• Telefono : 081 5704220 - 0815705650 | Fax : 08119360595 / 08119360666 Messaggia su WhatsApp Mobile Con Whatsapp: 3929164153
  • ares@infoares.it | Canale Video Youtube

Tag Archives: anziani

Per tutelare gli anziani fondamentali gli Animatori Sociali e gli OSS

Alessandro Maria Raffone No Comments

A causa della pandemia da Covid-19 gli anziani rischiano sempre di più emarginazione e la stessa vita. Il ruolo dell’OSS e degli Animatori Sociali 

La battaglia ora è di impedire che il virus passi dai più giovani agli anziani, finendo per congestionare di nuovo i servizi sanitari”, così si è espresso il Professore universitario e medico Silvio Brusaferro, in carica dal 29 luglio 2019 in qualità di Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), in una recente intervista concessa alla Stampa

Parole gravi ma che denotano una problematica reale: di anziani ci si occupa sempre meno in un periodo nel quale, invece, questi ultimi andrebbero messi al primo posto proprio per tutelarli sia in materia sanitaria sia per quanto concerne l’inclusione sociale. 

Esistono figure professionali che lavorano a stretto contatto con questa fascia di popolazione, e non solo: gli Animatori Sociali e gli OSS (Operatori Socio Sanitari), i quali hanno una funzione fondamentale nella tutela delle persone anziane. 

OSS

Gli Operatori Socio Sanitari svolgono assistono gli anziani nello svolgimento dei bisogni basilari in un contesto sia sanitario sia sociale. Loro basilare compito consiste nell’assistenza delle persone durante i momenti più delicati, quali il lavarsi o l’espletamento delle funzioni corporali ad esempio, in caso di non autosufficienza o durante il periodo di ricovero in strutture sanitarie sia private sia pubbliche. 

Oltre ad un’assistenza sanitaria, gli OSS devono saper fungere anche da intermediari tra l’anziano e l’infermiere o il medico. Una sorte di “ponte” che permette un collegamento più facile, rendendo al contempo la vita dell’anziano più semplice.

Animatori Sociali

La figura professionale dell’Animatore Sociale è inclusa nel SEP (Settore Economico Professionale) 19, afferente dunque ai Servizi Socio-Sanitari

Svolge la sua attività nel settore dei servizi assistenziali e sociali, con il compito precipuo di far sviluppare nelle persone assistite le specifiche competenze che permetteranno una maggiore consapevolezza di sé nelle persone svantaggiate socialmente e/o a rischio. 

L’Animatore Sociale si interfaccia quotidianamente con gli anziani, coinvolti da questi ultimi in diverse attività, atte a sollecitare la loro integrazione nel tessuto sociale. 

Tutto ciò attraverso attività collettive di natura sia educativa sia ricreativa. 

Per eliminare definitivamente il disagio sociale e la marginalità alla quale vanno incontro sempre più anziani, la ricetta giusta consiste nel farli sentire parte di un qualcosa di più grande di loro, ben accetti e integrati. 

I luoghi dove possono operare queste due figure professionali 

Per dare il massimo supporto e la più ampia assistenza agli anziani, queste due figure professionali operano in diversi ambiti lavorativi quali: Centri di Aggregazione Giovanile; Centri socio-educativi diurni; Oratori religiosi; Centri residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili; Comunità di Animazione in strada; Servizi domiciliari di assistenza e socializzazione; Case di riposo per anziani; Centri vacanze; Associazioni di solidarietà e volontariato; Comunità alloggio; Cooperative di servizi e di assistenza sociale.

Per saperne di più potete contattarci all’indirizzo mail ares@infoares.it.

operatore socio sanitario denunciato

Furto ai danni di pazienti psichiatrici, accusata una OSS

Redazione No Comments

Rubare è già grave di per sé, rubare a persone in difficoltà è peggio, rubare a persone incapaci di capire e di difendersi non ha scusante alcuna.

È quanto accaduto circa un mese fa in una struttura psichiatrica del milanese: le procedure interne alla struttura prevedono che, ad ogni fine turno, qualsiasi sia l’orario, gli operatori socio sanitari contino e registrino i soldi presenti nella cassa dei degenti che, essendo detenuti psichiatrici, non hanno la possibilità di gestire denaro.

F.M., OSS assunta con contratto part-time a tempo indeterminato presso la struttura, aveva fretta di prendere il treno per tornare a casa, così ha deciso, contro i regolamenti e contro il buon senso, di non aspettare i colleghi del turno entrante e di andare via senza contare e registrare con loro il denaro in cassa e, in ogni caso, non passando le consegne ai colleghi come era suo dovere fare.

Poche ore dopo i colleghi in servizio scoprono che dalla cassa mancano 10€ e, seguendo le corrette procedure, scrivono una nota nel registro delle consegne.

Poco importa che il giorno dopo F.M., misteriosamente, trovi i 10€ mancanti in un faldone, anzi, l’accaduto appare ancora più sospetto (data la nota scritta dal collega, ha forse “trovato” i 10€ per salvarsi?) e viene accusata di furto dai suoi stessi colleghi che si affrettano ad avvisare il coordinatore degli OSS.

Apparentemente dalla direzione della struttura sanitaria non arrivano richiami e commenti, né verbali né scritti, ma, quando esce la turnistica dei mesi successivi, F.M. scopre che il suo orario di lavoro, già part-time, è stato dimezzato per i successivi 3 mesi.  

