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Tag Archives: lavoro

Ares (Associazione Ricerca e Sviluppo)

ARES: un impegno ventennale nella formazione professionale

Davide Gabriele Bianco No Comments

ARES, Associazione Ricerca E Sviluppo, serietà e competenza al servizio del mondo del lavoro: scopri i nostri corsi di formazione e aggiornamento professionale

ARES, Associazione Ricerca E Sviluppo, è un’associazione senza scopo di lucro, attiva nel campo della formazione e aggiornamento professionale con serietà, professionalità e competenza da oltre un ventennio.  Il nostro impegno è finalizzato a dare risposta concreta ai bisogni occupazionali e di riqualificazione/riconversione dei lavoratori e nasce dalla consapevolezza dell’importanza fondamentale che la formazione e l’aggiornamento professionale hanno assunto nel panorama lavorativo, in particolar modo nell’ultimo decennio.

Un bagaglio di competenze specifico e costantemente aggiornato è oggi richiesto a coloro che sono già inseriti nel mondo del lavoro ed è fonte di crescita professionale. Ma, soprattutto, un’adeguata formazione professionale è necessaria a tutti coloro che si stanno affacciando per la prima volta sul mercato del lavoro.

I corsi di formazione e aggiornamento professionale di ARES – Associazione Ricerca E Sviluppo, inoltre, rappresentano un’opportunità da non perdere anche per le imprese che vogliano guadagnare in competitività.

ARES può contare su un team di dipendenti giovane, dinamico, preparato e su docenti di grande competenza, esperienza e professionalità. I cicli di lezioni dei nostri corsi sono strutturati in modo tale da permettere ai partecipanti un percorso formativo graduale e completo, senza tralasciare la formazione circa le competenze digitali, oramai parte dei requisiti irrinunciabili anche nel mondo della specializzazione e aggiornamento professionale.

L’ARES è ente accreditato nell’albo degli Enti Promotori di formazione Professionale della Regione Campania nell’ambito della L. R. 19/87: i nostri corsi di formazione rilasciano un certificato valido su tutto il territorio nazionale e garantiscono l’accesso ai relativi concorsi pubblici.

Industria 4.0

ARES garantisce la formazione nei settori tecnologicamente più avanzati, quelli della cosiddetta industria 4.0. Citiamo a titolo d’esempio i nostri corsi di formazione in:

Si tratta di una grossa opportunità anche per le aziende, in virtù degli incentivi fiscali previsti dal Credito d’Imposta, confermati dal Governo anche per il 2019 e diretti alle imprese che vogliano aggiornare i propri dipendenti.

Ambito socio-assistenziale, sanitario e educativo

ARES è attiva anche nel campo delle professioni sanitarie: ricordiamo i nostri corsi per Operatore Socio Sanitario (OSS) https://www.infoares.it/formazione/corsi-di-formazione-professionale/corso-di-oss-a-napoli-operatore-socio-sanitario/ e Operatore Socio Sanitario Specializzato (OSSS) https://www.infoares.it/formazione/operatore-socio-sanitario-specializzato-o-s-s-s-il-corso-di-ares/, due figure professionali particolarmente ricercate negli ultimi mesi, sia da strutture sanitarie pubbliche che private. Le tecniche di primo soccorso, compresa la rianimazione cardio-polmonare, sono invece oggetto del nostro corso per BLSD https://www.infoares.it/formazione/corso-blsd-perche-e-importante/. Nel settore socio-sanitario ricordiamo inoltre il nostro corso di Educatore Per l’Infanzia (EPI) https://www.infoares.it/formazione/educatore-per-linfanzia-epi-il-corso-di-ares/.

ARES mette a disposizione di coloro che intendano partecipare ai concorsi pubblici la propria competenza e professionalità: qui https://www.infoares.it/formazione/concorso-docenti-educazione-fisica-alla-primaria-il-corso-di-ares/ il nostro corso di preparazione al prossimo concorso per docenti di educazione fisica alla scuola primaria.

Giovani, sicurezza sui luoghi di lavoro, amministrativo

I corsi IFTS (Istruzione e formazione tecnica e superiore) rientrano nell’ambito della collaborazione tra formazione professionale e mondo delle imprese ed hanno lo scopo di potenziare i settori strategici regionali, per offrire nuove opportunità di lavoro in Campania e contrastare la piaga dell’emigrazione giovanile. I corsi di ARES https://www.infoares.it/formazione/limpegno-di-ares-continua-nella-nuova-edizione-del-corso-ifts/ garantiscono l’acquisizione di quelle competenze, capacità e attitudini specifiche, necessarie a tutti i giovani che vogliano costruire il proprio futuro nella terra natale.

