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Servizio Civile Nazionale

terzo settore a rischio con le pubbliche amministrazioni

Terzo settore: la collaborazione con la P.A. è stata messa a rischio

Redazione No Comments

In seguito ad una sentenza del Consiglio di Stato la collaborazione tra Terzo Settore e PA è stata seriamente messa a rischio. A rispondere è Claudia Fiaschi

Claudia Fiaschi, portavoce del forum Nazionale riferito al Terzo Settore, ha risposto alla sentenza del Consiglio di Stato in cui si affermava che le attività del Terzo Settore sono attività economiche come le altre, tanto da dover sottostare alle regole del mercato nazionale. Il Terzo Settore abbraccia tutti gli enti no-profit, come associazioni di volontariato e Servizio Civile, ma anche ex Onlus e imprese sociali.

Esso ha come fine ultimo quello di proporre attività solidaristiche e senza scopo di lucro.

A tale proposito la Fiaschi ha intesto sottolineare che il mondo del Terzo Settore non può essere messo alla pari dell’impresa privata, e che le regole del mercato non possono basarsi prevalentemente sulla concorrenza economica.

La riflessione della portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore nasce in seguito ad una sentenza del Consiglio di Stato, in cui si cercava di mettere in discussione la collaborazione tra P.A. e Terzo Settore circa la fornitura di servizi di sussistenza e sociali, basando la politica di entrambi su un rapporto concorrenziale e competitivo. Se la si pensasse così, si rischierebbe di mettere in discussione tutti i programmi e i progetti proposti dal Comune e dalle Regioni che hanno dato i loro frutti in questi anni e che sono stati estesi grazie all’intervento del nuovo Codice del Terzo Settore.

Secondo la Fiaschi, il Consiglio di Stato sottovaluta molto la portata e la collaborazione che è stata messa in atto tra le pubbliche istituzioni, come gli Enti locali, le Regioni e le cooperative di volontariato e sociali. Se si considerasse il Terzo Settore alla pari degli enti privati, si metterebbero in difficoltà molti altri Enti locali, poiché si rischierebbe di compromettere la collaborazione volta al raggiungimento di un benessere generale della comunità.

Le esperienze di volontariato e quelle relative al servizio sociale, secondo la Fiaschi, dovrebbero essere incrementate al fine di migliorare e rafforzare la nostra comunità. PertFanto, bisognerebbe salvaguardare il Terzo Settore aggiornando continuamente gli strumenti e le procedure operative, in modo da creare una più forte coesione sociale restando nel rispetto dei principi di trasparenza amministrativa e di evidenza pubblica relative alle P.A.

In particolar modo, il cambiamento lo si sente ancora più forte in seguito alla Riforma del Terzo Settore, che ha previsto un cambio del quadro normativo per quest’ultimo, delineando nuovi interventi per il futuro.

Infatti, in seguito all’Assemblea Nazionale del Forum del Terzo Settore, tenutasi a Roma lo scorso 2 ottobre, il Forum del Terzo Settore ha proposto una nuova riforma volta ad una sua riorganizzazione, tale da dare più possibilità al mondo del volontariato, dell’impresa sociale e della promozione sociale. All’assemblea ha preso parte anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, L. Di Maio, con cui il Forum Nazionale del Terzo Settore ha condiviso l’agenda politica in modo da rafforzare e migliorare ancora di più le prospettive future del settore stesso.

Carla Sarnataro

Corpo Europeo di solidarietà: nuovo progetto rivolto ai giovani

Corpo Europeo di solidarietà: nuovo progetto rivolto ai giovani

Redazione No Comments

L’Unione Europea stanzia un nuovo progetto rivolto ai giovani, destinato ad azioni di solidarietà e sostegno ai più svantaggiati

Giovedì scorso, 4 ottobre, è stato reso pubblico il nuovo Regolamento Europeo, denominato “Corpo europeo di solidarietà”. Il documento è stato ufficializzato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dopo l’approvazione definitiva del Parlamento e del Consiglio Europeo.

I dettagli del Regolamento

Il nuovo Regolamento è entrato in vigore a partire dal 5 ottobre, pertanto dovrà essere obbligatoriamente applicato in tutti i Paesi dell’Unione.

Alla base del Regolamento, senza dubbio, vi è la tematica della solidarietà, da sempre valore fondante dell’Unione Europea. Con questo progetto, il Corpo europeo di solidarietà ora offre la possibilità ai giovani di contribuire in maniera solidale e significativa alla società. L’obiettivo, infatti, è quello di promuovere la solidarietà, di sviluppare nuove abilità, conoscenze ed anche competenze, ma soprattutto di arricchirsi in maniera inestimabile in termini di umanità.

