza 130 corsi di formazione professionale

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Con un investimento pari a 16 milioni di euro, la Regione Campania ha avviato 130 nuovi corsi di formazione professionale allo scopo di reinserire nel mercato del lavoro i disoccupati e non solo. La Regione Campania ha predisposto 130 corsi di formazione volti al reinserimento lavorativo dei disoccupati da lungo tempo e allo scopo di coloro che hanno difficoltà a trovare lavoro.

I nuovi corsi di formazione

In totale i corsi di formazione organizzati dalla Regione Campania sono 130. Per la loro realizzazione è stato necessario un investimento pari a 16 milioni di euro da parte del Por Campania Fse 2014-2020. I posti messi a disposizione da Palazzo Santa Lucia sono 2.000, che verranno destinati, oltre che ai disoccupati, anche agli ex percettori di ammortizzatori sociali attualmente sprovvisti di reddito. In questo modo, le suddette categorie potranno partecipare a corsi della durata di 600 ore per ottenere, finalmente, una qualifica professionale adeguata, che possa consentire loro un veloce reinserimento nel mondo del lavoro.

Che ambiti riguarderanno i corsi di formazione?

  • I corsi mireranno alla formazione di figure professionali relative ai seguenti ambiti:
  • ambiente,
  • green economy,
  • turismo,
  • valorizzazione del patrimonio culturale,
  • ICT (tecnico del customer relationship manager),
  • servizi socio-sanitari,
  • servizi per la persona,
  • servizi per il trattamento e il recupero dei rifiuti.

L’obiettivo della Regione Campania

L’assessore alla Formazione ed alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, ha sottolineato come l’obiettivo di questo progetto sia il reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro. Attraverso questi corsi, infatti, sarà possibile acquisire livelli di formazione specializzata e di alto livello, soprattutto nei settori che offrono maggiori offerte di lavoro e di possibilità di crescita. In questo modo la Regione vuole promuovere percorsi di formazione di qualità, sostenendo la mobilità ed il reinserimento nel mercato del lavoro di tutti coloro che attualmente ne sono sprovvisti.

corso di formazione professionale blsd primo soccorso

Corsi sulle tecniche di Primo Soccorso in via sperimentale nelle scuole

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In base a quanto imposto dalla legge, sono stati portati a termine i primi corsi formazione di primo soccorso nelle scuole italiane

L’obbligo dei corsi di formazione di primo soccorso nelle scuole

In base a quanto previsto dalla legge n. 107/2015 art. 1 comma 10 è obbligatorio organizzare corsi di formazione sulle tecniche di primo soccorso da rivolgersi a docenti ed allievi della scuola secondaria di I e di II grado. Per questo motivo, il Miur ha predisposto l’organizzazione delle “Linee di indirizzo per la realizzazione delle attività di formazione sulle tecniche di Primo Soccorso” ed il Ministero, nell’attesa dell’emanazione del decreto applicativo, vi ha dato già il via in maniera del tutto sperimentale raggiungendo ben 13 province.

I risultati delle prime sperimentazioni

I primi test di sperimentazione di Primo Soccorso nelle scuole sono stati organizzati nell’anno scolastico 2017/2018 per cui, essendo giunti da poco al termine, è possibile tirare già alcune di quanto fatto in questo periodo. I primi risultati sono assolutamente positivi e lo stesso presidente del Sis 118, Mario Balzanelli, incaricato da parte del Miur all’organizzazione di tali corsi, si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto.

Inoltre, questi corsi hanno rappresentato anche un’importante operazione culturale rispetto allo sviluppo della consapevolezza dell’importanza di operazioni di primo soccorso in casi di emergenza già in bambini molto piccoli, tanto è vero che l’Italia è stata tra i primi paesi a coinvolgere in questo processo gli alunni delle scuole e degli asili.

Le scuole coinvolte nel progetto sperimentale

  • I test sperimentali hanno coinvolto circa 4.500 studenti, dalla scuola d’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado.
  • Le provincie in cui sono stati lanciati sono: Trieste, Padova, Vibo Valentia, Salerno, Campobasso, Sassari, Taranto, Perugia, Macerata, Sondrio, Savona, Pistoia, Latina.
  • Dal prossimo anno scolastico, il 2018/2019, i corsi di formazioni sulle tecniche di primo soccorso saranno rivolti a tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado in maniera obbligatoria.

