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operatore socio sanitario e giornata mondiale del lavaggio delle mani

Gli operatori Socio Sanitari e la giornata mondiale del lavaggio delle mani

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Cinque come le dita di una mano, cinque come i momenti fondamentali nel lavaggio delle mani nelle attività assistenziali e sanitarie, il quinto giorno del quinto mese dell’anno: nasce così, per volontà dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la giornata mondiale del lavaggio delle mani nelle attività sanitarie e assistenziali (Hand Hygiene Day).

Appuntamento fisso da ormai 8 anni, da quando, nel 2010, l’OMS ha deciso che era necessario sensibilizzare tutti coloro che sono a contatto con il malato (medici, infermieri, Operatori socio Sanitari e pazienti) sulle norme igieniche necessarie per la tutela del paziente e, in ultima analisi, dell’intera comunità.

L’importanza dell’igiene delle mani è concetto entrato nel bagaglio culturale medico a metà del diciannovesimo secolo grazie agli studi del medico ungherese Ignác Semmelweis che riuscì a dimostrare come, semplicemente lavandosi le mani tra un paziente e l’altro, era possibile ridurre notevolmente i decessi per infezioni e setticemie, all’epoca molto frequenti.

Senza bisogno di risalire al diciannovesimo secolo, è ormai ampiamente noto che nelle strutture sanitarie dove il personale sanitario cura correttamente l’igiene delle mani si riduce il rischio di trasmissione di batteri antibiotico-resistenti, uno sei principali problemi e pericoli per la salute pubblica.

Lo scopo del lavaggio delle mani è quello di ridurre il più possibile la flora batterica e prevenire il passaggio di microorganismi dall’ambiente ospedaliero al paziente e viceversa. È quindi importante che anche l’Operatore Socio Sanitario, a causa del suo stretto e continuo rapporti con il paziente e le strutture ospedaliere, sia ben formato e pronto al corretto lavaggio delle mani nelle sue varie metodologie.

Le diverse metodologie di lavaggio delle mani dipendono da situazioni operative differenti:

  1. Lavaggio sociale, il più frequente e quello maggiormente praticato dall’Operatore Socio Sanitario, da eseguirsi prima di manipolare farmaci o di preparare o servire alimenti. Anche in contesto non sanitario.
  2. il Lavaggio Antisettico, da utilizzarsi prima e dopo il contatto col paziente, differisce dal precedente solo per il materiale utilizzato (sapone o liquido antisettico al posto di quello normale)
  3. il Lavaggio Chirurgico, difficilmente utilizzato dall’OSS, da effettuarsi prima di una procedura chirurgica.

Qualunque sia la metodologia di lavaggio utilizzata, la pulizia delle mani è indicata, secondo le disposizioni dell’OMS, nei seguenti casi:

  1. prima e dopo il contatto diretto con il malato;
  2. dopo la rimozione dei guanti non sterili;
  3. dopo il contatto con liquidi e secrezioni corporee, mucose o cute non integra o in caso di medicazione delle ferite;
  4. quando, assistendo lo stesso malato, si passa da una sede del corpo contaminata a una pulita;
  5. dopo contatto con oggetti nell’immediata vicinanza del malato.

Escludendo i pochi Operatori Socio Sanitari Specializzati impiegati in sala operatoria, tutti gli Operatori Socio Sanitari sono tenuti a  conoscere e saper applicare la procedura di lavaggio delle mani per il lavaggio sociale e per quello antisettico, che, come accennato prima, differisce solo per il materiale utilizzato:

Ricordare sempre che prima del lavaggio delle mani deve essere garantita da parte dell’Operatore la cura e l’igiene delle proprie mani con standard di riferimento che prevedono:

  1. unghie corte e prive di smalto, per prevenire l’accumulo di batteri sotto la superficie delle unghie e in eventuali sfaldature dello smalto;
  2. assenza di monili (anelli, bracciali, orologi), che potrebbero ospitare batteri patogeni;
  3. cute delle mani curata e priva di screpolature, per prevenire il contagio dell’Operatore.

Preparare il materiale occorrente:

  1. Ampio lavandino, possibilmente con comando a pedale
  2. Sapone liquido o antisettico
  3. Asciugamano, meglio se usa e getta.
  4. A) Aprire il rubinetto con il gomito o con il piede, quando possibile, per ridurre il rischio di disseminare organismi nell’ambiente
  5. B) Regolare l’acqua ad una temperatura confortevole e non troppo calda per evitare di danneggiare il fil idrolipidico protettivo delle mani e ridurre il rischio di dermatiti.
  6. C) Bagnare uniformemente mani e polsi
  7. D) Applicare una sufficiente quantità di detergente e strofinare uniformemente mani e polsi per almeno 30 secondi, avendo cura di raggiungere tutte le parti della mano e, in particolar modo, spazi interdigitali e spazi sotto le unghie.
  8. E) Risciacquare con acqua corrente avendo cura di tenere le mani alte rispetto agli avambracci.
  9. F) Asciugare le mani con un asciugamano monouso per eliminare l’umidità residua
  10. G) Chiudere il rubinetto con il gomito o, se manuale, utilizzando un lembo dell’asciugamano per non contaminare le mani appena lavate.

In totale la procedura di lavaggio delle mani non dovrebbe durare meno di 60 secondi.

Paola Lorello

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