ARES è attiva anche nell’organizzazione di corsi sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, come il corso di bonifica amianto: https://www.infoares.it/formazione/bonifica-amianto-il-corso-di-formazione-professionale-di-ares/

Per quanto riguarda il settore amministrativo, citiamo il nostro corso per amministratore di condominio: https://www.infoares.it/formazione/lamministratore-di-condominio-compiti-e-responsabilita/

Inglese ed informatica

ARES – Associazione Ricerca E Sviluppo, organizza inoltre corsi in informatica (EIPASS) https://www.infoares.it/formazione/certificazioni-eipass/ e lingua inglese https://www.infoares.it/formazione/limportanza-dei-corsi-di-lingua-inglese-limpegno-di-ares/, requisiti ormai necessari a chiunque voglia mettersi alla ricerca di un lavoro.

Se volete saperne di più sui nostri corsi di formazione e aggiornamento professionale, potete contattarci ai seguenti recapiti: Tel: 0815704220 / 0815705650 – Fax: 08119360595 / 08119360666 – Mobile: 3929164153. Mail: info@infoares.it

Giuseppe Esposito

Ares amministratore di condominio

L’amministratore di condominio: compiti e responsabilità

Alessandro Maria Raffone No Comments

L’Amministratore di condominio è un figura che si interessa in prima persona della gestione degli immobili, secondo delle regole ben precise: scopriamole insieme

L’Amministratore di condominio si occupa della gestione degli immobili, tuttavia il suo lavoro è governato da alcune norme di legge da cui non prescindere.

Solitamente l’amministratore si interessa principalmente di:

  • Condurre l’edificio per la quale è stato nominato limitatamente alle parti comuni
  • Verificare la corretta manutenzione dell’edificio
  • Erogare la somma spettante al mantenimento dei servizi comuni al condominio
  • Far si che in condomini rispettino il regolamento stabilito per la gestione dello stabile

La figura dell’Amministratore di condominio è stata a tutti gli effetti disciplinata dal legislatore nel codice civile, in cui sono state anche riportate le competenze, i doveri e le facoltà spettanti all’incaricato.

Il condominio viene considerato nella fattispecie come un piccolo ecosistema, di conseguenza non è raro che al suo interno sorgano delle problematiche relative ai rapporti tra i condomini oppure circa la natura dei beni che lo compongono.

A tal riguardo, il rapporto tra l’Amministratore e la restante parte di “comunità” condominiale è stato spesso oggetto di approfondimento continuo, proprio per comprendere al meglio il ruolo e la funzione dell’amministratore stesso.

Amministratore di condominio: obblighi e doveri

I doveri di un Amministratore di condominio possono essere gestiti in base al periodo di nomina che sta affrontando. Infatti essi riguardano:

  • Doveri ad inizio incarico
  • Doveri in corso
  • Doveri a fine anno
  • Doveri a fine incarico

Tuttavia, per poter esercitare tale professione il soggetto sarà obbligato a rispettare determinati requisiti relativi all’onorabilità e alla competenza professionali, tutte riportate nel primo comma dell’art. 71bis disp. att.ve Codice Civile.

Una volta scelto come Amministratore di condominio, il soggetto dovrà fornire i propri dati anagrafici e professionali, deve associare il proprio codice fiscale a quello del condominio presso l’Agenzia delle Entrate e depositare la propria firma presso la filiale in cui è aperto il conto corrente condominiale.

Ottenuto l’incarico, l’Amministratore si farà carico delle necessità dello stabile da gestire attraverso una serie di passaggi, quali:

  • Convocazione di un’assemblea condominiale annuale con la quale discutere del funzionamento del condominio;
  • Disciplinare l’uso delle parti condominiali nell’interesse del bene comune;
  • Gestire i finanziamenti;
  • Far rispettare le norme condominiali;
  • Curare i registri di condominio;

Per fare tutto ciò c’è bisogno di un’adeguata preparazione che si può ottenere frequentando dei corsi appositi per la formazione dell’Amministratore di condominio.

