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Servizio civile e Leva Militare obbligatori: è possibile?

Il neo Ministro dell’Interno è convinto che reintroducendo il servizio militare obbligatorio o in alternativa il servizio civile si possa instaurare nei giovani il valore dell’impegno civico e della convivenza civile. Il Ministro Matteo Salvini, dopo aver assistito entusiasta alla parata militare del 02 giugno, ha dichiarato di essere favorevole all’implementazione del servizio civile nazionale, finanche a renderlo obbligatorio ed addirittura a reintrodurre quello militare.

Il Ministro ha poi precisato, però, che le sue esternazioni sono esclusivamente personali e che non impegnano in nessun modo il Governo. L’idea di reintrodurre, infatti, un sistema obbligatorio, non è stata accolta con entusiasmo né dagli esponenti del mondo civile né da quelli militare.

Quali sono le problematiche?

Secondo Licio Palazzini, presidente della Conferenza nazionale degli enti per il servizio civile (CNESC), non ci sarebbe la copertura finanziaria necessaria per coprire le spese di un tale apparato. Affinché si possa attuare la proposta del neo Ministro dell’Interno ci vorrebbe una previsione di spesa di miliardi di euro, quando ad oggi si fa fatica a stanziarne un centinaio. Il progetto portato avanti dal Cnesc in questi anni prevede di incrementare il numero dei giovani impegnati nel servizio civile fino ad arrivare a coinvolgerne 100mila.

Per raggiungere questo obiettivo sarebbero necessari 400 milioni di euro, ma il Governo nell’ultima finanziaria ne ha stanziati solo 150.  Inoltre, afferma il Presidente Palazzini, rendere obbligatorio il servizio civile non garantisce che un giovane prenda a cuore l’impegno civico; per raggiungere questo scopo è opportuno che i giovani si avvicinino volontariamente a questo mondo. La scelta consapevole e le nuove esperienze li renderanno adulti motivati e preparati. 

Invece, per quel che concerne l’introduzione del servizio militare obbligatorio le maggiori obiezioni sono poste su un piano tecnico. Il generale Giorgio Battisti, intervistato sull’argomento, ha espresso il suo parere negativo. Secondo Battisti, infatti, sarebbe venuta meno la ragion d’essere di un “servizio militare di leva”, che concepito in passato per proteggere i confini nazionali da eventuali nemici stranieri, nell’attuale scenario mondiale non è più in grado di soddisfare le esigenze delle moderne Forze Armate.

Al giorno d’oggi, i nostri militari agiscono in scenari internazionali con rischi molto elevati rispetto al passato, la formazione prevista dall’anno di leva non garantirebbe più l’efficienza e la professionalità necessaria per operare in tali scenari. Per questo nel 2005 fu abolito il sistema di leva obbligatoria (detto comunemente naja) e se ne adottò uno a base volontaristica. In questo modo, solo coloro che avrebbero scelto volontariamente e consapevolmente la carriera militare si sarebbero occupati della difesa nazionale. Un ultimo, ma non per questo meno importante problema, risiede nell’organizzazione logistica: a prescindere dalla volontà politica, la difesa non dispone più delle risorse necessarie per reintrodurre il sistema di leva obbligatorio.

Possibili alternative

Dalle considerazioni fin qui esposte si deduce chiaramente che la strada da seguire affinché cresca l’impegno civico nei giovani non può passare attraverso un sistema antiquato e dispendioso, che l’Italia, tra l’altro, non è in grado di sostenere. Una soluzione auspicabile, potrebbe essere l’implementazione dei sistemi esistenti. In particolare, per il servizio civile nazionale si potrebbe pensare di accrescere il numero dei progetti che mettano i giovani direttamente in contatto con le amministrazioni pubbliche e con le istituzioni, così da migliore il rapporto con le stesse.

Benedetta Greco

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