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operatore socio sanitario sassari

OSS: A Sassari mancano per un’ora e l’igiene dei pazienti salta

Redazione No Comments

L’increscioso episodio è avvenuto in una clinica di Sassari. Gli OSS mancavano per un’ora e gli infermieri si sono rifiutati di occuparsi dell’igiene dei pazienti

A volte, accadono eventi incresciosi che destano scalpore. Quello che vi stiamo per raccontare e uno di questi.

Infermieri e OSS a Sassari

I pazienti dovrebbero essere sempre rispettati e il loro benessere messo sempre al di sopra di tutto.

L’azienda sanitaria dove si è svolta la vicenda, occorsa alcuni giorni fa, ha stabilito una turnazione ridotta per gli OSS (Operatori Socio Sanitari) impiegati per risparmiare e non andare così in rosso.

Per un’ora, dalle 13.00 alle 14.00, gli OSS staccano, lasciando tutte le loro attività e funzioni in mano ai loro colleghi infermieri.

Questi ultimi hanno ritenuto, e ritengono ancora, degradante per il loro ruolo svolgere le mansioni che competono agli Operatori Socio Sanitari.

L’igiene non è una competenza del settore infermieristico

Il problema si è posto nel momento in cui i pazienti hanno richiesto, agli infermieri, di essere puliti. Molti di questi ultimi hanno rifiutato di svolgere questa mansione, facendo presente che avevano incombenze più importanti.

I pazienti avrebbero dovuto aspettare le due del pomeriggio per poter essere lavati dagli Operatori Socio Sanitari.

Coordinamento regionale SHC

A segnalare l’increscioso episodio è stato il Coordinamento regionale sardo SHC (Sindacato degli OSS), che ha redatto una missiva alla direzione aziendale per chiedere di prendere immediati provvedimenti visto che “violare il diritto dei cittadini-pazienti che richiedono cure igieniche comporta omissione di atti di ufficio e genera un chiaro rischio per la salute degli stessi pazienti“.

La risposta dell’Ospedale

L’ospedale in questione ha incontrato i rappresentanti del sindacato degli OSS e ha informato, per lettera, tutti i Coordinatori infermieristici di eseguire le dovute prestazioni di assistenza sanitaria.

Come sempre vi terremo aggiornati sulla situazione, nella speranza che fatti come questi non accadano più.

Alessandro Maria Raffone

elenco regionale operatore socio sanitari

Maxi concorsi per OSS e infermieri: informazioni utili

Redazione No Comments

Sono stati predisposti due concorsi pubblici per il 2019 per l’assunzione di Operatori Socio Sanitari e infermieri: 167 i posti disponibili

L’Azienda Ospedaliera Universitaria di Catanzaro ha messo a disposizione 167 posti totali per Operatori Socio Sanitati e infermieri, nello specifico:

  • 102 posti di lavoro per gli Operatori Socio Sanitari;
  • 65 posti di lavoro disponibili per gli infermieri.

Le assunzioni sono effettuate mediante il superamento di concorso e sono a tempo indeterminato, con orario full time. Il concorso è suddiviso in prove scritte e orali, ma anche prove pratiche, al di là di possibili preselezioni da effettuare in base al numero di candidati che parteciperanno.

Inoltre, è prevista una riserva di 33 posti per il concorso per OSS e 32 posti per personale infermieristico.

I requisiti di partecipazione

I candidati che verranno a prendere parte alla selezione dovranno soddisfare dei requisiti generali e specifici.

Per quanto riguarda i requisiti generali, essi prevedono che il candidato sua:

  • cittadino italiano;
  • deve godere di diritti civili e politici;
  • deve avere idoneità fisica per affrontare i compiti previsti dal lavoro;
  • non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo;
  • non essere stati dispensati dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione.

Per quel che interessa i requisiti specifici, i candidati che intendono partecipare al concorso per Operatore Socio Sanitario devono;

  • essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado o assolvimento dell’obbligo scolastico;
  • essere in possesso del titolo di Operatore Socio Sanitario ottenuto in seguito al superamento di un corso di formazione, con relativo attestato.

Per coloro che intendono partecipare al concorso per il personale infermieristico devono:

  • essere in possesso della laurea di primo livello in infermieristica;
  • essere iscritti all’albo professionale.

Il concorso presso l’Azienda Ospedaliera di Catanzaro sarà attivo fino al 17 febbraio 2019; si consiglia i candidati una lettura approfondita del bando sia per OSS che per infermieri.

Altri concorsi attivi

Un altro concorso attivo fino al 14 gennaio 2019 esclusivamente per Operatore Socio Sanitario è presso il Centro Servizi per Anziani Pietro e Santa Scarmignan di Merlara, in provincia di Padova. Il concorso prevede l’assunzione full time e a tempo indeterminato di quattro OSS.

Per partecipare al concorso presso il Centro Servizi per Anziani Pietro e Santa Scarmignan, sarà necessario presentare la domanda allegata al bando di concorso presso la segreteria del Centro tramite:  mezzo di raccomandata; mediante indirizzo di Posta Elettronica Certificata o direttamente a mano all’Ufficio Protocollo dell’Ente.

