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Resto al Sud: il sogno è di restare, non di andare via.

Parte “Resto al Sud” la nuova iniziativa di rilancio occupazionale giovanile e del Meridione, è già boom di richieste.

Di Serena Giorgio

Le bellezze del Sud e del Mezzogiorno rappresentano, a tutti gli effetti, fascino, colori ed incanti di una terra che sa risplendere tanto per estetica quanto per talenti ed iniziative. Le straordinarie attrattive del Sud, da sempre meta oltre che punto di riferimento per turisti appassionati, registi e sognatori, non devono, tuttavia, rappresentare unicamente un punto d’arrivo; perché al Sud si deve arrivare ma bisogna, soprattutto, restare. Le problematiche legate e collegate a questi territori rappresentano, infatti, le difficoltà scaturite da un decennale e penalizzante divario che ha spinto il Sud verso un baratro di insicurezze e difficoltà. Tante quante le difficoltà sono, tuttavia, le strategie e gli impegni di coloro che nel proprio territorio credono ancora!

Non a caso, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha promosso “Resto al Sud” un programma che intende rilanciare il Meridione attraverso il sostegno al lavoro giovanile ed il supporto alla nascita di nuove attività imprenditoriali.  L’obiettivo principale di tale iniziativa, che si inserisce a sua volta in una lunga serie di operazioni volte al rilancio ed al sostegno de Sud, vuole, dunque, fare della “questione meridionale” soprattutto un punto di partenza, la scintilla ed il principio creatore di un Meridione quale centro di rinascita per l’intero Paese.

Resto al Sud sostiene, in particolare, la nascita delle nuove attività imprenditoriali in regioni come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Campania, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 1.250 milioni di euro. Invitalia, il soggetto gestore di tale iniziativa, diviene, dunque, padrino d’eccezione di un’operazione che volge alla creazione e produzione di beni specifici oltre che servizi. Le agevolazioni sono rivolte, in particolare, ai giovani tra 18 e 35 anni che siano residenti, al momento della presentazione della domanda di finanziamento, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia o ai giovani che trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo.

I giovani in questione non devono, soprattutto, aver instaurato alcun rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non devono risultare già titolari di altra attività di impresa in esercizio. Nella richiesta di finanziamento possono, tuttavia, rientrare le società, le ditte individuali, le cooperative e le persone fisiche che intendono costituirsi in società. Le agevolazioni proposte, erogate in regime de minimis, coprono anche il 100% delle spese e prevedono, inoltre, contributi a fondo perduto pari al 35% del programma di spesa. Gli interventi finanziabili dal programma prevedono, dunque, interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa); impianti, attrezzature, macchinari nuovi, altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa)e programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione).

È importante sottolineare, inoltre, che le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente non saranno ammissibili. “Resto al Sud”, che ha subito nell’ultima ora un esponenziale boom di domande, mostra e dimostra, quindi, l’importanza e la necessità di creazione di opportunità, oltre che speranze, per combattere e, finalmente, debellare la rinomata fuga di arti e di cervelli. Motivi per restare, dunque, e non per andare via.

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