In questo modo, infatti, il Corpo europeo di solidarietà inaugurerà una nuova iniziativa volta a cambiare, assolutamente in positivo, la società stessa, attraverso l’impegno in termini di supporto e di sostegno verso tutti i soggetti e le comunità che si stanno impegnando per accrescere modelli di cittadinanza attiva e di solidarietà nel Vecchio Continente.

Il ruolo dei giovani in questo progetto

All’interno di questo scenario, un ruolo fondamentale è giocato dai giovani. Sono coinvolti, infatti, tutti i ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, che potranno partecipare anche in forma di volontari. L’obiettivo del progetto è anche quello di favorire l’inserimento lavorativo dei più giovani attraverso degli appositi contratti di apprendimento, di formazione oppure attraverso tirocini.

Il sostegno alle attività dei giovani

Il Regolamento stabilisce anche la possibilità di finanziare dei progetti a sfondo solidale promossi da gruppi di giovani, comprendenti almeno 5 componenti. Le proposte di attività dovranno riguardare il contesto locale, intervenendo in una specifica comunità di riferimento, alla quale andrà indirizzato il proprio spirito di iniziativa. In particolare, la priorità del Corpo europeo di solidarietà è rivolta a progetti di inclusione di giovani più svantaggiati e con minori opportunità.

Il progetto in Italia

Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea sarà l’Agenzia Nazionale per i Giovani a poter attuare quest’iniziativa nel nostro Paese, promuovendo così un programma annuale di lavoro. L’Agenzia Nazionale per i Giovani collaborerà per la realizzazione del progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri/Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, in qualità di Autorità Nazionale.

I fondi stanziati

Il Corpo europeo di solidarietà ha previsto lo stanziamento globale, fino a dicembre 2020, di circa 376 milioni di euro. Di questi, ben 55 milioni da investire nel 2018, di cui circa 4,6 milioni sono indirizzati solo all’Italia.

I fondi dovranno finanziare, quindi, attività di solidarietà, cioè volontariato e progetti di solidarietà, che si stima assorbiranno circa il 90% delle risorse. Il restante 10%, invece, sarà investito per operazioni di inserimento nel mondo del lavoro, sotto forma di contratti professionali o tirocini.

I tempi per presentare le proposte

Per inviare le proposte è stato pubblicato un apposito Avviso pubblico dal 10 agosto, con decadenza ultima al 16 ottobre per tutte le iniziative riguardanti il corrente anno.

Clicca qui per accedere direttamente al link del Regolamento.

 

Kristina Barresi

 

Servizio Civile o Militare obbligatorio: il progetto inizia il suo iter parlamentare

Servizio Civile o Militare obbligatorio: il progetto inizia il suo iter parlamentare

Redazione No Comments

La leva militare obbligatoria è un concetto appartenente al passato, nonostante le sempre più numerose affermazioni in merito nell’ultimo periodo. Sembra, tuttavia, che qualcosa si stia muovendo in merito alla necessità di rendere i giovani cittadini italiani consapevoli del proprio patrimonio e suoi difensori.

Un progetto da poco approvato dal Consiglio Regionale FVG prevedrebbe una proposta di legge nazionale per rendere obbligatorio, come da titolo, il Servizio Civile o Militare. Indubbiamente non vi è ancora nulla di certo e il percorso verso l’approvazione di tale progetto è solo ai suoi albori.

Indirizzato ai giovani dai 18 ai 28 anni, il Servizio obbligatorio dovrebbe avere una durata variabile da un minimo di 3 fino a un massimo di 6 mesi. Da cosa dipenderà tale periodo? Per rispondere a questa domanda bisogna considerare la fascia d’età coperta dal progetto. Molti giovani neo-maggiorenni, infatti, si trovano di fronte a una scelta: proseguire la carriera scolastica all’università o affacciarsi al mondo lavorativo. Indubbiamente, un Servizio Civile o Militare obbligatorio minerebbe la produttività dei ragazzi in ambito universitario.

Non è, tuttavia, ancora ben definito quali peculiarità presenterà il progetto. Probabilmente i ragazzi al passo con gli studi riceveranno importanti incentivi riducendo fino a un minimo di 3 mesi il periodo di Servizio Civile o Militare obbligatorio. Maggiori informazioni saranno disponibili solo nei mesi a seguire, qualora la legge fosse approvata dal Parlamento Italiano e divenisse di carattere nazionale.

Per adesso la certezza è che il Servizio Civile dovrà essere svolto unicamente nel proprio comune di residenza e che non vi sarà in alcuna situazione una condizione che obblighi i ragazzi a dover scegliere un Servizio invece dell’altro. Il consigliere Piero Camber ha ribadito come non si tratti di una leva militare obbligatoria, poiché è già possibile per i giovani volenterosi partecipare al Servizio Militare e affiancare le milizie italiane nella difesa della frontiera.

