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Blog Formazione

gdpr nelle scuole italiane i nuovi insegnamenti per capire il nuovo regolamento europeo

Corsi di formazione nelle scuole per il GDPR

Redazione No Comments

Il Miur (acronimo di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha comunicato le informazioni concernenti i corsi di formazione sul GDPR nelle scuole. Andiamo a vedere di seguito i dettagli 

Con la nota numero 23732 del 25/07/2018, il Miur ha diramato l’avviso riguardante i corsi di formazione per l’aggiornamento sulla privacy alla luce del GDPR (conosciuto anche come Regolamento 679/2016), ovvero la nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali che anche in Italia dal 25 maggio deve essere tassativamente rispettata.

I corsi di formazione per la privacy

L’Amministrazione centrale del Miur ha chiesto di fornire l’assenso per l’organizzazione di attività di formazione sul trattamento dei dati personali agli Snodi Formativi Territoriali appartenenti alle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania, Calabria, Basilicata, Lazio, Puglia, Veneto e Umbria.

La conferma di tale disponibilità dovrà essere assolutamente inoltrata entro il 3 agosto direttamente all’indirizzo di posta elettronica dgefid.ufficio4@istruzione.it, inserendo nel campo oggetto della mail la dicitura “Corso privacy”.

L’obiettivo dei corsi di formazione

I corsi di formazione sono stati ideati e proposti per consentire un rapido e sicuro adeguamento alle norme previste dal Regolamento Europeo 679 del 2016, meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation), rispetto alla tutela ed alla custodia dei dati personali. L’obiettivo è quello di rendere competente e preparato anche il personale scolastico nella sua interezza, poiché, inevitabilmente, ha a che fare con la gestione dei dati sensibili degli allievi.

Per chi sono previsti e come sono organizzati questi corsi di formazione?

I corsi di formazione sono rivolti a tutte le scuole, per un massimo consentito di 5 partecipanti per ciascuna. Tra gli aderenti dovranno  necessariamente essere presenti il vicario, il dirigente scolastico e il DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi).

L’attività didattica deve essere erogata, secondo quanto esposto dal Miur, necessariamente entro il 28 novembre del 2018.

La Redazione

universita la sapienza di roma dove vengono attivati dei percorsi di formazione professionale

La nuova frontiera della formazione all’Università La Sapienza

Redazione No Comments

Sono stati inaugurati alla Sapienza di Roma laboratori del tutto innovativi, che comportano una modalità di formazione del tutto rivoluzionaria

La formazione all’Università La Sapienza cambia completamente strategia. L’obiettivo è quello di superare le vecchie modalità di insegnamento, impostate su un approccio didascalico, e puntare, piuttosto, su ambienti virtuali, simulation training e servizi automatizzati.  Proprio grazie al contributo della Fondazione Roma, La Sapienza ha potuto sviluppare queste nuove formule di insegnamento che favoriscono una maggiore partecipazione attiva degli studenti.

Le simulazioni protette per fare formazione

In particolare, il Rettore dell’Università La Sapienza, Eugenio Gaudio, ed il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, hanno presentato insieme la nuova modalità di fare formazione, basata su ambienti simulati nei quali apprendere e sperimentare, senza correre alcuna forma di rischio. Questo tipo di didattica, oltre a stimolare un ruolo più attivo degli studenti, tra l’altro, favorisce anche la loro capacità di prendere decisioni autonomamente ed in tempi brevi. Si tratta, insomma, di una modalità interdisciplinare che coinvolge molti ambiti quali l’architettura, la fisica, la geologia, la medicina e non solo.

Le nuove tecniche di formazione

Nello specifico, sono stati inaugurati tre laboratori all’interno dei quali è possibile sperimentare le suddette nuove modalità di formazione. In quello di medicina, ad esempio, gli alunni vengono stimolati allo svolgimento di esercitazioni pratiche, sia in condizioni normali che in situazioni di emergenza o di crisi. Un altro progetto, invece, è dedicato alla Biblioteca automatizzata di Architettura, che ha consentito di realizzare un sistema di archiviazione che funziona in modo autonomo e che permette un alto livello di qualità.