Carla Sarnataro

comune di poderobba operatore socio sanitario

Operatore Socio Sanitario (OSS): bando del Comune di Pederobba

Redazione No Comments

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il bando è finalizzato al reclutamento di varie figure professionali, tra cui quella di Operatore Socio Sanitario (OSS)

C’è anche l’operatore socio sanitario (OSS) tra le 17 figure professionali ricercate dal Comune veneto di Pederobba. Il bando apposito, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 97 del 7/12/2018 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/12/07/97/s4/pdf), è finalizzato alla selezione ed al reclutamento di 17 unità, divise tra infermieri, operatori socio sanitari ed educatori professionali.

Alla figura dell’OSS sono riservati tre dei 17 posti totali disponibili, da individuare tramite procedura selettiva per soli esami, finalizzata alla formazione di una graduatoria a tempo indeterminato con contratto di lavoro part – time orizzontale.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 6 febbraio 2019.

Bando OSS Comune di Pederobba: i requisiti per partecipare

I requisiti generali, di cui deve essere in possesso chiunque abbia intenzione di partecipare al bando, sono:

  • Essere in possesso della cittadinanza italiana
  • Aver compiuto il diciottesimo anno d’età
  • Godere dei diritti civili e politici
  • Non aver subito condanne penali che precludano l’accesso ai Pubblici Uffici
  • Non essere stati destituiti dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione
  • Non essere esclusi dall’elettorato politico attivo
  • Essere in posizione regolare rispetto agli obblighi di leva
  • Essere in possesso dei requisiti psico – fisici idonei alla professione

Oltre a ciò, requisito specifico per la partecipazione al bando OSS Comune di Pederobba è il possesso dell’attestato di qualifica professionale di Operatore Socio Sanitario (OSS) o titolo afferente.

A questo link (https://www.operepiedionigo.it/concorso-pubblico-oss-prot-3341-2018/) potete trovare tutte le altre informazioni utili a conoscere i termini del bando nel dettaglio, oltre alle modalità di partecipazione ad esso.

Bando OSS Comune di Pederobba: i corsi professionali per OSS di ARES permettono di partecipare

ARES, Associazione Ricerca E Sviluppo, è un’associazione senza scopo di lucro che mette a disposizione di tutti coloro che vogliano acquisire la qualifica di Operatore Socio Sanitario (OSS) la competenza e l’esperienza di chi si è affermato nel campo della formazione e aggiornamento professionale grazie ad un impegno ventennale. I nostri corsi di formazione, tra cui il Corso per Operatore Socio Sanitario (OSS) (https://www.infoares.it/formazione/corsi-di-formazione-professionale/corso-di-oss-a-napoli-operatore-socio-sanitario/), sono riconosciuti dalla Regione Campania e rilasciano un attestato che ha validità su tutto il territorio nazionale.

Se volete saperne di più sui nostri corsi, potete contattare i seguenti recapiti: Tel: 0815704220 / 0815705650 – Fax : 08119360595 / 08119360666 – Mobile: 3929164153. Mail : info@infoares.it

   Articolo di: Giuseppe Esposito

operatore socio sanitario scrivono al governo

Anziani maltrattati: Migep e Shc Oss scrivono al Governo

Redazione No Comments

Una lettera con denunce e proposte

I sindacati Migep e Shc Oss scrivono una lettera aperta al ministro della Salute Giulia Grillo, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai componenti del Governo e alle maggiori cariche del Parlamento dopo l’ennesimo caso di cronaca di anziani maltrattati.

L’obiettivo è denunciare la situazione delle case di riposo in Italia: «Una giungla – scrivono – di tante irregolarità, in cui si aggirano le autorizzazioni, si offre assistenza inadeguata, tariffe fuori controllo». Gli autori della missiva lamentano, inoltre, carenze igienico-sanitarie nonché contrattuali.

«Occorre cambiare le regole di lavoro – spiegano le due associazioni –, bisogna modificare le leggi sulle case di riposo: no ai minutaggi che trattano il personale come schiavi, colpendo di riflesso gli ospiti».

I suggerimenti

Migep e Shc Oss non si fermano alla denuncia, ma offrono suggerimenti e proposte concrete: «Per garantire idonee condizioni di vita delle persone non autosufficienti impossibilitate ad autodifendersi sarebbe necessario che la magistratura, il Ministro della Salute, il Governo agissero non solamente nei confronti di coloro che maltrattano i ricoverati, ma anche nei riguardi degli amministratori e dei funzionari delle Asl, che in base alle leggi vigenti devono assicurare le cure sanitarie e socio-sanitarie, nonché le relative attività di controllo. C’è la necessità che tutti gli operatori prima di essere assunti per lo svolgimento di attività siano sottoposti con tutte le garanzie di riservatezza del caso, a un esame approfondito della loro personalità».

Obiettivi e miglioramenti possibili

Le associazioni auspicano una «prevenzione sull’abuso agli anziani, supporto alle vittime e un’azione importante verso gli abusanti, oltre la formazione degli operatori del settore». «Bisogna istituire aggiornamenti mensili – continuano nella lettera/appello –, corsi annuali sull’abuso e sul maltrattamento verso gli ospiti-pazienti e verso gli operatori». Tali corsi non si svolgono in Italia, né sono previsti nei Contratti Nazionali per questi operatori”.