Corso di formazione per diventare Amministratore di condominio proposto da ARES

Ares è un’associazione senza scopo di lucro che si occupa prevalentemente di attività di formazione professionale, in particolar modo per soddisfare i bisogni occupazionali e riqualificare i lavoratori.

Presso l’Associazione Ricerca e Sviluppo è possibile partecipare a diversi corsi di formazione professionale riconosciuti dalla Regione Campania, come ad esempio il corso di formazione per diventare Amministratore di condominio! Il corso, che partirà a breve, ha la durata di 72 ore con frequenza obbligatoria in cui è previsto un test a conclusione del percorso in seguito alla quale si potrà conseguire l’attestato di qualifica professionale riconosciuto ai sensi della legge 19/87, con validità sull’intero territorio nazionale.

Il corso garantirà una completa preparazione del candidato, il quale acquisirà la padronanza delle competenze e una sapiente gestione delle tecniche di amministrazione condominiale.

Per ricevere ulteriori informazioni circa la durata dei corsi e i relativi costi si consiglia di contattare ARES ai seguenti recapiti: Telefono: 081/5704220 – Whatsapp :  3929164153 Oppure di inviare una mail a questo indirizzo: ares@infoares.it

Carla Sarnataro

Rappresentante Agente di Commercio è una professione molto importante

Rappresentante Agente di Commercio: ultimi posti per il corso ARES

Alessandro Maria Raffone No Comments

Il Rappresentante Agente di Commercio (RAC) è una figura professionale che si occupa di concludere contratti per conto di terzi 

Il RAC si occupa di concludere contratti in una zona in particolare in seguito ad un mandato di una o più ditte. ARES ha ancora alcuni posti disponibili per il suo corso

Cosa fa un Rappresentante Agente di Commercio?

Nonostante il Rappresentante e Agente di Commercio operi per conto di terze parti, non conclude direttamente il contratto con il cliente.

Il suo lavoro consiste nel promuovere i prodotti ed eventualmente stabilire dei contratti che saranno portati a termine dall’azienda madre.

In questo modo, l’agente di Commercio applica un contratto di agenzia che non ha vincoli di subordinazione.

Molto importante è l’indipendenza che l’Agente di Commercio possiede durante lo svolgimento del suo lavoro, infatti non presenta obblighi né di orario né di itinerari precisi, l’importante è che lavori in una zona specifica.

L’agente di commercio ha una provvigione sui contratti che conclude per l’azienda o le aziende per cui lavora, infatti egli può essere un agente monomandatario o plurimandatario, l’importante è che non operi per più aziende presenti nella stessa zona.

Come diventare un RAC?

Per diventare Rappresentante o Agente di Commercio c’è bisogno di un corso RAC che possa offrire la qualifica e la preparazione migliore, affinché si crei una figura professionale che possa essere competente sul territorio.

Grazie ad un corso RAC il soggetto può acquisire le giuste conoscenze circa le tendenze di mercato e sulle modalità di vendita del prodotto di una determinata azienda.

Tuttavia, il Rappresentante e Agente di Commercio deve sapere anche interagire con il cliente in maniera loquace e forbita.

Il corso presso ARES

Il corso ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo,  ha la durata di circa 80 ore che garantiranno la completa formazione del soggetto, il quale acquisirà le giuste conoscenze e abilità circa i rapporti commerciali.

Le lezioni sono caratterizzate da approfondimenti specifici e strutturate in modo da fornire nozioni sia per quanto riguarda il mondo commerciale che sul rapporto con la clientela.

Il soggetto affronterà lezioni in aula dotate di videoproiettori e computer, inoltre gli sarà fornito direttamente dall’Ente tutto il materiale utile inerente al corso di studi.

Ogni lezione sarà tenuta da docenti laureati in Economia e Commercio, Giurisprudenza oppure da professionisti pronti a mettere a disposizione la loro esperienza nel mondo del lavoro.

Il percorso di studi si presenta notevolmente strutturato e approfondito in ogni dettaglio, grazie ad un corpo docenti qualificato.

Le materie che saranno studiate andranno a toccare ogni mansione inerente al lavoro del Rappresentante e Agente di Commercio, quindi si studieranno materie quali: di diritto tributario, diritto commerciale tecniche di vendita e legislazione fiscale, lingua comunitaria, tecniche di intervento contratto e rapporto di agenzia.

