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Blog Formazione

Centro Italiano Opere Femminili Salesiane

Al via l’edizione 2018 di Seminario Europa

Redazione No Comments

Si svolgerà a Roma, dal 19 al 21 settembre 2018, la 30° edizione del convegno organizzato dal CIOFS-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale)

Giunge alla sua 30° edizione il convegno Seminario Europa, a cura del CIOFS-FP, ovvero il Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale. Tale associazione, senza scopo di lucro, istituita ufficialmente nel 1986, si prefigge l’obiettivo di seguire i giovani non solo in età scolare ma anche oltre, sino al momento in cui devono approcciarsi al mondo del lavoro. Attraverso la divulgazione di valori umani e cristiani, il CIOFS intende dunque evitare al tempo stesso fenomeni di emarginazione delle fasce più deboli della popolazione.

Argomento e sedi dell’edizione 2018

Il titolo dell’edizione 2018 del Seminario Europa, che si svolgerà a Roma dal 19 al 21 settembre, è “La filiera della IeFP in un sistema a rete tra territori e mondo produttivo”. Si cercherà dunque, in questa occasione, di sensibilizzare tutti gli operatori della formazione a fare sempre più “gioco di squadra”, da un lato potenziando su tutto il territorio italiano le relazioni già intessute tra i vari soggetti (non solo strettamente educativi ma anche sociali, istituzionali ed economici); dall’altro, mirando a crearne nuove.

In effetti, nel nostro Paese esistono già da diverso tempo servizi e strutture il cui scopo è di favorire l’inserimento dell’individuo nel mondo del lavoro, senza alcuna distinzione di sesso, età e razza: dal “Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione delle qualificazioni professionali” al “Sistema nazionale di certificazione delle competenze”;  dal “Sistema duale”, (iniziativa volta a ridurre sempre più la dispersione scolastica e l’inoccupazione) alla “Rete delle Scuole Professionali”. Per quanto utili ed importanti, tuttavia, ciascuna di queste realtà non potrà mai soddisfare completamente le proprie finalità senza quella sinergia, con altri operatori e strutture del settore, che solo la IeFP (argomento di discussione, appunto, del prossimo Seminario Europa) può garantire.

Il 30° Seminario Europa avrà due sedi romane: infatti il 19 e il 20 settembre i lavori si terranno all’Hotel “Villa Eur Parco dei Pini”, mentre il 21 i relatori si riuniranno a Palazzo Valentini.

Le dichiarazioni da parte del CNOS-FAP

La Presidente della CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale), Suor Manuela Robazza, in alcune recenti dichiarazioni, ha espresso la necessità di unire la formazione professionale, i servizi d’istruzione e il mondo del lavoro ad un chiaro progetto di crescita economica, avvalorato da un sistema nazionale di certificazione delle competenze e da un registro nazionale che raccolga i titoli di istruzione e formazione nonché le qualifiche professionali. Solo in questo modo l’Italia potrà essere davvero competitiva a livello internazionale.

La tre giorni sarà aperta a tutti gli interessati e per chi non potrà esserci sarà attivata una diretta streaming sul portale dell’ente organizzatore (www.ciofs-fp.org

La Redazione

Sicilia, irregolarità nell’avvio dei nuovi corsi professionali

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Dalle indagini condotte recentemente dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale sono risultate anomalie nel reclutamento del personale docente preposto allo svolgimento delle nuove ed imminenti attività didattiche finanziate dalla stessa Regione

Bufera in Sicilia alla partenza dei nuovi corsi di formazione professionale finanziati dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale. Attraverso alcune indagini, infatti, sono emerse irregolarità nell’assunzione del personale docente preposto a tale tipologia di attività.

Le irregolarità riscontrate dagli inquirenti

Varie sono state le anomalie riscontrate dagli inquirenti nell’espletamento delle procedure fissate da taluni bandi regionali e che sono state rese note alla stampa lo scorso mercoledì, 5 settembre. Facendo solo alcuni esempi, uno degli enti accreditati per la formazione professionale avrebbe selezionato una quarantina di docenti non iscritti, così come dovrebbe avvenire normalmente, al relativo Albo presso l’Assessorato competente.

