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Tag Archives: servizio civile

il servizio civile nazionale in italia

ARES ed il Servizio Civile: opportunità concreta per i giovani

Redazione No Comments

Come districarsi tra Servizio Civile Nazionale e Servizio Civile Universale

Chi volesse mettersi in gioco come volontario del Servizio Civile troverà in ARES Associazione Ricerca e Sviluppo una guida sicura

Una bussola per le nuove regole: ARES

Con le nuove regole è diventato più complesso districarsi tra le diverse modalità di presentazione delle domande per effettuare il Servizio Civile e molti giovani che vogliono provare questa esperienza ne escono disorientati.

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo, è una associazione senza scopo di lucro che svolge prevalentemente attività di formazione professionale ed è quindi un osservatorio privilegiato per fornire gli input corretti per sciogliere i nodi della normativa vigente. ARES è attiva da un ventennio ed opera in linea con il modello normativo internazionale UNI EN ISO 9001:2000.

Snodi tra complessità e semplificazione

La funzione di ARES è quella di raccogliere adesioni presso enti pubblici e privati, divenendo lo snodo attivo tra i giovani e le opportunità di impiego, tra cui anche quello nel Servizio Civile.

Il passaggio da Servizio Civile Nazionale a quello Universale abilita le piccole realtà no profit, così come anche i Comuni, le cooperative attive nel sociale ed anche Enti no profit, a collegarsi con enti capofila cui è demandata la complessa fase di definizione dei progetti e del coordinamento dei volontari selezionati.

In questo scenario complesso, ARES si propone come ente capofila a cui possono rivolgersi per sviluppare i progetti di proprio interesse per l’anno 2019. Le associazioni ONLUS, le scuole, i Comuni, ma anche Parrocchie e cooperative ed altri enti no profit possono trovare quindi in ARES Associazione Ricerca e Sviluppo un punto fermo cui fare capo per partecipare al Servizio Civile. Il requisito imposto nel 2019 per l’accreditamento è che si abbiano 100 sedi sul territorio nazionale o almeno 30 a livello regionale.

Chi è interessato a presentare il proprio curriculum per svolgere attività di volontario può chiedere informazioni operative direttamente presso i Centri ARES, ricordando che il prerequisito richiesto è di essere giovani maggiorenni, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni.

Come ottenere le informazioni sui bandi

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo , si è proposta quale ente capofila prefigurandosi l’obiettivo di raccogliere adesioni presso enti pubblici e privati, lavorando sinergicamente con essi. Infatti, con il passaggio dal Servizio Civile Nazionale a quello Universale, è data alle piccole realtà no profit la possibilità di unirsi con un ente capofila responsabile di tutta la fase di progettazione e di coordinamento dei volontari.

Ricordiamo comunque che il Servizio Civile può essere svolto da giovani maggiorenni, tra  i 18 e 29 anni, rispettando tutte le modalità previste dal bando. Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti recapiti: Tel: 0815704220 / 0815705650 – Fax : 08119360595 / 08119360666 – Mobile: 3929164153

Apertura Uffici : dal lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

La  Sede Legale è in Viale Campi Flegrei 41 – 80124 Napoli, mentre la Sede Operativa è in Via Medina n.5 – 80133 Napoli / Mail : info@infoares.it; servizio.civile@infoares.it.

Articolo di: Federica Amodio

emendamento per il servizio civile nazionale proposta dal movimento 5 stelle e lega

Servizio Civile, tentativo per l’aumento dei fondi

Redazione No Comments

Due emendamenti sono stati proposti da M5S e PD per provvedere all’aumento dei fondi destinati al Servizio Civile

Abbiamo già parlato, in data recente, della difficile situazione relativa ai fondi stanziati dal Governo per il Servizio Civile. Numeri impietosi, che parlano di più di 40 milioni di euro in meno tra il 2019 e il 2021. Alle accorate proteste delle associazioni coinvolte è seguito inizialmente uno scoraggiante silenzio. Qualcosa, però, sembra cominciare a muoversi.

Proposte bipartisan

Le lamentele sembrano essere arrivate alle orecchie di esponenti della maggioranza come dell’opposizione. A dare il via alle danze è stato Vincenzo Spadafora, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Servizio Civile. Da lì in poi sono due gli emendamenti proposti, uno dal Movimento Cinque Stelle e uno dal Partito Democratico.

La proposta dei Cinque Stelle, in questi giorni discussa alla Commissione Bilancio Della Camera, parla di 97.289.496 milioni di euro aggiuntivi a quelli già stanziati per il 2019, che raggiungerebbero così la rispettabile cifra di 245 milioni di euro. I fondi, pare, verrebbero recuperati dal Fondo per l’attuazione del piano nazionale per la riqualificazione e rigenerazione delle aree urbane degradate, stanziato dal Ministero dell’Economia. Più altisonante la proposta del PD, che punta ad aggiungere ben 252 milioni di euro ai fondi per il Servizio Civile.