La legge introdurrebbe, piuttosto, un’opzione al concetto comune di Servizio Militare obbligatorio, permettendo una difesa nazionale di tipo differente.

Come può questo progetto essere economicamente sostenibile?

Il Servizio Militare o Civile sarà, di fatto, retribuito. La cifra stimata necessaria a ripagare i giovani volenterosi per il loro operato è di circa 60 milioni di euro. Se da una parte questa può sembrare una cifra importante, è fondamentale considerare anche il pensiero del consigliere Piero Camber che offre una visione differente delle cose.

Se, infatti, si pensa al reddito di cittadinanza del quale si sta discutendo ultimamente, la cifra necessaria per la realizzazione di tale progetto ammonterebbe a circa 10 miliardi di euro, ripagati da una immobilità e improduttività momentanea di chi lo ricevesse. Garantire, invece, un compenso ai giovani che parteciperanno al Servizio Civile o Militare obbligatorio permetterebbe una produttività dei giovani stipendiati oltre che la loro occupazione. È infatti in un’ottica di occupazione giovanile che viene interpretato tale Servizio obbligatorio.

Non è, tuttavia, l’unico scopo di tale progetto. Affiancandosi all’educazione familiare e ai gruppi di volontariato o all’educazione scolastica, senza sostituirli in alcun modo, sarà possibile fornire una più vasta veduta ai giovani, nonché una più completa formazione. Gli atti di vandalismo e la criminalità minorile, sempre più attuali e diffusi, possono essere combattuti solo attraverso la cultura e il rispetto della propria nazione. È giusto che sia premura dello Stato trovare ogni modo per insegnare tali valori ai giovani senza ledere alla propria libertà.

Non essendo, al momento, ancora chiarite modalità precise per la legge (che ricordiamo essere ancora non approvata dal Parlamento Italiano) restano unicamente speculazioni su questo progetto. Non è, ad esempio, ancora chiarito il compenso del Servizio Civile obbligatorio, per quanto si possa supporre coincida con lo stipendio del normale Servizio Civile Nazionale.

Anche il compenso del Servizio Civile Militare è ancora imprecisato. Non ci è, per il momento, dato sapere se coinciderà con quello del Servizio Civile o se sarà maggiore.

Non è assolutamente da trascurare che qualsiasi servizio venga scelto dai giovani, sarà obbligo dello Stato permettere la coesistenza di tali servizi con le loro carriere in svolgimento. Qualora non fosse possibile conseguire la carriera universitaria o scolastica in modo consono a causa del Servizio obbligatorio, si presuppone quest’ultimo lasci maggior tempo alla realizzazione lavorativa dei giovani.

Vi aggiorneremo in merito alla questione appena saranno noti maggiori dettagli su questo interessante progetto e sulle sue possibilità future.

Andrea Nastro

Seminare il Futuro: come gli under trenta vedono il futuro

Redazione No Comments

Il seminario, organizzato dall’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord e dai Volontari del Servizio Civile Nazionale e Regionale dell’anno 2017/2018, si terrà venerdì 5 ottobre, all’Auditorium “Rita Levi Montalcini” di Mirandola

Oriana Fallaci descriveva così i suoi 30 anni “Sono stupendi i trent’anni… perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni!”. Come si vedono i trentenni oggi? Quali sono le loro preoccupazioni e speranze? Cosa significa avere trent’anni oggi?

Ad alcune di queste domande proveranno a dare una risposta i ragazzi che si riuniranno venerdì prossimo 5 ottobre a Mirandola. Il tema dell’incontro, per l’appunto, sarà “Giovani e opportunità”.

Durante il seminario i volontari del Servizio Civile racconteranno le loro esperienze e quali sono le loro prospettive per il futuro. L’incontro sarà aperto a tutti e gratuito. La manifestazione vuole essere un momento di riflessione e condivisione non solo fra i giovani ma anche tra gli adulti.

All’evento parteciperanno tanti ospiti tra cui: il professore di Storia e Filosofia dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Luosi” di Mirandola, Walter Loddi; il cantante Nevruz; la  cooperativa Aliante e i ragazzi della casa famiglia di Medolla.

Cosa rappresenta il Servizio Civile Nazionale per i giovani

Il Servizio Civile Nazionale rappresenta per i ragazzi che partecipano a progetti di volontariato un momento di crescita individuale e collettivo. Esso consente inoltre, ai ragazzi di diventare cittadini attivi e responsabili ed allo stesso tempo rappresenta uno strumento prezioso per aiutare le fasce più deboli della società (come anziani e disabili).Il lavoro dei volontari contribuisce indubbiamente allo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese.    