In un altro caso, invece, poco più della metà delle figure assunte non si sarebbe rivelata attinente con il settore in cui la società in questione avrebbe dovuto operare. Infine, un’ ulteriore situazione anomala ha riguardato il mancato reclutamento degli appartenenti al cosiddetto “personale storico”, cioè coloro che hanno conseguito l’abilitazione alla docenza prima del 31 dicembre 2008.

Agendo in sinergia con l’Arma dei Carabinieri, l’Assessore regionale Roberto Lagalla ha già posto in essere la diffida sull’avvio delle attività formative nelle quali sono venute fuori le suddette anomalie. Laddove i responsabili non dovessero per tempo dimostrare e giustificare le motivazioni delle loro discutibili scelte, andranno ovviamente incontro a durissimi provvedimenti, come la perdita dell’accreditamento in seno alla Regione Sicilia e di conseguenza l’esclusione da ogni tipo di finanziamento.

La reazione dell’opinione pubblica ed in particolare dei sindacati

La scoperta delle irregolarità nel reclutamento di personale preposto alla formazione professionale ha destato in tutta la regione l’indignazione dell’opinione pubblica, a partire proprio dai sindacati dei lavoratori: “Bene ha fatto l’amministrazione regionale ad avviare tempestivamente le dovute verifiche sul rispetto delle norme e dell’accordo parasociale, che stabiliscono una corsia preferenziale per i lavoratori storici della formazione professionale appartenenti all’albo unico” – hanno sottolineato in una nota congiunta Ninni Panzica, esponente della Uil Scuola Sicilia, Francesca Bellia, della Cisl, e Graziamaria Pistorino, di Flc Cgil – “È evidente che ci sono delle anomalie se si considera che su 1.352 formatori selezionati solo 507 appartengono all’albo, mentre ben 845 sono stati selezionati al di fuori di questo elenco.

Lo stesso bisogna fare per la selezione degli altri profili professionali attualmente in corso. Bisogna quindi accendere i riflettori sui bandi pubblicati dagli enti – si legge ancora nella nota – sui criteri adoperati e sui vari passaggi delle procedure di selezione. L’emendamento approvato nell’ultima finanziaria regionale e l’accordo parasociale siglato dalle organizzazioni sindacali e da quelle datoriali parlano chiaro. Non ci sono vuoti normativi o chiavi interpretative che possano eludere il sacrosanto diritto dei lavoratori storici di ritornare a lavorare in questo settore”

La Redazione

industria 40 e automobilismo

L’industria 4.0 e l’automobilismo: un binomio vincente

Redazione No Comments

A breve ripartiranno i master di Experis Academy volte all’acquisizione, da parte dei suoi partecipanti, delle nuove conoscenze del mondo automobilistico richieste dall’Industria 4.0.

Experis Academy, divisione Formazione di Experis (parte a sua volta della ManpowerGroup), è famosa grazie alla sua consolidata capacità di formare talenti nei diversi campi che costituiscono l’Industria 4.0. Da novembre 2018 verranno avviati nella Motor Valley italiana, tra Fornovo di Taro e Maranello (tra Modena e Parma), 8 corsi nell’ambito MotorSport allo scopo di formare tecnici da corsa.

Di cosa si occupa Experis Academy

E’ dal 2014 che Experis si occupa di formazione ad alto livello, tanto da essere diventato Official Partner Aprilia Racing, Official Sponsor Abarth  e Official HR Partner Scuderia Ferrari.

Il perché di una scelta di lungo periodo

Experis Academy ha deciso di puntare, per sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’Industria 4.0, sulla qualità delle competenze offerte ai suoi fruitori piuttosto che sulla quantità. Il formato offerto ha pertanto come punti di forza: 

  • workshop in aziende di punta nel settore automobilistico;
  • pratica di utilizzo di particolari software;
  • discussioni e lezioni svolte da professionisti del settore automobilistico (ad esempio Magneti Marelli, Dallara Automibili, Aprilia);
  • sessioni di affiancamento in pista ai Team partner.

