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Per tutelare gli anziani fondamentali gli Animatori Sociali e gli OSS

Alessandro Maria Raffone No Comments

A causa della pandemia da Covid-19 gli anziani rischiano sempre di più emarginazione e la stessa vita. Il ruolo dell’OSS e degli Animatori Sociali 

La battaglia ora è di impedire che il virus passi dai più giovani agli anziani, finendo per congestionare di nuovo i servizi sanitari”, così si è espresso il Professore universitario e medico Silvio Brusaferro, in carica dal 29 luglio 2019 in qualità di Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), in una recente intervista concessa alla Stampa

Parole gravi ma che denotano una problematica reale: di anziani ci si occupa sempre meno in un periodo nel quale, invece, questi ultimi andrebbero messi al primo posto proprio per tutelarli sia in materia sanitaria sia per quanto concerne l’inclusione sociale. 

Esistono figure professionali che lavorano a stretto contatto con questa fascia di popolazione, e non solo: gli Animatori Sociali e gli OSS (Operatori Socio Sanitari), i quali hanno una funzione fondamentale nella tutela delle persone anziane. 

OSS

Gli Operatori Socio Sanitari svolgono assistono gli anziani nello svolgimento dei bisogni basilari in un contesto sia sanitario sia sociale. Loro basilare compito consiste nell’assistenza delle persone durante i momenti più delicati, quali il lavarsi o l’espletamento delle funzioni corporali ad esempio, in caso di non autosufficienza o durante il periodo di ricovero in strutture sanitarie sia private sia pubbliche. 

Oltre ad un’assistenza sanitaria, gli OSS devono saper fungere anche da intermediari tra l’anziano e l’infermiere o il medico. Una sorte di “ponte” che permette un collegamento più facile, rendendo al contempo la vita dell’anziano più semplice.

Animatori Sociali

La figura professionale dell’Animatore Sociale è inclusa nel SEP (Settore Economico Professionale) 19, afferente dunque ai Servizi Socio-Sanitari

Svolge la sua attività nel settore dei servizi assistenziali e sociali, con il compito precipuo di far sviluppare nelle persone assistite le specifiche competenze che permetteranno una maggiore consapevolezza di sé nelle persone svantaggiate socialmente e/o a rischio. 

L’Animatore Sociale si interfaccia quotidianamente con gli anziani, coinvolti da questi ultimi in diverse attività, atte a sollecitare la loro integrazione nel tessuto sociale. 

Tutto ciò attraverso attività collettive di natura sia educativa sia ricreativa. 

Per eliminare definitivamente il disagio sociale e la marginalità alla quale vanno incontro sempre più anziani, la ricetta giusta consiste nel farli sentire parte di un qualcosa di più grande di loro, ben accetti e integrati. 

I luoghi dove possono operare queste due figure professionali 

Per dare il massimo supporto e la più ampia assistenza agli anziani, queste due figure professionali operano in diversi ambiti lavorativi quali: Centri di Aggregazione Giovanile; Centri socio-educativi diurni; Oratori religiosi; Centri residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili; Comunità di Animazione in strada; Servizi domiciliari di assistenza e socializzazione; Case di riposo per anziani; Centri vacanze; Associazioni di solidarietà e volontariato; Comunità alloggio; Cooperative di servizi e di assistenza sociale.

Per saperne di più potete contattarci all’indirizzo mail ares@infoares.it.

Coronavirus: due convegni per discuterne

Alessandro Maria Raffone No Comments

Due convegni, organizzati da ARES, per discutere degli effetti del Coronavirus sui bambini e sul personale sanitario

ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo) è un Ente campano di Formazione professionale, operante in questo campi ormai da diversi anni. 

Organizza corsi per diverse professioni, tra le quali possiamo ricordare OSS (Operatore Socio Sanitario), OPI (Operatore per l’Infanzia), Bodyguard e Assistente alla Poltrona Odontoiatrica

Corsi che si stanno svolgendo online, in modalità FAD (Formazione a Distanza), per via della pandemia da Covid-19

Due convegni targati ARES

Il Coronavirus, come sappiamo, ha avuto influenze negative, in un modo o nell’altro, per ognuno di noi. In particolare, ad essere stati colpiti sono i più piccoli e chi opera in ambito sanitario. 

Per questo motivo, ARES sta organizzando due convegni ad hoc

La gestione dei bambini ai tempi del Coronavirus 

Il periodo di forzata quarantena, causata dal dilagare del Coronavirus, ha messo alla prova la stabilità emotiva sia degli adulti sia dei più piccoli. 