Il Servizio Civile Nazionale nasce quale alternativa alla leva obbligatoria, quando in Italia fu riconosciuto per la prima volta il diritto all’obiezione di coscienza. La legge n. 64 del 2001, con la quale fu istituito il Servizio Civile Nazionale, prevedeva la coesistenza di due diverse forme di volontariato: la prima obbligatoria, per gli obiettori di coscienza; la seconda, invece, su adesione volontaria, per le giovani donne, secondo alcuni requisiti previsti dalla normativa.

Successivamente, quando la leva militare obbligatoria fu abrogata, anche il Servizio Civile acquisì una propria autonomia.

Nel 2017 il Servizio Civile è passato da Nazionale ad Universale. Questa riforma ha apportato numerose novità. Oggi, infatti, i giovani con un’età compresa tra i 18 e 28 anni, cittadini italiani e stranieri regolarmente residenti in Italia, possono presentarvi domanda. Inoltre, è possibile svolgere l’attività di volontariato sia sul territorio nazionale che in un Paese dell’Unione Europea ed in alcuni casi anche all’estero.

Un’altra importante novità, invece, riguarda l’eliminazione del requisito dell’idoneità fisica al servizio, almeno per quello svolto nel nostro Paese; ciò permetterà di estendere anche ai disabili la possibilità di presentare la domanda di partecipazione.

Questo settore continua ad espandersi, tant’è che si parla di più di 50mila giovani coinvolti: il 60% delle iniziative ha avuto ad oggetto l’assistenza ad anziani, malati, poveri e disabili, il 36%  la tutela e la promozione culturale ed il restante 4% la tutela e difesa dell’ambiente.

Benedetta Greco

Servizio Civile Nazionale: cosa accade dopo la presentazione delle domande?

Redazione No Comments

Il termine di presentazione delle domande per i progetti del Servizio Civile è scaduto il 28 settembre. Cosa accadrà adesso?

Il Bando 2018 per la selezione di volontari da impiegare in progetti per il Servizio Civile, sia sul territorio nazionale che all’estero, entra nel vivo. I posti complessivi messi a disposizione degli aspiranti volontari ammontano a ben 53.363, suddivisi in migliaia di progetti, quasi tutti concentrati sul suolo italiano. Siamo attualmente giunti al termine della prima fase della procedura selettiva: la presentazione delle domande.

Questa prima fase si è conclusa alcuni giorni fa: il termine ultimo per la presentazione delle domande era difatti stato fissato per il 28 settembre scorso. Adesso vi indichiamo brevemente i passaggi successivi.

Servizio Civile Nazionale 2018: fase di valutazione delle domande

Terminata la fase di presentazione delle domande, le commissioni passeranno al vaglio le domande pervenute per verificare che tutti gli aspiranti volontari abbiano i requisiti per partecipare al bando di selezione. Ricordiamo che per partecipare ai bandi per il Servizio Civile bisogna:

  • Essere in un’età compresa tra i 18 e i 28 anni compiuti
  • Godere dei diritti civili e politici
  • Possedere la cittadinanza italiana o europea. Sono ammessi al bando anche cittadini provenienti da paesi extra-europei, purché muniti di regolare permesso di soggiorno di lungo periodo

Le domande di coloro che non dovessero rispettare questi pre-requisiti saranno automaticamente respinte. Parimenti saranno rigettate le candidature di coloro che:

  • Appartengono ai corpi militari dello Stato
  • Intrattengono già rapporti professionali o di collaborazione con l’Ente promotore del progetto di servizio civile
  • Hanno la fedina penale macchiata da condanne con pena detentiva superiore a un anno

Di coloro che abbiano superato questa prima fase di scrematura, saranno poi valutati i titoli presentati a corredo della domanda di partecipazione al bando. Ogni Ente è tenuto per legge a pubblicizzare sul proprio sito internet i criteri usati per la valutazione dei titoli, sia che siano quelli previsti dal Decreto n. 173 dell’11 giugno 2009 del Capo dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, sia che ne siano stati individuati di diversi. Questo per garantire la massima trasparenza a tutti i partecipanti al bando. Per titoli si intende l’insieme dei titoli di studio e formativi ed esperienze pregresse in ambito lavorativo e di volontariato.