Infine, la denuncia individua due priorità: nominare un Commissario straordinario con ampie competenze e poteri ispettivi in tutte le residenze per anziani; revisionare l’accreditamento e le autorizzazioni, perché alcune strutture private riceverebbero finanziamenti in base a convenzioni, pur non avendo i requisiti e non subendo seri controlli.

Articolo di: Giovanni Luca Montanino

concorso operatore socio sanitario ospedale antonio cardarelli

L’Operatore Socio Sanitario, una figura ricercata

Redazione No Comments

L’Operatore Socio Sanitario, conosciuto anche come OSS, è una figura specializzata nell’assistenza infermieristica al momento molto ricercata. Curare non significa solo rimarginare una ferita, ma anche ricevere assistenza sul piano psicologico ed empatico, ed è quello che fanno gli Operatori Socio Sanitari in Italia.

Cosa fa un OSS?

La figura dell’Operatore Socio Sanitario è molto richiesta sul territorio nazionale ed è destinata a prestare aiuto a coloro che si trovano in condizioni di disagio, in modo da poter semplificare le loro interazioni nel mondo sociale.

Per diventare OSS è necessario frequentare corsi di formazione specifici, in cui si riceveranno le giuste informazioni per la gestione e la cura delle diverse condizioni di salute del paziente. L’Operatore Socio Sanitario dovrà prestare assistenza infermieristica al paziente, non solo sul piano della riabilitazione e della cura, ma rieducandolo al nuovo stile di vita e cercando di ristabilire in lui le condizioni fisiche, ma anche psicologiche, adatte ad affrontare la nuova condizione di salute.

Un esperto OSS dovrà favorire nell’individuo l’equilibrio e il benessere di cui è stato privato al momento del disagio o della condizione di “non-autosufficienza”. L’Operatore Socio Sanitario non sarà solo in questo compito: infatti, potrà sempre interfacciarsi con esperti e professionisti del campo medico-sanitario al fine di prestare un servizio efficiente.

Come si diventa OSS?

Per diventare OSS innanzitutto è necessaria la predisposizione ad aiutare il prossimo, oltre che un forte senso di empatia verso l’altro.Tuttavia, come accennato sopra, c’è bisogno anche di conoscenze tecniche che possono essere acquisite tramite dei corsi di formazione appositi.

In seguito alla partecipazione al corso,  l’Operatore acquisirà le competenze tecniche e relazionali necessarie per assistere una persona in difficoltà. Coloro che saranno formati e avranno acquisito il titolo di OSS potranno affiancare persone con disagi, anche in condizioni particolari e poco comuni, come nel caso di pazienti con stomie.

Che cos’è una stomia e come trattarla?

La stomia è un’apertura creata sulla parte addominale, in seguito ad un intervento, da cui fuoriesce una parte di intestino o ureteri. Le cause che comportano la necessità di creare una stomia sono varie, come: Morbo di Crohn, Rettocolite ulcerosa, Traumi addominali e Tumori.

Bisogna tenere conto che la stomia non è dotata né di muscolo né di sfintere, quindi non può dilatarsi o restringersi a seconda delle necessità del paziente. Per questo motivo, è necessario applicare un dispositivo di raccolta delle feci e delle urine all’altezza dell’apertura che l’OSS dovrà igienizzare e cambiare in modo professionale.

OSS e corsi di formazione

Da anni ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo) mette a disposizione degli utenti diversi corsi di formazione, tra cui il Corso per OSS. Un team composto da esperti si occuperà di formare i discenti, su un piano empatico oltre che professionale, provvedendo al conseguimento di un attestato che abbia validità su tutto il territorio nazionale.

Per eventuali informazioni contattare i numeri: Telefono: 081/5704220 – Mobile con Whatsapp:3929164153, oppure inviare un’e-mail all’indirizzo: ares@infoares.it

 

                                   Articolo di : Carla Sarnataro

operatore socio sanitario e giornata mondiale del lavaggio delle mani

Gli operatori Socio Sanitari e la giornata mondiale del lavaggio delle mani

Redazione No Comments

Cinque come le dita di una mano, cinque come i momenti fondamentali nel lavaggio delle mani nelle attività assistenziali e sanitarie, il quinto giorno del quinto mese dell’anno: nasce così, per volontà dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la giornata mondiale del lavaggio delle mani nelle attività sanitarie e assistenziali (Hand Hygiene Day).

Appuntamento fisso da ormai 8 anni, da quando, nel 2010, l’OMS ha deciso che era necessario sensibilizzare tutti coloro che sono a contatto con il malato (medici, infermieri, Operatori socio Sanitari e pazienti) sulle norme igieniche necessarie per la tutela del paziente e, in ultima analisi, dell’intera comunità.

L’importanza dell’igiene delle mani è concetto entrato nel bagaglio culturale medico a metà del diciannovesimo secolo grazie agli studi del medico ungherese Ignác Semmelweis che riuscì a dimostrare come, semplicemente lavandosi le mani tra un paziente e l’altro, era possibile ridurre notevolmente i decessi per infezioni e setticemie, all’epoca molto frequenti.