Il corso è conforme ai criteri della legge 204/85 che ne disciplina la materia.

Per maggiori informazioni

ARES è un’associazione senza scopo di lucro che si occupa prevalentemente di attività di formazione professionale, in particolar modo per soddisfare i bisogni occupazionali e riqualificare i lavoratori.

Presso l’Associazione Ricerca e Sviluppo è possibile partecipare a diversi corsi di formazione professionale riconosciuti dalla Regione Campania, come ad esempio: il Corso RAC – Rappresentante Agente di Commercio, il corso di operatore socio sanitario (OSS); il corso di Operatore Socio Sanitario Specializzato (OSSS), il corso di Assistente alla poltrona di studio odontoiatrico; il corso per Animatore Sociale e tanti altri ancora.

Attualmente per il Corso RAC – Rappresentante Agente di Commercio sono disponibili gli ultimi 4 posti, pertanto per ricevere ulteriori informazioni circa la durata e i relativi costi si consiglia di contattare l’Ente ai seguenti recapiti:

Telefono: 081/5704220 – Whatsapp :  3929164153. Oppure inviare una mail a questo indirizzo: ares@infoares.it

Carla Sarnataro

 

servizio civile nazionale adesione dai giovani

Poca adesione al Servizio Civile: l’appello dei ragazzi di Treviso

Redazione No Comments

Trenta posti rimasti vacanti a Treviso per il 2018: i giovani volontari del luogo ci mettono la faccia per convincere i loro coetanei

Solo 100 posti occupati sui 130 disponibili per il 2018: è questo il poco incoraggiante quadro che si presenta a Treviso. I richiedenti, in realtà, erano stati molti di più: si parla di trecento giovani presenti ai colloqui conosciutivi, dei quali, evidentemente, buona parte ha immediatamente, o quasi, fatto un passo indietro per motivazioni che possono essere, forse, facilmente ipotizzate. I ragazzi cercano esperienze che comportino vantaggi concreti e, banalmente, in un Paese che offre sempre meno opportunità, un buon ritorno economico.

Facile, dunque, immaginare ragazzi che, magari nel post-maturità o durante un anno sabbatico, abbiano deciso di rispondere al bando per poi essere, magari, allettati da possibilità più remunerative, meno faticose o, semplicemente, dall’appeal del dolce far nulla. È qui che entrano in gioco i ragazzi di Treviso che, forti di un’esperienza evidentemente più che positiva, non ci stanno e tentano di promuovere il Servizio Civile presso i loro coetanei conterranei.

I volontari sponsorizzano il servizio civile

Prontamente, dunque, l’Associazione Comuni Marca Trevigiana e Volontarinsieme-Csv Treviso hanno deciso di utilizzare volti e racconti di questi ragazzi entusiasti per pubblicizzare il Servizio Civile come ciò che dovrebbe essere: non una semplice esperienza lavorativa, ma un’esperienza di vita che non lascia indifferenti e che porta con sé una grossa opportunità di crescita.

I ragazzi prestatisi a questa disinteressata operazione pubblicitaria hanno svolto le loro mansioni in molti ambiti diversi: c’è chi viene da un anno da volontario in un centro che si occupa di persone disabili, chi ha dato una mano in un progetto sul disagio giovanile, ma anche chi ha prestato servizio nei Comuni, nelle biblioteche, o ancora a supporto di anziani, migranti, minori, nelle scuole, nella promozione di attività culturali o nel settore ecologico. Un anno che, giurano i ragazzi coinvolti, è stato uno straordinario momento di crescita e maturazione, oltre ad una possibilità per valutare nuove strade e capire ciò che davvero si vorrà fare “da grandi”.

Entusiasta, naturalmente, anche  Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni Marca Trevigiana, che ricorda come il Servizio Civile sia una grande opportunità per fare esperienza nei campi lavorativi più disparati e costruire una solida ed ampia rete di contatti che possa, un giorno, proprio in ambito lavorativo, risultare utilissima. Tutto ciò senza dimenticare, ovviamente, il fatto che il contributo dei giovani sia, in tempi di grande carenza di personale, una grandissima mano per i Comuni interessati.