Le tecniche di Primo Soccorso, dunque, sono estremamente importanti; non solo perché risultano fondamentali nei contesti sociali e lavorativi ma anche e soprattutto perché “aiutarsi ad aiutare” dovrebbe risultare il primo principio e le solide fondamenta di una buona e completa formazione che deve partire sin dalla più tenera età.

microsoft e fondazione mondo digitale organizzano il progetto formativo

Microsoft e Fondazione Mondo Digitale unite per la Formazione

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A breve nelle scuole italiane verrà portato “Eskills4Change”, progetto organizzato da Microsoft e Fondazione Mondo Digitale ed interamente dedicato alla formazione nel campo del digitale

Microsoft e Fondazione Mondo Digitale hanno appena lanciato nel nome della Formazione un progetto innovativo dal titolo “Eskills4Change”; il programma, che riguarderà 10.000 ragazzi di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, coinvolgerà l’intera Nazione ed avrà l’obiettivo di stimolare una maggiore competenza digitale per tutti i soggetti coinvolti.

“Eskills4Change”: i dettagli

Il progetto è nato per favorire l’acquisizione da parte dei ragazzi delle competenze tecnologiche, abilità sempre più richieste nel mondo lavorativo attuale e spesso non facilissime da conseguire.

Trasformando tali competenze in strumenti accessibili per tutti, “Eskills4Change” prevede un’organizzazione di eventi, sia dentro che fuori la Scuola, proprio per favorire lo sviluppo di una forma mentis volta al cambiamento ed all’acquisizione delle competenze informatiche per la risoluzione di qualsiasi problema con delle modalità il più innovative e creative possibili.

Come si svolgerà “Eskills4Change”?

Il progetto coinvolgerà 10 Istituti Scolastici del nostro Paese appartenenti a 10 Regioni diverse tra Nord e Sud ed il primo step comprenderà una sessione di formazione per gli studenti condotta sia dagli esperti della Miscrosoft sia da quelli della Fondazione Mondo Digitale. Si lavorerà, in particolare, su percorsi di auto imprenditorialità per progettare, ideare e sviluppare diverse tipologie di servizi smart ad alta accessibilità come, ad esempio, siti web oppure app per le aziende; ma saranno impostate anche sessioni dedicate alla realizzazione di gioielli ed abiti con gli appositi strumenti digitali.

Sono state organizzate, inoltre, anche ore laboratoriali per la produzione, hackathon e momenti dedicati a particolari sfide tra i partecipanti volti alla risoluzione dei problemi della cittadinanza tramite ipotesi innovative ed al fine di favorire la formazione di una nuova tipologia di mentalità predisposta al cambiamento tecnologico e sociale.

L’impatto di questo progetto

Il progetto è sorto con la convinzione che il conseguimento delle competenze informatiche debba essere il motore per favorire lo sviluppo del nostro Paese, soprattutto, per quanto riguarda le Regioni del Sud. L’attenzione, in tal caso, è rivolta particolarmente ai giovani, proprio per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro, per ridurre l’impatto delle differenze di genere (uno dei punti importanti di questo lavoro è, infatti, il coinvolgimento massiccio delle donne) e per condurre il digitale anche in quelle zone dove non è ancora diffuso in modo appropriato.

Tra l’altro, in una ricerca condotta da Microsoft è emerso che nei prossimi anni il 65% degli attuali studenti svolgerà lavori che attualmente ancora non esistono e che saranno basati sulla tecnologia e sul digitale. Ed è per questo motivo che formare le nuove generazioni all’acquisizione di questo tipo di competenze risulterà così importante. Questa priorità servirà, infatti, a combattere la disoccupazione e consentirà ai giovani di affacciarsi in un mondo di possibilità e di opportunità che solamente il digitale e la tecnologia potranno mettere a disposizione.

situazione dei giovani laureati dopo essersi laureati

Le condizioni dei lavoratori neo-laureati in Italia

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Il report AlmaLaurea 2018 rileva dati significativi attestanti le condizioni di lavoro dei neo-laureati, il divario tra Nord e Sud e le discriminanti socio-economiche

A partire da ieri, a Torino, i primi dati raccolti dal report di AlmaLaurea sono iniziati ad emergere. All’interno del report AlmaLaurea viene analizzato il rapporto tra gli istituti di formazione ed il mondo del lavoro e, infatti, in primo luogo è emerso che dei diciannovenni solo il 30% di loro si è iscritto all’università mentre coloro che riescono a concludere il proprio ciclo di studi, tra l’altro, risultano ricevere stipendi molto bassi e nella maggior parte delle volte sono tenuti a svolgere attività lavorative o che non c’entrano nulla o molto poco con il loro titolo di studi.