Senza bisogno di risalire al diciannovesimo secolo, è ormai ampiamente noto che nelle strutture sanitarie dove il personale sanitario cura correttamente l’igiene delle mani si riduce il rischio di trasmissione di batteri antibiotico-resistenti, uno sei principali problemi e pericoli per la salute pubblica.

Lo scopo del lavaggio delle mani è quello di ridurre il più possibile la flora batterica e prevenire il passaggio di microorganismi dall’ambiente ospedaliero al paziente e viceversa. È quindi importante che anche l’Operatore Socio Sanitario, a causa del suo stretto e continuo rapporti con il paziente e le strutture ospedaliere, sia ben formato e pronto al corretto lavaggio delle mani nelle sue varie metodologie.

Le diverse metodologie di lavaggio delle mani dipendono da situazioni operative differenti:

  1. Lavaggio sociale, il più frequente e quello maggiormente praticato dall’Operatore Socio Sanitario, da eseguirsi prima di manipolare farmaci o di preparare o servire alimenti. Anche in contesto non sanitario.
  2. il Lavaggio Antisettico, da utilizzarsi prima e dopo il contatto col paziente, differisce dal precedente solo per il materiale utilizzato (sapone o liquido antisettico al posto di quello normale)
  3. il Lavaggio Chirurgico, difficilmente utilizzato dall’OSS, da effettuarsi prima di una procedura chirurgica.

Qualunque sia la metodologia di lavaggio utilizzata, la pulizia delle mani è indicata, secondo le disposizioni dell’OMS, nei seguenti casi:

  1. prima e dopo il contatto diretto con il malato;
  2. dopo la rimozione dei guanti non sterili;
  3. dopo il contatto con liquidi e secrezioni corporee, mucose o cute non integra o in caso di medicazione delle ferite;
  4. quando, assistendo lo stesso malato, si passa da una sede del corpo contaminata a una pulita;
  5. dopo contatto con oggetti nell’immediata vicinanza del malato.

Escludendo i pochi Operatori Socio Sanitari Specializzati impiegati in sala operatoria, tutti gli Operatori Socio Sanitari sono tenuti a  conoscere e saper applicare la procedura di lavaggio delle mani per il lavaggio sociale e per quello antisettico, che, come accennato prima, differisce solo per il materiale utilizzato:

Ricordare sempre che prima del lavaggio delle mani deve essere garantita da parte dell’Operatore la cura e l’igiene delle proprie mani con standard di riferimento che prevedono:

  1. unghie corte e prive di smalto, per prevenire l’accumulo di batteri sotto la superficie delle unghie e in eventuali sfaldature dello smalto;
  2. assenza di monili (anelli, bracciali, orologi), che potrebbero ospitare batteri patogeni;
  3. cute delle mani curata e priva di screpolature, per prevenire il contagio dell’Operatore.

Preparare il materiale occorrente:

  1. Ampio lavandino, possibilmente con comando a pedale
  2. Sapone liquido o antisettico
  3. Asciugamano, meglio se usa e getta.
  4. A) Aprire il rubinetto con il gomito o con il piede, quando possibile, per ridurre il rischio di disseminare organismi nell’ambiente
  5. B) Regolare l’acqua ad una temperatura confortevole e non troppo calda per evitare di danneggiare il fil idrolipidico protettivo delle mani e ridurre il rischio di dermatiti.
  6. C) Bagnare uniformemente mani e polsi
  7. D) Applicare una sufficiente quantità di detergente e strofinare uniformemente mani e polsi per almeno 30 secondi, avendo cura di raggiungere tutte le parti della mano e, in particolar modo, spazi interdigitali e spazi sotto le unghie.
  8. E) Risciacquare con acqua corrente avendo cura di tenere le mani alte rispetto agli avambracci.
  9. F) Asciugare le mani con un asciugamano monouso per eliminare l’umidità residua
  10. G) Chiudere il rubinetto con il gomito o, se manuale, utilizzando un lembo dell’asciugamano per non contaminare le mani appena lavate.

In totale la procedura di lavaggio delle mani non dovrebbe durare meno di 60 secondi.

Paola Lorello

operatore socio sanitario e alimentazione enterale

L’Operatore socio sanitario e l’alimentazione enterale

Redazione No Comments

La nutrizione artificiale è una procedura terapeutica che si rende necessaria per sostituire, in tutto o in parte, i bisogni dei pazienti non in grado di alimentarsi sufficientemente per via naturale; si divide in Nutrizione parenterale, in cui i nutrienti vengono somministrati direttamente nella circolazione sanguigna, e Nutrizione Enterale, in cui le preparazioni nutrizionali vengono immesse nell’apparato digerente nel paziente attraverso sonde o stomie.

Le sonde possono essere di vari materiali e lunghezze e terminare nello stomaco, nel duodeno o nel digiuno ma hanno tutte la caratteristica di utilizzare vie di accesso naturali naso, più comunemente, o bocca. Si utilizzano in genere pe periodi di tempo limitati poiché fastidiose per il paziente.