A breve il bando per il 2019

È, intanto, prevista a giorni la pubblicazione del bando per il Servizio Civile riguardo l’anno 2019 e a Treviso i posti saranno ben 240: le opportunità, dunque, non mancheranno per chi, in età compresa tra i 18 e i 28 anni, volesse farsi convincere dai volti sinceri dei suoi coetanei e decidere di tentare quest’esperienza. Il rimborso spese garantito dallo Stato sarà, come gli altri anni, di 433 euro mensili a fronte di 30 ore di servizio settimanali. Condizioni, evidentemente, non ritenute sufficientemente vantaggiose da chi ha deciso di tirarsi indietro, ma che, giurano i diretti interessati, non sono che una minima parte di un’esperienza assolutamente appagante.

Chiunque fosse interessato a chiedere informazioni o ad orientarsi fra i tanti ambiti nei quali è possibile impegnarsi può inviare una mail a promozione@trevisovolontariato.org o telefonare allo 0422 320191.

I ragazzi trevigiani sono pronti a giurare che ne vale la pena.

 

Ivan Marra

Nomina e formazione del DPO: approfondimenti e consulenza al nuovo Open Day ARES e PSB Consulting

Redazione No Comments

Mancano poche ore al nuovissimo evento ARES – PSB Consulting dedicato al GDPR e  alla scadenza dei termini per la comunicazione al Garante della Privacy del nominativo del Data Protection Officer (DPO) scelto da parte dell’azienda.

Ma chi è e cosa fa un DPO?

Il DPO è una figura professionale prevista dal Regolamento generale sulla protezione dei dati n.679/2016 che entrerà ufficialmente in vigore il 25 maggio 2018.

Pur se già prevista in alcune legislazioni europee, quella del DPO è una figura nuova in Italia: un professionista con ruolo aziendale, anche  esterno all’impresa, dotato di competenze giuridiche, informatiche, di risk managment e di analisi dei processi.

Sono obbligati a nominare un DPO:

  • – gli Enti pubblici;
  • – le aziende private con trattamento dei dati e monitoraggio sistematico su larga scala di dati sensibili;
  • – le aziende private con trattamento dei dati e monitoraggio sistematico su larga scala delle informazioni di carattere giudiziario.

Anche se non si rientra tra le categorie obbligate dalla 679 a nominare un DPO, è consigliabile, per tutte le aziende che trattano dati personali, nominare un Responsabile della Protezione Dati, anche per poter dimostrare, in caso di problemi, la volontà di adeguarsi alla normativa e di aver messo in campo tutte le misure per evitare il problema.

Il compito principale del DPO è quello di valutare, analizzare e organizzare il trattamento e la protezione dei dati personali all’interno dell’azienda affinché vengano trattati nel rispetto del nuovo regolamento europeo.

In pratica, il DPO, è il responsabile della protezione dei dati trattati dall’azienda ed:

  • – Informa e fornisce consulenza in merito agli obblighi derivanti dall’entrata in vigore del R.EU 679/16;
  • – Sorveglia l’osservanza del regolamento;
  • – Fornisce pareri in merito alla valutazione di impatto;
  • – Coopera con l’autorità di controllo;
  • – Funge da punto di contatto tra l’autorità di controllo e l’azienda.

Come anticipato, il ruolo di DPO può essere svolto da un dipendente dell’azienda o appaltato a un libero professionista o a un’ azienda esterna (nel qual caso dovrà essere nominato anche un responsabile del trattamento).

Il DPO deve essere adeguatamente formato e svolgere il suo ruolo in piena autonomia e indipendenza, tutelando i dati personali degli interessati e non gli interessi del titolare del trattamento, per questo il DPO è tutelato dall’articolo 38 del GDPR che stabilisce che la sua azione non debba subire alcuna ingerenza o pressione da parte del titolare del trattamento o da altri soggetti e che svolga la propria attività in piena autonomia. In base, invece, all’articolo 37 del GDPR il nominativo del DPO va comunicato al Garante per la Protezione dei Dati per permettergli di svolgere il suo ruolo di collegamento con l’Autorità di controllo.

Tutti gli approfondimenti ed i chiarimenti del caso saranno offerti gratuitamente dalla nuova e straordinaria occasione fornita da Ares – Associazione Ricerca e Sviluppo e da PSB Consulting e che vedrà i rispettivi esperti del settore fornire consulenza gratuita in un Open Day che si terrà, per l’appunto, il 25 maggio dalle ore 9:00 alle 18:30 presso la stessa sede ARES sita in Viale Campi Flegrei 41.