L’agitazione e la difficoltà a rimanere lucidi è normale in una situazione complessa come quella che stiamo vivendo attualmente. 

Coronavirus e i bambini

Proprio per questo motivo, bisogna seguire le indicazioni e i consigli degli uffici preposti (Ministero della Salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità, Protezione Civile) e degli esperti (gli psicologi ad esempio). 

Alla presenza dei bambini è assolutamente doveroso, da parte degli adulti, mantenere la calma perché i più piccoli riescono a leggere la paura negli occhi dei più grandi. 

I genitori dovrebbero parlare con i figli e spiegare loro cosa sta succedendo, senza bugie,  tramite una modalità e un linguaggio adatto alla loro tenera età.

Riuscire a conservare le loro abitudini è di fondamentale importanza. Dunque, orari regolari durante la giornata, cibi sani, farli fare i compiti se la scuola ne mette on line ma soprattutto giocare con loro.

Il burnout e il Covid-19

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, medici, infermieri, tecnici e OSS sono stati in prima linea per aiutare ed assistere le persone colpite dalla pandemia. 

Hanno rappresentato la nostra prima linea di difesa. Pertanto lo stress psicofisico è stato ed è ancora enorme. 

Mai come oggi appare chiara l’importanza di pianificare e mettere in atto politiche e strategie di prevenzione della salute mentale di coloro ai quali è affidata l’erogazione dell’assistenza. 

A presto nuove notizie su questi due interessantissimi convegni.

OPI e l’assistenza ai più piccoli ai tempi del Coronavirus

Alessandro Maria Raffone No Comments

Gli Operatori per l’Infanzia (OPI) hanno un compito importante anche ai tempi del Covid-19 Corsi ad hoc di ARES permettono di diventarlo 

Occuparsi dei bambini è di fondamentale importanza sempre, anche in questo periodo così difficile a causa del Coronavirus. Il lavoro dell’OPI (Operatore per l’Infanzia) consiste nello stare a stretto contatto con i più piccoli, imparando a conoscere il loro mondo. Solo così sarà possibile conoscerli per aiutarli a crescere nelle corrette modalità e nei giusti valori. 

Una situazione che sembra essere messa in ombra dalla situazione attuale. Ma è proprio così? 

Gli OPI e l’aiuto offerto dalle tecnologie moderne 

I contesti lavorativi nei quali generalmente operano gli OPI sono diversi quali ad esempio: gli asili nido e i centri ricreativi e di accoglienza. Luoghi nei quali è possibile unire l’educazione del bambino con la socializzazione, grazie al quale sarà possibile potenziare le capacità dei nostri figli e sviluppare le loro attitudini.

L’ambito lavorativo, causa Covid-19, è cambiato radicalmente. Si lavora da casa, in modalità smart working (lavoro agile, in italiano). 

Ed è ora che intervengono, in sostegno agli Operatori, le nuove moderne tecnologie. 

Proprio grazie a queste ultime è possibile, infatti, interfacciarsi con i bambini. Si potrà far fare loro dei giochi interattivi, dialogare con i genitori nell’aiutare i figli a svolgere tutta una serie di attività che serviranno ai più piccoli ad apprendere a socializzare. 

I corsi ARES 

ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo), ente di formazione riconosciuto dalla Regione Campania, organizza ogni anno diversi corsi per diventare Operatori per l’Infanzia. Tramite una formazione specifica, teorica e pratica, sarà possibile conseguire l’attestato finale di qualifica professionale dalla validità nazionale. 

RAC: un valido aiuto per le società

Alessandro Maria Raffone No Comments

Il Rappresentante Agente di Commercio (RAC) può svolgere un ruolo molto importante per la ripresa della nostra economia. I corsi ad hoc di ARES 

Causa Covid-19 buona parte dell’economia italiana, e mondiale, si è fermata. Ma è ora di ripartire e il soggetto adatto a farlo è proprio il Rappresentante Agente di Commercio

Di cosa si occupa il RAC? 

Il RAC agisce presso la Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura (acronimo CCIAA) afferente al luogo nel quale lavora. Suo compito precipuo è quello di promuovere e vendere servizi e merci delle società clienti. Deve quindi conoscere molto bene sia le diverse tendenze del mercato sia la psicologia dei possibili acquirenti. 

Una figura professionale legata alla legge 204/85, che ne disciplina l’attività e le mansioni.

Proprio per la situazione attuale, per far ripartire l’economia, una figura come il Rappresentante Agente di Commercio è di fondamentale importanza: un ingranaggio senza il quale il tessuto economico italiano avrà grosse difficoltà a ripartire a pieno regime. 