Servizio Civile Nazionale 2018: fase dei colloqui

L’aspirante volontario dovrà controllare periodicamente il sito web dell’Ente promotore del progetto di Servizio Civile per cui ha fatto domanda di partecipazione. Questo per poter conoscere la calendarizzazione dei colloqui orali. I colloqui, a grandi linee, presentano alcune tematiche prevedibili e che riguardano in linea di massima:

  • Conoscenze sul soggetto promotore del bando e riguardo al progetto per cui il volontario ha presentato domanda
  • Contesto, settore, area d’intervento del progetto

Il colloquio servirà inoltre alla commissione per valutare quanto le competenze di studio/formative e le eventuali esperienze lavorative/volontariato pregresse, siano significative per il progetto prescelto.

Anche la verifica della disponibilità, della flessibilità e della motivazione del candidato, concorreranno alla sua valutazione finale. Il punteggio finale sarà il frutto della sommatoria del punteggio relativo ai titoli e di quello relativo al colloquio.

Giuseppe Esposito

bando del servizio civile nazionale giustizia minoribando del servizio civile nazionale giustizia minori

Servizio Civile: nuovo bando dal Ministero della Giustizia per i minori

Redazione No Comments

Il nuovo progetto finanziato dal Ministero della Giustizia ha per titolo: “INSIEME: per il potenziamento della rete di giustizia e comunità”. Tale servizio si pone l’obiettivo di insegnare ai giovani l’importanza dell’accettazione e della rieducazione, attraverso percorsi formativi di vari tipi.

Il progetto, retribuito mensilmente con circa 433 euro come previsto in Italia, si rivolge in particolar modo all’assistenza di ex detenuti, in misure alternative alla pena. Maggiori informazioni riguardo obiettivi e area di intervento del progetto possono essere trovati consultando la pagina ufficiale di giustizia.it e visualizzando l’allegato relativo all’iniziativa.

Ricordiamo che:

  • L’aspirante volontario potrà iscriversi solo se di età compresa fra i 18 e i 28 anni.
  • Il progetto avrà una durata complessiva di 12 mesi e 30 ore settimanali. Il numero complessivo di ore sarà pertanto di 1.400, al termine delle quali la partecipazione si riterrà conclusa.
  • Gli obiettivi generali del Servizio Civile permangono anche in questo progetto. Sarà premura dei percorsi formativi soddisfare gli obiettivi generali oltre che quelli specifici per il servizio “INSIEME: per il potenziamento della rete di giustizia e comunità”.

Riassumiamo brevemente gli obiettivi di tale progetto qualora dovesse interessarvi aderire allo stesso.

  • Consolidare la rete di comunicazioni fra il mondo dell’esecuzione penale esterna e la società civile, garantendo una duratura comunicazione e comprensione al fine di favorire la rieducazione. Necessario sarà, inoltre, consolidare le collaborazioni per raggiungere efficacemente il superamento delle difficoltà che hanno condotto al reato le persone aiutate.

Dove partecipare al progetto?

Sono stati infine decisi tre obiettivi generali che il progetto si pone di soddisfare entro la fine dell’anno. Le sedi nelle quali saranno tenuti i corsi di formazione atti a soddisfare tali obiettivi sono le seguenti:

  • Roma, DGEPE e di MAP
  • Torino, U.E.P.E
  • Milano, U.E.P.E
  • Venezia, U.E.P.E
  • Bologna, U.E.P.E
  • Firenze, U.E.P.E
  • Roma, U.E.P.E
  • Napoli, U.E.P.E
  • Bari, U.E.P.E
  • Catanzaro, U.E.P.E
  • Palermo, U.E.P.E
  • Cagliari, U.E.P.E

I tre obiettivi sono i seguenti:

  • Obiettivo #1: Migliorare le attività connesse alle indagini socio-familiari per l’accesso alla messa alla prova.
  • Obiettivo #2: Migliorare gli interventi di supporto per l’esecuzione della messa alla prova.
  • Obiettivo #3: Sviluppare progettualità per la detenzione domiciliare.

Come è possibile raggiungere tali obiettivi?

Le premesse e gli obiettivi sono più che lodevoli, ma quali sono concretamente gli sforzi che si richiedono per raggiungere e soddisfare tali obiettivi? Dopo aver analizzato il quadro contemporaneo, il Ministero della Giustizia ha stilato una lista di situazioni con un corrispettivo punto di arrivo. In particolare, le problematiche emerse e le soluzioni possibili sono state le seguenti:

Il primo obiettivo

Esso richiede che vi sia uno sforzo in particolar modo rivolto all’ottimizzazione dei tempi e delle modalità di riabilitazione dei detenuti. Per raggiungere tale scopo, è necessario fornire entro l’anno di servizio ad almeno il 20% dei detenuti che richiede la messa alla prova un aiuto concreti di psicologi esperti che approfondiscano le particolari situazioni e i retroscena di chi abbia un disagio alle spalle.