C’è da dire, inoltre, che pur  non essendo contemplato alcun obbligo di nominare quale DPO dei soggetti in possesso di attestati o che abbiano partecipato a corsi di formazione, come precisato dal Garante per la Privacy, è senza dubbio opportuno privilegiare DPO che dimostrino qualità professionali adeguate alla complessità del compito da svolgere, con master o corsi di studio nel caso di liberi professionisti, o affidarsi ad Aziende di comprovata fama e affidabilità.

È importante sottolineare che il DPO non è personalmente responsabile dell’inosservanza degli obblighi del Responsabile del trattamento dei dati, previsti dal GDPR. Esso risponde solo dello svolgimento dei suoi obblighi di consulenza ed assistenza nei confronti del titolare del trattamento dei dati, che resta l’unico responsabile di quanto da lui compiuto. È opportuno quindi, che tra queste due figure ci sia la massima collaborazione e fiducia.

Vuoi maggiori informazioni sulla figura del DPO, sul GDPR e la tutela della privacy? Partecipa al seminario informativo che si terrà il 25 Maggio per ottenere una consulenza gratuita!

https://www.infoares.it/formazione/il-25-maggio-e-vicino-ares-celebra-e-supporta-il-gdpr/

La Redazione

giovani ed il servizio civile nazionale

Il Servizio Civile apre le porte anche ai giovani tra i 16 e i 18 anni

Redazione No Comments

Gli orizzonti del Servizio Civile sono stati ampliati, infatti sarà possibile concorrere anche per i giovani di età compresa tra i 16 e 18. L’iniziativa parte dall’idea comune di favorire la crescita di consapevolezza e laboriosità anche nei giovanissimi

Il Servizio Civile nasce con lo scopo di fare volontariato in modo da poter favorire la cittadinanza attiva, l’aiuto verso le fasce più deboli e la crescita personale. La durata prevista è di 12 mesi per un impegno di 5 o 6 giorni a settimana e prevede un rimborso spese di 433,80 euro ogni mese.

I requisiti base per poter accedere al bando di concorso sono svariati e primo tra tutti spicca l’aver raggiunto la maggiore età e non aver superato i 28 anni e 364 giorni di vita. Per chi non lo sapesse, invece, è stata data la la possibilità anche ai più giovani di poter partecipare al concorso, partendo dal progetto “Due mesi in positivo” che vede ragazzi tra i 16 e i 18 anni impegnati in attività di volontariato nei mesi estivi. Attraverso questa iniziativa si cerca di incrementare il senso di responsabilità e la consapevolezza del mondo lavorativo nei giovani, favorendo al contempo gli enti e le associazioni presenti sul territorio.

Il progetto “Due mesi in positivo” coinvolge i ragazzi in esperienze davvero uniche che danno loro la possibilità di poter coltivare ancora meglio le proprie passioni e le proprie inclinazioni, dopo aver terminato l’anno scolastico. A differenza del Servizio Civile rivolto alle persone maggiorenni, questa opportunità ha una durata di soli due mesi che, per quest’anno, si estende nell’arco di tempo compreso tra il 14 giugno 2018 e il 14 agosto 2018.

Ogni regione avrà il suo bando a cui poter accedere, rintracciabile sul sito regionale, oppure rivolgendosi alla Strutture politiche sociali e giovanili dell’Assessorato della Sanità che si occupa del Servizio Civile.

Per ciò che concerne la presentazione dei progetti, gli enti accreditati all’Albo Regionale di Servizio Civile oppure al Servizio Civile Nazionale hanno come limite di tempo il 9 aprile 2018.

Altri progetti simili hanno avuto riscontro già nel 2009 nel Nord Italia (Friuli Venezia Giulia), con un progetto che prendeva il nome di “Servizio Civile Solidale” per giovani tra i 16 e i 17 anni, in cui si cercava di favorire esperienze di solidarietà e partecipazione attiva nella comunità di appartenenza.

Il bando era stato proposto dall’associazione onlus Progettoautismo FVG, presso la quale era possibile anche fare domanda di ammissione e che prevedeva un impegno minimo di almeno 240 ore fino ad un massimo di 360 ore, nel primo caso distribuite nell’arco del periodo estivo, mentre per chi sceglieva il periodo più lungo le ore erano smistate nel corso dell’anno presso enti che si occupavano di promozione culturale, tutela del patrimonio storico-culturale, educazione civica, sport, diritti umani e della pace.