Ma i laboratori e gli spazi di formazione e di ammodernamento non sono solo questi: diversi sono già attivi, mentre altri ancora sono in fase di sperimentazione.

Dunque, attraverso queste nuove modalità l’Università La Sapienza di Roma ha inaugurato un nuovo modo di erogare formazione e creare apprendimento: di certo, in base al suo esempio, molte altre Università seguiranno questa scia.

Competenze digitali: l’obiettivo è formare i giovani

Competenze digitali: l’obiettivo è formare i giovani

Redazione No Comments

La ricerca di professionisti specializzati in nuove tecnologie è in costante crescita e le competenze digitali ricoprono un ruolo chiave

Nonostante i grandi passi in avanti che la tecnologia sta compiendo negli ultimi anni, in Italia il mondo dell’industria e della pubblica amministrazione risulta ancora in ritardo, rispetto ad altri Paesi, nel recepire le innovazioni digitali e di conseguenza nell’introdurre personale che abbia nel merito tutte le dovute competenze. In tal senso, il Ministero della Pubblica Istruzione, insieme ad alcuni enti specializzati nell’Information Technology, sta tentando di recuperare questo gap elaborando progetti ad hoc ma al momento i risultati sono giudicabili ancora piuttosto scarsi.

Passi in avanti e nuove ricerche

La ricerca di professionisti specializzati nelle nuove tecnologie è in costante crescita, così come dimostrato dal resoconto dell’Osservatorio sulle competenze digitali, di cui fanno parte ad esempio Confindustria, Confcommercio, Assinform ed altri importanti enti. La richiesta di tali figure, in particolare, non sembra limitarsi all’ambito strettamente informatico in quanto il processo di digitalizzazione sta coinvolgendo anche altri settori, come quello finanziario e delle risorse umane.

Il dilemma

Il dilemma, come precisato dal Presidente di NetConsulting Giancarlo Capitani, risiede nell’evidente disuguaglianza tra domanda ed offerta: “Il numero di laureati e diplomati che esce ogni anno dal mondo della formazione pubblica, dall’ università e dagli istituti tecnici superiori, non basta a soddisfare le richieste delle aziende che non riescono a recuperar agevolmente le risorse né tantomeno a farlo a costi ragionevoli”.

Professionisti e skill gap

I professionisti ICT richiesti tra il 2016 e il 2018, secondo gli ultimi calcoli, sono 85mila circa, di cui 65mila sono profili nuovi e 20mila sono lavoratori già dipendenti da “ri-formare”. Dalle università risultano, invece, circa 8mila laureati l’anno; laureati che potrebbero ben soddisfare questa specifica richiesta di nuove competenze. L’imponenza dello skill gap è, dunque, facilmente deducibile ed è ancora più preoccupante se si nota che alle abilità di tipo tecnologico devono essere accompagnate le “soft skill”, vale a dire, competenze di gestione e processo.

Innovazione e Ritardo

Secondo molti analisti le attività del futuro riguarderanno, infatti, l’universo informatico. YouCo, ad esempio, è un’azienda milanese (Viale Tunisia 50) che opera nel campo del Mobile Solution Provider e che ritiene, infatti, che i mestieri del futuro riguarderanno proprio la tecnologia informatica: dal software mobile alla sicurezza e alla privacy, dai Big Data alle app.

Il rovescio della medaglia di tale ricchezza innovativa è, tuttavia, riscontrabile nella velocità dei cambiamenti in quanto il progetto e il progresso di un prodotto risultano superare, molto spesso, le capacità tecniche di coloro che devono operare concretamente su di esso. Sono, pertanto, effettivamente necessarie nuove figure professionali che sappiano operare celermente tramite lo smart working (in italiano lavoro agile).

È necessario scommettere, inoltre, su chi è nato e vissuto nel nuovo millennio, durante il periodo del boom delle nuove tecnologie afferenti al mondo informatico, ovvero i millenials. Sono questi ultimi, abituati da sempre ad utilizzare la tecnologia informatica, ad essere il punto di forza del futuro…ma anche del presente.

industria 4 accordo tra confindustria e siemens

Formazione 4.0: accordo tra Siemens e Confindustria

Redazione No Comments

Si apre una nuova era della formazione 4.0 con il nuovo accordo siglato tra Siemens e Confindustria

Il 19 luglio 2018 è stato firmato l’accordo “Smart Factory Siemens – 100 Giornate per le Imprese Manifatturiere Italiane” tra Confindustria e Siemens al Centro Tecnologico e Applicativo (TAC) di Piacenza.