Inoltre, è impellente velocizzare le operazioni di indagine per il programma di trattamento, concludendo il 30% (invece che il 28%) delle indagine entro tre mesi, e riducendo al 50% (invece del 69%) le indagini arretrate che hanno superato sei mesi di vita.

Il secondo obiettivo

Il secondo obiettivo si prefissa invece di aiutare i detenuti e in particolare i richiedenti messa alla prova. È necessario comprendere le cause dei fallimenti della messa alla prova per limitare a non più del 15% dei detenuti (invece che il 22%) conclusioni con esito negativo. Importante è anche avviare programmi di rieducazione alla legalità per almeno il 30% dei detenuti che hanno commesso violazioni del codice della strada, fatto uso di stupefacenti o commesso atti vandalici contro il patrimonio.

Il terzo obiettivo

L’ultimo, ma non per importanza, obiettivo ricerca un accompagnamento nella fase finale della riabilitazione dei detenuti, nonché un aiuto concreto alla rieducazione dei detenuti domiciliari. Questi ultimi, ad oggi, seguono un programma di educazione alla legalità in percentuale esigua (solo il 20%).

Lo scopo consiste nell’aumentare tale valore almeno al 40%. Inoltre, pur rieducando alla società i detenuti, è molto difficile per loro entrare in una dimensione lavorativa durante o dopo la pena. Il 60% dei detenuti domiciliari non ha un lavoro né contatti con il territorio di riferimento.

È pertanto necessario attivare progetti di inclusione lavorativa almeno per il 30% di loro.

Andrea Nastro

Selezione dei Volontari per il bando del Servizio Civile 2018

Redazione No Comments

Si comunica che in data 05/10/2018 alle ore 16.00
Si terranno le procedure iniziali per la selezione dei Volontari per il bando del Servizio Civile 2018
Tale pubblicazione vale come notifica di convocazione

 

 

 

servizio civile nazionale in puglia

Bando Servizio Civile Anci Puglia: opportunità per 50 giovani

Redazione No Comments

Nuovo Bando Servizio Civile Anci Puglia: la procedura selettiva riguarderà 50 giovani, ma bisogna affrettarsi, c’è tempo fino al 28 settembre

Anci Puglia ha comunicato, sul portale istituzionale (http://www.anci.puglia.it/index.php/news/top-news/4603-servizio-civile-anci-puglia-seleziona-50-giovani-domande-entro-28-settembre-2018), la pubblicazione di un bando per la selezione di 50 giovani da impiegare in 5 diversi progetti di Servizio Civile. I progetti riguarderanno la sede Anci di Bari, ma anche i Comuni di Binetto, Canosa di Puglia, Castrì di Lecce, Collepasso, Cursi, Faggiano, Guagnano, Lequile, Palagianello, Neviano, Poggiorsini, Polignano a mare, Sammichele di Bari, Specchia, Trepuzzi, Triggiano.

In ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale sul Servizio Civile, la procedura selettiva riguarderà candidati che abbiano un’età compresa tra 18 e 28 anni al momento di presentazione della domanda. Il bando è stato pubblicato lo scorso mese di agosto e scadrà il giorno 28 settembre. Sono ammessi al bando i cittadini italiani, quelli comunitari e gli stranieri, purché muniti di regolare permesso di soggiorno.

Il bando riserva alcuni posti a coloro che sono in possesso esclusivamente del diploma di scuola media. Costoro dovranno barrare, all’interno dell’Allegato 3 presente nel bando, la voce “bassa scolarizzazione”.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: come presentare la domanda

Le modalità di presentazione delle domande, così come esplicitato sul portale istituzionale di Anci Puglia sono le seguenti:

  1. a mezzo “raccomandata A/R ad Anci Puglia, Via Marco Partipilo 61 – 70124 Bari;
  2. a mano, presso la sede Anci Puglia di Via Marco Partipilo, dal 27/08/2018 al 27/09/2018 dalle ore 9 alle 13,30; il giorno 28/09/2018 dalle ore 9 alle ore 18
  3. a mano, presso il Comune sede di attuazione del progetto prescelta per lo svolgimento del servizio;
  4. con Posta Elettronica Certificata (PEC) ,art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, all’indirizzo PEC serviziocivile@pec.anci.puglia.it, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;

Il termine per l’invio delle domande via PEC o a mezzo raccomandata A/R è fissato al 28 settembre 2018. In caso di consegna della domanda a mano il termine è fissato alle ore 18.00 del 28 settembre 2018.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: quali sono le attività previste