Se richiesto, il bando prevedeva anche la possibilità di svolgere il Servizio presso gli istituti scolastici.

Anche per questa iniziativa era stato previsto un riconoscimento economico pari a 594,92 euro per i progetti di 240 ore, mentre per i progetti di 360 ore il compenso era di 892,38 euro, versate in un’unica volta al termine dell’operato sul conto corrente del genitore del volontario.

Carla Sarnataro

servizio civile nazionale

Servizio civile: tutte le informazioni

Redazione No Comments

Tutto ciò che c’è da sapere sul servizio civile: durata, progetti, a chi è rivolto, cosa si fa, quanto si guadagna

Che cos’è il servizio civile ?

Il servizio civile nazionale rappresenta, oggi, un’interessante opportunità per tutti quei giovani che vogliano dare il loro contributo al progresso sociale del paese, iniziando contemporaneamente a familiarizzare con alcune realtà del mondo del lavoro.

Rispetto all’ormai abolito servizio civile obbligatorio, di cui ha preso il posto, si presenta come un’opportunità che viene offerta su base volontaria, ma ne mantiene gli obiettivi statutari: protezione civile, assistenza, tutela del patrimonio artistico, ambientale e culturale del nostro paese, formazione civica e promozione della solidarietà sociale, della cultura italiana all’estero, dello sport e dei valori della pace.

Si può accedere al Servizio Civile partecipando ad uno dei tanti bandi pubblici promossi e pubblicati sul sito istituzionale del servizio civile, sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti degli enti ed associazioni coinvolte nei singoli progetti: va scelto il progetto a cui si intende partecipare, compilata correttamente e spedita la modulistica che viene fornita ed infine ci si presenterà ai colloqui selettivi, gestiti dall’ente/associazione, titolare del progetto.

Quanto dura il servizio civile ed a chi è rivolto

Il servizio civile ha una durata di 12 mesi e può essere effettuato solo una volta; è rivolto ai giovani di ambo i sessi, di età compresa tra i 18 ed i 28 anni, che godano dei diritti civili e politici ed abbiano cittadinanza italiana, europea, o extra europea ma con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo.

Non possono partecipare coloro che appartengano ai corpi militari dello stato, ne che intrattengano rapporti professionali o di collaborazione con l’ente che ospiterà il progetto di servizio civile, o che abbiano conseguito condanne penali con detenzione superiore ad un anno.

Cosa si fa

Le attività in cui sarà impegnato un volontario del servizio civile, saranno strettamente connesse al tipo di progetto a cui si è partecipato e potranno variare dall’assistenza agli uffici in cui si viene impiegati, al supporto in progetti di sostegno scolastico, dall’impiego nei centri culturali italiani all’estero, ad attività bibliotecarie, etc; il volontario riceverà preliminarmente un’adeguata formazione e sarà poi costantemente affiancato nello svolgimento delle sue mansioni.

Quanto tempo si lavora e quanto si guadagna

Il servizio civile richiede un impegno settimanale non superiore alle 25 ore di lavoro, ripartite, di norma, in 5 o 6 giornate lavorative; il guadagno è di 433,80 euro (netti) al mese, più un’indennità giornaliera, per chi lavora all’estero, variabile tra i 13 ed i 15 euro, a seconda del paese in cui si lavora.

Giuseppe Esposito

ares tirocini formativi

Novità importanti sui Tirocini Formativi

Redazione No Comments

A partire dal giorno 7 maggio 2018 entreranno in vigore le nuove direttive riguardanti i Tirocini Formativi.

Sono state diramate, nel nuovo BURC, tutte le novità riguardanti i Tirocini Formativi stabilite dalla Regione Campania al fine di incentivare l’impiego sia di nuova forza lavoro sia di lavoratori in Cassa Integrazione. Ma vediamo più nello specifico quali sono i cambiamento previsti.

Le nuove categorie di lavoratori previste dal BURC

La nuova normativa non solo riguarda disoccupati e disabili, ma anche salariati beneficianti di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, così come è stato previsto dal decreto legislativo numero 150 del 2015. Impiegati a rischio disoccupazione, cioè lavoratori impiegati in aziende localizzate nella Regione Campania soggetti ai provvedimenti del CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) a causa della crisi.