Il corso di ARES 

L’Associazione Ricerca e Sviluppo (ARES) è un ente di formazione campano che organizza da anni corsi per diventare Agenti RAC. 

Tramite questi corsi sarà possibile acquisire una conoscenza delle tendenze di mercato, dei rapporti commerciali, di rappresentanza ed una più che adeguata capacità per incentivare le promozioni e le vendite sia dei servizi sia dei prodotti del cliente. 

Il tutto con personale altamente qualificato. A causa dell’importanza delle competenze che si andranno a sviluppare e consolidare è molto importante prendere parte alle lezioni (le assenze ammesse arrivano ad un massimo del 30% delle complessive ore del corso RAC).

Alcuni degli argomenti trattati nel corso 

Durante le diverse lezioni saranno trattate materie importanti quali ad esempio: Legislazione tributaria, Disciplina legislativa e contrattuale agente e rappresentante di commercio, tutela previdenziale, Teoria e tecnica di vendita, Contratto e rapporto di agenzia, Tecniche di intervento. 

Importanza di diventare Rappresentante Agente di Commercio 

La formazione sarà basata su di un percorso graduale e strutturato e consentirà la giusta preparazione per il superamento dell’esame finale ed il conseguimento di un attestato di Rappresentante e Agente di Commercio rilasciato dalla Regione Campania, valido ai sensi della legge 845/78 e, quindi, su tutto il territorio nazionale. 

L’attestato sarà, inoltre, propedeutico per l’accesso ad un esame finale presso la Camera di Commercio e valido ai fini dell’abilitazione professionale.

Operatori sanitari: Come gestire lo stress

Alessandro Maria Raffone No Comments

In questi giorni lo stress per gli operatori sanitari è molto forte. Alcuni consigli, agli OSS, su come gestirlo al meglio 

La pandemia provocata dal Coronavirus sta mettendo a dura prova i limiti, fisici e psichici, degli operatori sanitari. 

Stress per gli operatori sanitari

Medici, infermieri, operatori socio sanitari (OSS), tecnici e tutto il resto del personale ospedaliero si è ritrovato, quasi dall’oggi al domani, una vera e propria crisi sulle spalle. 

In pochi hanno dovuto sopperire alle esigenze di molti. Il conseguente stress è stato ed è ancora tanto. Saperlo affrontare nella giusta maniera e di fondamentale importanza per riuscire ad andare avanti con il proprio lavoro. 

Ecco dei consigli su come gestire, in maniera sana, lo stress

Lasciare il lavoro in ospedale 

La prima cosa che bisogna fare, per evitare che lo stress prevalga su tutto, è necessario lasciare il lavoro nel luogo di lavoro. Al termine del proprio turno, il personale sanitario deve tenersi occupato con altro, fare di tutto fuorché pensare ai propri pazienti. 

Bisogna creare nella nostra mente dei veri e propri scompartimenti. Al lavoro si pensa nell’orario ad esso dedicato. Al di fuori, si pensa e si fa altro. 

Fare ciò che piace 

Non c’è niente di meglio, per ricaricare la mente e il corpo, che fare ciò che piace realmente. Realizzare passatempi sani e rilassanti fa sì che il nostro corpo e la nostra mente si ritemprano e si fortifichino per il prossimo turno di lavoro. 

Essere concentrati 

Si può evitare lo stress anche a lavoro. Come? Molto semplice, veramente. Basta essere concentrati su ciò che si sta facendo. Cacciare ogni altro pensiero e concentrarsi solo sul paziente e il suo problema. 

In questo modo, si eviterà di sprecare risorse preziose, lavorando al contempo molto meglio. 

Speriamo che questi pochi consigli che vi abbiamo fornito possano aiutarvi. 

La Croce Rossa ha bisogno di 1500 OSS

Alessandro Maria Raffone No Comments

Scade oggi, alle ore 20.00, il bando della Croce Rossa per “arruolare” OSS a causa dell’emergenza Coronavirus 

Lo abbiamo più volte ricordato su questo blog, gli OSS (Operatori Socio Sanitari) stanno rivestendo un ruolo sempre più importante all’interno del Sistema Sanitario Nazionale italiano. 

La recente urgente richiesta da parte della Croce Rossa Italiana lo dimostra. 

Bando per selezionare 1500 OSS 

Alle ore 20.00 di oggi, 22 aprile 2020, scadrà il bando indetto dalla Croce Rossa per selezionare 1500 OSS che dovranno scendere in campo per affrontare la pandemia da Covid-19

1000 professionisti dovranno operare negli istituti penitenziari selezionati dal Ministero della Giustizia, dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dal momento della chiamata fino al 31 luglio 2020, termine fissato per la conclusione dello stato di emergenza.  