Le stomie sono comunicazioni fisiche, ottenute per via chirurgica, collegando lo stomaco (PEG) o l’intestino (PEJ) del paziente con l’esterno attraverso dispositivi (placche e sacchetti) appositi tenuti ancorati alla pelle del paziente tramite cerotti integrati e si utilizzano in permanenza o comunque per periodi di tempo prolungati permettendo una migliore gestione del paziente e minori fastidi.

Le tipologie di placche (convesse, a protezione totale o con anello) e sacchetti (integrati alla placca o staccabili e con fondo aperto o chiuso) sono variabili a seconda delle caratteristiche dei pazienti e del tipo di stomia praticata

L’OSS e la gestione del sondino naso-gastrico (SNG)

Come già detto, l’inserimento e la rimozione del SNG sono di competenza del medico e dell’infermiere, che hanno anche il compito, almeno nelle realtà ospedaliere ed istituzionali, di attaccare i flaconi e le sacche nutrizionali e gestirne la velocità di infusione. Diverso è il caso dei pazienti nel proprio domicilio, in cui spesso gli OSS e i caregiver vengono formati dall’infermiere che si occupa della famiglia, alla gestione autonoma delle sacche nutrizionali e delle pompe.

I compiti dell’OSS nella gestione del SNG si limitano essenzialmente alla sorveglianza e segnalazione di eventuali anomali e nell’igiene del naso.

E’ necessario controllare che il paziente si trovi in posizione semiseduta, per facilitare la peristalsi fisiologica e prevenire reflussi, controllare che il sondino sia ben fissato e che non ci siano arrossamenti e lesioni sull’ala del naso e all’interno delle narici.

L’operatore socio sanitario si occuperà quindi dell’igiene del naso e della bocca del portatore di SNG e del cambio del cerotto (ogni 2-3 giorni). La procedura prevede di:

  •  spiegare la procedura al paziente, raccogliendo eventuali dubbi o disagi
  •  lavarsi accuratamente le mani e indossare i guanti
  •  pulire le narici con un cotton fioc imbevuto di fisiologica
  •  controllare che non ci siano lesioni nelle narici
  •  fissare di nuovo la sonda con un cerotto ipoallergenico,
  •  Lavare denti e labbra almeno due volte al giorno.

Ricordate che il paziente portatore di SNG respirerà prevalentemente con la bocca e le mucose si seccheranno più facilmente. È necessario tenere sempre umido il cavo orale.

L’OSS Operatore Socio Sanitario e la gestione delle stomie percutanee.

La gestione della stomia, in quanto procedura standardizzata è di competenza dell’OSS. L’OSS ha il compito, in primis, di occuparsi dell’igiene della stomia e di segnalare le anomalie rilevate.

Per l’igiene della cute che circonda la stomia è preferibile utilizzare acqua e saponi neutri, da utilizzare con spugne o panni morbidi. I tempi per la sostituzione della stomia variano a seconda della tipologia di presidi utilizzati e della sua posizione, consigliamo di valutare caso per caso insieme al personale sanitario che si occupa de paziente.

La procedura per la sostituzione della stomia è la seguente:

  •  informare la persona e raccogliere eventuali dubbi o perplessità
  •  lavarsi le mani
  •  indossare i guanti
  •  Posizionare confortevolmente la persona e coinvolgerla nella procedura
  •  Porre un telo di protezione sotto la sacca;
  •  Scollegare la sacca dal bordo superiore per evitare perdite di materiale fecale;
  •  Buttare il dispositivo nel contenitore apposito;
  •  Togliere il materiale fecale fuoriuscito con delle garze asciutte;
  •  Lavare accuratamente la stomia e la cute che la con l’acqua tiepida;
  •  Asciugare delicatamente;
  •  Esaminare lo stato della cute e della mucosa, in caso di alterazioni avvisare l’infermiere.
  •  Dopo aver eseguito la pulizia della stomia, scegliere il dispositivo più adatto
  •  Sistemare la placca nell’orifizio;
  •  Assicurarsi che l’adesivo abbia fatto presa;
  •  Riordinare il materiale e l’unità abitativa del paziente;

 È importante ricordarsi di evitare di utilizzare altri prodotti oltre l’acqua, se non su stretta indicazone medico-infermieristica e non strofinare per non irritare inutilmente la stomia.

operatore socio sanitario

Chi è l’operatore socio-sanitario, formazione, obiettivi, mansioni

Redazione No Comments

La figura dell’Operatore Socio Sanitario è stata istituita ufficialmente nel 2001 a seguito dell’accordo Stato Regioni del 22/02/2001 ed è operante nel campo dell’assistenza socio-sanitaria.

Le sue mansioni si affiancano a quelle infermieristiche e sono volte al soddisfacimento dei bisogni primari della persona oltre che a garantire il benessere psico-fisico e sociale dei pazienti e degli utenti.

OSS – Operatore Socio Sanitario: mansioni

In generale Gli Operatori Socio Sanitari svolgono incarichi nell’assistenza di base, come:

  • aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane,
  • effettuazione di piccole medicazioni,
  • aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, prevenzione di ulcere da decubito, rilevazione dei parametri vitali,
  • realizzazione di attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico,
  • osservazione e collaborazione alla rilevazione dei bisogni,
  • trasporto del materiale biologico,
  • attuazione interventi di primo soccorso,
  • disbrigo di pratiche burocratiche,
  • attività di sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione.