I volontari che saranno stati individuati al termine della procedura selettiva potranno essere impiegati in attività molto diversificate tra loro.  Difatti le aree di intervento, così come individuate attraverso i 5 progetti di Servizio Civile approvati, comprendono servizi di educazione e promozione culturale, anche rivolti verso i minori, lotta all’evasione scolastica e all’abbandono scolastico, attività di tutoraggio scolastico, di difesa e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, valorizzazione dei centri storici minori e servizi di educazione ai diritti del cittadino. Il progetto scelto dal volontario e la sede a cui sarà stato assegnato determineranno il tipo di attività/servizio da svolgere.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: quanto dura e quanto si guadagna

La durata del Servizio Civile è stabilita dalla normativa nazionale ed è fissata in un periodo di 12 mesi, per un totale di almeno 1440 ore di lavoro complessivo. L’impegno settimanale è di 30 ore, di solito suddivise in 5 o 6 giorni di lavoro. Il compenso mensile, altrimenti detto rimborso forfettario, è pari a € 433,80.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: info e riferimenti utili

Anci Puglia rende disponibili, a tutti coloro che avessero bisogno di ulteriori informazioni a riguardo, i seguenti recapiti:

  1. Sede di Anci Puglia, via Marco Partipilo 61, 70124, Bari
  2. Indirizzo e-mail: serviziocivile@anci.puglia.it
  3. Numero di telefono: 080 5772316. È possibile chiamare dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13,30.

Consigliamo infine a coloro che sono interessati ai prossimi progetti di Servizio Civile che saranno attivati sul territorio nazionale di consultare il portale istituzionale del Servizio Civile Nazionale, all’indirizzo: http://www.serviziocivile.gov.it/

 

Giuseppe Esposito

Nasce il Servizio Civile Europeo

Redazione No Comments

Approvato dal Parlamento Europeo un progetto in cui sarà permesso fare volontariato a migliaia di giovani.

È stata approvata, con una votazione di 519 favorevoli e 132 contrari dal Parlamento Europeo, l’espansione del “Corpo europeo di solidarietà”, una possibilità per i giovani dai 17 ai 30 anni di fare un anno di volontariato o di apprendistato in giro per l’Europa grazie ai fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.

La sperimentazione è iniziata l’anno scorso, ma nei prossimi due anni interesserà circa 100 mila giovani cittadini europei, andando a sostituire progressivamente lo SVE,(Servizio Volontario Europeo, un programma di minore portata e gestito unicamente dalla Commissione).

Il budget complessivo di questa operazione, stanziato dal Parlamento Europeo, è di 375,6 milioni di euro per il biennio 2018-2020, che inizieranno ad essere ufficializzati a partire dal primo giorno di ottobre. I giovani verranno selezionati per  l’apprendistato ed avranno a disposizione un contratto di lavoro temporaneo, mentre per i progetti su base volontaria l’Europa rimborserà le spese di viaggio, vitto e alloggio, assicurazione medica e una piccola somma per le spese quotidiane, ovvero tutte le spese essenziali per sostenersi.

L’ europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei ha spiegato che l’approvazione del budget avrà effetto immediato.

Il politico ha precisato che il “Corpo europeo di solidarietà” permetterà a migliaia di ragazzi di mettersi al servizio di persone che necessitano realmente di aiuto e che funzionerà come un potente mezzo di coesione sociale e intergenerazionale.

È stato inoltre aperto un portale europeo per i giovani dai 18 ai 30 anni che possono iscriversi e caricare il curriculum, cercando successivamente i progetti che più li stimolino, oppure valutando le proposte ricevute. I progetti hanno durate che vanno dai due ai dodici mesi e saranno inclusi, oltre ai paesi dell’UE, anche Islanda, Norvegia, Turchia e Macedonia e sarà possibile accreditarsi per tali progetti sia per gli enti pubblici che per le aziende private.

Ovviamente, prima di poter essere convalidate per poter offrire progetti, le aziende e gli enti pubblici verranno sottoposte a controlli da parte della Commissione Europea, venendo infine vincolate a firmare un patto d’impegno. In futuro, i giovani registratisi nel database del Corpo europeo di solidarietà verranno chiamati in caso di disastri naturali  verificati in Europa per fornire assistenza o altre attività inerenti alle operazioni di soccorso.

I progetti tenutisi in Italia sono stati due: a Norcia, in seguito al terremoto del 2016, sono stati impiegati 18 giovani europei nella ricostruzione di alcuni edifici della città. Nel 2018: 20 giovani hanno aiutato ad organizzare eventi e incontri nel periodo estivo.

Il secondo progetto è stato portato avanti da Legambiente Piemonte e coinvolgerà per i prossimi due anni 230 giovani nelle operazioni di manutenzione degli argini del Po.