Ad occuparsi dell’emendamento sono stati gli onorevoli Bonomo, Quartapelle, Ceccanti, Boschi e Carnevali. In questo caso i fondi arriverebbero dalla rimodulazione dei fondi per l’attuazione delle politiche di governo. Nell’emendamento proposto dal PD si parla, inoltre, anche di 15 milioni da stanziare, per ciascuno degli anni del triennio 2019-2021, per rifinanziare i Corpi civili di Pace istituiti nel 2013.

Nuove speranze

L’insieme di voci levatesi a sostegno del Servizio Civile sembra, dunque, non essere passato inosservato. La rottura del silenzio è già un primo segnale incoraggiante, così come lo è l’arrivo di due emendamenti da parte di altrettante fazioni politiche.

A questo punto non resta che aspettare nuovi sviluppi e sperare per il meglio, ovvero che uno dei due emendamenti proposti venga, effettivamente, considerato attuabile, andando a migliorare non di poco la situazione in cui rischia di versare il Servizio Civile per i prossimi tre anni.

ARES ed il Servizio Civile

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo, si propone quale ente capofila prefigurandosi l’obiettivo di raccogliere adesioni presso enti pubblici e privati, lavorando sinergicamente con essi.

Per quest’anno non è più possibile inviare il proprio curriculum per partecipare in quanto volontari, tuttavia per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti recapiti: Tel: 0815704220 / 0815705650 – Fax: 08119360595 / 08119360666 – Mobile: 3929164153

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Articolo di: Ivan Marra

decreto sicurezza del ministro salvini

Il Decreto Sicurezza di Salvini esclude gli immigrati clandestini dal Servizio Civile

Redazione No Comments

È stato recentemente approvato al Senato il Decreto Sicurezza, primo provvedimento di governo firmato da Matteo Salvini che si prefigge l’obiettivo di disporre contromisure contro terrorismo, lotta alle Mafie e sicurezza pubblica.

In tale decreto vi è una sezione dedicata all’immigrazione, che ha fatto nascere alcune polemiche negli ultimi giorni. Vi sono sei punti fondamentali che riassumono efficacemente a situazione post-decreto degli immigrati in Italia:

  • In caso di reati quali violenza sessuale, furto, lesioni aggravate a pubblico ufficiale o spaccio, vi può essere da ora un annullamento della richiesta di asilo politico nonché espulsione immediata per i migranti.
  • Qualora si presentasse un’emergenza umanitaria, è possibile concedere un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta.
  • I trattenimenti nei centri per il rimpatrio possono durare ora un massimo di 180 giorni (rispetto al precedente massimo di 90 giorni).
  • Se un immigrato fosse ritenuto pericoloso per lo Stato in caso di reati legati al terrorismo, potrebbe essere revocata lui la cittadinanza. Una domanda di cittadinanza potrebbe essere, inoltre, rifiutata anche in caso di matrimonio con un cittadino/a italiano/a.
  • Sono stati stanziati ingenti fondi per i rimpatri: 500.000 euro per il 2018; 1,5 milioni di euro per il 2019 e 500.000 euro per il 2020.
  • I piccoli centri Sprar non potranno più accogliere richiedenti asilo, ma unicamente minori non accompagnati o chi avesse ricevuto la protezione internazionale.

Inoltre, lo scorso 2 ottobre è stato comunicato un taglio dei fondi destinati al servizio civile per i richiedenti asilo. L’anno scorso a tale progetto avevano partecipato 192 ragazzi e sarebbe stato possibile per altri 2880 partecipare quest’anno. Un taglio, questo, che ha permesso un risparmio di 18 milioni di euro, portando di contro un’esclusione completa degli immigrati interessati al progetto.

immigrati durante la traversata a mare

ARES ed il Servizio Civile

L’ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo, si è proposta quale ente capofila prefigurandosi l’obiettivo di raccogliere adesioni presso enti pubblici e privati, lavorando sinergicamente con essi. Infatti, con il passaggio dal Servizio Civile Nazionale a quello Universale, è data alle piccole realtà no profit la possibilità di unirsi con un ente capofila responsabile di tutta la fase di progettazione e di coordinamento dei volontari.

Per quest’anno non è più possibile inviare il proprio curriculum per partecipare in quanto volontari, ma vi ricordiamo comunque che il Servizio Civile può essere svolto da giovani maggiorenni, tra i 18 e 29 anni, rispettando tutte le modalità previste dal bando. Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti recapiti: Tel: 0815704220 / 0815705650 – Fax: 08119360595 / 08119360666 – Mobile: 3929164153

Apertura Uffici: Lunedi al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 

Sede Legale : Viale Campi Flegrei 41 – 80124 Napoli.

Sede Operativa : Via Medina n.5 – 80133 Napoli 

Mail : info@infoares.it; servizio.civile@infoares.it

 

Articolo di : Andrea Nastro

Corpo Europeo di solidarietà: nuovo progetto rivolto ai giovani

Corpo Europeo di solidarietà: nuovo progetto rivolto ai giovani

Redazione No Comments

L’Unione Europea stanzia un nuovo progetto rivolto ai giovani, destinato ad azioni di solidarietà e sostegno ai più svantaggiati

Giovedì scorso, 4 ottobre, è stato reso pubblico il nuovo Regolamento Europeo, denominato “Corpo europeo di solidarietà”. Il documento è stato ufficializzato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dopo l’approvazione definitiva del Parlamento e del Consiglio Europeo.

