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Operatore Socio Sanitario come comportarsi con pazienti tracheostomizzati

Sebbene l’Operatore Socio Sanitario non sia né un infermiere e né tantomeno un medico, la sua competenza è fondamentale nel percorso di degenza di pazienti tracheostomizzati, coloro che hanno subito una tracheotomia.

L’assistenza ai pazienti che hanno subito una tracheotomia non è mai un processo semplice, né per l’equipe ospedaliera e né tantomeno per chi, come parenti ed amici, ma anche fisioterapisti ed Oss, quotidianamente stanno vicino al paziente.

Operazioni quali la pulizia di una stomia, gestione di una cannula o cambiare una controcannula sono compiti di cui possono occuparsi esclusivamente gli infermieri, quindi personale specializzato, che attraverso un percorso di studi ha ha ottenuto la capacità e l’abilità per poter gestire tali situazioni.

È, ad ogni modo, importante e necessario per i pazienti, affinchè possano mantenere condizioni di vita adeguate, che anche l’Oss sviluppi abilità e competenze per poter eseguire le indicazione fornitegli dagli altri professionisti ed essere in grado di riconoscere possibili complicazioni.

Anche perché è proprio l’Oss la figura socio-sanitaria che tende a trascorrere anche 24 h con i pazienti nel corso della loro riabilitazione.

Ritornando ai pazienti che hanno subito una tracheotomia, in genere le problematiche a cui possono andare incontro più frequentemente sono:

  • processo di deglutizione difficoltoso
  • capacità motorie problematiche
  • tosse
  • difficoltà nel processo di comunicazione.

Per ognuno di questi problemi in cui rischiano di incappare i pazienti tracheostomizzati, gli Oss possono effettuare una serie di interventi:

  • I problemi nel processo di deglutizione sono in genere determinati dalla presenza della cannula, la quale, rende difficoltosa l’apertura dello sfintere esofageo. Per cui quando l’Oss imbocca il paziente deve accertarsi di chiudere la cannula fenestrata o attraverso una valvola oppure attraverso un tappo. Tra l’altro, utilizzando questa procedura è possibile anche ridurre le possibilità di aspirazione, che tendono a verificarsi quando il paziente mangia. In molti casi, comunque, non è possibile alimentare il paziente in maniera orale, per cui il compito dell’Oss è quello di preparare pasti che possano essere assunti per via enterale, quindi omogeneizzati o frullati, oppure nutrendoli direttamente con preparati industriali.   
  • Quando l’Oss assiste il paziente nella mobilitazione, è bene che si accerti che i canali di ventilazione non si blocchino, magari piegandosi, spostandosi o incastrandosi. Inoltre l’Oss deve ricordare che la posizione migliore che il paziente può assumere a letto è di 30-45° di inclinazione.
  • Per quel che riguarda la tosse, invece, bisognerebbe cercare di effettuare aspirazioni frequentemente, ma questa operazione è più di competenza infermieristica, quindi l’Oss può cercare di fare in modo che il paziente cerchi di tossire da solo e più volte possibile, favorendo autonomamente la fuoriuscita delle secrezioni.
  • Le difficoltà nel processo di comunicazione in genere sono tipiche di quei pazienti che sono ventilatore-dipendenti e che non riescono a parlare o che riescono a farlo solo in alcuni momenti perchè dipende (a causa) dal tipo di cannula. Con questi pazienti l’Oss deve cercare di concentrarsi sul labiale per poter comunicare con loro, oppure, se non riesce può dotarsi di carta e penna o dei più recenti strumenti elettronici. Ciò che però l’Oss deve in tutti i modi cercare di evitare è far sentire il paziente a disagio, cercando di evitargli situazioni scomode o che rischiano di influenzare l’umore del paziente.

Oltre a questi punti salienti, è sempre bene che l’Oss tenga presente una serie di accortezze, fondamentali nel caso di pazienti che hanno subito una tracheotomia:

  • Ricordare al paziente di evitare di toccare con le mani la stomia ma, in ogni caso, fargli tenere bene a mente di doversi lavare spesso le mani
  • Sostituire la garza che copre la stomia ogni qualvolta che si sporchi
  • Toccare sempre la cannula e la stomia con i guanti
  • Controllare che la cannula sia sempre pulita e libera da ogni tipo di ostruzione
  • Cercare di assumere un atteggiamento tranquillo e regolato di fronte al paziente
  • Cercare di tranquillizzare il paziente se si sente di soffocare
  • Assicurarsi che il paziente vesta con abiti comodi per far passare l’aria, quindi fare attenzione ad evitare alcuni capi, come ad esempio i maglioni a collo alto
  • Cercare di monitorare continuamente lo stato generale di salute del paziente e non sottovalutare nessun tipo di cambiamento dello stesso. Ogni più piccola variazione deve infatti essere appuntata e comunicata all’infermiere e soprattutto al medico personale del paziente.

Quindi, una serie di accortezze che sono fondamentali nel percorso di assistenza fornito dagli Oss ai pazienti tracheostomizzati.

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