Questa fase embrionale del progetto è stata, ad oggi, gestita esclusivamente dall’UE. Ad oggi risultano iscritti al portale circa 72mila giovani, di questi però solo 7.000 sono stati effettivamente coinvolti, mentre l’intenzione dell’Unione Europea è coinvolgere almeno altri 93mila giovani, con uno stanziamento di fondi pari a 1,3 miliardi di euro entro il 2027, qualora il progetto risulti realmente efficace.

I detrattori del Corpo europeo di solidarietà asseriscono che il finanziamento previsto per tale progetto andrà a sottrarre finanze ai programmi già esistenti come Erasmus+. Sempre Benifei ha spiegato che, effettivamente, la proposta iniziale del Consiglio dell’Unione Europea era sottrarre fondi a programmi della stessa tipologia di Erasmus+.

Il finanziamento di questo progetto consiste in un 20% (più di 70 milioni di euro) stanziato appositamente per questo, mentre un 80% recuperato da altri programmi, senza però effettuare a questi ultimi dei tagli significativi.

Leandro Caiazza

 

servizio civile in mozabigo

Italia-Mozambico: come il Servizio Civile può aprire nuovi orizzonti

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Lo scorso 20 agosto è stato pubblicato il nuovo bando 2018 per il Servizio Civile Nazionale e Internazionale. Tutti i giovani, italiani e stranieri interessati (provvisti del regolare permesso di soggiorno), tra i 18 e 28 anni, potranno inviare la propria domanda di partecipazione entro e non oltre il 28 settembre.

Tra i 5.408 progetti presentati, 94 di essi prevedono lo svolgimento di attività all’estero. Tale possibilità rappresenta una delle recenti innovazioni introdotte dalla riforma del Servizio Civile Universale.

Il progetto “Affacciati ad altri balconi” permetterà a 2 giovani di poter prestare opera di volontariato in Mozambico.

La condizione socio-culturale del Mozambico

Questo splendido Paese oggi è in via di sviluppo, ma purtroppo per anni è stato dilaniato da una guerra civile, che ha condotto a conseguenze umane ed economiche disastrose. Per far ripartire la sua economia, negli ultimi anni sono stati fatti importanti investimenti per lo più nel settore minerario, petrolifero e nella ricerca di giacimenti di gas naturale nonché nel settore agricolo e dei trasporti.

Tuttavia, anche se in via di sviluppo, il Mozambico registra, ad oggi, ancora una percentuale di analfabeti molto alta. Ben l’85% dei ragazzi in età di scolarizzazione non sa leggere e scrivere e la percentuale sale se si prende in riferimento il livello di istruzione delle donne nel Paese. Questi dati fanno riflettere: la promozione e lo sviluppo economico e culturale di una Nazione non possono non passare dall’istruzione e dall’eduzione del proprio popolo; solo garantendo un’adeguata formazione agli studenti mozambiani è possibile assicurare un futuro al Paese.

L’obiettivo del progetto “Affacciati ad altri balconi” è quello di formare il maggior numero di ragazzi possibile. Gli studenti possono scegliere uno dei numerosi corsi professionali offerti dalla scuola ed acquisire in questo modo tutte le conoscenze necessarie una volta conclusi gli studi, per trovare facilmente lavoro.

In quale contesto si svolgerà l’opera di volontariato

I missionari don Pio Bono e Caterina Fassio operano già da molti anni in Mozambico, nella cittadina di Inhassoro. Assieme all’IPSIA Vercelli e all’ENAIP con il loro contributo supportano la scuola professionale “Estrela do Mar”. La scuola, gestita dai due missionari e nata nel 2004, offre diversi corsi professionali tra cui: falegnameria, settore alberghiero, sartoria, ragioneria, meccanica ed elettrotecnica.

La scuola garantisce a 800 studenti di acquisire tutte le conoscenze necessarie per poter avviare una propria attività. L’Estrela do Mar è riconosciuta dal Ministero della Cultura Mozambiano tra i più importati istituti professionali del Paese.

I volontari che parteciperanno al progetto offriranno la propria collaborazione e supporto agli studenti e agli insegnanti sempre sotto la supervisione della dirigenza scolastica. Il loro compito sarà quello di verificare che l’approvvigionamento dei materiali sia adeguato all’espletamento dell’attività didattica. Inoltre, gli stessi saranno coinvolti direttamente nelle scelte per il miglioramento dell’offerta formativa della scuola.

I volontari che parteciperanno a questo progetto dovranno confrontarsi con una realtà molto diversa da quella italiana. I due giovani dovranno adeguarsi ad un modo di vivere completamente diverso dal nostro; di certo, però, la crescita culturale derivante da questa esperienza li arricchirà in modo indescrivibile.

Benedetta Greco

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