Gli OSS lavorano in équipe con altre figure, in autonomia o su attribuzione medico- infermieristica, dell’educatore professionale, del fisioterapista oppure dell’ostetrica e di altre professioni sanitarie (in sostanza opera, coopera e collabora).

Solitamente la loro formazione di base è affidata ad aziende private convenzionate con le Regioni (raramente sono gli Enti regionali a realizzare dei corsi di qualifica tecnica). Non esiste a livello nazionale un piano formativo standardizzato, ma è possibile riassumere gli elementi essenziali che non dovrebbero mai mancare in un piano di studi per OSS.

Oggi l’operatore socio sanitario è una realtà ben radicata e affermata nel territorio italiano.

La formazione dell’operatore socio-sanitario

La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale, e non in maniera specifica, dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l’OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle singole Regioni.

Il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario avviene di norma attraverso la frequentazione di un corso organizzato da enti in base alle specifiche esigenze richieste dalla regione. Al termine dei corsi si svolgono esami teorici e pratici e generalmente è richiesta la compilazione di una tesina ed un periodo di tirocinio.

A chi si rivolgono i corsi per Operatore Socio Sanitario

Destinatari del corso OSS sono tutte le persone (maggiorenni) desiderose di sperimentare le proprie capacità andando a ricoprire un ruolo molto ricercato in ambiti ospedalieri ed extra ospedalieri, soprattutto tra le nuove realtà assistenziali domiciliari emergenti.

È necessario un diploma di terza media di base.

Obiettivo della formazione OSS

L’obiettivo della formazione OSS è mettere gli operatori in condizioni ottimale per garantire un’assistenza di base adeguata a pazienti di diverse fasce di età ed affetti da patologie differenti, operando in collaborazione con l’équipe sanitaria.

I corsi sono inoltre improntati su segmenti di utenza specifici:

  • anziani,
  • malati terminali,
  • contesti ospedalieri,
  • contesti residenziali,
  • Rsa,
  • centri diurni e domiciliari.

Modalità di formazione professionale Operatore Socio Sanitario

La formazione dell’OSS parte dalla conoscenza del suo ruolo:

  • L’OSS opera, agendo in autonomia rispetto a determinati interventi;
  • L’OSS coopera, in quanto preparato a svolgere una parte di attività in collaborazione con altri membri dell’équipe
  • L’OSS collabora, agendo su precise indicazioni fornite da professionisti ai quali si affianca.

Metodi formativi del corso per Operatore Sanitario OSS

Il profilo formativo dell’OSS è suddiviso in diverse competenze che lo studente acquisisce durante i corsi che è tenuto a seguire.

Per ogni competenza sono definite abilità implicate (che riguardano la manualità e le capacità che si acquisiscono per svolgere al meglio le varie mansioni) e conoscenze implicate (le nozioni teoriche fornite dal corso).

Struttura dei corsi di formazione OSS

Pur nella diversità dovuta alle specifiche regionali, i corsi di formazione Operatore Socio Sanitario OSS hanno caratteristiche comuni e forniscono per ogni area disciplinare un approccio adeguato per metodo e contenuti.

Le modalità di tali corsi OSS prevedono:

  • lezioni frontali, con utilizzo di tecniche interattive per coinvolgere lo studente;
  • laboratori di simulazione e valutazioni delle competenze acquisite con utilizzo di check-list.

La lezione frontale per Operatore Socio Sanitario

La lezione frontale, completata da proiezione di video esplicativi e da slides (per esempio con mappe concettuali che favoriscano l’apprendimento), permette un approccio didattico interattivo sfruttando al massimo le risorse del gruppo classe.

La formazione degli Operatori Socio Sanitari OSS in questo modo sfrutta sia i vantaggi dei metodi di apprendimento classici, sia delle potenzialità offerte da rielaborazione, discussione, confronto, attualizzazione e scambio.

L’obiettivo comune docente – studenti è il paziente: la preparazione avviene in orientamento al benessere e alla miglior assistenza possibile dell’utente finale.

L’utilizzo di risorse formative quali slides e video, oltre a permettere di catturare l’attenzione dello studente per un periodo maggiore, consente, anche prima del tirocinio, di concretizzare, attraverso l’Osservazione, quella che sarà la realtà assistenziale.

Le immagini esplicative di manovre e tecniche che l’operatore utilizzerà in futuro rendono più fruibile l’informazione trasmessa.

I laboratori di simulazione OSS

I laboratori di simulazione su manichino forniscono allo studente la possibilità di mettersi alla prova in un contesto protetto, prima dell’inizio del tirocinio, e costituisce un’attività propedeutica allo stesso.

La realizzazione di casi clinici, con i quali lo studente si confronta, simulano situazioni lavorative e concretizzano le nozioni teoriche proposte dal docente avvicinando e preparando lo studente OSS alla variabilità degli scenari operativi nei quali si troverà coinvolto rafforzando la preparazione teorica e permettendo una migliore assimilazione della teoria.

