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Servizio Civile: una risorsa figlia dell’etica

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Andiamo ad analizzare quali sono i saldi principi che hanno portato il Servizio Civile ad essere oggi un’affermata realtà

La morale e l’etica su cui si erge il Servizio Civile Nazionale affondano le loro radici nel 1972, quando sotto la crescente pressione delle organizzazioni non violente il governo italiano approva la legge n. 772, riguardante le norme in materia di obiezione di coscienza. La legge concede il diritto all’obiezione per motivi religiosi, filosofici o morali e istituisce il Servizio Civile come alternativa alla leva militare obbligatoria.

Ma è solo con la legge del 6/03/2001 n. 64 che verrà fondato Il Servizio Civile Nazionale, diventando non più una mera alternativa ma un servizio a sé stante. Esso si sostituirà definitivamente al servizio di leva militare con la sospensione di quest’ultimo nel 2005.

Lavoro di squadra

Con il decreto legislativo n. 40 del 6/03/2017 il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e gli enti di Servizio Civile Universale si impegnano a cooperare in base ai principi del confronto, della lealtà e della fattibilità, ognuno nei propri ambiti, per una massima valorizzazione dell’istituto in questione.

L’impegno del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale

  • I suddetti enti si impegnano a svolgere un’attività di promozione del Servizio Civile, divulgando informazioni di ogni genere: finalità dell’istituto, ruolo svolto dagli operatori, obiettivi e risultati degli interventi e impatto di questi ultimi sul territorio. Lo scopo finale è quello di avvicinare i giovani a questa realtà; ricordiamo infatti che il Servizio Civile offre ai ragazzi un percorso di formazione civica, sociale, culturale e professionale attraverso esperienze di cooperazione, solidarietà e responsabilità.
  • L’aiuto reciproco è visibile nell’impegno di sostenere gli enti di Servizio Civile Universale con iniziative volte ad elevare la qualità dei progetti e a valorizzarne il ruolo nell’ambito delle attività di promozione del Servizio Civile Universale e di diffusione dei relativi valori. Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale offrirà in aggiunta corsi di formazione per il personale degli enti coinvolti.

L’impegno degli enti di Servizio Civile Universale

L’onere degli enti del Servizio Civile Universale tocca diversi temi. Andiamo brevemente ad analizzarli:

  • In primis essi si impegnano nell’attuazione di una legge che valorizzi la difesa della patria e che sia intesa non nei termini di un’aggressione militare esterna, ma in forme di impegno sociale non armato e non violento, che mettano in risalto valori quali la pace, la solidarietà e la comunicazione tra i popoli.
  • Gli enti riconoscono il ruolo di integrazione e di inclusione che il Servizio Civile rappresenta per i giovani nella società, cercando di ridurre al minimo il divario tra i bisogni della comunità e le risorse dello Stato. L’istituto viene considerato inoltre come una risorsa per i disabili ed i meno agiati facendo della tutela dei diritti il suo cavallo di battaglia.
  • Essi si impegnano nella formazione culturale e professionale dei giovani, permettendo loro di avvicinarsi al mondo del lavoro attraverso il supporto di professionisti competenti. L’obiettivo è inoltre lo sviluppo di una coscienza civica nel cittadino affinché possa relazionarsi con le istituzioni nel pieno rispetto delle regole democratiche.
  • Gli enti riconoscono il diritto degli operatori a conoscere esattamente gli ambiti in cui essi dovranno operare, allo scopo di metterli perfettamente a proprio agio mediante la scelta consapevole di un’attività che sia pertinente alle proprie attitudini.
  • Essi si impegnano inoltre a non inserire gli operatori in attività non attinenti al Servizio Civile, a favorire l’integrazione degli stessi nella struttura in cui sono destinati e a renderli partecipi in ogni fase del progetto. In questo modo i partecipanti potranno avere un quadro completo e un’esperienza a 360 gradi dell’ambiente lavorativo e del modus operandi.

Davide Gabriele Bianco

Nuovissime sul GDPR: la delega slitta al 21 agosto 2018.

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25 maggio 2018 – Finalmente è giunto il fatidico giorno del GDPR, tuttavia, in Italia, a causa di uno step governativo, non è ancora stato possibile recepire la necessaria delega che slitta al 21 agosto 2018.

Come già ampiamente ricordato nei nostri precedenti articoli,oggi, 25 maggio 2018, il GDPR, vale a dire, il Regolamento Europeo 679/2016 che legifera sulla tutela della privacy e della sicurezza dei dati del cittadino comunitario è effettivo. 

Dal momento che il GDPR risulta essere un Regolamento a tutti gli effetti, non ha bisogno di una legge nazionale per essere recepito nella legislazione italiana. In alcuni casi particolari, però, è stato previsto che il legislatore debba intervenire per renderlo uniforme alla legislazione locale.

In Italia, tuttavia, è avvenuto un deceleramento rispetto alla procedura di adeguamento della normativa italiana rispetto al General Data Protection Regulation. Questo perché il Governo, in seguito ad un mandato del Parlamento, avrebbe dovuto accogliere nel nostro quadro legislativo la normativa afferente al GDPR entro il 21 maggio 2018

Purtroppo, così non è stato, comportando di conseguenza una nuova data per il recepimento: ovvero il 21 agosto 2018.

I pareri delle Commissioni speciali dei due rami che compongono il nostro Parlamento non sono stati esplicitati. Il Garante della Privacy, da parte sua, ha pronunciato un giudizio favorevole, ma con alcune precisazioni.

Attualmente la situazione in Italia si presenta così: il GDPR ha piena validità dal 25 maggio e, pertanto, dovrà essere eseguito pienamente, nonostante il fatto che il decreto non sia stato ancora adottato.  È da ricordare, inoltre, che al momento della sua entrata in vigore, le leggi italiane, in contrasto con la rispettiva legislazione europea, non saranno più attuabili.

Le sanzioni per chi non è in regola…tra l’altro, è risaputo! Sono abbastanza ingenti, anche fino al 4%el fatturato annuo dell’azienda.

La Redazione

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