I dettagli del Regolamento

Il nuovo Regolamento è entrato in vigore a partire dal 5 ottobre, pertanto dovrà essere obbligatoriamente applicato in tutti i Paesi dell’Unione.

Alla base del Regolamento, senza dubbio, vi è la tematica della solidarietà, da sempre valore fondante dell’Unione Europea. Con questo progetto, il Corpo europeo di solidarietà ora offre la possibilità ai giovani di contribuire in maniera solidale e significativa alla società. L’obiettivo, infatti, è quello di promuovere la solidarietà, di sviluppare nuove abilità, conoscenze ed anche competenze, ma soprattutto di arricchirsi in maniera inestimabile in termini di umanità.

In questo modo, infatti, il Corpo europeo di solidarietà inaugurerà una nuova iniziativa volta a cambiare, assolutamente in positivo, la società stessa, attraverso l’impegno in termini di supporto e di sostegno verso tutti i soggetti e le comunità che si stanno impegnando per accrescere modelli di cittadinanza attiva e di solidarietà nel Vecchio Continente.

Il ruolo dei giovani in questo progetto

All’interno di questo scenario, un ruolo fondamentale è giocato dai giovani. Sono coinvolti, infatti, tutti i ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, che potranno partecipare anche in forma di volontari. L’obiettivo del progetto è anche quello di favorire l’inserimento lavorativo dei più giovani attraverso degli appositi contratti di apprendimento, di formazione oppure attraverso tirocini.

Il sostegno alle attività dei giovani

Il Regolamento stabilisce anche la possibilità di finanziare dei progetti a sfondo solidale promossi da gruppi di giovani, comprendenti almeno 5 componenti. Le proposte di attività dovranno riguardare il contesto locale, intervenendo in una specifica comunità di riferimento, alla quale andrà indirizzato il proprio spirito di iniziativa. In particolare, la priorità del Corpo europeo di solidarietà è rivolta a progetti di inclusione di giovani più svantaggiati e con minori opportunità.

Il progetto in Italia

Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea sarà l’Agenzia Nazionale per i Giovani a poter attuare quest’iniziativa nel nostro Paese, promuovendo così un programma annuale di lavoro. L’Agenzia Nazionale per i Giovani collaborerà per la realizzazione del progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri/Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, in qualità di Autorità Nazionale.

I fondi stanziati

Il Corpo europeo di solidarietà ha previsto lo stanziamento globale, fino a dicembre 2020, di circa 376 milioni di euro. Di questi, ben 55 milioni da investire nel 2018, di cui circa 4,6 milioni sono indirizzati solo all’Italia. I fondi dovranno finanziare, quindi, attività di solidarietà, cioè volontariato e progetti di solidarietà, che si stima assorbiranno circa il 90% delle risorse. Il restante 10%, invece, sarà investito per operazioni di inserimento nel mondo del lavoro, sotto forma di contratti professionali o tirocini.

I tempi per presentare le proposte

Per inviare le proposte è stato pubblicato un apposito Avviso pubblico dal 10 agosto, con decadenza ultima al 16 ottobre per tutte le iniziative riguardanti il corrente anno.

Clicca qui per accedere direttamente al link del Regolamento.

 

Kristina Barresi

 

servizio civile nazionale in puglia

Bando Servizio Civile Anci Puglia: opportunità per 50 giovani

Redazione No Comments

Nuovo Bando Servizio Civile Anci Puglia: la procedura selettiva riguarderà 50 giovani, ma bisogna affrettarsi, c’è tempo fino al 28 settembre

Anci Puglia ha comunicato, sul portale istituzionale (http://www.anci.puglia.it/index.php/news/top-news/4603-servizio-civile-anci-puglia-seleziona-50-giovani-domande-entro-28-settembre-2018), la pubblicazione di un bando per la selezione di 50 giovani da impiegare in 5 diversi progetti di Servizio Civile. I progetti riguarderanno la sede Anci di Bari, ma anche i Comuni di Binetto, Canosa di Puglia, Castrì di Lecce, Collepasso, Cursi, Faggiano, Guagnano, Lequile, Palagianello, Neviano, Poggiorsini, Polignano a mare, Sammichele di Bari, Specchia, Trepuzzi, Triggiano.

In ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale sul Servizio Civile, la procedura selettiva riguarderà candidati che abbiano un’età compresa tra 18 e 28 anni al momento di presentazione della domanda. Il bando è stato pubblicato lo scorso mese di agosto e scadrà il giorno 28 settembre. Sono ammessi al bando i cittadini italiani, quelli comunitari e gli stranieri, purché muniti di regolare permesso di soggiorno.