Un testimonial d’eccezione…

Diversi personaggi famosi del mondo dell’industria 4.0 hanno lavorato, anche nel recente passato, con Experis Academy. Uno di questi è Luca Baldisseri, ingegnere di pista della Ferrari negli anni in cui al volante, in Formula 1, vi era un certo Michael Schumacher. Baldisseri, in alcune recenti dichiarazioni, ha enfatizzato il valore di questa sua esperienza didattica presso l’Academy, durante la quale ha avuto modo di effettuare diverse sperimentazioni attinenti al Motorsport moderno, condividendo al tempo stesso con gli allievi importanti valori e grandissime emozioni.

I nuovi master attivi da novembre 2018

La proposta didattica elaborata dalla Experis Academy si presenta abbastanza variegata, con master che spaziano in vari settori afferenti all’industria 4.0: dal Race Engineering alla Progettazione CAD Motorsport; dalla Telemetria e Analisi Dati all’Aerodinamica. Per partecipare a questi nuovi master, il cui inizio è stato fissato nel prossimo mese di novembre, bisogna procedere all’iscrizione sul sito internet dell’Experis Academy. Nel frattempo, gli interessati potranno partecipare anche ad altri corsi (ad esempio sulla Robotica) che stanno partendo con cadenza settimanale nella sede di Bergamo di Kilometro Rosso.

La Redazione

corsi di formazione professionale a napoli

Formazione, esigenza fondamentale per le famiglie italiane

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Secondo recenti statistiche, nel 2018 sono stati elargiti alle famiglie italiane prestiti di importo significativo che saranno destinati alla formazione dei propri figli

Quello della formazione è un capitolo di spesa oneroso ma ritenuto fondamentale, ormai da decenni, per ogni famiglia italiana. Il dato sembra riaffermarsi con forza anche quest’anno, all’immediata vigilia della ripresa delle attività scolastiche ed universitarie.

La spesa media di una famiglia italiana per la formazione

Le indagini condotte da Federconsumatori, infatti, hanno rivelato che i genitori italiani arriveranno a spendere quest’anno sino a 9000 euro per mantenere i propri figli lontano da casa per ragioni di studio (frequenza di corsi di laurea, master, ecc). La spesa per la formazione, tuttavia, secondo le stime calcolate dai responsabili dell’area Prestiti della nota finanziaria Facile.it, potrà da settembre aumentare anche per le famiglie aventi ragazzi in età scolare nonché bambini da mandare agli asili nido, visto l’incremento significativo delle rette.

Secondo le statistiche fornite sia dalla suddetta Facile.it che da Prestiti.it, da gennaio a fine luglio 2018 sono stati elargiti per motivazioni legate alla formazione quasi 90 milioni di euro: andando nello specifico, ogni famiglia ha chiesto, in media, un prestito equivalente a poco più di 7600 euro. Tale somma sarà restituita nel giro di 4 anni e mezzo con una rata che dovrebbe aggirarsi intorno ai 150 euro, nella quale è ovviamente incluso un tasso di interesse oscillante tra il 7,10 e l’11,26%.

Una considerazione interessante: più di un quarto delle richieste di finanziamento presentate (38%) proviene da donne, le quali intendono dunque rivendicare sempre più eguali opportunità di studio e formazione.

Il sostegno dello Stato attraverso le borse di studio

Anche lo Stato italiano, dal canto suo, attraverso il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), si mostra ormai da tempo abbastanza sensibile verso le aspirazioni dei giovani. La misura più importante è quella delle borse di studio: nell’anno in corso, allo stato attuale, i destinatari di tale forma di premio-sostegno sono stati quasi 176 000, di cui 16 000 provenienti da paesi esterni all’Unione Europea. 