Che cosa prevede l’accordo?

Secondo l’accordo, per favorire lo sviluppo della digitalizzazione delle imprese italiane, è stato dato il via ad una collaborazione tra la rete dei Digital Innovation Hub (Dih) di Confindustria e il Tac della Siemens. Quest’ultima, nello specifico, ha concesso ai Dih la possibilità di organizzare ben 100 giornate destinate a tutte le imprese che vogliono imparare a conoscere ed ad investire nella tecnologia 4.0. Le attività sono previste fino al 2020.

L’importanza di questo accordo

Un accordo di questa portata è senza dubbio notevole. Infatti, come sottolinea e spiega Giuliano Busetto, Country Division Lead delle divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia nonchè Amministratore di Siemens Industrial Software, si tratta di un grande atto di riconoscimento nei confronti della Siemens e, più nello specifico del Tac, che è proprio il centro in cui si punta sullo studio e sullo sviluppo delle tecnologie di impronta 4.0. Di sicuro, l’accordo è stato siglato anche per il ruolo chiave che da quest’ultimo viene attribuito all’aggiornamento ed alla formazione continua, che sono elementi essenziali per crescere nell’ottica dell’Industria 4.0.

Il percorso delle imprese

In seguito ad una valutazione sull’assessment digitale delle imprese, svolto nei Dih di Confindustria presenti in tutta Italia, le aziende verranno poi indirizzate direttamente presso il Tac. È in questa sede che avverranno la formazione e l’aggiornamento vero e proprio. In particolare, saranno organizzate progettazioni e simulazioni per le macchine applicate e si potranno conoscere e provare le tipologie di controllo, le isole industriali software, le macchine utensili e tutto quanto previsto dal Piano Impresa 4.0.

Il ruolo di Confindustria

È già da circa un anno e mezzo che i Dih di Confindustria sono presenti sul territorio e funzionano anche in maniera opportuna ed appropriata, tanto che sono stati accreditati anche in Europa. In questo modo, infatti, l’Italia può partecipare a tutte le iniziative europee sulla digitalizzazione. Gli scopi dei Dih sono di grande importanza: dall’accompagnare le imprese verso il loro sviluppo e la loro crescita nel campo della digitalizzazione all’occuparsi di sensibilizzazione e di formazione sul territorio europeo, ma anche di assessment sullo sviluppo del digitale nelle imprese, contando su un apposito strumento, realizzato in collaborazione tra il Politecnico di Milano ed Assoconsult.

Sicuramente con questo accordo, dunque, si aprirà una fase storica molto importante anche per Confindustria, il cui ruolo sarà quello di avvicinare le imprese alla Siemens, dove potranno entrare a contatto con la tecnologia dell’era 4.0 ed iniziare a scoprirla ed utilizzarla. La collaborazione siglata tra i due enti, in ultima analisi, agevolerà anche le Pmi, che più di tutte hanno bisogno di avvicinarsi al mondo dell’Industria 4.0.

 

La Redazione

ares concorsi e formazione professionale

Nuovi concorsi e nuova formazione, ARES è già pronta… e voi?!

Redazione No Comments

I nuovissimi concorsi e le nascenti opportunità lavorative richiedono notevoli competenze, molteplici abilità e non poche difficoltà da superare. Grazie ad una nuovissima proposta formativa ARES, tuttavia, ci si può già aiutare… con la giusta preparazione anche i concorsi più difficili si possono superare!

Di Serena Giorgio

Le opportunità lavorative sorte grazie ai nuovissimi concorsi sanitari indetti sia in Campania che in Puglia richiedono il superamento di determinate prove e la dimostrazione di precise competenze e particolari abilità. Con un originalissimo percorso formativo progettato, studiato e costruito su misura per il conseguimento delle conoscenze utili al superamento di tali esami, ARES –  Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, dunque, di adoperarsi e di attivarsi per contribuire alla realizzazione di queste nuove, importanti e fortunatissime occasioni professionali.