500 operatori saranno inviati nelle case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistenziali e per disabili per un periodo consecutivo di 4 settimane. 

Chi può partecipare? 

Si partecipa volontariamente e possono aderire:

dipendenti di strutture sanitarie (anche non accreditate); 

operatori liberi professionisti del settore; 

oss dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. 

Per poter  fare richiesta è necessario aver conseguito il titolo di “Operatore Socio Sanitario” ai sensi dell’Accordo tra il Ministro della Solidarietà, il Ministro della Sanità e le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano del 22 febbraio 2001 (GURI 19 aprile 2001, n.91). 

Come fare richiesta? 

Per partecipare è necessario andare sul sito osspercovid.protezionecivile.it e compilare l’apposito form. Avete tempo fino alle ore 20.00 di oggi, 22 aprile 2020. Sul sito troverete, inoltre, tutte le altre informazioni necessarie per una corretta comprensione della questione. 

Per i partecipanti sono previsti rimborso spese, alloggio e indennità giornaliera. Un’occasione unica da non perdere. 

Coronavirus: OSS sempre più necessari

Alessandro Maria Raffone No Comments

La diffusione del Coronavirus si sta diffondendo in tutta Italia ma c’è una grave carenza di personale medico. Gli OSS sono fondamentali

Il Paese, in quest’ultimo periodo, sta attraversando un momento molto difficile. Il nuovo Coronavirus, il SARS-CoV-2, ha ormai una diffusione globale e in Italia ha colpito tutte le Regioni.

Mentre il Covid-19 dilaga, il Sistema Sanitario non riesce a reggere alla pressione, soprattutto nelle Regioni epicentro del morbo: il Veneto, l’Emilia-Romagna e la Lombardia.

Manca personale medico

L’Italia sta scoprendo una cronica mancanza di personale sanitario qualificato; medici, infermieri e Operatori Socio Sanitari (OSS). Il Governo nazionale e le Regioni stanno adottando una serie di misure ad hoc, che sembrano promettere bene.

Basti pensare che, secondo recenti dati sindacali, mancano 46mila operatori, tra i quali troviamo 8mila medici.

Il problema concerne, prevalentemente, la medicina interna, la medicina d’urgenza e la rianimazione. Cosa stanno facendo le Regioni interessate e il Governo?

Intervento delle Regioni e dello Stato

Il Veneto ha già assunto 215 nuove unità per rinfoltire i ranghi del sistema sanitario locale e ne assumerà, a breve, altri. La Regione Lombardia ha assegnato dieci milioni di euro per acquistare attrezzature mediche e per assumere nuovo personale. L’Emilia-Romagna sembra voler assumere una politica affine alle due regioni del Nord Italia.

Per quanto riguarda il Governo italiano, mediante il D.L. n. 9 del 2 marzo 2020, è ora possibile la momentanea precettazione di personale medico (attualmente in pensione) così da far fronte all’emergenza.

Nell’articolo 23 è scritto che le Regioni in emergenza «verificata l’impossibilità di utilizzare personale già in servizio e di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore, possono conferire incarichi di lavoro autonomo anche a personale medico […], collocato in quiescenza, con durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza».

Operatori Socio Sanitari, medici e infermieri sono veri eroi

In prima linea, per contrastare il Covid-19, ci sono medici, infermieri, OSS e tutti gli altri lavoratori del settore. Sono loro che intervengono durante le emergenze, loro che si occupano degli ammalati per tutto il tempo dell’emergenza.

Anche in condizioni molto difficili, come è recentemente emerso dalle dichiarazioni dei medici di Codogno (Provincia di Lodi, Lombardia): «Noi, abbandonati in prima linea con vecchie mascherine anti-Sars».

Pochi e con strumenti, a volte, non idonei alla bisogna. Oltre al reperimento di nuove attrezzature mediche, è necessario assumere nuovi medici e infermieri (dagli specializzandi) e operatori socio sanitari (tramite corsi di formazione).

L’intero personale sanitario deve essere messo in grado di lavorare in serenità e al massimo del proprio potenziale.

ARES e il corso OSS

ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo, è un Ente di Formazione professionale campana dall’esperienza ventennale. Ogni anno organizza diversi corsi OSS che permettono di conseguire, dopo esame finale, un attestato di qualifica dalla validità nazionale ed europea.

Iscriviti ora, per avere il 30% di sconto.

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