L’elargizione delle borse, però, non è omogenea in termini quantitativi in tutte le regioni italiane. A beneficiare maggiormente di tale misura sono stati nel 2018 soprattutto i giovani della Lombardia e dell’Emilia Romagna, con una platea media di 20 000 aspiranti giudicati idonei all’atto della domanda; ad essere più penalizzate, invece, nonostante l’allargamento delle fasce Isee, le regioni del Sud, come la Campania, la Calabria e la Sicilia.

gdpr nelle scuole italiane i nuovi insegnamenti per capire il nuovo regolamento europeo

Corsi di formazione nelle scuole per il GDPR

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Il Miur (acronimo di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha comunicato le informazioni concernenti i corsi di formazione sul GDPR nelle scuole. Andiamo a vedere di seguito i dettagli 

Con la nota numero 23732 del 25/07/2018, il Miur ha diramato l’avviso riguardante i corsi di formazione per l’aggiornamento sulla privacy alla luce del GDPR (conosciuto anche come Regolamento 679/2016), ovvero la nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali che anche in Italia dal 25 maggio deve essere tassativamente rispettata.

I corsi di formazione per la privacy

L’Amministrazione centrale del Miur ha chiesto di fornire l’assenso per l’organizzazione di attività di formazione sul trattamento dei dati personali agli Snodi Formativi Territoriali appartenenti alle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania, Calabria, Basilicata, Lazio, Puglia, Veneto e Umbria.

La conferma di tale disponibilità dovrà essere assolutamente inoltrata entro il 3 agosto direttamente all’indirizzo di posta elettronica dgefid.ufficio4@istruzione.it, inserendo nel campo oggetto della mail la dicitura “Corso privacy”.

L’obiettivo dei corsi di formazione

I corsi di formazione sono stati ideati e proposti per consentire un rapido e sicuro adeguamento alle norme previste dal Regolamento Europeo 679 del 2016, meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation), rispetto alla tutela ed alla custodia dei dati personali. L’obiettivo è quello di rendere competente e preparato anche il personale scolastico nella sua interezza, poiché, inevitabilmente, ha a che fare con la gestione dei dati sensibili degli allievi.

Per chi sono previsti e come sono organizzati questi corsi di formazione?

I corsi di formazione sono rivolti a tutte le scuole, per un massimo consentito di 5 partecipanti per ciascuna. Tra gli aderenti dovranno  necessariamente essere presenti il vicario, il dirigente scolastico e il DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi).

L’attività didattica deve essere erogata, secondo quanto esposto dal Miur, necessariamente entro il 28 novembre del 2018.

La Redazione

universita la sapienza di roma dove vengono attivati dei percorsi di formazione professionale

La nuova frontiera della formazione all’Università La Sapienza

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Sono stati inaugurati alla Sapienza di Roma laboratori del tutto innovativi, che comportano una modalità di formazione del tutto rivoluzionaria

La formazione all’Università La Sapienza cambia completamente strategia. L’obiettivo è quello di superare le vecchie modalità di insegnamento, impostate su un approccio didascalico, e puntare, piuttosto, su ambienti virtuali, simulation training e servizi automatizzati.  Proprio grazie al contributo della Fondazione Roma, La Sapienza ha potuto sviluppare queste nuove formule di insegnamento che favoriscono una maggiore partecipazione attiva degli studenti.

Le simulazioni protette per fare formazione

In particolare, il Rettore dell’Università La Sapienza, Eugenio Gaudio, ed il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, hanno presentato insieme la nuova modalità di fare formazione, basata su ambienti simulati nei quali apprendere e sperimentare, senza correre alcuna forma di rischio. Questo tipo di didattica, oltre a stimolare un ruolo più attivo degli studenti, tra l’altro, favorisce anche la loro capacità di prendere decisioni autonomamente ed in tempi brevi. Si tratta, insomma, di una modalità interdisciplinare che coinvolge molti ambiti quali l’architettura, la fisica, la geologia, la medicina e non solo.