Nonostante la situazione nel nostro Paese non sia ancora incoraggiante, emergono, fortunatamente, anche i primi miglioramenti.

Sempre meno gli iscritti all’università

Il presidente di AlmaLaurea, Ivano Dionigi, sottolinea la necessità di concentrarsi su di un dato preoccupante che emerge in modo particolare da questa indagine: gli iscritti all’università sono sempre di meno e soprattutto aumentano sempre di più le persone che abbandonano gli studi. Non a caso, sottolinea Dionigi, il nostro Paese è il fanalino di coda dell’Europa per numero di laureati. In più, in base a quanto riferito dallo stesso Presidente, l’appartenenza socio-culturale e familiare degli studenti conta molto nella loro carriera universitaria.

I dati riguardanti l’occupazione

Dal report si evince, inoltre, che ad un anno dalla laurea lavora il 71,1% di coloro che hanno conseguito un percorso universitario triennale e il 73,9% di chi ha acquisito anche il biennio magistrale. Questi dati suggeriscono un iniziale e lieve miglioramento rispetto all’anno passato registrando percentuali di più del 2,9% nel primo caso e del 3,1% nel secondo, ma purtroppo ancora troppi lontani dai vecchi dati pre-crisi. Infatti dal 2008 ad oggi sono stati riscontrati il 17,1% per le triennali e il 10,8% per le magistrali di punteggi in meno. Altro dato interessante è che dal 2016 sono diminuiti ancora i contratti a tempo indeterminato (-5,5% per la triennale e -7% della magistrale), ma aumentano, invece, i posti a tempo determinato.

Inoltre gli studenti del Nord tendono a rimanere a lavorare al Nord, infatti di questi va via solamente il 10,2%, mentre al Sud rimane una scelta quasi sempre obbligata: vanno via, infatti, il 44,9% degli studenti di cui il 25,6% si sposta al Nord.

Le facoltà più utili per trovare velocemente lavoro

La facoltà che detiene il primato di percentuale di ragazzi che entro 5 anni dalla laurea ha già un impiego è ingegneria con il 94,6%; al secondo posto c’è medicina con il 93,8% ed al terzo, invece, economia con il 91,9%. Tra le facoltà più in basse in graduatoria, ancora una volta, è presente giurisprudenza con il 76,5% di occupati.

Quanto incidono le discriminanti socio-economiche?

Le differenze socio-economiche pesano moltissimo sulla carriera degli studenti a partire dalla scelta dell’università. Infatti il 36,1% dei ragazzi che sceglie università lontane da casa ha almeno un genitore laureato. Tra l’altro, in queste famiglie è più facile che si scelgano percorsi magistrali piuttosto che triennali. Anche la provenienza dei percorsi scolastici incide sulla decisione di proseguire o meno gli studi: il 67,2% degli iscritti all’università proviene dai i licei, mentre solo il 18% dagli istituti tecnici e l’1,8% da quelli professionali.

La Redazione

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Regione Campania: 55 milioni investiti nel mondo del lavoro

Redazione No Comments

La Regione Campania ha stanziato 55 milioni di euro per nuovi progetti in campo lavorativo

La Regione Campania si è mobilitata ed attivata per istituire corsi di alta formazione, favorendo così l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani laureati e incoraggiando lo sviluppo tecnologico da parte delle imprese. Palazzo Santa Lucia ha stabilito, dunque, due tipologie di intervento, prevedendo un fondo complessivo di 55 milioni.

Il primo intervento

Il primo di questi finanziamenti per un valore di circa 10 milioni, è stato concepito per istituire dottorati di ricerca con specializzazione nel ramo industriale, rispondendo così alle esigenze delle aziende che non riescono a trovare, sul mercato del lavoro, il personale competente. È prevista l’articolazione del corso su tre livelli: la ricerca scientifica, la ricerca digitale ed inoltre anche la scoperta imprenditoriale, volta a sostenere tutti quei ragazzi che vogliono prendere delle iniziative imprenditoriali.

Il secondo intervento

Per quanto riguarda, invece, il secondo finanziamento, per il quale sono stati stanziati 45 milioni, l’obiettivo è quello di favorire il percorso di innovazione delle Pmi, supportandole negli studi di fattibilità, nella fase di sperimentazione ed anche in quella della ricerca preindustriale, per poter operare delle valutazioni statistiche sulle eventuali ricadute sul mercato. In questo modo si vogliono accompagnare le piccole e medie imprese nel processo di ripresa economica e di adeguamento al mondo digitale.

