• Telefono : 081 5704220 - 0815705650 | Fax : 08119360595 / 08119360666 Messaggia su WhatsApp Mobile Con Whatsapp: 3929164153
  • ares@infoares.it | Canale Video Youtube

Le condizioni dei lavoratori neo-laureati in Italia

Il report AlmaLaurea 2018 rileva dati significativi attestanti le condizioni di lavoro dei neo-laureati, il divario tra Nord e Sud e le discriminanti socio-economiche

A partire da ieri, a Torino, i primi dati raccolti dal report di AlmaLaurea sono iniziati ad emergere. All’interno del report AlmaLaurea viene analizzato il rapporto tra gli istituti di formazione ed il mondo del lavoro e, infatti, in primo luogo è emerso che dei diciannovenni solo il 30% di loro si è iscritto all’università mentre coloro che riescono a concludere il proprio ciclo di studi, tra l’altro, risultano ricevere stipendi molto bassi e nella maggior parte delle volte sono tenuti a svolgere attività lavorative o che non c’entrano nulla o molto poco con il loro titolo di studi.

Nonostante la situazione nel nostro Paese non sia ancora incoraggiante, emergono, fortunatamente, anche i primi miglioramenti.

Sempre meno gli iscritti all’università

Il presidente di AlmaLaurea, Ivano Dionigi, sottolinea la necessità di concentrarsi su di un dato preoccupante che emerge in modo particolare da questa indagine: gli iscritti all’università sono sempre di meno e soprattutto aumentano sempre di più le persone che abbandonano gli studi. Non a caso, sottolinea Dionigi, il nostro Paese è il fanalino di coda dell’Europa per numero di laureati. In più, in base a quanto riferito dallo stesso Presidente, l’appartenenza socio-culturale e familiare degli studenti conta molto nella loro carriera universitaria.

I dati riguardanti l’occupazione

Dal report si evince, inoltre, che ad un anno dalla laurea lavora il 71,1% di coloro che hanno conseguito un percorso universitario triennale e il 73,9% di chi ha acquisito anche il biennio magistrale. Questi dati suggeriscono un iniziale e lieve miglioramento rispetto all’anno passato registrando percentuali di più del 2,9% nel primo caso e del 3,1% nel secondo, ma purtroppo ancora troppi lontani dai vecchi dati pre-crisi. Infatti dal 2008 ad oggi sono stati riscontrati il 17,1% per le triennali e il 10,8% per le magistrali di punteggi in meno. Altro dato interessante è che dal 2016 sono diminuiti ancora i contratti a tempo indeterminato (-5,5% per la triennale e -7% della magistrale), ma aumentano, invece, i posti a tempo determinato.

Inoltre gli studenti del Nord tendono a rimanere a lavorare al Nord, infatti di questi va via solamente il 10,2%, mentre al Sud rimane una scelta quasi sempre obbligata: vanno via, infatti, il 44,9% degli studenti di cui il 25,6% si sposta al Nord.

Le facoltà più utili per trovare velocemente lavoro

La facoltà che detiene il primato di percentuale di ragazzi che entro 5 anni dalla laurea ha già un impiego è ingegneria con il 94,6%; al secondo posto c’è medicina con il 93,8% ed al terzo, invece, economia con il 91,9%. Tra le facoltà più in basse in graduatoria, ancora una volta, è presente giurisprudenza con il 76,5% di occupati.

Quanto incidono le discriminanti socio-economiche?

Le differenze socio-economiche pesano moltissimo sulla carriera degli studenti a partire dalla scelta dell’università. Infatti il 36,1% dei ragazzi che sceglie università lontane da casa ha almeno un genitore laureato. Tra l’altro, in queste famiglie è più facile che si scelgano percorsi magistrali piuttosto che triennali. Anche la provenienza dei percorsi scolastici incide sulla decisione di proseguire o meno gli studi: il 67,2% degli iscritti all’università proviene dai i licei, mentre solo il 18% dagli istituti tecnici e l’1,8% da quelli professionali.

La Redazione

Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Mail : info@infoares.it