Le nuove tecniche di formazione

Nello specifico, sono stati inaugurati tre laboratori all’interno dei quali è possibile sperimentare le suddette nuove modalità di formazione. In quello di medicina, ad esempio, gli alunni vengono stimolati allo svolgimento di esercitazioni pratiche, sia in condizioni normali che in situazioni di emergenza o di crisi. Un altro progetto, invece, è dedicato alla Biblioteca automatizzata di Architettura, che ha consentito di realizzare un sistema di archiviazione che funziona in modo autonomo e che permette un alto livello di qualità.

Ma i laboratori e gli spazi di formazione e di ammodernamento non sono solo questi: diversi sono già attivi, mentre altri ancora sono in fase di sperimentazione.

Dunque, attraverso queste nuove modalità l’Università La Sapienza di Roma ha inaugurato un nuovo modo di erogare formazione e creare apprendimento: di certo, in base al suo esempio, molte altre Università seguiranno questa scia.

Competenze digitali: l’obiettivo è formare i giovani

Competenze digitali: l’obiettivo è formare i giovani

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La ricerca di professionisti specializzati in nuove tecnologie è in costante crescita e le competenze digitali ricoprono un ruolo chiave

Nonostante i grandi passi in avanti che la tecnologia sta compiendo negli ultimi anni, in Italia il mondo dell’industria e della pubblica amministrazione risulta ancora in ritardo, rispetto ad altri Paesi, nel recepire le innovazioni digitali e di conseguenza nell’introdurre personale che abbia nel merito tutte le dovute competenze. In tal senso, il Ministero della Pubblica Istruzione, insieme ad alcuni enti specializzati nell’Information Technology, sta tentando di recuperare questo gap elaborando progetti ad hoc ma al momento i risultati sono giudicabili ancora piuttosto scarsi.

Passi in avanti e nuove ricerche

La ricerca di professionisti specializzati nelle nuove tecnologie è in costante crescita, così come dimostrato dal resoconto dell’Osservatorio sulle competenze digitali, di cui fanno parte ad esempio Confindustria, Confcommercio, Assinform ed altri importanti enti. La richiesta di tali figure, in particolare, non sembra limitarsi all’ambito strettamente informatico in quanto il processo di digitalizzazione sta coinvolgendo anche altri settori, come quello finanziario e delle risorse umane.

Il dilemma

Il dilemma, come precisato dal Presidente di NetConsulting Giancarlo Capitani, risiede nell’evidente disuguaglianza tra domanda ed offerta: “Il numero di laureati e diplomati che esce ogni anno dal mondo della formazione pubblica, dall’ università e dagli istituti tecnici superiori, non basta a soddisfare le richieste delle aziende che non riescono a recuperar agevolmente le risorse né tantomeno a farlo a costi ragionevoli”.

Professionisti e skill gap

I professionisti ICT richiesti tra il 2016 e il 2018, secondo gli ultimi calcoli, sono 85mila circa, di cui 65mila sono profili nuovi e 20mila sono lavoratori già dipendenti da “ri-formare”. Dalle università risultano, invece, circa 8mila laureati l’anno; laureati che potrebbero ben soddisfare questa specifica richiesta di nuove competenze. L’imponenza dello skill gap è, dunque, facilmente deducibile ed è ancora più preoccupante se si nota che alle abilità di tipo tecnologico devono essere accompagnate le “soft skill”, vale a dire, competenze di gestione e processo.

Innovazione e Ritardo

Secondo molti analisti le attività del futuro riguarderanno, infatti, l’universo informatico. YouCo, ad esempio, è un’azienda milanese (Viale Tunisia 50) che opera nel campo del Mobile Solution Provider e che ritiene, infatti, che i mestieri del futuro riguarderanno proprio la tecnologia informatica: dal software mobile alla sicurezza e alla privacy, dai Big Data alle app.

Il rovescio della medaglia di tale ricchezza innovativa è, tuttavia, riscontrabile nella velocità dei cambiamenti in quanto il progetto e il progresso di un prodotto risultano superare, molto spesso, le capacità tecniche di coloro che devono operare concretamente su di esso. Sono, pertanto, effettivamente necessarie nuove figure professionali che sappiano operare celermente tramite lo smart working (in italiano lavoro agile).