Il bando riserva alcuni posti a coloro che sono in possesso esclusivamente del diploma di scuola media. Costoro dovranno barrare, all’interno dell’Allegato 3 presente nel bando, la voce “bassa scolarizzazione”.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: come presentare la domanda

Le modalità di presentazione delle domande, così come esplicitato sul portale istituzionale di Anci Puglia sono le seguenti:

  1. a mezzo “raccomandata A/R ad Anci Puglia, Via Marco Partipilo 61 – 70124 Bari;
  2. a mano, presso la sede Anci Puglia di Via Marco Partipilo, dal 27/08/2018 al 27/09/2018 dalle ore 9 alle 13,30; il giorno 28/09/2018 dalle ore 9 alle ore 18
  3. a mano, presso il Comune sede di attuazione del progetto prescelta per lo svolgimento del servizio;
  4. con Posta Elettronica Certificata (PEC) ,art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato, all’indirizzo PEC serviziocivile@pec.anci.puglia.it, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;

Il termine per l’invio delle domande via PEC o a mezzo raccomandata A/R è fissato al 28 settembre 2018. In caso di consegna della domanda a mano il termine è fissato alle ore 18.00 del 28 settembre 2018.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: quali sono le attività previste

I volontari che saranno stati individuati al termine della procedura selettiva potranno essere impiegati in attività molto diversificate tra loro.  Difatti le aree di intervento, così come individuate attraverso i 5 progetti di Servizio Civile approvati, comprendono servizi di educazione e promozione culturale, anche rivolti verso i minori, lotta all’evasione scolastica e all’abbandono scolastico, attività di tutoraggio scolastico, di difesa e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, valorizzazione dei centri storici minori e servizi di educazione ai diritti del cittadino. Il progetto scelto dal volontario e la sede a cui sarà stato assegnato determineranno il tipo di attività/servizio da svolgere.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: quanto dura e quanto si guadagna

La durata del Servizio Civile è stabilita dalla normativa nazionale ed è fissata in un periodo di 12 mesi, per un totale di almeno 1440 ore di lavoro complessivo. L’impegno settimanale è di 30 ore, di solito suddivise in 5 o 6 giorni di lavoro. Il compenso mensile, altrimenti detto rimborso forfettario, è pari a € 433,80.

Bando Servizio Civile Anci Puglia: info e riferimenti utili

Anci Puglia rende disponibili, a tutti coloro che avessero bisogno di ulteriori informazioni a riguardo, i seguenti recapiti:

  1. Sede di Anci Puglia, via Marco Partipilo 61, 70124, Bari
  2. Indirizzo e-mail: serviziocivile@anci.puglia.it
  3. Numero di telefono: 080 5772316. È possibile chiamare dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13,30.

Consigliamo infine a coloro che sono interessati ai prossimi progetti di Servizio Civile che saranno attivati sul territorio nazionale di consultare il portale istituzionale del Servizio Civile Nazionale, all’indirizzo: http://www.serviziocivile.gov.it/

 

Giuseppe Esposito

servizio civile in mozabigo

Italia-Mozambico: come il Servizio Civile può aprire nuovi orizzonti

Redazione No Comments

Lo scorso 20 agosto è stato pubblicato il nuovo bando 2018 per il Servizio Civile Nazionale e Internazionale. Tutti i giovani, italiani e stranieri interessati (provvisti del regolare permesso di soggiorno), tra i 18 e 28 anni, potranno inviare la propria domanda di partecipazione entro e non oltre il 28 settembre.

Tra i 5.408 progetti presentati, 94 di essi prevedono lo svolgimento di attività all’estero. Tale possibilità rappresenta una delle recenti innovazioni introdotte dalla riforma del Servizio Civile Universale.

Il progetto “Affacciati ad altri balconi” permetterà a 2 giovani di poter prestare opera di volontariato in Mozambico.

La condizione socio-culturale del Mozambico

Questo splendido Paese oggi è in via di sviluppo, ma purtroppo per anni è stato dilaniato da una guerra civile, che ha condotto a conseguenze umane ed economiche disastrose. Per far ripartire la sua economia, negli ultimi anni sono stati fatti importanti investimenti per lo più nel settore minerario, petrolifero e nella ricerca di giacimenti di gas naturale nonché nel settore agricolo e dei trasporti.

Tuttavia, anche se in via di sviluppo, il Mozambico registra, ad oggi, ancora una percentuale di analfabeti molto alta. Ben l’85% dei ragazzi in età di scolarizzazione non sa leggere e scrivere e la percentuale sale se si prende in riferimento il livello di istruzione delle donne nel Paese. Questi dati fanno riflettere: la promozione e lo sviluppo economico e culturale di una Nazione non possono non passare dall’istruzione e dall’eduzione del proprio popolo; solo garantendo un’adeguata formazione agli studenti mozambiani è possibile assicurare un futuro al Paese.

L’obiettivo del progetto “Affacciati ad altri balconi” è quello di formare il maggior numero di ragazzi possibile. Gli studenti possono scegliere uno dei numerosi corsi professionali offerti dalla scuola ed acquisire in questo modo tutte le conoscenze necessarie una volta conclusi gli studi, per trovare facilmente lavoro.

In quale contesto si svolgerà l’opera di volontariato

I missionari don Pio Bono e Caterina Fassio operano già da molti anni in Mozambico, nella cittadina di Inhassoro. Assieme all’IPSIA Vercelli e all’ENAIP con il loro contributo supportano la scuola professionale “Estrela do Mar”. La scuola, gestita dai due missionari e nata nel 2004, offre diversi corsi professionali tra cui: falegnameria, settore alberghiero, sartoria, ragioneria, meccanica ed elettrotecnica.