Il CIGS riguarda anche la ristrutturazione, la riorganizzazione e la riconversione aziendale, oltre che le procedure concorsuali o di cessazione di attività. Il CIG (Cassa Integrazione Guadagni) in deroga e i dipendenti di imprese che aderiscono ai contratti di solidarietà.  Inoltre i lavoratori in somministrazione, presenti in azienda, saranno inseriti nel conteggio complessivo riguardanti i tirocini attivabili simultaneamente.

Cosa cambia nella durata e nell’indennità mensile dei tirocini? 

La Regione Campania ha stabilito come durata massima del tirocinio dodici mesi per tutte le varietà di tirocinanti, ad eccezione dei disabili, per i quali l’apprendistato può durare fino a ventiquattro mesi. Per il periodo estivo i tirocinanti dovranno operare per un minimo di quattordici giorni ed un massimo di quarantacinque giorni. Per quanto riguarda l’indennità minima mensile, si passa da quattrocento euro (previsti nel Regolamento del 2013) a cinquecento euro. Dunque un cambio importante e significativo.

Altri aspetti importanti per i Tirocini Formativi  

Per favorire l’inclusione sociale sono stati inseriti tirocini particolari. Per le aziende che abbiano preso nel biennio antecedente i tirocinanti ospitati, è stata annunciata una deroga al limite numerico previsto per l’attivazione di nuovi tirocini. Il BURC prevede, inoltre, l’intensificazione dei controlli e una maggiore chiarezza sulle sanzioni circa gli abusi riguardanti i tirocini. Per i tirocinanti è stato previsto un giudizio, al termine della loro esperienza formativa, in modo da poter testare efficacemente non solo le conoscenze acquisite ma anche l’efficienza dell’azienda ospitante.

Alessandro Maria Raffone

coordinatore della sicurezza in fase dei lavori

Chi è il Coordinatore della Sicurezza nei cantieri temporanei o mobili?

Redazione No Comments

Scopriamo insieme l’importanza di una delle figure professionali previste dal CNI

Il Coordinatore della Sicurezza nei cantieri temporanei e mobili è una figura fondamentale all’interno dei luoghi di lavoro ed è, infatti, la figura alla quale il Committente o il Responsabile dei lavori affida il compito di occuparsi del coordinamento tra tutte le imprese che sono incaricate dei lavori. L’obiettivo è quello di eliminare completamente i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il compito principale del Coordinatore della Sicurezza attraversa, dunque, tutto il periodo dei lavori e va, infatti, dalla progettazione alla realizzazione dei lavori stessi.

L’importanza del Coordinatore della Sicurezza

Il Coordinatore della Sicurezza riveste un ruolo fondamentale per l’organizzazione e per la realizzazione dei lavori; infatti, in base a quanto previsto dal Testo Unico per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (come espressamente legiferato nel D.lgs. 81/2008), il coordinatore della sicurezza ha due ruoli fondamentali:

In fase di progettazione, il Coordinatore si occupa di redigere il Piano di Sicurezza e di Coordinamento preparando dettagliatamente la sicurezza nei cantieri (sfasamento delle lavorazioni, apprestamenti, ecc.)

Chi può diventare Coordinatore della Sicurezza?

Questi ruoli possono essere ricoperti sia dello stesso professionista che da due differenti tecnici. Tutti i laureati in ingegneria, geologia, architettura, scienze agrarie o forestali, con laurea di primo livello o laurea magistrale e tutti i diplomati, geometri o periti industriali, possono svolgere queste funzioni.

Formazione specifica e sbocchi lavorativi

Il corso di Coordinatore della Sicurezza nei cantieri temporanei o mobili ha lo scopo di fornire a tutti i partecipanti una conoscenza approfondita e specifica della normativa sull’igiene e sulla sicurezza del lavoro e di far sì che ogni partecipante possa essere in grado di valutare tutti gli aspetti relativi alla gestione e all’organizzazione dei cantieri. L’acquisizione delle competenze previste dal ruolo di Coordinatore della Sicurezza nei cantieri temporanei o mobili garantisce, inoltre, la possibilità di svolgere una professione innovativa e complementare a quella degli architetti e degli ingegneri.

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Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Via Cardito, n.203 - 83031 Ariano Irpino (AV) / Mail : info@infoares.it