È necessario scommettere, inoltre, su chi è nato e vissuto nel nuovo millennio, durante il periodo del boom delle nuove tecnologie afferenti al mondo informatico, ovvero i millenials. Sono questi ultimi, abituati da sempre ad utilizzare la tecnologia informatica, ad essere il punto di forza del futuro…ma anche del presente.

industria 4 accordo tra confindustria e siemens

Formazione 4.0: accordo tra Siemens e Confindustria

Redazione No Comments

Si apre una nuova era della formazione 4.0 con il nuovo accordo siglato tra Siemens e Confindustria

Il 19 luglio 2018 è stato firmato l’accordo “Smart Factory Siemens – 100 Giornate per le Imprese Manifatturiere Italiane” tra Confindustria e Siemens al Centro Tecnologico e Applicativo (TAC) di Piacenza.

Che cosa prevede l’accordo?

Secondo l’accordo, per favorire lo sviluppo della digitalizzazione delle imprese italiane, è stato dato il via ad una collaborazione tra la rete dei Digital Innovation Hub (Dih) di Confindustria e il Tac della Siemens. Quest’ultima, nello specifico, ha concesso ai Dih la possibilità di organizzare ben 100 giornate destinate a tutte le imprese che vogliono imparare a conoscere ed ad investire nella tecnologia 4.0. Le attività sono previste fino al 2020.

L’importanza di questo accordo

Un accordo di questa portata è senza dubbio notevole. Infatti, come sottolinea e spiega Giuliano Busetto, Country Division Lead delle divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia nonchè Amministratore di Siemens Industrial Software, si tratta di un grande atto di riconoscimento nei confronti della Siemens e, più nello specifico del Tac, che è proprio il centro in cui si punta sullo studio e sullo sviluppo delle tecnologie di impronta 4.0. Di sicuro, l’accordo è stato siglato anche per il ruolo chiave che da quest’ultimo viene attribuito all’aggiornamento ed alla formazione continua, che sono elementi essenziali per crescere nell’ottica dell’Industria 4.0.

Il percorso delle imprese

In seguito ad una valutazione sull’assessment digitale delle imprese, svolto nei Dih di Confindustria presenti in tutta Italia, le aziende verranno poi indirizzate direttamente presso il Tac. È in questa sede che avverranno la formazione e l’aggiornamento vero e proprio. In particolare, saranno organizzate progettazioni e simulazioni per le macchine applicate e si potranno conoscere e provare le tipologie di controllo, le isole industriali software, le macchine utensili e tutto quanto previsto dal Piano Impresa 4.0.

Il ruolo di Confindustria

È già da circa un anno e mezzo che i Dih di Confindustria sono presenti sul territorio e funzionano anche in maniera opportuna ed appropriata, tanto che sono stati accreditati anche in Europa. In questo modo, infatti, l’Italia può partecipare a tutte le iniziative europee sulla digitalizzazione. Gli scopi dei Dih sono di grande importanza: dall’accompagnare le imprese verso il loro sviluppo e la loro crescita nel campo della digitalizzazione all’occuparsi di sensibilizzazione e di formazione sul territorio europeo, ma anche di assessment sullo sviluppo del digitale nelle imprese, contando su un apposito strumento, realizzato in collaborazione tra il Politecnico di Milano ed Assoconsult.

Sicuramente con questo accordo, dunque, si aprirà una fase storica molto importante anche per Confindustria, il cui ruolo sarà quello di avvicinare le imprese alla Siemens, dove potranno entrare a contatto con la tecnologia dell’era 4.0 ed iniziare a scoprirla ed utilizzarla. La collaborazione siglata tra i due enti, in ultima analisi, agevolerà anche le Pmi, che più di tutte hanno bisogno di avvicinarsi al mondo dell’Industria 4.0.

 

La Redazione

ares concorsi e formazione professionale

Nuovi concorsi e nuova formazione, ARES è già pronta… e voi?!