Storia ed obiettivi

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è, da sempre, una dimensione sensibile alle problematiche sociali, occupazionali, alle esigenze formative ed anche professionali; ARES, tuttavia, è anche una realtà decisamente concreta, pratica e, soprattutto, ben definita che si schiera a favore, a supporto e a sostegno dei giovani…e non solo. Attraverso una lunga serie di azioni e molteplici iniziative ARES ha, infatti, saputo sempre distinguersi per dedizione e concreto impegno dimostrando dinamicità, poliedricità e brillando, soprattutto, per la spiccata abilità di concretizzare ideali, promesse ed obiettivi di una realtà che seppur ampliata ed espansa riserva sempre tenace fede al suo credo d’esordio.

La formazione è la parola chiave….

La formazione è sempre stata per ARES una sapiente “arma” per fronteggiare le tristi problematiche di un’attualità che incupisce tanto l’ambito sociale quanto quello professionale. Formare i giovani significa, infatti, garantire loro un giusto bagaglio di conoscenze utili tanto alla vita lavorativa quanto a quella di tutti i giorni, significa, inoltre, tenere al “riparo” i giovani stessi da ambienti e prospettive non protette e poco certe, ma soprattutto, significa garantire chance professionali pari a vere e proprie opportunità di rivalsa socio-lavorativa.

ARES a favore delle nuove opportunità professionali

Ed è per tal motivo che ARES, oggi, sceglie di attivarsi ancora una volta e di garantire il giusto supporto e le più che valide abilità per il conseguimento di un obiettivo professionale e perché no… il realizzarsi di un sogno. Il mondo sanitario è tra l’altro una meta professionale estremamente ambita; si tratta, infatti, di una dimensione lavorativa seria, precisa e, soprattutto, in costante ricerca di figure da inserire al proprio interno. La vastità di tale richiesta professionale combacia, tuttavia, con una altrettanto vasta necessità di abilità professionali e conoscenze…ed è proprio per questo motivo che ARES sceglie di entrare in azione!

L’offerta formativa

La straordinaria offerta ARES vuole, dunque, abbracciare le esigenze di tutti coloro che intravedono in tali concorsi delle vere e proprie chance professionali da cogliere al volo ed offrire loro una valida e completa preparazione ai fini del superamento del concorso. Il corso, preparato ad hoc da un abile team di professionisti ed insegnanti e strutturato sulle precise competenze necessarie alla mansione ed alle richieste formative più attuali, garantirà non solo la più che valida preparazione professionale per quel che concerne il tema sanitario ma anche il più completo background in termini di cultura generale, competenza, al giorno d’oggi, estremamente richiesta dal mondo professionale e fondamentale ai fini del superamento di concorsi, prove ed anche colloqui.

Benefici per tutti

Attraverso la creazione di tale opportunità formativa, ARES vuole, dunque, ingrandire gli orizzonti di un futuro lavorativo che deve sorridere e appartenere a tutti, indipendentemente da possibilità personali e/o tempistiche; valutando e proponendo, dunque, anche corsi in orario serale o per il weekend ed accogliendo le esigenze di chi, necessitando l’accompagnamento del proprio percorso formativo ai particolari impegni della vita quotidiana, non vuole comunque rinunciare ad ulteriori possibilità.

Opportunità concrete

Le opportunità ed i benefici scaturiti ed a sua volta innescati dalla nuovissima occasione ARES saranno, quindi, diversi e numerosi. Una formazione specifica ed altamente professionale, garantirà, infatti, non solo il superamento dei concorsi citati ma anche e soprattutto il raggiungimento di un livello di preparazione fortemente utile ed estremamente spendibile in ulteriori e future occasioni ed ambiti professionali.    