Il progetto del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Come sottolineato dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il progetto è stato pensato per favorire il dialogo tra le Università e le imprese. Sulla base delle richieste di queste ultime sono stati pensati, appunto, i dottorati di ricerca. Questa è la risposta che la Regione Campania lancia contro l’attuale situazione del nostro Paese in cui i livelli di disoccupazione crescono e le figure professionali richieste dalle aziende risultano essere introvabili perché non formate dal sistema universitario.

Come sottolineato dallo stesso Presidente De Luca, però, questo non è l’unico ambito in cui la Regione ha stanziato fondi negli ultimi tempi: uno sforzo notevole è stato diretto ai distretti tecnologici e all’Academy Apple, mentre 120 milioni sono stati indirizzati alla ricerca oncologica, in particolare per lo studio di vaccini e farmaci contro il cancro.

Tutte queste iniziative, come sostenuto dal Governatore della Regione, sono volte a cambiare i sistemi di produzione, innovazione e formazione della Campania.

LA REDAZIONE

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Il ruolo della formazione continua nel mondo del lavoro

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La formazione continua si afferma, ancora una volta, come elemento centrale nell’ottica della nuova concettualizzazione delle imprese e del lavoro

I profili ricercati nel mondo del lavoro

Trovare lavoro al giorno d’oggi risulta sempre più difficile per cui è necessario possedere tutte le abilità necessarie ad essere competitivi nel mondo professionale. E come se non bastasse, le offerte attualmente presenti sul mercato sono sempre più specifiche ed articolate.

Tra le caratteristiche attualmente richieste dai datori di lavoro, infatti, si riscontrano la capacità di problem solving, la capacità di lavoro in gruppo, le abilità comunicative, le soft skills e l’intelligenza emotiva. Quindi, le capacità richieste sono sempre più specifiche e dettagliate, comprendendo diversi settori.

In più, nella maggior parte dei casi vengono ricercate abilità di padroneggiamento del digitale e della tecnologia, rendendo in questo modo più complessi anche i lavori tradizionali.

La formazione continua

In un momento storico come il nostro, in cui scarseggiano le richieste di lavoro, un elemento fondamentale e che non va affatto trascurato è la formazione intesa come un processo continuo e mai completo, che accompagna tutta la vita lavorativa dei soggetti, nella prospettiva del lifelong learning.

Questo nuovo modo di intendere il lavoro è basato sull’idea che in un’era in cui la tecnologia ed il digitale progrediscono quasi quotidianamente, non possiamo pensare di imparare un lavoro e metterlo in pratica per tutto il resto della vita. Così come il mondo che ci circonda è soggetto ad un continuo mutamento, allo stesso tempo anche il lavoro cambia costantemente.

Pertanto la formazione continua è necessaria sia per colui che deve essere in grado di svolgere lavori che si modificano continuamente, sia per le aziende che devono cercare di essere sempre competitive. Dunque, la formazione continua è essenziale in questo momento storico, e lo sarà sicuramente anche in futuro, sia per trovare lavoro che per mantenerlo, garantendo organizzazione e produzione.

I dati del rapporto Anpal

I primi segnali di miglioramento rispetto alla formazione nel nostro Paese provengono dal Rapporto sulla formazione continua di Anpal, in cui sono stati analizzati gli anni 2016 e 2017. Infatti, rispetto al 2015, anno in cui i lavoratori che si erano sottoposti a processi di formazione erano il 7,3%, nel 2016 il dato riportato dal Rapporto è pari all’8,3%; ancora poco rispetto al 10,8% degli altri Paesi europei.

È evidente che esiste ancora un gap importante tra l’Italia ed il resto dell’Europa, ma i primi segnali positivi iniziano ad emergere e non possono essere sottovalutati.

Altro dato importante e che merita di essere sottolineato è l’interesse mostrato dalle aziende per la formazione dei propri lavoratori.

La formazione continua può essere l’arma vincente

È proprio la formazione continua il valore aggiunto che permette di fare la differenza nel mondo del lavoro. Per questo è importante che sia i lavoratori che le imprese si impegnino a promuoverla affinché il nostro Paese risulti sempre più competitivo ed al passo con i tempi. 

La Redazione

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