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I nuovissimi concorsi e le nascenti opportunità lavorative richiedono notevoli competenze, molteplici abilità e non poche difficoltà da superare. Grazie ad una nuovissima proposta formativa ARES, tuttavia, ci si può già aiutare… con la giusta preparazione anche i concorsi più difficili si possono superare!

Di Serena Giorgio

Le opportunità lavorative sorte grazie ai nuovissimi concorsi sanitari indetti sia in Campania che in Puglia richiedono il superamento di determinate prove e la dimostrazione di precise competenze e particolari abilità. Con un originalissimo percorso formativo progettato, studiato e costruito su misura per il conseguimento delle conoscenze utili al superamento di tali esami, ARES –  Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, dunque, di adoperarsi e di attivarsi per contribuire alla realizzazione di queste nuove, importanti e fortunatissime occasioni professionali.

Storia ed obiettivi

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è, da sempre, una dimensione sensibile alle problematiche sociali, occupazionali, alle esigenze formative ed anche professionali; ARES, tuttavia, è anche una realtà decisamente concreta, pratica e, soprattutto, ben definita che si schiera a favore, a supporto e a sostegno dei giovani…e non solo. Attraverso una lunga serie di azioni e molteplici iniziative ARES ha, infatti, saputo sempre distinguersi per dedizione e concreto impegno dimostrando dinamicità, poliedricità e brillando, soprattutto, per la spiccata abilità di concretizzare ideali, promesse ed obiettivi di una realtà che seppur ampliata ed espansa riserva sempre tenace fede al suo credo d’esordio.

La formazione è la parola chiave….

La formazione è sempre stata per ARES una sapiente “arma” per fronteggiare le tristi problematiche di un’attualità che incupisce tanto l’ambito sociale quanto quello professionale. Formare i giovani significa, infatti, garantire loro un giusto bagaglio di conoscenze utili tanto alla vita lavorativa quanto a quella di tutti i giorni, significa, inoltre, tenere al “riparo” i giovani stessi da ambienti e prospettive non protette e poco certe, ma soprattutto, significa garantire chance professionali pari a vere e proprie opportunità di rivalsa socio-lavorativa.

ARES a favore delle nuove opportunità professionali

Ed è per tal motivo che ARES, oggi, sceglie di attivarsi ancora una volta e di garantire il giusto supporto e le più che valide abilità per il conseguimento di un obiettivo professionale e perché no… il realizzarsi di un sogno. Il mondo sanitario è tra l’altro una meta professionale estremamente ambita; si tratta, infatti, di una dimensione lavorativa seria, precisa e, soprattutto, in costante ricerca di figure da inserire al proprio interno. La vastità di tale richiesta professionale combacia, tuttavia, con una altrettanto vasta necessità di abilità professionali e conoscenze…ed è proprio per questo motivo che ARES sceglie di entrare in azione!

L’offerta formativa

La straordinaria offerta ARES vuole, dunque, abbracciare le esigenze di tutti coloro che intravedono in tali concorsi delle vere e proprie chance professionali da cogliere al volo ed offrire loro una valida e completa preparazione ai fini del superamento del concorso. Il corso, preparato ad hoc da un abile team di professionisti ed insegnanti e strutturato sulle precise competenze necessarie alla mansione ed alle richieste formative più attuali, garantirà non solo la più che valida preparazione professionale per quel che concerne il tema sanitario ma anche il più completo background in termini di cultura generale, competenza, al giorno d’oggi, estremamente richiesta dal mondo professionale e fondamentale ai fini del superamento di concorsi, prove ed anche colloqui.

Benefici per tutti

Attraverso la creazione di tale opportunità formativa, ARES vuole, dunque, ingrandire gli orizzonti di un futuro lavorativo che deve sorridere e appartenere a tutti, indipendentemente da possibilità personali e/o tempistiche; valutando e proponendo, dunque, anche corsi in orario serale o per il weekend ed accogliendo le esigenze di chi, necessitando l’accompagnamento del proprio percorso formativo ai particolari impegni della vita quotidiana, non vuole comunque rinunciare ad ulteriori possibilità.