Per maggiori informazioni contattaci.

industria 4.0 e formazione aziendale news

Industria 4.0 e la grande opportunità per l’Italia

Redazione No Comments

Il Vice Ministro all’Istruzione Fioramonti in visita all’Università di Pisa ha sottolineato l’importanza che l’Industria 4.0 può rivestire anche nell’economia del Belpaese

Il 19 luglio, all’Università di Pisa, il Vice Ministro all’istruzione Lorenzo Fioramonti ha preso parte all’Erc Special Day, ovvero la giornata della Summer School “Enabling Technologies for the Internet of Things” dedicata alle presentazioni di tutte le ricerche che hanno ottenuto il riconoscimento dell’European Research Council.

Nel pomeriggio stesso Fioramonti si è, inoltre, dedicato alla visita del Crosslab, ovvero, il progetto stanziato dal Miur che si occupa, attraverso sei laboratori interdisciplinari, di unire e far dialogare le ricerche e le imprese favorendo in questo modo anche lo sviluppo del piano Industria 4.0.

L’impegno di Pisa per l’Industria 4.0

Lo stesso Vice Ministro sottolinea quanto Pisa sia uno dei punti nevralgici per lo sviluppo dell’Industria 4.0 del nostro Paese, oltre ad essere, ovviamente, anche il luogo in cui più si registrano elevati numeri di studenti stranieri giunti per apprendere i nuovi modi di fare tecnologia ed industria.

L’importanza dell’interdisciplinarietà

Fioramonti sottolinea, inoltre, la responsabilità sociale che hanno tutti gli scienziati di comprendere l’importanza dell’interdisciplinarietà. In tutti i saperi scientifici, infatti, non si può affatto prescindere dalla relazione che bisogna avere con gli altri settori, soprattutto, per creare una vera e propria diffusione e contaminazione dei saperi. E se questo è vero per ogni disciplina, è chiaro che la tecnologia è diventata il fondamento di ogni settore, in quanto riguarda e coinvolge minuziosamente tutti i campi della conoscenza.

In più, l’impatto degli sviluppi tecnologici va ad influire sulla società tutta nonché sull’ambiente stesso.

Il Vice Ministro ha anche sottolineato che un ambiente di questo tipo è proprio quello che si respira a Pisa dove, appunto, esiste un dialogo tra discipline che non sempre sono state in relazione tra loro, e che invece, oggi, appaiono strettamente collegate. Bisogna far comprendere, dunque, alle nuove generazioni di scienziati, che c’è una responsabilità etica e morale da assumere e che, soprattutto, li deve accomunare, anche per quel che concerne la ricerca.

L’Industria 4.0 e l’impatto sul lavoro

Fioramonti ci ha tenuto, inoltre, a sottolineare quanto l’Industria 4.0 stia comportando e comporterà cambiamenti significativi nel mondo del lavoro. È, di certo, una grandissima occasione che permette di pensare ad un nuovo concetto di lavoro, un lavoro dalle forme completamente diverse rispetto a quanto sino ad oggi fatto. Essere in grado di gestire il cambiamento in maniera consapevole, organizzata, programmata ed intelligente sarà, tuttavia, uno degli aspetti più importanti. L’Industria 4.0, infatti, può essere la giusta occasione per ristrutturare l’economia e con essa anche il lavoro, favorire percorsi di produzione locale attraverso forme di sviluppo sostenibili, ecologiche ed intelligenti, infatti, non può che generare tantissimi nuovi posti di lavoro.

Industria 4.0 e Formazione 4.0

Redazione No Comments

Formazione 4.0 fondamentale per rendere le imprese competitive

Uno degli elementi principali del Piano dell’Industria 4.0 è puntare innanzitutto sulla competitività della produzione delle aziende, mirando soprattutto alle risorse umane.

Credito d’imposta per le aziende

Proprio per incrementare quanto rilevato sopra, la Legge di Bilancio 2018 ed il seguente Decreto Interministeriale del 4 maggio 2018 hanno stabilito un credito d’imposta per tutte le aziende che vogliono puntare sull’ammodernamento degli strumenti, nell’ottica dell’Industria 4.0, oltre che sulla formazione dei propri dipendenti affinchè apprendano le tecniche di produzione più recenti ed attuali. La formazione, secondo quanto stabilito nel Piano Nazionale Industria 4.0 può avvenire previo accordo delle aziende con i sindacati aziendali, territoriali o regionali.

