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Nasce il Servizio Civile Europeo

Approvato dal Parlamento Europeo un progetto in cui sarà permesso fare volontariato a migliaia di giovani.

È stata approvata, con una votazione di 519 favorevoli e 132 contrari dal Parlamento Europeo, l’espansione del “Corpo europeo di solidarietà”, una possibilità per i giovani dai 17 ai 30 anni di fare un anno di volontariato o di apprendistato in giro per l’Europa grazie ai fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.

La sperimentazione è iniziata l’anno scorso, ma nei prossimi due anni interesserà circa 100 mila giovani cittadini europei, andando a sostituire progressivamente lo SVE,(Servizio Volontario Europeo, un programma di minore portata e gestito unicamente dalla Commissione).

Il budget complessivo di questa operazione, stanziato dal Parlamento Europeo, è di 375,6 milioni di euro per il biennio 2018-2020, che inizieranno ad essere ufficializzati a partire dal primo giorno di ottobre. I giovani verranno selezionati per  l’apprendistato ed avranno a disposizione un contratto di lavoro temporaneo, mentre per i progetti su base volontaria l’Europa rimborserà le spese di viaggio, vitto e alloggio, assicurazione medica e una piccola somma per le spese quotidiane, ovvero tutte le spese essenziali per sostenersi.

L’ europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei ha spiegato che l’approvazione del budget avrà effetto immediato.

Il politico ha precisato che il “Corpo europeo di solidarietà” permetterà a migliaia di ragazzi di mettersi al servizio di persone che necessitano realmente di aiuto e che funzionerà come un potente mezzo di coesione sociale e intergenerazionale.

È stato inoltre aperto un portale europeo per i giovani dai 18 ai 30 anni che possono iscriversi e caricare il curriculum, cercando successivamente i progetti che più li stimolino, oppure valutando le proposte ricevute. I progetti hanno durate che vanno dai due ai dodici mesi e saranno inclusi, oltre ai paesi dell’UE, anche Islanda, Norvegia, Turchia e Macedonia e sarà possibile accreditarsi per tali progetti sia per gli enti pubblici che per le aziende private.

Ovviamente, prima di poter essere convalidate per poter offrire progetti, le aziende e gli enti pubblici verranno sottoposte a controlli da parte della Commissione Europea, venendo infine vincolate a firmare un patto d’impegno. In futuro, i giovani registratisi nel database del Corpo europeo di solidarietà verranno chiamati in caso di disastri naturali  verificati in Europa per fornire assistenza o altre attività inerenti alle operazioni di soccorso.

I progetti tenutisi in Italia sono stati due: a Norcia, in seguito al terremoto del 2016, sono stati impiegati 18 giovani europei nella ricostruzione di alcuni edifici della città. Nel 2018: 20 giovani hanno aiutato ad organizzare eventi e incontri nel periodo estivo.

Il secondo progetto è stato portato avanti da Legambiente Piemonte e coinvolgerà per i prossimi due anni 230 giovani nelle operazioni di manutenzione degli argini del Po.

Questa fase embrionale del progetto è stata, ad oggi, gestita esclusivamente dall’UE. Ad oggi risultano iscritti al portale circa 72mila giovani, di questi però solo 7.000 sono stati effettivamente coinvolti, mentre l’intenzione dell’Unione Europea è coinvolgere almeno altri 93mila giovani, con uno stanziamento di fondi pari a 1,3 miliardi di euro entro il 2027, qualora il progetto risulti realmente efficace.

I detrattori del Corpo europeo di solidarietà asseriscono che il finanziamento previsto per tale progetto andrà a sottrarre finanze ai programmi già esistenti come Erasmus+. Sempre Benifei ha spiegato che, effettivamente, la proposta iniziale del Consiglio dell’Unione Europea era sottrarre fondi a programmi della stessa tipologia di Erasmus+.

Il finanziamento di questo progetto consiste in un 20% (più di 70 milioni di euro) stanziato appositamente per questo, mentre un 80% recuperato da altri programmi, senza però effettuare a questi ultimi dei tagli significativi.

Leandro Caiazza

 

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