Opportunità concrete

Le opportunità ed i benefici scaturiti ed a sua volta innescati dalla nuovissima occasione ARES saranno, quindi, diversi e numerosi. Una formazione specifica ed altamente professionale, garantirà, infatti, non solo il superamento dei concorsi citati ma anche e soprattutto il raggiungimento di un livello di preparazione fortemente utile ed estremamente spendibile in ulteriori e future occasioni ed ambiti professionali.    

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industria 4.0 e formazione aziendale news

Industria 4.0 e la grande opportunità per l’Italia

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Il Vice Ministro all’Istruzione Fioramonti in visita all’Università di Pisa ha sottolineato l’importanza che l’Industria 4.0 può rivestire anche nell’economia del Belpaese

Il 19 luglio, all’Università di Pisa, il Vice Ministro all’istruzione Lorenzo Fioramonti ha preso parte all’Erc Special Day, ovvero la giornata della Summer School “Enabling Technologies for the Internet of Things” dedicata alle presentazioni di tutte le ricerche che hanno ottenuto il riconoscimento dell’European Research Council.

Nel pomeriggio stesso Fioramonti si è, inoltre, dedicato alla visita del Crosslab, ovvero, il progetto stanziato dal Miur che si occupa, attraverso sei laboratori interdisciplinari, di unire e far dialogare le ricerche e le imprese favorendo in questo modo anche lo sviluppo del piano Industria 4.0.

L’impegno di Pisa per l’Industria 4.0

Lo stesso Vice Ministro sottolinea quanto Pisa sia uno dei punti nevralgici per lo sviluppo dell’Industria 4.0 del nostro Paese, oltre ad essere, ovviamente, anche il luogo in cui più si registrano elevati numeri di studenti stranieri giunti per apprendere i nuovi modi di fare tecnologia ed industria.

L’importanza dell’interdisciplinarietà

Fioramonti sottolinea, inoltre, la responsabilità sociale che hanno tutti gli scienziati di comprendere l’importanza dell’interdisciplinarietà. In tutti i saperi scientifici, infatti, non si può affatto prescindere dalla relazione che bisogna avere con gli altri settori, soprattutto, per creare una vera e propria diffusione e contaminazione dei saperi. E se questo è vero per ogni disciplina, è chiaro che la tecnologia è diventata il fondamento di ogni settore, in quanto riguarda e coinvolge minuziosamente tutti i campi della conoscenza.

In più, l’impatto degli sviluppi tecnologici va ad influire sulla società tutta nonché sull’ambiente stesso.

Il Vice Ministro ha anche sottolineato che un ambiente di questo tipo è proprio quello che si respira a Pisa dove, appunto, esiste un dialogo tra discipline che non sempre sono state in relazione tra loro, e che invece, oggi, appaiono strettamente collegate. Bisogna far comprendere, dunque, alle nuove generazioni di scienziati, che c’è una responsabilità etica e morale da assumere e che, soprattutto, li deve accomunare, anche per quel che concerne la ricerca.

L’Industria 4.0 e l’impatto sul lavoro

Fioramonti ci ha tenuto, inoltre, a sottolineare quanto l’Industria 4.0 stia comportando e comporterà cambiamenti significativi nel mondo del lavoro. È, di certo, una grandissima occasione che permette di pensare ad un nuovo concetto di lavoro, un lavoro dalle forme completamente diverse rispetto a quanto sino ad oggi fatto. Essere in grado di gestire il cambiamento in maniera consapevole, organizzata, programmata ed intelligente sarà, tuttavia, uno degli aspetti più importanti. L’Industria 4.0, infatti, può essere la giusta occasione per ristrutturare l’economia e con essa anche il lavoro, favorire percorsi di produzione locale attraverso forme di sviluppo sostenibili, ecologiche ed intelligenti, infatti, non può che generare tantissimi nuovi posti di lavoro.

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