La scuola garantisce a 800 studenti di acquisire tutte le conoscenze necessarie per poter avviare una propria attività. L’Estrela do Mar è riconosciuta dal Ministero della Cultura Mozambiano tra i più importati istituti professionali del Paese.

I volontari che parteciperanno al progetto offriranno la propria collaborazione e supporto agli studenti e agli insegnanti sempre sotto la supervisione della dirigenza scolastica. Il loro compito sarà quello di verificare che l’approvvigionamento dei materiali sia adeguato all’espletamento dell’attività didattica. Inoltre, gli stessi saranno coinvolti direttamente nelle scelte per il miglioramento dell’offerta formativa della scuola.

I volontari che parteciperanno a questo progetto dovranno confrontarsi con una realtà molto diversa da quella italiana. I due giovani dovranno adeguarsi ad un modo di vivere completamente diverso dal nostro; di certo, però, la crescita culturale derivante da questa esperienza li arricchirà in modo indescrivibile.

Benedetta Greco

servizio civile domande per accedere

Servizio Civile: bando di selezione esteso fino a luglio

Redazione No Comments

La richiesta di Servizio Civile è stata prolungata fino a luglio per favorire i giovani di età compresa fra i 18-28 anni

Vista la scarsa richiesta di partecipazione al Servizio Civile negli anni precedenti, quest’anno si è pensato di prolungare la finestra di presentazione della domanda, in modo da favorire l’iscrizione dei più giovani, soprattutto degli studenti. I progetti del Servizio Civile sono stati già tutti approvati e finanziati, anche se ancora non si conosce la soglia del finanziamento. Il bando di selezione, scaduto il 30 novembre 2017, verrà pubblicato a luglio e sarà finalmente possibile visionare anche la graduatoria definitiva.

A divulgare la notizia è stato lo stesso Borrelli, presidente del Forum Nazionale Servizio Civile, che attraverso un post pubblicato sulla sua bacheca ufficiale il 5 giugno 2018 ha reso noti i dettagli della nuova proposta. Inoltre, in seguito alla nascita del nuovo Governo e in attesa che l’attuale Presidente del Consiglio conferisca il mandato al Servizio Civile, Borrelli in occasione della prima Consulta Nazionale Servizio Civile ha stilato la cartina di tornasole, ovvero l’agenda relativa agli impegni delle istituzioni coinvolte negli adempimenti del Servizio Civile.

In un comunicato, il presidente della FNSC tiene ad informare gli utenti interessati al bando che la graduatoria dei progetti degli enti nazionali è stata approvata dal Dipartimento della Gioventù e dal Servizio Civile e sarà disponibile tra pochi giorni.

In seguito, sarà possibile consultare anche la graduatoria dei progetti degli enti regionali che sono stati passati in rassegna e valutati dalle Regioni stesse.

Per quanto riguarda il bando per la selezione dei volontari che prenderanno parte a tali progetti, Borrelli fa sapere che ci sarà un po’ di ritardo, infatti, la sua uscita è prevista per la metà di luglio e gli interessati potranno fare richiesta entro e non oltre il 30 settembre 2018.

Si assiste, dunque, ad un notevole cambiamento, in quanto per la prima volta il bando avrà scadenza dopo l’estate. Questo è molto importante soprattutto per gli studenti universitari, che avranno la possibilità di presentare domanda senza troppa fretta e senza dover rinunciare alla sessione di esami estiva. Inoltre, ad essere agevolati sono anche gli studenti che quest’anno sosterranno l’esame di maturità dal momento che per loro ci sarà un ampio margine di preferenza anche in base alle scelte future per la loro carriera.

Nonostante i progetti inizieranno con un lieve ritardo rispetto agli anni precedenti, all’incirca tra ottobre e dicembre, si pone maggior attenzione alle esigenze dei giovani, che siano esse di studio o di altra natura.

Borrelli, inoltre, dalla sua bacheca personale informa i diretti interessati del Servizio Civile anche sulle altre scadenze e cambiamenti relativi al bando.

Il presidente comunica che il 30 novembre è prevista la scadenza per la presentazione dei progetti del bando ordinario del 2018, mentre il prontuario della novità introdotte dalla legge n. 40/17 è già presente sul sito del Dipartimento. Gli enti interessati a partecipare al Servizio Civile iscritti all’Albo nazionale o all’Albo del Servizio Civile universale, devono presentare i progetti soltanto al Dipartimento del Servizio Civile Nazionale e della gioventù.

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Gli enti, invece, iscritti all’Albo Regionale e delle Province autonome devono presentare i progetti relativi al Servizio Civile esclusivamente alle Province autonome ed alla Regione a cui sono collegate le sedi di esecuzione dei progetti presentati.

Infine, i progetti del Servizio Civile Nazionale che avranno luogo all’estero devono essere proposti solo al Dipartimento, senza tener conto dell’Albo a cui sono iscritti gli Enti promotori.