I laboratori per le esercitazioni sono funzionali a tutte quelle materie di studio relative a tecniche assistenziali specifiche, quali:

  • igiene alla persona;
  • identificazione dei bisogni assistenziali;
  • alimentazione;
  • eliminazione;
  • movimento;
  • riposo/sonno;
  • primo soccorso;
  • assicurazione di corretta termoregolazione e assicurazione di posture per un’idonea respirazione.

Una delle competenze fondamentali per gli Operatori Socio Sanitari OSS è l’Osservazione nel paziente di segni e sintomi anomali nello stato di salute dell’assistito e la corretta esposizione del quadro Osservato al responsabile dell’assistenza, individuandone la priorità.

Fa parte delle attività di simulazione l’identificazione di ogni cambiamento dello stato psicofisico della persona, di vitale importanza nella preparazione dell’OSS.

L’esame finale per Operatore Socio Sanitario OSS

Al termine del percorso formativo lo studente è tenuto a superare un esame finale.

Check-list per OSS

L’utilizzo delle check-list come strumento di management degli outcomes è essenziale per effettuare un’adeguata e quanto più possibile imparziale valutazione delle competenze tecniche acquisite dallo studente.

Le check list vengono costruite dal docente in base alla letteratura per tutte le attività e gli studenti sono tenuti ad avvalersi si esse per organizzare il proprio ordine di priorità nell’assistenza al paziente: sulla capacità di attenersi a tali scalette viene valutato il futuro OSS, tenendo presente che la giusta sequenza di operazioni garantisce una prestazione efficiente, la giusta attribuzione delle priorità e la riduzione degli errori, che potrebbero avere gravi conseguenze.

L’utilizzo di questo strumento, inoltre, permette di contenere il rischio di soggettività durante la valutazione, poiché in esso è contenuto un elenco di azioni individuate a priori che consente di analizzare in modo strutturato e sistematico il grado di padronanza delle conoscenze dello studente in merito ad ogni argomento trattato.

La costruzione della check-list prevede una scala per la valutazione di ogni singola attività:

  • livello minimo: lo studente non sa svolgere l’attività;
  • livello intermedio: lo studente svolge l’attività, ma in modo non completo;
  • livello massimo: lo studente svolge l’attività in modo completo e autonomo.

Esame orale OSS

Oltre alle attività strettamente legate alla salute del paziente, l’Operatore Socio Sanitario OSS è tenuto alla conoscenza di alcune materie che possono essere valutate tramite esame o orale o scritto:

  • legislazione;
  • metodologia del lavoro;
  • assistenza sociale;
  • elementi di psicologia.
  • La durata della formazione

Tesine Operatore Socio Sanitario

A termine del percorso di studi, l’Operatore Socio Sanitario è tenuto a presentare una tesina, un elaborato scritto con un numero di pagine che varia tra le 10 e le 15 e che generalmente è suddiviso in 4 o più sezioni, inerente al percorso di studi scelto. Per gli Operatori Socio Sanitari OSS è previsto un approfondimento del tirocinio, Ossia una relazione dettagliata di un caso clinico Osservato durante le ore di pratica in ospedale o presso qualsiasi altra struttura socio-sanitaria.

All’esposizione del caso viene affiancata anche una parte che deve dimostrare le competenze ottenute nelle aree di studio:

  • socio-culturale
  • istituzionale
  • legislativa
  • psicologica e sociale
  • igienico-sanitaria
  • tecnico-operativa.

Il completamento della tesina

è nella ricerca bibliografica, che permetterà un più alto livello di formazione.

I l percorso di qualificazione dell’operatore socio sanitario è stabilito a livello regionale e prevede un buon numero di ore di frequenza (circa 1000 a seconda delle sedi) alle quali si aggiungono attività complementari di tirocinio e moduli di formazione teorico-pratica.

operatore socio sanitario in corsi

Una nuova e straordinaria iniziativa ARES abbraccia il sociale, il futuro è per tutti!

Redazione No Comments

Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie, ancora una volta, di creare un nuovo bando di selezione e regalare straordinarie opportunità formative ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli è una dimensione sensibile e particolarmente attenta alle esigenze dei giovani. Da sempre allineata coi ragazzi, per loro e con loro, ARES, ha avviato una serie di attività ma anche una precisa sequenza di azioni ed iniziative volte al supporto e soprattutto al loro sostegno. Il mondo, o meglio, il mondo attuale, non regala spiccate certezze o grandi speranze, soprattutto per quel che concerne il campo professionale. Le problematiche, infatti, sono molteplici, gli svantaggi non sono da meno; ma fortunatamente, altrettanto numerose sono le iniziative attivate da ARES per il tenace contrasto di tali sfavorevoli situazioni.

Per l’Associazione Ricerca e Sviluppo di Napoli prendere a carico i bisogni e soprattutto le necessità dei giovani è, infatti, uno degli obiettivi primari, oltre che vera e propria ragion d’essere di un’immensa, avvincente e storica attività. Ed è proprio in linea con tali obiettivi ed aspirazioni che Ares sceglie, dunque, di creare un nuovo bando di selezione per regalare due posti per un percorso didattico a titolo totalmente gratuito da destinarsi, nello specifico, a due candidati appartenenti ad una fascia di reddito particolarmente svantaggiata.