L’accordo tra i sindacati

Cgil, Cisl, Confindustria e Uil, il 5 luglio di quest’anno, hanno valutato attentamente la misura sul credito d’imposta prevista dal Governo nella Legge di Bilancio, arrivando alla conclusione che questa può rappresentare una misura significativa per sostenere la formazione 4.0. In questo modo, inoltre, sarà possibile dar vita a nuove ed importanti sinergie con le misure di sostegno già messe in campo dai Fondi Interprofessionali rispetto alle iniziative di formazione.

Proprio in base a quanto detto fin ora, si evince che ogni attività di formazione in merito diretta al personale dipendente rispetto al settore tecnologico sul Piano Industria 4.0 e sostenuto nel periodo del credito di imposta successivo a quello del 31 dicembre 2017, per poter andare in porto definitivamente, dovrà ricevere l’approvazione attraverso un accordo con sindacati aziendali o territoriali per poter ottenere il beneficio previsto.

Le misure nello specifico

  • Le imprese associate con Confindustria che non hanno una rappresentanza sindacale oppure prive di rsu o rsa, dovranno conferire un apposito mandato ad una qualunque struttura territoriale di Confindustria, la quale si occuperà di stipulare accordi per definire procedure e sedi per il piano di Formazione 4.0;
  • Le imprese che, invece, dispongono già di rsu o rsa, ovvero di una propria rappresentanza sindacale, sottoscriveranno il proprio accordo in base a quanto previsto dall’accordo interconfederale del 2014 sulle rappresentanze;
  • Tutte le imprese che sono iscritte a Fondimpresa potranno fare riferimento al Protocollo di Intesa del 22 novembre 2017 rispetto alle modalità ed i criteri per la condivisione dei piani formativi tra le parti sociali, pur essendo necessario per la formazione 4.0 l’accordo con l’ispettorato territoriale del Lavoro competente.

La Formazione 4.0 per le imprese

Dal momento che è richiesto a tutti i lavoratori che seguono corsi di Formazione 4.0 dal Decreto Interministeriale il rilascio dell’attestato di partecipazione alle attività, le aziende devono comunicare alla propria rsu o rsa, anche per via informatica, una dichiarazione in cui si attesta il rilascio del documento. Per le aziende che sono sprovviste di rappresentanza sindacale, tale dichiarazione sarà a carico dei sindacati con i quali si è stipulato l’accordo di rappresentanza.

 

La Redazione

industria 4.0 e formazione professionale

Il ruolo imprescindibile della formazione nell’era dell’Industria 4.0

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Nell’era dell’Industria 4.0 diventa sempre più centrale il processo di formazione dei lavoratori che comporta, a sua volta, la centralità dell’HR

Lo sviluppo commerciale dell’Industria 4.0 ha raggiunto ottimi risultati nel 2017 arrivando ad un valore compreso tra i 2,3 ed i 2,4 miliardi di euro. Soprattutto, la maggior parte di questi importi coinvolge l’Industria dell’IoT (Internet of Things), dell’Analytics e del Cloud Manufacturing.

Secondo il rapporto emerso dal quarto Osservatorio Industria 4.0, le aziende stanno iniziando a sviluppare sempre di più consapevolezza e conoscenza rispetto a tutto ciò che concerne l’Industria 4.0, ma è necessario ancora puntare sulla formazione.

Le conoscenze fondamentali per essere competitivi

Sempre in base a quanto emerso dal suddetto rapporto dell’Osservatorio Industria 4.0, dunque, sono 5 le competenze necessarie per poter abilitare, progettare e gestire lo sviluppo industriale dell’attuale millennio. Andando nello specifico si tratta di:

  • Cyber-security
  • Gestione della supply chain digitale
  • Manutenzione smart
  • Organizzazione del lavoro e della relazione uomo/macchina
  • Applicazione lean manufacturing per l’Industria 4.0.