Sembra che le acque si siano scosse, gli enti iniziano a muovere i primi passi verso i nuovi progetti del 2018, ma nel frattempo si attendono ancora le Linee Guida che andranno a delineare ancora di più il prontuario. Infatti, saranno specificate meglio le misure sperimentali circa il Servizio Civile all’estero e il tutoraggio che favorisce l’ingresso al mondo del lavoro. Il tutto sarà gestito da un team specializzato che dal 5 giugno e in tempi ristretti avrà come compito quello di stabilire i principali provvedimenti dei vari progetti.

Non ci resta che aspettare l’uscita del bando per avere maggiori informazioni, ma al momento non possiamo non notare i molti cambiamenti a favore dei giovani, sperando che portino a maggiori adesioni.

Carla Sarnataro

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Servizio Civile: come richiedere i giorni di permesso

Redazione No Comments

Non tutti sanno che il Servizio Civile prevede, tra gli altri diritti, anche delle giornate di permesso. Vediamo quante ed in che modo è possibile richiederle

Il Servizio Civile Nazionale è, senza dubbio, un’esperienza molto pregnante per la crescita sia professionale che personale dei partecipanti. Negli ultimi anni sono sempre più numerosi i giovani, di età compresa tra i 18 e i 28 anni, che decidono di partecipare a questa importante esperienza.

I diritti per i partecipanti al Servizio Civile

Coloro che decidono di partecipare al Servizio Civile Nazionale aderiscono ad un apposito progetto, proposto da uno specifico Ente, sia in Italia che all’estero. Non può essere considerato un vero e proprio lavoro, ma più che altro è un anno interamente dedicata alla crescita personale ed alla formazione. Ciò nonostante, però, occorre specificare che i partecipanti a questo progetto hanno comunque dei diritti fondamentali, come i permessi, di cui sarebbe bene essere a conoscenza. Vediamo di seguito quali sono.

Quando e come richiedere i giorni di ferie fruibili?

Il partecipante, durante tutto il suo periodo di volontariato per il Servizio Civile Nazionale, ha a disposizione massimo 20 giorni di permesso per esigenze personali, come esami universitari o tesi di laurea, licenza matrimoniale e problemi familiari. Attraverso l’approvazione di questi permessi, il volontario può assentarsi anche per più di 24 ore consecutive, ma non può frazionarli in più orari o in giornate diverse. Non vanno chiaramente considerati come giorni di ferie i giorni festivi e le eventuali festività.

Quando e come richiedere i permessi straordinari?

Oltre ai 20 giorni di ferie fruibili, è possibile richiedere anche permessi straordinari che vengono considerati giorni di servizio effettivo e quindi non c’è bisogno che vengano recuperati.

Le motivazioni per cui verranno concessi i permessi straordinari sono:

  • 1 giorno per convocazione da parte di un Tribunale come testimone in un’udienza;
  • 1 giorno per esercitare il proprio diritto di voto, per tutti i volontari che risiedono ad una distanza compresa tra i 50 ed i 300 Km dal luogo in cui viene svolto il Servizio Civile Nazionale. Nel caso in cui si risieda oltre i 300 Km vengono concessi 2 giorni; se si è coinvolti in progetti in Paesi Europei 3 giorni mentre 5 per chi è al di fuori dei confini europei;
  • 1 giorno per ogni donazione di sangue; ne sono previsti in totale in un anno 4 per i ragazzi e 2 per le ragazze;
  • nel caso di nomina in occasione di operazioni elettorali come presidente, scrutatore, rappresentante di lista o segretario di seggio, verranno corrisposti i giorni effettivi alla durata delle stesse.

Come si richiedono i permessi?

Spesso possono sorgere dei dubbi in merito a come ed in che termini richiedere i permessi, pertanto di seguito verranno chiariti tutti i passaggi. Innanzitutto è bene sottolineare che i permessi vanno richiesti direttamente all’Ente dal momento che la decisione di accordarli o meno dipende dalle esigenze del singolo progetto. Il limite fissato per poter richiedere il servizio è di circa 48 ore prima della data da indicare. I giorni di permesso non fruiti non sono remunerati.

Dunque, se un volontario eccede con i 20 giorni previsti è compito dell’Ente inoltrare la comunicazione ufficiale all’Ufficio per il Servizio Civile Nazionale (USCN), che provvederà ad espellere il candidato dal progetto. Per coloro che effettuano il Servizio Civile in Italia non sono previste giornate di permesso aggiuntive per viaggi, mentre per coloro che effettuano il volontariato all’estero sono conteggiati 2 e 4 giorni in più, rispettivamente rispetto a Paesi Europei o Extra Europei, da aggiungere ai 20, che sono, invece, uguali per tutti.

Kristina Barresi

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Servizio civile obbligatorio? Impossibile senza i fondi necessari

Redazione No Comments

Il Servizio Civile obbligatorio è una realtà dimenticata da un po’, ma che è stata fatta riemergere in seguito ad un discorso del nuovo Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Mettendo da parte, infatti, la libera scelta dei cittadini per il servizio civile e militare, è stato fatto presente che «sarebbe bello reintrodurre il servizio militare e il servizio civile obbligatori per reinsegnare la convivenza civile».

