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Sicilia, irregolarità nell’avvio dei nuovi corsi professionali

Dalle indagini condotte recentemente dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale sono risultate anomalie nel reclutamento del personale docente preposto allo svolgimento delle nuove ed imminenti attività didattiche finanziate dalla stessa Regione

Bufera in Sicilia alla partenza dei nuovi corsi di formazione professionale finanziati dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale. Attraverso alcune indagini, infatti, sono emerse irregolarità nell’assunzione del personale docente preposto a tale tipologia di attività.

Le irregolarità riscontrate dagli inquirenti

Varie sono state le anomalie riscontrate dagli inquirenti nell’espletamento delle procedure fissate da taluni bandi regionali e che sono state rese note alla stampa lo scorso mercoledì, 5 settembre. Facendo solo alcuni esempi, uno degli enti accreditati per la formazione professionale avrebbe selezionato una quarantina di docenti non iscritti, così come dovrebbe avvenire normalmente, al relativo Albo presso l’Assessorato competente.

In un altro caso, invece, poco più della metà delle figure assunte non si sarebbe rivelata attinente con il settore in cui la società in questione avrebbe dovuto operare. Infine, un’ ulteriore situazione anomala ha riguardato il mancato reclutamento degli appartenenti al cosiddetto “personale storico”, cioè coloro che hanno conseguito l’abilitazione alla docenza prima del 31 dicembre 2008.

Agendo in sinergia con l’Arma dei Carabinieri, l’Assessore regionale Roberto Lagalla ha già posto in essere la diffida sull’avvio delle attività formative nelle quali sono venute fuori le suddette anomalie. Laddove i responsabili non dovessero per tempo dimostrare e giustificare le motivazioni delle loro discutibili scelte, andranno ovviamente incontro a durissimi provvedimenti, come la perdita dell’accreditamento in seno alla Regione Sicilia e di conseguenza l’esclusione da ogni tipo di finanziamento.

La reazione dell’opinione pubblica ed in particolare dei sindacati

La scoperta delle irregolarità nel reclutamento di personale preposto alla formazione professionale ha destato in tutta la regione l’indignazione dell’opinione pubblica, a partire proprio dai sindacati dei lavoratori: “Bene ha fatto l’amministrazione regionale ad avviare tempestivamente le dovute verifiche sul rispetto delle norme e dell’accordo parasociale, che stabiliscono una corsia preferenziale per i lavoratori storici della formazione professionale appartenenti all’albo unico” – hanno sottolineato in una nota congiunta Ninni Panzica, esponente della Uil Scuola Sicilia, Francesca Bellia, della Cisl, e Graziamaria Pistorino, di Flc Cgil – “È evidente che ci sono delle anomalie se si considera che su 1.352 formatori selezionati solo 507 appartengono all’albo, mentre ben 845 sono stati selezionati al di fuori di questo elenco.

Lo stesso bisogna fare per la selezione degli altri profili professionali attualmente in corso. Bisogna quindi accendere i riflettori sui bandi pubblicati dagli enti – si legge ancora nella nota – sui criteri adoperati e sui vari passaggi delle procedure di selezione. L’emendamento approvato nell’ultima finanziaria regionale e l’accordo parasociale siglato dalle organizzazioni sindacali e da quelle datoriali parlano chiaro. Non ci sono vuoti normativi o chiavi interpretative che possano eludere il sacrosanto diritto dei lavoratori storici di ritornare a lavorare in questo settore”

La Redazione

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