L’importanza della formazione nell’era dell’Industria 4.0

Chiaramente, sviluppare il livello adeguato di competenze in questo settore non è né facile né immediato, ma sono necessari corsi di formazione appropriati affinchè il personale apprenda come muoversi nel mondo dell’Industria 4.0. Per cui, proprio per puntare sulla formazione, è necessario favorire la presenza della funzione di HR in ogni fase del processo di digitalizzazione.

L’importanza del ruolo dell’HR

Lo stesso Direttore Generale del settore Industria, Servizi e Infrastrutture di Engineering, Alfredo Belsito, in occasione della presentazione del rapporto dell’Osservatorio, ha tenuto a precisare che la formazione, così come il Change Management, sono elementi basilari per lo sviluppo del metodo dell’Industria 4.0. Ma proprio per fare in modo che questo avvenga, è fondamentale rivalutare e ricollocare la posizione e le competenze dei lavoratori,  che rappresentano dunque il capitale umano. In questa prospettiva, puntare sulla presenza dell’HR dovrebbe essere fondamentale.

 

La Redazione

il ministro bussetti e la nuova legge sulla tecnologia e formazione

Bussetti: scuola e formazione tecnologica

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Il Ministro Bussetti ha presentato il suo dicastero in Senato dal quale emerge l’attenzione per temi sempre più attuali come la formazione, la tecnologia e la dispersione scolastica.

L’11 luglio 2018 ha parlato in Senato il Ministro Bussetti per presentare il programma del suo dicastero e diversi sono stati gli argomenti inclusi nel suo piano di azione.Si è affrontata, infatti, la questione della formazione dei docenti, dell’importanza della tecnologia all’interno delle istituzioni scolastiche ed anche del sostegno. Vediamo di seguito i dettagli.

L’importanza della tecnologia nelle scuole

Il Ministro ha sottolineato l’importanza, nel periodo storico che stiamo vivendo, del compito che le scuole devono assumersi, ovvero, educare gli studenti all’utilizzo dei più recenti sistemi tecnologici e digitali. Una formazione di questo tipo, dunque, non può essere appresa una volta e per sempre, ma è necessario sottoporla all’ottica del continuo aggiornamento ed apprendimento al fine di risultare sempre al passo con i tempi. Fondamentale, pertanto, sarà il continuo confronto anche con i coetanei degli altri istituti sia nazionali che internazionali.

La scuola, quindi, partendo dall’infanzia, deve favorire l’acquisizione delle capacità tecnologiche per i propri studenti.

Bussetti ha, inoltre, sottolineato che i docenti in questo processo giocheranno un ruolo fondamentale in quanto rappresenteranno il punto di riferimento degli studenti. Proprio per questo motivo, la formazione appropriata in campo tecnologico sarà indispensabile anche per gli insegnanti, che saranno chiamati al conseguimento di corsi di formazione continui per poter risultare sempre aggiornati e costantemente preparati.

Le lingue straniere

Anche le lingue straniere dovranno ricoprire un ruolo fondamentale all’interno degli istituti scolastici di ogni ordine e grado del nostro Paese. Conoscere molteplici lingue è, infatti, requisito essenziale nel mondo della globalizzazione, caratterizzato, per l’appunto, da scambi internazionali continui.

La scuola inclusiva

In più, il Ministro ha sottolineato che la scuola dovrà assumere sempre più l’ottica dell’inclusività, garantendo l’accesso a tutti gli studenti. Fondamentale, infatti, per l’apprendimento degli alunni è la possibilità di interagire e confrontarsi costantemente con gli altri. Per questo, Bussetti ha garantito che il decreto n. 66, il quale favorisce la partecipazione e la relazione con famiglie ed associazioni,  verrà pienamente attuato.

La dispersione scolastica

Nel piano del Governo è ribadito, inoltre, l’impegno che si vuole assumere per cercare di contrastare in tutti i modi il fenomeno della dispersione scolastica, che in Italia continua ad essere ancora troppo diffuso. La scuola, ma in generale tutte le istituzioni, dovranno impegnarsi per sostenere i ragazzi fino alla fine del loro percorso di studi.

Insegnanti di sostegno

Per quanto riguarda, invece, il problema delle assegnazioni provvisorie degli insegnanti di sostegno, il Ministro ha chiarito che verrà data priorità ai docenti appositamente specializzati, a chi ha già avuto incarichi di questo tipo ed a chi sta concludendo in subordine.