Non mettendo in questione l’aspetto morale di quest’affermazione, è bene però riflettere sulle necessità economiche che starebbero alla base di questa scelta. La leva obbligatoria, militare o civile che sia, è necessariamente retribuita ed essendo il nostro paese una Repubblica basata sul lavoro, non garantire un compenso per una professione obbligatoria si tradurrebbe in vera e propria schiavitù.

È stata fatta una stima dei fondi necessari per riportare sul suolo italiano la leva obbligatoria la quale coinvolgerebbe 100mila giovani. La cifra così calcolata è di circa 400 milioni di euro, più del doppio delle risorse stanziabili al momento per consentire l’attuazione di questa manovra. Sono infatti 150 i milioni di euro attualmente utilizzabili per finanziare un simile progetto, che non è comunque condiviso a quanto pare da Licio Palazzini, presidente della CNESC (Conferenza Nazionale Ente Servizio Civile). Quest’ultimo avrebbe dichiarato: «c’è necessità di politiche pubbliche di rinforzo del senso di appartenenza alla società civile sulla base di una libera scelta…».

Considerando la cifra di 400 milioni di euro, occorre ricordare che essa non sarebbe da investire una tantum, bensì come quota minima e necessaria annua. Vi sono ulteriori stime che, non basandosi su soli 100mila giovani, portano la cifra necessaria alla reintroduzione della leva obbligatoria a svariati miliardi.

Noi dello staff di ARES riteniamo che la sensibilizzazione al Servizio Civile sia fondamentale e che il sentimento di appartenenza alla nostra Nazione dovrebbe guidarci verso un sostegno concreto al patrimonio italiano e ai suoi abitanti. È importante ribadire, però, come tale scelta debba essere completamente autonoma, senza costrizioni di alcun genere. Tralasciamo per un secondo la questione economica, soffermandoci su una considerazione morale. Indubbiamente il Servizio Civile, italiano, europeo o extraeuropeo che sia, è un aiuto concreto che può garantire un miglioramento delle condizioni di vita generali dei cittadini appartenenti a varie fasce di età.

La considerazione di Salvini tenderebbe a sminuire un lavoro che scaturisce dall’altruismo, trasformandolo in un semplice obbligo, da svolgere volente o nolente.

La situazione del Servizio Civile in Italia oggi

È davvero necessario pensare alla leva obbligatoria? A giudicare dai recenti dati non sembrerebbe. Il Servizio Civile ha riscontrato negli ultimi mesi un boom di richieste, in particolare tra i più giovani. La situazione per le organizzazioni regionali che ad esso afferiscono appare florida, con un aumento ingente della domanda per i ragazzi con meno di 29 anni.

Il fondo europeo da stanziare alla dimensione regionale del Servizio Civile sarebbe interessato anche da un aumento del 30% rispetto a quanto investito nel 2015-2017. Molto incoraggianti sono anche i dati riguardanti la situazione lavorativa dei ragazzi che si sono impegnati nel programma: il 46% di essi tra i 22 e i 29 anni avrebbe trovato lavoro entro un anno dal Servizio.

I volontari hanno dimostrato quindi di saper dare il loro valido contributo in situazioni delicate come quelle relative all’ immigrazione, alla sanità, all’assistenza per gli anziani, maturando competenze e ricevendo un compenso per il loro lavoro. La situazione regionale è stata invece abbastanza controversa per il Veneto. Essa prevedeva in un prossimo futuro la possibilità di 8 mesi di leva obbligatoria, civile o militare, per i giovani. Per mancanza di organizzazione, tuttavia, l’iniziativa non è andata in porto in quanto non sarebbe stato possibile gestire una tale iniziativa al momento.

di Andrea Nastro

Juma Refugees il Google maps dei rifugiati

Juma Refugees, il Google maps dei rifugiati

Redazione No Comments

Formato da sette aree tematiche e tradotto in cinque lingue, Juma Refugees offre sistemi di accoglienza e di orientamento al lavoro

Juma, rifugiato afgano giunto in Italia a 14 anni, mai avrebbe pensato che il portale per tutti coloro che si trovano nella sua stessa situazione avrebbe portato il suo nome. Oggi ha intrapreso la carriera di cuoco in un ristorante a Roma ed è entusiasta che ci sia finalmente un server che aiuti tutti i rifugiati e i richiedenti asilo a rintracciare servizi gratuiti, proposti da varie associazioni sparse sul territorio italiano. L’idea del portale è venuta all’Agenzia Onu per i Rifugiati Unchr. Arci Nazionale ha messo a disposizione anche un numero verde (800 905 570) per chi volesse ottenere informazioni.

Juma Refugees, il Google maps dei rifugiati

Filippo Miraglia, presidente dell’Arci Nazionale, ha motivato la nascita del progetto, affermando che: «Partendo dalla storia di Juma abbiamo pensato di mettere in rete tutti i servizi per i rifugiati. Questo progetto è il tentativo di collegare e valorizzare ogni singolo servizio sul territorio. I rifugiati potranno ritrovarlo sul loro cellulare e arrivarci con Google Maps».

