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Infermieri: Aran propone la divisione in 4 aree prestazionali

L’Aran propone la divisione in 4 aree prestazionali per l’ambito infermieristico, ognuna con le proprie specificità ed i propri obiettivi. Di seguito i dettagli…

Nuovo scossone per l’organizzazione del personale pubblico in sanità. Infatti, l’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) ha avanzato una nuova proposta nelle trattative per quanto riguardo l’organizzazione volta al rinnovo dei contratti di lavoro con i sindacati. 

I punti salienti della loro proposta sono il mantenimento dei livelli A,B, C e D e la proposta per una nuova modalità di classificazione in sanità del personale pubblico.

Queste trattative sono iniziate già da tempo, o meglio il 12 settembre 2017, quando si è dato il via alla discussione tra l’Aran ed i sindacati, appunto, sul rinnovo dei contratti. Da quel momento si è cercato di entrare nei dettagli della discussione stessa, fin quando, a novembre, si è iniziato a parlare della nuova classificazione in sanità dei dipendenti pubblici.

La proposta è incentrata sull’idea di divedere i dipendenti pubblici in 4 aree prestazionale, qui di seguito elencate e spiegate:

Area sanitaria

Comprende le professioni sanitarie di infermeria ed ostetricia, i tecnici della riabilitazione e della prevenzione ed anche le arti sanitarie ausiliarie. Secondo quanto presentato nella proposta, gli operatori ed i professionisti di questa prima area “svolgono con autonomia professionale attività individuate dalle norme istitutive dei relativi profili professionali, nonché dagli specifici codici deontologici”, destinate:

  •  alla prevenzione, alla cura ed anche alla salvaguardia della salute sia a livello individuale che collettivo;
  •  alle attività di prevenzione, verifiche e controllo rispetto sia all’igiene ed alla sicurezza ambientale nei contesti di vita e di lavoro, sia alla verifica dei livelli di igiene negli alimenti e nelle bevande, sia di igiene nella sanità pubblica ed anche veterinaria;
  •  ai percorsi di riabilitazione ed ai protocolli di valutazione funzionale;
  •  all’attività tecnico assistenziale, cioè all’effettuazione di procedure tecniche necessarie allo svolgimento di metodiche diagnostiche su materiali biologici o direttamente sulla persona.

 

Area dell’integrazione sociosanitaria

Comprende, invece, tutti gli operatori di interesse sanitario, compresi gli OSS, il personale specializzato nelle attività di assistente sociale, di educatore professionale e di puericultore.

In questa area sono quindi inclusi tutti gli operatori ed i professionisti che hanno il compito di fornire tutte quelle attività sociosanitarie volte al soddisfacimento, attraverso percorsi di assistenza integrati, dei bisogni di salute dei pazienti che necessitano, oltre che di prestazioni sanitarie, anche di protezione sociale per poter loro assicurare una continuità tra cura e riabilitazione, anche nel lungo periodo. Inoltre, questi operatori e professionisti hanno anche il compito di intervenire, in maniera tempestiva, nello stato di salute non solo fisico, ma anche psicologico e sociale, quindi avviando attività di lotta all’emarginazione, alle dipendenze ed alla devianza.

In questo modo il professionista oltre ad essere esperto da un punto di vista tecnico, deve diventare esperto nelle relazioni di collaborazione con tutti gli altri professionisti sanitari e sociali, partendo dal personale infermieristico.

 

Area dell’amministrazione dei fattori produttivi

Comprende il personale tecnico, amministrativo e professionale. In questa categoria, quindi, rientrano tutti gli operatori ed i professionisti che lavorano nelle attività di funzioni tecniche, amministrative e professionali, con lo scopo di promuovere il miglioramento delle funzioni aziendali di loro competenza, per favorire l’efficacia e l’efficienza dei propri ruoli, la semplificazione dei processi amministrativi, gestionali e tecnico professionali.

Area tecnico ambientale

Comprende il personale tecnico professionale delle Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che si occupa di ispezionare, di vigilare e di controllare l’ambiente.

La segretaria nazionale del Cisl Fp, Marianna Ferruzzi, però, tende a sottolineare la necessità di arrivare ad una qualche soluzione per poter offrire un processo di innovazione effettivo rispondendo, in questo modo, alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici di questo settore sanitario, che sono in attesa da troppi anni ormai.

La Cisl, infatti, condivide in pieno la necessità di riassetto e riorganizzazione di queste professioni, ma è chiaro che questo progetto necessita di maggiori dettagli per chiarire maggiormente le differenze tra le varie aree professionali.

L’obiettivo dei sindacati è quello di stabilizzare i circa 3500 ricercatori precari che hanno contratti borse di studio, co.co.co e partite Iva; è chiaro che, però, per raggiungere questo risultato è fondamentale anche l’intervento del mondo politico.

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