La Redazione

e learning vediamo insieme come funziona

E-Learning sempre più diffuso nella formazione

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Nel campo della formazione dei lavoratori si sta sviluppando sempre di più la modalità dell’e-learning. Di seguito i dettagli. La tecnologia ed il digitale stanno modificando anche il mondo della formazione.

È questo quanto emerso in occasione del convegno-evento tenutosi a Milano il 6 ed il 7 giugno scorsi per la terza edizione di “Exploring e-learning”. Infatti, sono ormai tutti sempre più convinti che la formazione dei prossimi anni passerà attraverso tale modalità: quindi, senza più bisogno di aule o di ore specifiche, ci si potrà dedicare a questo aspetto professionale che, con il passare degli anni, diventerà sempre più incisivo.

Al momento, risulta che i settori in cui lo sviluppo della formazione digitale sarà irrefrenabile saranno proprio quelli assicurativi e bancari.

A Milano nasce il “Museo della Scienza ad exploring elearning”. È stato fondato a Milano il “Museo della Scienza ad exploring elearning”, grazie alla collaborazione di 630 formatori, di 250 Corporate Academy italiane e di ben 20 Università sia italiane che straniere. Tra gli altri, hanno preso parte al progetto, oltre che ad esserne testimonial, brand famosissimi quali: Microsoft, Policlinico Gemelli, Rai, Tim, BNL, Unicredit, Sisal, Ferrero, Agenzia delle Entrate, Assolombarda, Nestlè, Bulgari, OVS, PwC, EY, FFSS, Fondir, Comdata, BNP Paribas, Iccrea, Luxottica, Cgt.

Il contributo dei partecipanti

I partecipanti hanno avuto a disposizione ben 88 laboratori all’interno dei quali elaborare, progettare e costruire la formazione in ambito digitale. In particolare, ci si è concentrati sulla funzione centrale che sta assumendo tale dimensione in ciò che concerne l’apprendimento. Infatti, il digitale è diventato di grande utilità dal momento che consente di soddisfare le richieste della formazione continua in modalità “auto-apprendimento”. Ma per fare questo, è necessario anche provvedere ad educare la popolazione in massa all’uso dell’Intelligenza Artificiale, della Realtà Aumentata e della Realtà Virtuale, sempre più presenti nei sistemi di e-learning.

Ma non tutti sono sempre disposti ad intraprendere iter di questo tipo, infatti, le resistenze persistono e sono ancora molto forti, per cui si è deciso di iniziare a coinvolgere gli stessi dirigenti delle aziende affinchè comprendano i vantaggi della tecnologia.

I primi dati

La maggior parte delle aziende è, comunque, sempre più convinta dell’importanza della formazione, svolta anche attraverso la modalità e-learning. Per esempio, nel 2017 la Scuola dei Capi, iniziativa a cura del gruppo Intesa Sanpaolo, ha avviato più di 2,6 milioni di ore di formazione ed aggiornamento per i propri dipendenti. Nello stesso anno BNL ha organizzato un corso di 505 mila ore, di cui il 52% del totale è stato effettuato in modalità e-learning. E ancora, nel 2017, ogni dipendente dei 100 mila dell’Unicredit ha svolto circa 24 ore di formazione, la maggior parte delle quali attraverso strumenti telematici.

I nuovi campi di sviluppo dell’e-learning

Negli ultimi tempi anche altri settori si stanno avvicinando sempre di più all’utilizzo della modalità e-learning, come, ad esempio, quello delle telecomunicazione e quello metalmeccanico. In quest’ultimo, in particolare, è stato stipulato un contratto di lavoro che ha comportato l’introduzione del Diritto Soggettivo alla formazione, che prevede 24 ore di aggiornamento , soprattutto in campo digitale, da realizzare in tre anni.

Gli sviluppi futuri

Secondo Franco Amicucci, il fondatore di una delle più importanti società di e-learning del nostro Paese, entro il 2025 la formazione svolta in maniera telematica sarà la tipologia prevalente in tutte le aziende, sia pubbliche che private.

La Redazione

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