Sul sito www.jumamap.com è possibile sfogliare sette aree tematiche: assistenza amministrativa- legale e psico-sociale, scuole di italiano, assistenza sanitaria, centri antiviolenza di genere, accoglienza e orientamento al lavoro. Gli scopi del progetto Juma sono l’aggiornamento e la valorizzazione dei servizi già presenti sul sistema. Il portale Juma è in cinque lingue: arabo, cinese, inglese, francese e italiano; ultimamente, inoltre, sono state inserite anche versioni di amarico, tigrino e somalo. Il servizio, una volta scelto su una OpenStreet, calcola attraverso la navigazione cellulare il giusto percorso per raggiungere la struttura desiderata.

Ma come funzionano le aree tematiche? Ad esempio prendiamo quella dell’accoglienza. Qui esistono tutte le mappe dei complessi di abitazioni famiglia per mamme e bambini e di accoglienza notturna, B&B per adulti, anziani o malati.  Se prendiamo, invece, quella sanitaria vediamo che, oltre a plessi nosocomiali, ci sono anche complessi infermieristici super dotati, associazioni di volontariato e organizzazioni che offrono gratuitamente servizi di medicina di base e/o specialistica. 

Per quanto concerne la sezione “Orientamento lavoro”, qui vengono collocate tutte le mappe delle strutture di istruzione, sindacati, associazioni, CPI e quelle di formazione al lavoro, che fungono da sistemi di informazione non a pagamento e formazione al lavoro. Sempre in questa sessione si possono riuscire a conseguire stage e/o richiedere incentivi per il lavoro. Il ricorso giudiziario nei confronti delle sentenze delle Commissioni Territoriali sulle richieste di stato di rifugiato servito dagli enti, associazioni e organizzazioni lo si può, invece, cercare nella sezione “assistenza amministrativa legale”. Non solo, qui ci sono anche i ricorsi sui documenti di unione familiare riguardanti i permessi di soggiorno.

Per chi invece vuole integrarsi a pieno nel sistema italiano, sono disponibili anche corsi di lingua gratuiti rivolti sia a grandi che piccini impostati su vari livelli di apprendimento. Quasi ogni città italiana ha sedi in cui poter seguire corsi di italiano con professori qualificati e, al termine, conseguire la certificazione che va dal livello A1 a quello della padronanza della lingua C2.

Un altro tema importante che si trova tra le aree tematiche di Juma è quello della violenza sulle donne. Infatti ci sono mappe anche di strutture adibite all’accoglienza ed al sostegno delle donne che hanno subito violenza, rintracciabili nella parte bassa del sito.

Non fanno parte dei servizi offerti dal portale quelli del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e gli stabilimenti di accoglienza straordinaria (Cas), che sono invece gestiti dalle Prefetture, in quanto i rifugiati non possono accedervi liberamente ma solo tramite inserimento del Ministero. Quindi gli obiettivi che Juma vuole perseguire sono:

  • Cercare il servizio che più si aggrada e rivolto a chi ne ha bisogno (dove dormire, dove trovare assistenza legale, dove trovare assistenza sanitaria e psico-sociale e anche centri dove apprendere la lingua).
  • Tutti gli enti pubblici e privati non ancora mappati potranno farsi conoscere fornendo i loro servizi ai rifugiati e richiedenti asilo.
  • I complessi o le strutture messe a sistema potranno tramite password modificare o aggiornare le note, avvisando contemporaneamente che nell’immediato presente offrono determinati servizi.
  • Potenziare i servizi esistenti e inserirli in rete.

Varie autorità hanno tentato di spiegare le funzioni e gli obiettivi di Juma durante la presentazione del portale. Andrea Pecoraro, Rappresentante Onu, ha affermato: «L’obiettivo che ci siamo posti è quello di un rafforzamento del servizio centrale a partire dal numero verde per i rifugiati, multilingue – sottolinea -. Non è un caso che gli abbiamo dato il nome di un rifugiato: vogliamo mettere al centro del percorso le persone. L’altro obiettivo – aggiunge – è quello di rafforzare il sistema di informazioni. Quando parliamo con i richiedenti asilo, ci rendiamo conto che molti di loro non sono a conoscenza dei loro diritti e dei servizi sul territorio. Vogliamo invertire questa tendenza».

Per Stefania Congia, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, invece, Juma è una grande idea. Accanto a una comunicazione strumentalizzata e negativa sui richiedenti asilo, ci sono comunità che stanno dando risposte straordinarie. C’è la quotidianità del fare e dell’agire di molte persone di cui non si dà conto – afferma -. Abbiamo mappato più di 2000 associazioni di migranti. Sappiamo quanto sia importante il passaparola per queste persone che hanno reciso i legami con il proprio paese di origine. Se li aiutiamo a ricominciare sarà più facile il loro processo di integrazione». Infine Valentina Itri, coordinatrice del progetto, ha ricordato: «Ora la sfida è far conoscere questo strumento ai richiedenti asilo e organizzeremo incontri in lingua per promuovere il portale».

Marco Stiletti 

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