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Le stomie e il ruolo dell’OSS

Alessandro Maria Raffone No Comments

L’Operatore Socio Sanitario ha un ruolo di grande rilevanza per quanto concerne le stomie e i pazienti stomizzati

Stomia (dal greco stoma ovvero bocca) è un termine medico indicante un’operazione chirurgica tramite la quale si viene a realizzare un’apertura nel corpo che permette la comunicazione tra l’intestino e l’esterno. In questo modo, invece che per via fisiologica, il corpo umano può svuotare il proprio contenuto attraverso questa apertura creata artificialmente. 

Quando è necessario questo tipo di intervento chirurgico?

L’intervento diventa improrogabile quando il sistema urinario o l’intestino non riescono più a svolgere le loro normali funzioni. 

Nello specifico, il posizionamento di una stomia avviene per tutta una serie di patologie e/o traumi, come nel caso, ad esempio, di tumori, malattie croniche e danni all’apparato digerente. In questi casi diventa necessario l’interruzione del passaggio degli scarti corporei attraverso il sistema urinario o quello digerente. 

Tre tipi di stomie

Esistono tre tipi di stomie, diversificate in base alla loro posizione: urostomia, ileostomia e colostomia. Ognuno di questi tipi può essere  o temporaneo, nel qual caso è necessario un intervento di ricanalizzazione alla guarigione dell’organo interessato, o definitivo. 

In entrambi i casi e per tutti i tipi di stomie è di fondamentale importanza prendersi buona cura della cute circostante perché dalla sua integrità o meno dipende la tenuta della sacca per la raccolta del materiale che si applica alla stomia e, di conseguenza, la qualità della vita del paziente.

Informazioni varie sulla stomia

Una stomia è in pratica un’apertura rivestita da una mucosa simile a quella della bocca: lucida, umida e rossa. Inoltre è priva di muscoli e terminazioni nervose, pertanto anche se ha lo svantaggio di non poter essere controllata dal cervello, possiede l’indubbio vantaggio di non provocare al paziente alcun dolore o sensazioni sgradevoli.

Comunemente, tendiamo a identificare come stomie tutto l’insieme applicato al paziente: l’apertura chirurgica (la stomia vera e propria), la placca che si applica alla stomia per tenerla aperta (fungendo da raccordo con il dispositivo di raccolta), il filtro ( che riduce l’emissione di gas e li deodora) e la sacca di raccolta, nella quale si vanno a depositare i prodotti di scarto (urine o feci) espulsi attraverso la stomia. Placca, filtro e sacca costituiscono nel loro insieme il dispositivo di raccolta. Questi ultimi si differenziano tra loro in base al tipo di materiale di cui sono composti, al tipo di filtro, al tipo di placca e alla tipologia di sacca.

Lo stomaterapista

La gestione della stomia è demandata allo stomaterapista, infermiere specializzato che svolge un ruolo fondamentale nell’insegnare l’uso e la corretta applicazione dei dispositivi di raccolta e nell’insegnare al paziente la gestione autonoma della stomia così da garantirgli il recupero della normale vita quotidiana e delle attività di socializzazione.

L’essere obbligati a portare una stomia può comportare risvolti negativi quali difficoltà di adattamento alla nuova condizione e rifiuto della medesima (aspetti psicologici quindi). Senza dimenticare la patologia o il danno fisico che hanno reso improrogabile l’utilizzo di questo dispositivo.

Il ruolo dell’OSS nel far comprendere la nuova realtà al paziente

E’ molto importante per un OSS (Operatore Socio Sanitario) conoscere le diverse procedure utili ad assistere nel miglior modo possibile la persona stomizzata sia da bambino sia da adulto.

Gli Operatori Socio Sanitari, infatti, sono chiamati a rapportarsi con i pazienti stomizzati e dovranno far comprendere a questi ultimi che la vita continua normalmente, anche in questa nuova condizione, aiutandolo a utilizzarlo correttamente (compresa la loro manutenzione). 

Il benessere del paziente non potrà, così, che beneficiarne. 

Il lavoro dell’OSS, è bene sempre ricordarlo, è subordinato a quello dell’infermiere il quale mantiene l’obbligo di supervisionare e la responsabilità dell’operato dall’Operatore Socio Sanitario. 

Su tutto questo e su molto altro discuteremo in una prossima Web Conference targata ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo). 

Momento del siminario ARES sulle stomie per OSS

Seminario OSS sulle stomie: grande successo di ARES

Alessandro Maria Raffone No Comments

Il seminario sulle stomie dedicato agli OSS (Operatori Socio Sanitari) e organizzato da ARES venerdì scorso ha avuto un grande successo di pubblico

Venerdì scorso, 12 aprile, si è tenuto presso la sede ARES di Bagnoli (Napoli), viale Campi Flegrei numero 41, un seminario per Operatori Socio Sanitari (OSS) dall’evocativo titolo Stoma Care: il ruolo dell’Operatore Socio Sanitario.

Seminario OSS

Il Seminario OSS è stato moderato dal Dottor Giuseppe Sorvillo, Presidente C. N. C. Campania e Docente ARES e introdotto dalla Dottoressa Giovanna Brancaccio, Responsabile e Coordinatrice dei Corsi ARES.

I lavori sono stati organizzati in due distinte sessioni: la prima di carattere teorica; la seconda di natura pratica. Entrambe sono state sviluppati da esperti del settore medico e ospedaliero.

Non solo questo è stato trattato nel seminario. Sono stati ampiamente analizzati il supporto, empatico e psicologico, che l’Operatore Socio Sanitario deve assicurare al paziente stomizzato. In particolare si è parlato della stomia in età pediatrica.

Altro momento del seminario Ares sulle stomie

Altro momento del seminario Ares sulle stomie

La stomia in età pediatrica

Il confezionamento di una stomia in età pediatrica, come tutte le situazioni di questo genere, è un momento traumatico sotto l’aspetto psicologico per il bambino. Pertanto, sono necessari tutte una serie di interventi di sostegno indirizzati al piccolo e alla sua famiglia, partendo dalla fase di ospedalizzazione alle dimissioni del piccolo paziente e anche oltre.

Diversi studi hanno dimostrato come alcuni bambini rischino di soffrire gravi danni nello sviluppo della personalità e della funzione psichica globale, causati dalla loro malattia, dal dolore provato, dall’applicazione delle stomie e da pratiche chirurgiche spesso invasive.

I genitori, gli educatori, i familiari e tutti gli operatori sanitari professionisti, diventano gli interlocutori privilegiati con i quali il bimbo entra in contatto durante la malattia e dal modo con cui queste diverse figure si interfacceranno con il piccolo che dipenderà   sia   il   buon   esito   delle   cure   che   l’interiorizzazione   in   senso   positivo dell’esperienza nella psiche del piccolo.

Da tutto ciò si evince che l’OSS ha il ruolo, fondamentale, di far accettare al piccolo paziente e alla sua famiglia la nuova condizione, che non deve essere in alcun modo intesa come una menomazione ma come un modo differente di vivere la vita da quel momento in avanti.

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