La straordinaria opportunità regalata da ARES vuole, quindi, offrire la magnifica possibilità di partecipare gratuitamente alla nuova edizione dei corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS). Attraverso delle opportunità di formazione e di crescita soprattutto umana, oltre che lavorativa, ARES, vuole, dunque, ampliare gli orizzonti di un futuro che deve sorridere e, finalmente, appartenere a tutti.

La chance offerta da ARES punta, quindi, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione ma a donare delle vere e proprie opportunità di riscatto umano oltre che professionale; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative oltre che straordinarie esperienze di vita. Tale pacchetto di esperienze frutterà, infatti, in risultati estremamente concreti come la possibilità di arricchimento del proprio curriculum vitae, in una più completa e valida preparazione professionale, in un’esperienza di crescita personale ineguagliabile e in una possibilità di arricchimento per un titolo estremamente ambito e richiesto dall’attuale panorama lavorativo nazionale.

Un’opportunità straordinaria quella, quindi, offerta da ARES e per prendervi parte sarà necessario recarsi in sede entro e non oltre il 5 marzo 2018; un’occasione da cogliere al volo, dunque, oltre che una chance straordinaria, bella da vivere e buona da pensare.

L’attuale mondo giovanile può sembrare, infatti, forte, vigoroso, indipendente, tuttavia, mostra e dimostra una ben diversa realtà; una realtà estremamente delicata, sensibile, la cui spiccata necessità di cura e tutela risulta più che evidente. Ed è per questo che ARES vuole creare risposte ed opportunità formative e professionali soprattutto per questa piccola grande fetta di mondo e garantire, così, quel giusto step per il conseguimento di miglioramenti concreti e vantaggi ben più solidi, per la prima volta, a favore di tutti.

ARES vanta, infatti, con orgoglio la sua attitudine e la sua propensione alla risoluzione ed alla trasformazione in risultati concreti di tutti i suoi più originari obiettivi. Lavorare con i giovani, e soprattutto, per i giovani è infatti fondamentale per poter realizzare quanto sopra auspicato, ma ancor più importante, è rivolgersi alla totalità schierandosi anche accanto a chi di svantaggi ne vive di tipo personale.

Grande chance quella, dunque, donata da ARES.

La specializzazione offerta da tale percorso formativo garantisce, infatti, alla tipica figura professionale di OSS – Operatore Socio Sanitario – quel giusto bagaglio di conoscenze in più atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e sempre più richieste funzioni complementari. Per accedere a tale straordinaria opportunità occorrono, tra l’altro, pochi requisiti, tra cui: essere già in possesso di un titolo di Operatore Socio Sanitario OSS, presentare una copia del modello ISEE e superare una prova scritta.

Recandosi presso la sede ARES di Viale Campi Flegrei 41 e compilando una semplice domanda di iscrizione potrà, dunque, aprirsi uno straordinario panorama fatto di occasioni, opportunità, sbocchi professionali e bellissime esperienze.

Di Serena Giorgio

operatore socio sanitario sei

Ancora una volta, ARES sceglie la strada giusta, quella delle imperdibili occasioni!

Redazione No Comments

Dopo lo strepitoso successo della precedente iniziativa “I regali di ARES”; l’Associazione Ricerca e Sviluppo sceglie di ripetersi ed aprirsi ancora una volta al sociale andando incontro anche ai ragazzi colpiti da svantaggio economico.

ARES, da sempre schierata a favore dei giovani, sceglie, dunque, di riservare le stesse opportunità anche ai soggetti più svantaggiati, perché  il FUTURO È DI TUTTI e ARES vuole assicurarlo!

Questa volta, infatti, ARES vuole offrire la straordinaria opportunità a due giovani di poter partecipare GRATUITAMENTE ai nuovi corsi di formazione professionale per la figura di OPERATORE SOCIO SANITARIO CON FORMAZIONE COMPLEMENTARE (OSSS).

La specializzazione di tale figura professionale è, infatti, estremamente importante e consente e garantisce quel bagaglio di conoscenze atto a qualificare un Operatore Socio Sanitario con la più completa preparazione circa le nuove e richieste funzioni complementari.

Per accedere a tale opportunità occorrono pochi requisiti:

Partecipare non è mai stato così semplice!

Basterà semplicemente recarsi in sede, compilare una domanda di iscrizione e presentare un modello ISEE.

Il superamento di una prova scritta sarà, infine, l’ultimo piccolo step da superare per accedere ud una grandissima chance professionale oltre che a una miriade di belle esperienze!

L’opportunità offerta da ARES mira, dunque, a regalare, non solo dei semplici corsi di formazione, ma delle vere e proprie chance; delle occasioni da non perdere ed in grado di assicurare eccezionali possibilità lavorative!

 

Le iscrizioni sono già aperte e per poter partecipare sarà necessario recarsi in sede e presentare domanda

entro e non oltre il 5 marzo 2018.

Perciò, non esitare, Il tempo stringe!  E i posti  sono solo due.

 

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Tel: 0815704220 / 0815705650 - Fax : 08119360595 / 08119360666 - Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 | Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 - 80124 Napoli                                  Sede Operativa : Via Medina n.5 - 80133 Napoli / Mail : info@infoares.it