F.M. non crede ai suoi occhi e, considerando che non è stata contattata dalla direzione della struttura né le è stata chiesta alcuna spiegazione, vedendosi ridotto lo stipendio a nemmeno 400€ chiede l’intervento del sindacato.

Il sindacato effettua alcune verifiche ed invia una lettera di richiamo alla struttura, dalla quale non ottiene alcuna risposta.

Il passo successivo è far scrivere da un legale. A quel punto la risposta arriva.

La risposta fornita dall’azienda è, però, a detta di F.M. assurda: il datore di lavoro sostiene di averle ridotto le ore per venirle incontro, essendo lei pendolare.

Per F. sarà un vero problema continuare a lavorare in quella realtà, con una causa in corso contro il datore di lavoro, lo stipendio ridotto e l’accusa di furto che le pende sulla testa, per questo motivo ha ricominciato ad inviare curricula in giro, e cosciente del fatto che le risulterà estremamente difficile trovare un nuovo posto di lavoro, soprattutto a tempo indeterminato, ha denunziato i colleghi per calunnia.

Pur non volendo entrare nel merito della questione della colpevolezza dell’OSS non possiamo non notare che F.M. è comunque venuta meno al suo dovere non trattenendosi per passare le consegne ai colleghi e si è esposta così al rischio di essere accusata dell’avvenuto furto. Risulta infatti particolarmente difficile credere che qualcuno abbia tolto dei soldi dalla cassa dei degenti e, senza poi spendere quei soldi per i loro proprietari, li abbia persi dentro un faldone che doveva contenere tutt’altro.

Per quanto riguarda l’accusa di calunnia che F.M. ha mosso ai colleghi non si può fare a meno di ricordare che l’ordinamento legislativo italiano è chiaro e stabilisce che la calunnia si realizza quando un individuo denuncia, querela ed incolpa di reato un soggetto che egli sa già essere innocente o simula a suo carico le tracce di un reato.

Ovviamente la formulazione dell’accusa deve essere certa, non essendo sufficiente una mera insinuazione, una malignità o una maldicenza.

Facciamo un esempio pratico che si applica anche al nostro caso:

Ipotizziamo che a Tizio sia rubata la propria autovettura. Tizio crede, avendo intravisto il ladro, che il furto sia stato commesso da Caio e, con questa convinzione, lo denuncia ai carabinieri. Successivamente sarà accertato, nel corso delle indagini, che Caio è del tutto estraneo al reato perché, ad esempio, nel momento in cui veniva perpetrato il furto della autovettura di Tizio, si trovava in un altro luogo (ha cioè un alibi).

Caio è stato, perciò, falsamente accusato da Tizio per il furto della propria autovettura. La domanda a questo punto è la seguente: Tizio, avendo falsamente incolpato Caio, è responsabile per la calunnia ai suoi danni? In questo caso, che si applica anche ai colleghi di F.M. non può ritenersi che Tizio abbia calunniato Caio perché, se è vero com’è vero, che l’accusa di furto è poi risultata essere falsa, è altrettanto vero che Tizio ha accusato Caio credendo – erroneamente – che lo stesso fosse il ladro della propria autovettura.

È anche evidente che i colleghi della OSS accusata non possano in alcun modo essere accusati di calunnia.

Ci auguriamo che questa incresciosa situazione giunga, in un modo o nell’altro, ad una conclusione e che tutti gli attori coinvolti possano ritornare a lavorare in serenità.

Corso OSS ed. 5 inizio giorno 30 maggio 2017

Redazione No Comments

Corso OSS ed. 5 inizio giorno 30 maggio 2017 (sono ancora aperte le iscrizioni…ultimi posti)

L’Operatore Socio Sanitario (OSS), è una figura di supporto infermieristica che si fa carico di tutte quelle attività che fanno riferimento alla sfera della soddisfazione dei bisogni primari della persona, in un contesto sia sociale che sanitario. L’Operatore Socio Sanitario opera presso ospedali, case di cura, comunità, centri anziani, a domicilio, a contatto con bambini e minori, anziani, disabili, persone con problemi di dipendenza e persone provenienti da etnie e culture diverse.

Il percorso formativo ha quindi l’obiettivo di formare figure professionali in grado di acquisire sia competenze tecniche che fanno riferimento all’assistenza diretta della persona, sia competenze relazionali relative alla sfera dei rapporti con l’utente e con i suoi cari.

Durata: Il corso ha una durata di 1000 ore di cui 550 ore sono di teoria e 450 di Tirocinio Pratico, da svolgersi presso una struttura convenzionata.

Documenti e requisiti per l’iscrizione: Domanda di iscrizione, documento di identità valido, (se extracomunitario regolare permesso di soggiorno) e titolo di studio in fotocopia di obbligo scolastico assolto (terza media).

Frequenza: La frequenza è obbligatoria, sono possibili assenze solo per un massimo del 10% delle ore di corso.

Stage: Lo stage invece si esegue partecipando alle attività di una struttura ospedaliera (casa famiglia, casa albergo, casa di cura privata, ecc). Alla fine di tale percorso, si terrà (presso il nostro ente) l’esame finale. A superamento del quale verrà rilasciato un attestato che ha la validità sull’intero territorio europeo.

Per avere maggiori informazioni circa i costi e le modalità di iscrizione contattaci ai numeri :

Telefono: 081/5704220 – Telefono info corsi: 393/8628808

Oppure inviaci una mail al nostro indirizzo : ares@infoares.it

1

Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Via Cardito, n.203 - 83031 Ariano Irpino (AV) / Mail : info@infoares.it